venerdì 23 maggio 2008

PRIMO AMORE





Era una notte urbana,
rosea e sulfurea era la poca luce
dove, come da un muoversi dell'ombra,
pareva salisse la forma.
.
Era una notte afosa
quando improvvise vidi zanne viola
in un'ascella che fingeva pace.
.
Da quella notte nuova ed infelice
e dal fondo del mio sangue straniato
schiavo loro mi fecero segreti.
.
(1929 - Giuseppe Ungaretti)


giovedì 22 maggio 2008

Nè rose, nè aurore



Nè rose, nè aurore
sbocceranno
ma soffi di dolore
simili a vento gelido...
Ingannare tutto e tutti
guardare nell'animo,
trascinarci dentro,
sonnecchiosi e vinti
per non sentire il bisogno
neanche di piangere
nell'inutile sfogo
la luce spenta
(Giovenale Nino Sassi)

.




Le parole che mi invii lasciano una nostalgia di orizzonti lontani... il bisogno di dare un senso al vivere lo portiamo dentro e la natura ci aiuta a capire quanta bellezza si cela in noi... fa parte del nostro essere degli eterni cercatori di vita, assetati di un barlume di verità per la quale saremmo disposti a impiegare molte energie. Quella domanda perenne che ci abita trova risposta nel nostro abitare la vita... è così che alcune persone, quando le incontri, fanno parte di te e le ritrovi presenti nell'anima. Il tuo nome e il tuo volto sono sempre con me; è straordinario come i legami e le storie si intreccino e in maniera inattesa e inusuale si aprano nuovi orizzonti sconosciuti. Pensiamoci così, attenti a cogliere i sentieri che Dio apre davanti ai nostri passi.Che tu possa sentire in questi giorni la tenerezza della Sua misericordia che allevia le pene e le preoccupazioni; auguri per i tuoi lavori e per te: che le tue giornate siano un bouquet di fiori da offrire all'Amore.
.

mercoledì 21 maggio 2008

SALVATORE DI GIACOMO (Marzo)








Marzo: nu poco chiove
e n'ato ppoco stracqua
torna a chiòvere, schiove;
Ie 'o sole cu ll'acqua.
Mo nu cielo celeste,
mo n'aria cupa e nera,
mo d' 'o vierno 'e 'tempeste,
mo n'aria 'e Primmavera..
N'auciello freddigliuso
aspetta ch'esce o sole,
ncopp' 'o tterreno nfuso
suspirano 'e viole... .
Catarì, che vuò cchiù?
Ntienneme, core mio,
Marzo, tu 'o ssaje, si' tu,
e st'auciello song' io.
.
(Salvatore di Giacomo)
.
Auguro al Governo Berlusconi di riuscire, finalmente, a vincere la battaglia dei rifiuti di Napoli.




for the friends of English
March

March: there's a bit of rain,
just a bit later it stops:
it starts, then it stops again,
the sun laughs with the drops.
A moment of clear azure,
a moment of clouds threatening
a moment of winter's fury,
a moment of glorious spring.
A shivering bird nearby
waits for the sun to return,
while all of the violets sigh
over the sodden terrain.
Caterina!... Isn't it clear
from what you've already heard?
You know, you are March, my dear,
and I am that little bird.

martedì 20 maggio 2008

IL PIU' BELLO DEI MARI






Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.
(Nazim Hikmet)







