mercoledì 27 giugno 2012

Johann Wolfgang Goethe da viaggio in Italia

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 (dal primo viaggio)

Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?
Nel verde fogliame splendono arance d'oro
Un vento lieve spira dal cielo azzurro
Tranquillo è il mirto, sereno l'alloro
Lo conosci tu bene?
Laggiù, laggiù
Vorrei con te, o mio amato, andare!

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 ( durante il secondo viaggio)
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L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti
come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé.
Bello è il paese! Ma Faustina, ahimè, più non ritrovo.
Non è più questa l'Italia che lasciai con dolore.
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Johann Wolfgang Goethe
 .
Johann Wolfgang Goethe racconta i suoi viaggi in Italia... ''L'Italia è come la lasciai'' scrive e aggiunge ''ognuno pensa per se ...''. 
 Caro Wolfgang, è da tanto che non ci sentiamo... 
è da quando, giovanissimo, faticavo sulle tue ''Affinità elettive'' .
 Purtroppo dall'ultimo tuo viaggio nulla è cambiato ma, ti assicuro, ancora fioriscono i limoni

domenica 24 giugno 2012

Anatole France


 

Anatole France par Leroux

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Mai prestare libri, nessuno te li ridà.
Gli unici libri che mi sono rimasti sono quelli che mi hanno prestato gli amici.
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Anatole France - Wikipedia

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 Tutti i cambiamenti,
anche i più desiderati,
hanno la loro malinconia,
perché ciò che lasciamo dietro
è una parte di noi.
Dobbiamo morire in una vita prima
di poter entrare in un'altra.

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Italo Calvino > Lezioni americane

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Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio. Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica. Le immagini di leggerezza che io cerco non devono lasciarsi dissolvere come sogni dalla realtà del presente e del futuro...

Italo Calvino >
"Lezioni americane" di Italo Calvino: riassunto e spiegazione dell ...
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Marco Tullio Cicerone - da De Officiis


George Dmitriew
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C'è un libro sulla fine degli uomini, scritto da Dicearco, grande e facondo filosofo peripatetico, il quale elencate le altre cause, quali le inondazioni, le pestilenze, le devastazioni, perfino le improvvise invasioni di animali, di cui dimostra che hanno distrutto con la loro violenza intere stirpi umane, mette poi a riscontro quanti più uomini sono stati soppressi dalla violenza di altri uomini, cioè da guerre e sedizioni, rispetto a qualunque altra calamità naturale.

Marco Tullio Cicerone

De Officiis
II, 16

Remo Pagnanelli


Telemaco Signorini


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...  mi godo questa luce ultima
della fine senza fine.
Profonda
quanto più nel ritrarsi
pare scalfire.
Che non possiede,
che spossessa le cose e te,
riducendo all’osso e al bianco.
Quant’altra sotto ne dorme
che la pioggia non offusca.

I lari
 
mi si affollano intorno per darmi conforto.
Ma nulla possono col loro affannoso perorare,
quando tutti vedono che stanno fermi e addormentati,
non divorano più le offerte e zitti ributtano
qualsiasi voto ...
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Remo Pagnanelli (1955-1987)
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Remo Pagnanelli nasce Macerata nel 1955 ed è morto nel 1987.
Sono da ricordare gli studi su Sereni ''La ripetizione dell’esistere'' (Milano, Sheiwiller 1981) ed inoltre la monografia su Fortini (Ancona, Il lavoro editoriale).
Tra i vari studi si è occupato in particolare di Montale, Bertolucci, Giudici, Caproni,
 Insieme a G. Garufi ha fondato e diretto la rivista “Verso” e curato l’antologia Poeti delle Marche (Forlì, Forum, 1982).
Per la poesia ha esordito con la raccolta Dopo (Forlì, Forum, 1982) a cui hanno fatto seguito Musica da viaggio, (Macerata, Olmi, 1984), Atelier d’inverno (Treviso, Accademia Montelliana, 1986) Preparativi per la villeggiatura (postumo e lasciato in pulito, edito da, Amadeus, 1988). Epigrammi dell’inconsistenza (Grottammare, Stamperia dell’arancio, 1992, curato da E. De Signoribus che raccoglie testi anteriori a Dopo).
(Fonte: http://www.cultura.marche.it/CMDirector.aspx?id=5712)

