mercoledì 7 ottobre 2015

martedì 6 ottobre 2015

San Francesco d'Assisi - Preghiera

Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:

dove è odio, fa ch'io porti amore,
dove è offesa, ch'io porti il perdono,
dove è discordia, ch'io porti la fede,
dove è l'errore, ch'io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch'io porti la speranza.

Dove è tristezza, ch'io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.

Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare
Poichè:

Se è: Dando, che si riceve:
Perdonando che si è perdonati;
Morendo che si risuscita a Vita Eterna.

Amen.







La chiesa di San Damiano e l'annesso convento francescano, sorgono fuori l'abitato diAssisi, in direzione sud.
La facciata della chiesa è inglobata all'interno di una più grande, a capanna, che comprende anche gli ambienti ad essa adiacenti. L'ingresso è preceduto da un basso portico con trearcate a tutto sesto sorrette da pilastri in mattoni; sopra l'arco centrale vi è un rosonecircolare.
L'interno della chiesa è a navata unica coperta con volta a botte ogivale, con una cappella laterale rettangolare a metà della parete di destra con, sull'altare, un pregevole Crocifissoligneo, opera di Innocenzo da Petralia che lo firmò nel 1637. In fondo alla navata, vi è la profonda abside, con volta più bassa rispetto a quella dell'aula; in essa trovano posto il moderno altare maggiore in pietra, il tabernacolo ligneo barocco e il coro dei monaci. Nel catino, vi è un affresco del XIV secolo raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Rufino e Damiano. Sull'arco absidale, invece, si trova una copia del Crocifisso di San Damiano(l'originale è custodito nella basilica di Santa Chiara).
Fonte Wikipedia


Ezra Pound da Canti pisani

Umberto Boccioni


Quello che veramente ami rimane,
il resto è scoria
quello che veramente ami non ti sarà strappato
quello che veramente ami è la tua vera eredità
il mondo a chi appartiene, a me, a loro,
o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile
Elisio, sebbene fosse nelle dimore d'inferno,
quello che veramente ami è la tua vera eredità
la formica è un centauro nel suo mondo di draghi.
Strappa da te la vanità, non fu l'uomo
che creò il coraggio, o l'ordine, o la grazia,
strappa da te la vanità, ti dico strappala!
e cerca nel verde mondo quale luogo possa essere il tuo,

raggiungerai così l'invenzione, la vera abilità dell'artefice.


Umberto Boccioni