MARTEDI' 20 MAGGIO 2008






CONVALESCENZA
.Le otto del mattino: mi alzo.
Che noia ! ... piove.
Metto il borsalino,
l'impermeabile alla Bogart,
immagino Casablanca.
.
Scendo le scale, apro il portone, esco.
Rivoli d'acqua accompagnano i passi.
Costeggio le case, entro in un bar,
ordino un caffè, una brioche.
Bevo il caffè,
la brioche sa di forno caldo.
.
Il locale ?
odora di muffe e piedi sudati.
Non è un bel posto.
.
Vado dal giornalaio, leggo di M….
e della sua ombra.
Non è una bella giornata: piove !
Immagino Casablanca.
.
Rientro a casa.
Ripongo l'impermeabile e il cappello borsalino
Siedo sul divano, mi alzo, prendo un libro,
apro il libro, mi siedo, inizio a leggere.
.Finalmente il sole mentre fuori piove.
.
(Giovenale Nino Sassi - maggio 2008)
.
Scrive Orsola,
."Un andamento quasi da ballata per questa bella poesia che usa i gesti del quotidiano per stemperare i momenti di malinconia.
Mi è piaciuto molto seguirti ed ho amato la descrizione che crea un'atmosfera da film in bianco e nero.
Un osservare pacatamente ma attentamente quello che ci circonda e si può respirare l'aria un po' puzzolente di quel bar.
...poi però.... il sole che ritorna con la lettura in cui immergersi per riuscire a dimenticare le cose che ci affliggono.
Molto, molto piaciuto questo testo, sei bravo Giovenale.
Un abbraccio e tutta la mia stima.
erandoro :-):-):-)"



lunedì 19 maggio 2008

di BERTHOLD BRECHT





“Un giorno vennero a prendere gli zingari e mi fece piacere perché rubacchiavano.



Poi vennero a prendere gli ebrei e non dissi nulla, perché mi stavano antipatici.


Vennero a prendere anche i comunisti ed io non dissi nulla perché non ero comunista.


Alla fine vennero a prendere me e non c'era rimasto più nessuno per impedirlo”.


Berthold Brecht


domenica 18 maggio 2008

A CASA MIA


A casa mia
c’è una scala vecchia
che sale e porta alle stanze.

I muri
anneriti dal tempo
vorrebbero una mano di nuovo...

un nero più vecchio
degli anni che mi videro bambino
seduto sui gradini
della scala che sale
che scende
dalla mia stanza.


(Giovenale Nino Sassi)
(1971)

sabato 17 maggio 2008

IVETA e L'Arameo Errante


Fotografia de Veríssimo Dias



"Emigrare è un po’ morire .Muori alla terra che stai lasciando, alla madre che ti ha visto crescere, all’ambiente che ti ha formato, alla sposa…... Perdi l’orizzonte che hai conosciuto, i monti e le strade, le tue strade……

Nel paese straniero l’emigrante si sente nessuno, anonimo.È duro il lavoro ma più duro è vivere in mezzo a gente che non ti capisce…"

(Giovenale Nino Sassi)


Não, ainda não aprendi italiano...
mas há já algum tempo que estas palavras me perseguem… pela melodia, pela mensagem (não é necessário saber italiano para as sentir), e claro, porque vivo o “drama” da emigração na primeira pessoa.
Sair do país em que nascemos, em que crescemos, em que iniciamos a nossa vida de adultos, e recomecar longe, não é fácil...

O anonimato, as diferenças culturais, aquilo que quase parece incompreensão generalizada pela tua forma de estar e de viver, podem ser obstáculos ferozes à integração, e à felicidade individual num país que não é o teu.

Pois é amigos, o quanto mudei eu desde que parti do meu cantinho de vento e mar... não mudei intencionalmente, mas fui obrigada a adoptar outros horários, outro tipo de alimentação, visto de forma diferente, porque o clima também é diferente, falo de forma distinta, uso expressões que nunca tinha ouvido antes.

Faço um esforco por não perder a minha originalidade, continuo a mesma penicheira amante do vento e do mar, que tenta fazer o bem sem olhar a quem, porque o amor e a caridade são valores universais, graças a Deus... mas até a caridade cristã tem um significado diferente fora do meu país, fora da minha paróquia.

Por isso vivo de olhos postos em vós, por isso tenho um calendário repleto de datas a celebrar, acontecimentos vossos que são meus, e no meu coração vivem: pessoas, lugares, aromas e sabores...Não me refiro apenas a ocasiões como o natal, ou a pessoas como os meus avós, claro que esses me são queridos, mas a referencia que faço é bem mais abrangente.