Lucio Anneo Seneca da De brevitate vitae(I, 3-4)

Ci è stata data un vita abbastanza lunga e per il compimento di cose grandissime, se venisse spesa tutta bene; ma quando si perde tra il lusso e la trascuratezza, quando non la si spende per nessuna cosa utile, quando infine ci costringe la necessità suprema, ci accorgiamo che è già passata essa che non capivano che stesse passando.
È così: non abbiamo ricevuto una vita breve, ma la rendiamo tale, e non siamo poveri di essa ma prodighi. Come ricchezze notevoli e regali, quando sono giunte ad un cattivo padrone, in un attimo si dissipano, ma, sebbene modeste, se sono state consegnate ad un buon amministratore, crescono con l'uso, così la nostra vita dura molto di più per chi la dispone bene.


Lucio Anneo Seneca
De brevitate vitae(I, 3-4)

lunedì 18 giugno 2012

Nelly Sachs da Poeti della malinconia

Vincent Van Gogh

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Grondai così dalla parola:

un frammento di notte
a braccia spalancate
una bilancia solo
per soppesare fughe
in questo tempo stellare
calata nella polvere
impressa d'orme.

E' tardi ormai. Ciò che è lieve mi lascia
e ciò che è greve
già vanno via le spalle
come nubi
braccia e mani
libere nel gesto.

Molto scuro è sempre il colore del ricordo

Mi riprende così
la notte in suo possesso.


Nelly Sachs
da Poeti della malinconia

mercoledì 13 giugno 2012

Casomai ...



Destinatario sconosciuto - la guerra !


Giorgio Vasari - Affresco della Battaglia di Scannagallo (di Marciano del 1554), 13 x 8 metr

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Ieri pensavo alla guerra che nessuno ci ha dichiarato ma che, a mio avviso, stiamo vivendo e al fallimento dei principi negoziali che dovrebbero essere sempre perseguiti per portare frutti il più possibile durevoli .
Pensavo alla guerra e a Melville e al suo Benito Cenero ( la nave .. la rivolta degli schiavi) : la guerra !
 La crisi economica e quindi politica e sociale è tutto questo… una grande guerra che nessuno ha dichiarato ma che stiamo vivendo.
 Ha i suoi campi di battaglia, le sconfitte e le vittorie, conta i suoi morti .

E noi la stiamo perdendo.
 Era così anche nel 1933 e c’è chi ignora la storia del XX secolo

Trovo che i drammi e gli orrori della guerra andrebbero proposti tutti i giorni, come prima notizia, come deterrente per rimuovere l’indifferenza di coloro che si sono assuefatti all’idea che essa sia parte integrante della vita.
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Peter Paul Rubens - Copia della Battaglia di Anghiari

lunedì 11 giugno 2012

R.M.Rilke, 1. Elegie Duinesi

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Nell'aprile del 1910 fu invitato dalla principessa Maria della Torre Tasso nel suo castello di Duino. In questo splendido luogo Rilke compose le prime elegie, poi terminate in un piccolo castello a Muzot, presso Sierre, nel Canton Vallese in Svizzera, pubblicate nel 1923 con il titolo Duineser Elegien (Elegie duinesi). 
 .
Si racconta che fu la vista della suggestiva scogliera di Duino ad offrirgli il primo spunto. 
In una rigida mattina di gennaio 1912 il poeta camminava a stento lungo la scogliera mentre la bora soffiava impetuosa sconvolgendo le acque del mare.
 All'improvviso si dice avvertisse una misteriosa voce interiore che gli dettò i due versi iniziali di quella che sarebbe diventata la prima elegia: 
 .
Ma chi - se gridassi - mi udrebbe 
dalle schiere degli Angeli?
E se a un tratto un Angelo mi stringesse al suo cuore 
la sua essenza più forte 
mi farebbe morire,
perchè il bello 
non è che il tremendo al suo inizio
noi lo possiamo reggere ancora,
lo ammiriamo anche tanto,
perchè esso
calmo
sdegna di distruggerci. 
Degli Angeli ciascuno è tremendo
 .
***
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 Wer, wenn ich schrie, hörte mich denn aus der Engel Ordnungen? Und gesetzt selbst , es nähme einer mich plötzlich ans Herz: ich verginge von seinem stärkeren Dasein. Denn das Schöne ist nichts als des Schrecklichen Anfang , den wir noch gerade ertragen, und wir bewundern es, weil es gelassen verschmäht, uns zu zerstören. Ein jeder Engel ist schrecklich… R.M.Rilke, 1. Elegie

sabato 9 giugno 2012

Salmo 33 (34)


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Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.
Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.
L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono e li salva.
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Rubens - la distruzione del tempio

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Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore, suoi santi,
nulla manca a coloro che lo temono.
I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.

Venite, figli, ascoltatemi;
v'insegnerò il timore del Signore.
C'è qualcuno che desidera la vita
e brama lunghi giorni per gustare il bene?
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Rubens - cena in casa di Simone

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Preserva la lingua dal male,
le labbra da parole bugiarde.
Stà lontano dal male e fà il bene,
cerca la pace e perseguila.

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo.
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Chagall

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Gridano e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.

Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore.
Preserva tutte le sue ossa,
neppure uno sarà spezzato.

La malizia uccide l'empio
e chi odia il giusto sarà punito.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,
chi in lui si rifugia non sarà condannato.
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Chagall - L'ebreo errante

giovedì 7 giugno 2012

Lucio Anneo Seneca - Lettere a Lucilio, 1,2

Geoge Clausen

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Da quanto mi scrivi e da quanto sento, nutro per te buone speranze: non corri qua e là e non ti agiti in continui spostamenti. Questa agitazione indica un'infermità interiore: per me, invece, primo segno di un animo equilibrato è la capacità di starsene tranquilli in un posto e in compagnia di se stessi.
 Bada poi che il fatto di leggere una massa di autori e libri di ogni genere non sia un po' segno di incostanza e di volubilità. Devi insistere su certi scrittori e nutrirti di loro, se vuoi ricavarne un profitto spirituale duraturo. Chi è dappertutto, non è da nessuna parte. Quando uno passa la vita a vagabondare, avrà molte relazioni ospitali, ma nessun amico. Lo stesso capita inevitabilmente a chi non si dedica a fondo a nessun autore, ma sfoglia tutto in fretta e alla svelta.
 Non giova né si assimila il cibo vomitato subito dopo il pasto. Niente ostacola tanto la guarigione quanto il frequente cambiare medicina; non si cicatrizza una ferita curata in modo sempre diverso. Una pianta, se viene spostata spesso, non si irrobustisce; niente è così efficace da poter giovare in poco tempo. Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne.
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Tholen W.B.

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"Ma," ribatti, "a me piace sfogliare un po' questo libro, un po' quest'altro." È proprio di uno stomaco viziato assaggiare molte cose: la varietà di cibi non nutre, intossica. Leggi sempre, perciò autori di valore riconosciuto e se di tanto in tanto ti viene in mente di passare ad altri, ritorna poi ai primi. Procurati ogni giorno un aiuto contro la povertà, contro la morte e, anche, contro le altre calamità; e quando avrai fatto passare tante cose, estrai un concetto da assimilare in quel giorno.
 Anch'io mi regolo così; dal molto che leggo ricavo qualche cosa. Il frutto di oggi l'ho tratto da Epicuro (è mia abitudine penetrare nell'accampamento nemico, ma non da disertore, se mai da esploratore); dichiara Epicuro: "È nobile cosa la povertà accettata con gioia."
 Ma se è accettata con gioia, non è povertà. Povero non è chi ha poco, ma chi vuole di più. Cosa importa quanto c'è nel forziere o nei granaî, quanti sono i capi di bestiame o i redditi da usura, se ha gli occhi sulla roba altrui e fa il conto non di quanto ha, ma di quanto vorrebbe procurarsi? Mi domandi quale sia la giusta misura della ricchezza? Primo avere il necessario, secondo quanto basta. Stammi bene.
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Geoge Clausen

mercoledì 6 giugno 2012

Ovidio

 
 