Lembro (e vivo), a alegria do mês de Maria, as peregrinações, o convivio entre amigos que sei continuarem a encontrar-se, a senhora com quem me cruzava a caminho do cafézito - de quem nunca soube o nome - mas a quem sempre desejei um bom dia ou uma boa tarde, as cores do céu quando o sol se põe sobre a Berlenga - que só acontecem numa altura do ano, e ainda assim, se não houver nevoeiro(!), do cheiro a limo da praia do portinho da areia - que agora de tão chique quase não reconheço nas fotos que recebo, o acolitado, os cânticos do Kerigma.

Existem milhares de pequenas coisas que ganharam valor e importância, agora que estou longe. E outras tantas que eram de grande valor e agora parecem inócuas...Mas a família, os amigos, e a paróquia são os meus tesouros - e todos sabemos, onde estão os nossos tesouros, aí está o nosso coração!

... e é muito difícil ser feliz quando o nosso coração está longe, (ou... quando está dividido)!


para todos os que se fazem perto, Bem Hajam, fazem a minha felicidade!

Publicada por Iveta Lopes Salvador

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(Estou feliz! Iveta agradecimentos, bom dia e bom domingo.. Nino)

giovedì 15 maggio 2008

Incontro con un poeta

.


I passi di Dio nei rioni
Come le foglie, di si breve
anche se d’alto volo, gli uccelli.
Udendo errare
negli aloni silenziosi dei viali
la mente a soqquadro si ricompone
all’eco dei passi di Dio
nei rioni.
Perduta ogni buona lena
mi arrendo alle strade,
uccello di passo
incontro a Dio.

( Agostino Venazio Reali )

Agostino Venazio Reali nato a Monteffi il 27 agosto 1931 e morto a Bologna il 25 marzo 1994, fu sacerdote cappuccino che accanto agli studi teologici biblici e francescani, in forma appartata e in silenzio amò e coltivo per tutta la vita l’arte e la poesia ( da Città di vita – Firenze )

Non confessionale ma religiosa nel senso più alto, la poesia di Agostino Venanzio Reali, assai complessa nell’apparente fluidità del dettato, investe ogni aspetto della vita: la gioia e il dolore, la commozione, la preghiera, i momenti di angoscia, di solitudine esistenziale, il deserto interiore, la stanchezza.
Ma la speranza resta la categoria dominante anche dentro il dramma della storia grazie ad una fede che legge per via analogica il grande libro del creato facendo memoria della terra dell’origine cui il cuore aspira tornare.
Il suo è un tentativo di arte totale ; un tentativo che colloca Agostino Venanzio Reali a pieno titolo tra i grandi poeti contemporanei.








domenica 11 maggio 2008

Domenica di Pentecoste




Ombre di nubi, di collina in collina inseguono il vento. Il soffitto del cielo rompe i valichi disegnando armonie primaverili che invado le strade e i vicoli che rapidi scendono a valle.
Esco di casa, raggiungo la piazza, passo davanti l’edicola, acquisto il giornale.
E’ la domenica di pentecoste ! la gente sciama dalla chiesa disegnando colori di festa, antiche armonie sotto il sole del mattino. C’è poesia nei volti, nei gesti, c’è pace.

A casa apro un libro di Rabindranath Tagore, poeta indiano dal talento eccezionale che alla poesia sapeva alternare la musica, la filosofia, l’arte, la politica.
E’ il poeta della gioia e della speranza nonostante la catena di lutti che, numerosi, hanno attraversato la sua vita.
Egli, nonostante i lutti e le avverse situazioni non si è chiuso in se, non si è murato in se stesso e infatti scrive, “..murato in te è solo notte. Apri gli occhi e fuori di te troverai luce infinita”.….troverai le infinite bellezze con cui Dio si rende visibile … un fiore di campo che sale, l’acqua di un ruscello che cerca la valle, le stelle, l’amore.

Signore, il mio occhio Ti cerca, / io non Ti vedo; / cerco la via: / eppure mi sento contento. / Il mio cuore è nella polvere, / elemosina alla tua porta, / Ti chiede compassione, / non ricevo grazia, / aspetto soltanto. / Eppure sono contento.

Abituati ai fiori del male e a stagioni all’inferno possiamo dire che la poesia di Tagore racconta la vita che si rinnova giorno dopo giorno.
Quasi una Pentecoste che rigenera, che purifica, che spegne l'incendio del male e accende il fuoco dell'amore divino.

Chi sei tu, lettore, che leggerai le mie poesie / tra cento anni ? / Non posso mandarti un solo fiore di questa ricca primavera, / ne darti un solo raggio d’oro delle nuvole che mi sovrastano / Apri le tue porte, guardati intorno. / Nel tuo giardino in fiore cogli i fragranti ricordi / dei fiori sbocciati cento anni fa. / Nella gioia del tuo cuore che tu possa sentire / la vivente gioia che canto, in un mattino di primavera, / mandando la sua voce lieta, attraverso cento anni.



Un altro grande poeta… San Francesco d'Assisi ha scritto versi indimenticabili di elevazione al Dio della vita … nel suo Dolce sentire

(Dolce Sentire)

Dolce sentire come nel mio cuore
ora umilmente sta nascendo amore
Dolce capire che non son più solo,
ma che son parte di una immensa vita
che generosa risplende intorno a me:
dono di lui, del suo immenso amor.
.
Ci ha dato il cielo e le chiare stelle,
fratello sole e sorella luna,
la madre terra con frutti, prati e fiori,
il fuoco, il vento, l' aria e l' acqua pura,
fonte di vita per le sue creature:

Sia laudato nostro Signore,
che ha creato l'universo intero
Sia laudato nostro Signore,
noi tutti siamo sue creature:
dono di lui, del suo immenso amor
Beato chi lo serve in umiltà.
.
Visita You Tube
www.youtube.com/watch?v=JPWpnwDw_nM

mercoledì 7 maggio 2008

Uno sconosciuto è il mio amico




Uno sconosciuto è mio amico,
uno che io non conosco,
uno sconosciuto lontano lontano.
Per lui il mio cuore è pieno di nostalgia.
Perché Egli non è presso di me.
Perché Egli forse non esiste affatto?
Chi sei tu che colmi il mio cuore della tua assenza ?
Che colmi tutta la terra della tua assenza ?
(Pär Fabian Lagerkvist - Växjö, 23 maggio 1891Stoccolma, 11 luglio 1974) è stato uno scrittore svedese, premio Nobel per la letteratura nel 1951.





Lagerkvist dice nei suoi versi all'amico sconosciuto: «Uno sconosciuto è mio amico/ uno che io non conosco, uno sconosciuto lontano lontano./ Per lui il mio cuore è pieno di nostalgia/ perché Egli non è presso di me./ Perché Egli forse non esiste affatto?/ Chi sei tu che colmi il mio cuore della tua assenza,/ che colmi tutta la terra della tua assenza?». E aggiunge in un'altra sua poesia: « non c'è nessuno che ode la voce/ risonante nelle tenebre; ma perché la voce esiste?».Perché la voce esiste? L'uomo di oggi, intelligente, colto, amante della vita e dell'umanità, capisce di non riuscire a superare la negazione, ma comprende anche che la negazione non è la misura di tutto. La propria realtà è più grande della negazione.L'uomo di oggi capisce i valori che gli vengono dal cristianesimo, ma non riesce a credere e ciò lo rende terribilmente incompiuto. La tristezza dell'incompiuto è proprio il contenuto delle grandi coscienze di oggi. Pur non riuscendo a credere, l'uomo moderno in un estremo e disperato gesto di lealtà grida la sua nostalgia di un'affermazione ultima e positiva, grida quello che Cristo ben consapevolmente ha gridato prima di morire: «A te raccomando l'anima mia».Dopo che l'ottimismo razionalista ha subito la frustrazione delle due guerre mondiali, adesso lo smarrimento profondo della più alta cultura contemporanea sembra aprirsi ad una nostalgia nuova. L'uomo non può a lungo resistere in questa situazione enigmatica. «Tutta la legge dell'umana esistenza - disse Dostoevskij - sta in questo: che l'uomo possa inchinarsi all'infinitamente grande». Questo stigma, comunque letto o comunque lasciato nell'ombra, agisce nell'uomo.



martedì 6 maggio 2008

Raccontata per S.Caledda

una giovane poetessa molto speciale
.