Senza di me, piccolo libro - e non te ne voglio - andrai a Roma:
purtroppo non vi può andare il tuo autore.
Prendi nella tua tristezza l'aspetto richiesto da tale situazione:
niente succo a tingere di porpora il tuo involucro
- è un colore
che non si addice al lutto -.
Non farti levigare i margini con la pomice friabile
- apparirai così, con la chioma lunga e in disordine -
e non vergognarti di avere delle sbiaditure:
chi le vedrà capirà che sono state le mie lacrime...

Ovidio
Tristia
I, I, 1-13

Luciano Erba - In tram verso il nulla

M. C. ESCHER
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Scale
che non portano
da nessuna parte
scale
che salgono soltanto per scendere
è difficile orientarsi
nei dintorni del nulla.
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Luciano Erba prosegue il suo cammino “Senza bussola”, senza certezze, («sono a est della mia ferita | o a sud della mia morte?»): unico segno per orientarsi forse resta la traccia lasciata dalla poesia, graffio o carezza che sia, anche se essa non sempre si rivela all’altezza del compito assegnatole («Non ho ancora letto una poesia | che sia all’altezza del vostro olocausto.» in “Un giunco di palude”).
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 vai su ...Il tranviere metafisico
 

Thomas Stearn Eliot

Monet
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Non è per i suoi sentimenti personali, per i sentimenti scaturiti da particolari eventi della sua vita, che il poeta può risultare interessante o degno d'attenzione [...]. Il sentimento che dominerà nella sua poesia sarà invece molto complesso, ma non della complessità dei sentimenti di coloro che hanno sentimenti molto complessi o insoliti nella vita. Anzi, in poesia è un errore di eccentricità voler esprimere a tutti i costi i sentimenti umani nuovi; cercando la novità dove non può esserci si scopre il perverso.
Al poeta compete non di trovare nuovi sentimenti, ma di servirsi di quelli ordinari e, elaborandoli nella poesia, di esprimere sensazioni che non sono presenti nella realtà dei sentimenti [...].
La poesia non è un libero sfogo di sentimenti, ma un'evasione da essi; non è espressione della personalità, ma un'evasione dalla personalità. E' naturale, però, che solo chi ha personalità e sentimenti sappia che cosa significhi volerne evadere.
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Thomas Stearn Eliot
da Tradizione e talento individuale
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martedì 5 giugno 2012

Antonella Anedda



Klimt

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Per trovare la ragione di un verbo
perché ancora davvero non è tempo
e non sappiamo se accorrere o fuggire.
Fai sera come fosse dicembre
sulle casse innalzate sul cuneo del trasloco
dai forma al buio
mentre il cibo s'infiamma alla parete.
Queste sono le notti di pace occidentale
nei loro raggi vola l'angustia delle biografie
gli acini scuri dei ritratti, i cartigli dei nomi.
Ci difende di lato un'altra quiete
come un peso marino nella iuta
piegato a lungo, con disperazione.

Antonella Anedda
da Notti di pace occidentale
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Klimt

lunedì 4 giugno 2012


Louis Stevenson - Il mio letto è come un veliero


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Il mio letto è come un veliero:
Cummy alla sera mi aiuta a imbarcare,
mi veste con panni da nocchiero
e poi nel buio mi vede salpare.

Di notte navigo e intanto saluto
tutti gli amici che attendono al molo,
poi chiudo gli occhi e tutto è perduto
non vedo e sento più, navigo solo.

E a volte mi porto a letto qualcosa,
come ogni buon marinaio deve fare,
a volte una fetta di torta cremosa,
a volte balocchi per giocare.