…….li, dove il sole tramonta e il libro si chiude, nell’ultima pagina, in quell’ultima pagina... tu attraversi il mondo e restituisci vita alla vita.
Non ho parole da raccontare ma silenzio…ascolto dell’Assoluto che ama l’Amore. ...................




Sperduto

Io
nel mondo
tra un pullulare di vele
su onde fuggenti
simili a volti di giovani donne
cerco
una nuvola dolce
capace d’adombrare
le mie notti insonni.
Un uomo muore
vacillando
e nessuno tende la mano
per salvarlo.


(1971)



(Picchiato venne lasciato morire sul ciglio della strada un giorno, il primo, di primavera)
E' una poesia, questa, scritta in anni lontani che vorrei strappare, cancellare dalla memoria.

lunedì 5 maggio 2008

Ricordando Shakespeare...





In cielo fanno economie: le candele sono tutte spente







In nulla mi considero felice se non nel ricordarmi dei miei buoni amici





Se non ricordi che Amore t'abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai amato









E' bella e quindi può essere corteggiata; è donna e quindi può essere conquistata









La vera grandezza non è nell'aspettare grandi cause per muoversi, ma nel trovare degno motivo di contesa in un fuscello quando è in gioco l'onore







Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri ?




Bisogna guardarsi bene dal concepire un'opinione molto buona delle persone di nuova conoscenza; altrimenti nella maggior parte dei casi si rimarrà delusi con proprio scorno o magari danno

sabato 3 maggio 2008

Lettera a .....


Quella sera, mentalmente stanco piuttosto che rientrare a casa, a Luino, presi la via delle montagne.

Prima a Sessa, sul confine Svizzero poi verso Lavena Ponte Tresa, poi non so…verso Marchirolo, credo, non ricordo bene.

Ricordo le salite, le curve e le discese tanto simili alla vita che avevo avuto.

Guidare la macchina riusciva a distendermi, a riposare la mente, a vincere lo stress accumulato dopo un giorno di lavoro.Accadeva sempre di venerdì.

Girovagavo lungo la frontiera prima di rientrare a casa o partire.

Certe volte decidevo per Zurigo, altre per Lugano o Locarno.

D’inverno, dopo le salite e le discese rientravo a casa. Amavo la frontiera, quel luogo messo tra laghi e monti a cavallo tra due patrie, una, quella del lavoro, l’altra, quella della casa e dei diritti civili.

“Sposati !” mi aveva detto Bice, l’anziana professoressa di lettere e filosofia conosciuta a Zurigo

“ non lasciarti scappare l’A..… ”.

Una sera invitai A...… in un bar ristorante di piazza Indipendenza, a Lugano.

Arrivai in anticipo.

Seduta ad un tavolo una giovane donna.

Era di Barcellona e sorrideva. Era bella e sapeva di esserlo …. e sorrideva.

La vita è fatta di salite e discese, di quadrivi che interrogano.

Ti fermi per decidere e spesso sbagli strada .

venerdì 2 maggio 2008

Il futuro è giovane





Non sono un cibernauta ma …abbiamo una nuova amica.
E’ Caterina, studentessa di medicina in ‘’quel di Firenze’’.
E’ una giovane donna, molto istruita. Provate a leggere il suo blog.
Per festeggiare l’evento cerco un pensiero, una poesia… ma quale ?
Vediamo … difficile ricerca. Non ho nulla per una giovane donna.
Trovato !!! è un testo difficile, scritto una sera d’inverno, davanti al camino; un testo che ha una dedica giovane, un pensiero di vita che trascorre, che riavvolge gli anni: ‘’ Il giovane studia e prepara il futuro’’… adesso che il tempo finisce e tutto ricomincia.


Il futuro è giovane... è forte... è capace di superare le macerie che stiamo lasciando.








Eccomi qui,
la testa consumata da venti
al caldo di un camino che brucia pensieri.
Parole come fumo cercano il cielo.