Navigo tutta la notte come in volo,
ma quando infine il giorno è ritornato
salvo nella mia stanza, accanto al molo
il mio veliero è di nuovo attraccato.
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Louis Stevenson

Destinatario sconosciuto

Vincent Van Gogh
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La Germania è riuscita, lungo il secolo breve, per ben due volte, con mezzi militari a distruggere se stessa e l’ordine europeo
Non possiamo permettere che per la terza volta, pur con mezzi pacifici e le migliori intenzioni, sia la causa della distruzione delle speranze che l’Europa unita promette.
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Destinatario sconosciuto

Vincent Van Gogh
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Il nostro tempo è attraversato ‘’dalla filosofia del denaro’’.
Il denaro è simbolo dell'epoca moderna caratterizzata dall'impersonalità dei rapporti umani, sempre più freddi e distaccati e dalla conseguente perdita dei valori sia qualitativi che quantitativi.

Siamo sempre più ingranaggi di un sistema che ha smesso di mettere al centro la persona umana e i suoi bisogni.

Figuriamoci se - il sistema - pensa al futuro delle giovani generazioni …
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In questo scenario, nel mio breve, nel poco che sono e posso, resto dalla parte degli ultimi, dei sofferenti, di quelli che subiscono ingiustizie… resto a fianco di ‘’quelli che non hanno’’.
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domenica 3 giugno 2012

Antonella Anedda

Charles Courtney
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Aspetta che scenda la temuta notte, che scompaia
la luce dal crepuscolo, e ruoti
la terra sul suo asse.
Questa è la verita di questa sera incerta
sui cespugli di acacie e sulle case
questa è la sua misura - un acro di deserto...

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Antonella Anedda
da Notti di pace occidentale
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Attilio Bertolucci

Claude Manet
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 ...Il tempo
è un battito di minuti che si sente
a intervalli e si perde e ritrova
senza spavento, mentre l'ultima
luce del giorno s'appende a un comignolo
solitario, al curvo viandante
che se ne va e non torna sino all'anno
nuovo. Allora si sarà aperta l'aria
un'altra volta, le strade tenere
nel disgelo porteranno qua e là
in una confusione di raffreddori e di auguri,
i piccioni nel prato, le lenzuola nel cielo
la posta del mattino azzurra fra le mani.
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Attilio Bertolucci
da La capanna indiana
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sabato 2 giugno 2012

venerdì 1 giugno 2012

GUSTAVO ADOLFO BÉCQUER


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¿Qué es poesía?, dices mientras clavas
en mi pupila tu pupila azul.
¿Que es poesía? ¿Y tú me lo preguntas?
Poesía... eres tú.
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(Bécquer, dalla Rima XXI)
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Bécquer era solito ripetere la frase di Lamartine "la migliore poesia scritta è quella che non si scrive". Così avviene nelle sue settantanove Rimas, brevi come arpeggi, avendovi concentrato quel sentimento poetico che egli avrebbe voluto sviluppare in più ampie composizioni che tuttavia non scrisse. In esse "scorre tutta la poetica di un amore , dal suo sbocciare, fino al momento in cui la passione amorosa si trasforma in puro dolore. Subentra allora la solitudine dell'anima dolente e in quella desolata tristezza la poesia di Bécquer raggiunge la massima emotività: la luce diventa penombra, il riso è pianto, la musica silenzio e l'unica compagnia possibile è quella dei defunti". (Marina Cepeda Fuentes)
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Tu pupila es azul y, cuando ríes,
su claridad süave me recuerda
el trémulo fulgor de la mañana
que en el mar se refleja.

Tu pupila es azul y, cuando lloras,
las transparentes lágrimas en ella
se me figuran gotas de rocío
sobre una vïoleta.

Tu pupila es azul, y si en su fondo
como un punto de luz radia una idea,
me parece en el cielo de la tarde
una perdida estrella.
 .
(Bécquer, dalla Rima XIII)
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Friedrich Nietzsche




Casorati - donna dormiente

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Uomo, presta orecchio!
Che dice la profonda mezzanotte?
"Dormivo, dormivo,
da un profondo sonno mi sono svegliata.
Profondo è il mondo,
più profondo di quanto il giorno pensasse.
Profondo è il suo dolore.
Gioia: ancora più profonda del dolore.
Dice il dolore: 'Passa!'
Ma ogni gioia vuole l'eternità
vuole la profonda, più profonda eternità..."
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Friedrich Nietzsche
da Così parlò Zarathustra
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