Il giovane studia e prepara il futuro
Per cosa poi, ha smarrito il senso.
Non alza le tende ,
non c’è di meglio …
Una generazione ha dato e poi tolto.
Più nulla...
nelle mani degli economisti
quello che resta dei fallimenti.

Sui davanzali gerani rossi
della casa in rovina…
L’ebreo cantava al tramonto
la terra
lungo la Limat in un qualche Tea Room di Zurigo.

Wenn ich rufe, erhòre mich , Gott, du mein Retter
Du hast mir Raum gescaffen, als mir angst war
Sei mir gnàdig, und hòr auf mein Flehen !

Canta ora l’arabo lungo i vicoli
della città che racconta storia;
pietre alzate, abbattute e nuovamente alzate
e torri come bastioni sui fianchi della collina.

È nenia di colori, un quasi lamento
e non mi appartiene.
La fanciulla porta il velo.

Ho combattuto agitando la spada ...

giovedì 24 aprile 2008

In convalescenza con Hercule Poirot


Rietro in casa
Disfo la borsa
Metto il pigiama
Entro nel letto
Ripasso gli eventi
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( il chirurgo mi ha consigliato di riprendere progressivamente la vita di tutti i giorni. Devo camminare... senza fare sforzi...etc.etc. per fortuna ho una casa grande ... posso immaginare percorsi di pianura e di montagna.)
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Gironzolo per casa...
c'è il percorso di pianura con sosta nel salone, accendo la televisione, fa compagnia.
C'è il percorso di montagna, salgo le scale che portano in cucina e nella sala da pranzo.
Potrei proseguire .... una scala di legno ed eccomi in cima , appena sotto il tetto .. c’è un arco tra le case abbellito da un roseto in fiore. Potrei continuare a salire ma no, non vado,.... meglio scendere verso il piano, tornare nel salone grande, salire verso l'altra cucina da allestire... scendere e poi salire, giusto qualche scalino, ed entrare nella camera di mia figlia. No, li non vado...
Meglio tornare verso il piano ed eccomi qui, nella parte privata, la mia camera da letto e lo studio da dove scrivo.
Stanze che si inseguono una dentro l'altra, stanze che si separano come avviene negli edifici della città medioevale..
Forse torno a letto, apro stancamente un libro di Agatha Mary Clarissa Miller, Lady Mallowan in arte Agatha Christie
... la storia si svolge sul Nilo e c'è Hercule Poirot, investigatore belga in vacanza in Egitto.
Si imbarca su un battello e conosce la giovane ereditiera Linnet Ridgeway, in viaggio di nozze con il marito Simon Doyle.

Ricordo la versione cinematografica... l'ereditiera viene uccisa e Poirot, al termine di un'indagine, risolve il caso.
Leggere un libro, cercare nelle parole che si succedono il pensiero ultimo dell’artista… immaginare le situazioni è meglio che vedere un film.

Puoi sospendere la lettura e ripensare la pagina ….puoi riempire il quadro delle descrizioni con immagini … al cinema non puoi.

Leggo stancamente… c’è il problema dei figli da sistemare. Ecco ! ci vorrebbe Hercule Poirot, investigatore belga in vacanza in Umbria per scoprire l’assassino di tanta gioventù.

Chiudo il libro e decido di scrivere a Poirot !
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Monsieur Hercule Poirot……॥

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domenica 20 aprile 2008








Preparo la borsa
Faccio la doccia
Lavo i capelli
Taglio la barba
Vado a dormire
Provo a dormire
.
Domani
Alle 7,30 in ospedale


giovedì 17 aprile 2008

Lettera a....



Emigrare è un po’ morire .
Muori alla terra che stai lasciando, alla madre che ti ha visto crescere, all’ambiente che ti ha formato, alla sposa…... Perdi l’orizzonte che hai conosciuto, i monti e le strade, le tue strade…


Emigrare è anche bello.
È bello conoscere ed apprendere lingue nuove, sensazioni che si muovono in spazi diversi; strade , monti e boschi, fiumi e laghi … volti che si aprono per diventano memoria.
E ami le terre avute in dono dalla vita e le strade e le piazze e nuovi ricordi, nel tempo, affollano la mente raccontati in lingue diverse dalla tua e non ci fai caso tanto ti appartengono e sono tuoi.
Conosci l’inglese, apprendi il tedesco, hai fatto nuove amicizie e ti è piaciuto.
Sei uscito con una ragazza spagnola e poi con una francese…Sei uscito con una di Barcellona che non ti dico…. Cavolo quanto è bella, hai pensato e lo dici felice di esserci mentre lei ascolta e sorride . E’ bella e sa di esserlo ….ed esce con te …. e sorride !

Il lavoro va bene, guadagni bene e sei un giovane in grado di cogliere tutte le opportunità che si presentano … hai lasciato gli argini del borgo antico che ti ha generato … quasi dimenticato i volti e le armonie che quei volti racchiudevano.
.
Non per tutti e così…
.
Particolarmente triste, in certe sere, il ricordo del primo e dell’ultimo distacco: il ricordo del travaglio che impose la prima decisione di partire e non conoscevi il mondo. E piangi, in segreto, il domani che ti aspetta fatto di ombre, silenzio. Sono le ombre delle paure che l’ignoto suscita in ciascuno.
Vai verso un mondo che non conosci tra gente che non comprendi.
Nel paese straniero l’emigrante si sente nessuno, anonimo.
È duro il lavoro ma più duro è vivere in mezzo a gente che non ti capisce; fra volti enigmatici che ti scrutano come sfingi e senti salire alla gola un moto di pianto e ti chiedi a che giova la tua sofferenza: .. a che serve l’attesa e l’inganno di sentirsi vivi ?
Anche avendo un lavoro e un salario, anche avendo una casa e la possibilità di uno svago ti manca intorno il tuo mondo che anche tornando non potrai più ricomporre.
E’ il dramma di ogni emigrato.
Un dramma sofferto soprattutto la sera quando stanchi ci si getta sul giaciglio ma il sonno non viene e se viene è popolato di fantasmi.
Ne hanno esperienza molti emigrati, sia quelli che hanno superato la prova sia quelli che non hanno retto e sono tornati.



martedì 15 aprile 2008

Ricominciamo dal passato (elezioni politiche 2008)




Il paese è tornato agli anni '60 quando c'erano due grandi partiti : la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano.
Anni lontani che tornano. Dobbiamo questo ritorno, questo ricominciare dal passato a Walter Weltroni che ha rotto i ponti con la sinistra ideologica e si appresta ad una lunga, difficile traversata nel deserto.
Il cammino è appena iniziato. Era impossibile rimontare lo scontento e vincere le elezioni.
Berlusconi non ha fatto nulla per vincere... ci ha pensato governo Prodi.
Se analizzi il voto scopri che c'è stato un travaso dalle file della sinistra estrema alla Lega....
E’ il dato, a mio avviso, più rilevante di questo passaggio storico del paese.
La sinistra radicale ha mantenuto per tutta la legislatura e durante la campagna elettorale una visione ideologica dimenticando i problemi del suo elettorato tradizionale. Sono gli operai che abitano nelle periferie delle città a sentire sulla propria pelle i problemi causati dai rom, dall'immigrazione clandestina, Sono i figli degli operai e della classe media a vivere la precarietà del lavoro. Sono gli ultimi quelli che non arrivano alla fine del mese, quelli senza speranza ad accusare il peso degli egoismi e l’incapacità della classe politica.
C'è tanta povertà in Italia. Weltroni ha coraggiosamente rotto lo schema ideologico per fondare una vera sinistra riformista europea..... il cammino è lungo. Una vera e propria traversata nel deserto... Il governo Prodi ? l’ultimo governo della seconda repubblica
.
p.s.
Al governo che nasce il mio personale, interessato in bocca al lupo.
Da ex allievo dei salesiani di Don Bosco auguro buon lavoro all'on Silvio Berlusconi.
....... che mostri, finalmente, il valore e la profondità dell'educazione ricevuta nell'affrontare e risolvere i problemi di questo nostro decadente e martoriato paese.
.
"La gente non mangia l'odore del pane"


Al mio capitano


O capitano, o mio capitano

anche l’ultima battaglia è perduta.

Troppo forte è il nemico per le esigue forze

degli eroi dispersi

in rotta

sui monti dell’arcobaleno.

Dove sono i compagni e le giovani donne,

le promesse incantate,

prigioniere delle strade e delle piazze della gioventù ?

Dov’è la speranza?

Non è risiede più tra di noi.

Fummo eroi in solitaria marcia verso il niente?


(13 febbraio 2003)

domenica 6 aprile 2008

Sulle volte di una chiesa barocca




L’allodola canta
sul limitare della boscaglia.

E voi, rondini, che fate...
Ho un’anima che soffre
Non vedete?
Corre confusa e cerca l’Amore...

Volatemi intorno, rondini
portatemi nel cielo dell’infanzia,
oltre le nubi,
appeso alle stelle di pensieri caduti
ritrovati...
gioia di vivere pienamente
pensieri dimenticati
sulle volte di una chiesa barocca.

La casa sulla collina
ha cespugli di rose bianche

(2008)






"Sono nera, ma bella" (Cantico dei cantici 1,5)
.
La Madonna di Einsiedeln e il Bambino sono di color nero, come molte altre statue della Madonna, sparse in tutta l'Europa. Scura e poi nera è diventata nel corso dei secoli questa statua di legno per il fumo delle candele, delle lampade ad olio e dell'incenso. Prima di fare ritorno ad Einsiedeln nel 1803 con grande solennità e gioia, fu sottoposta ad un restauro in Austria. L'artista la ripulì ridando una tinta color carne alla Madonna e al Bambino. Ma la gente rimase delusa: "Non è la nostra Madonna, questa, la nostra è nera". L'artista dovette ridipingerla in nero e da allora nessuno ha pensato di cambiarla.

domenica 30 marzo 2008

Da Zurigo


Quando scendo
Che ne so
L’aria sembra diversa
Lombardia: finalmente in Italia
Emilia: m’adormento un momento
Toscana: se scendo vado in santa Croce
Umbria: la mia valle
E i monti e le città
Che corrono veloci
Interminabili
Verso le strade
Che tanto conosco,
Verso la mia gente.

Quando dico: ciao…
Rispondono: ciao!

Giovanni Paolo II ci ha lasciato la Festa della Divina Misericordia prima di tornare alla casa del Padre proprio il giorno dei vespri alla Divina Misericordia.
Oggi è festa grande a Cracovia

sabato 29 marzo 2008

Madonna degli orti








Cercai di rimediare
alla famiglia distrutta
dicendo a me stesso
che dovevo lottare.

Girai intorno:

“non c’è lavoro”, dissero.

Terra amata…
Partito Emanuele,
andata mia madre,
partirono gli amici:
dovevo andare.


Stavo tra quattro case
“Madonna degli orti”,
la chiamano:
Madonna d’emigrazione





(lettera alla redazione del sito ''Scrivere'')
In molti, lungo gli anni ’50 partivano dalla Madonna degli Orti, un gruppo di case aggrappato alla collina che dalla Cattedrale scende a valle

Partivano per la crisi economica, per la mancanza di un lavoro… anni duri, quelli…E’ storia della mia terra …chiudevano le miniere di lignite e l’industria del cotone entrava in crisi.

C’è sin dalla fondazione della Società Terni, sorta nel 1884, una stretta connessione tra gli insediamenti industriali del ternano e quelli dello spoletino.
E fu proprio alla cessazione di una delle attività più strettamente legate alla Società Terni, le Miniere di Morgnano, che dobbiamo il regresso di quel periodo con tutto ciò che ebbe a significare in termini di costi umani e disagio sociale.
La ripresa fu difficile. Dobbiamo a quel periodo l’emigrazione verso i paesi economicamente più evoluti del Nord: la forte presenza di cittadini nell’area di Zurigo e di Sciaffusa; l’emigrazione a Marcinelle, in Belgio.
Furono anni durissimi

Emanuele esiste, vive a Zurigo ma potrebbe chiamarsi Francesco, Matteo, Stefano.
Partì anche Francesco. Matteo andò in Belgio. Stefano in Canada e non l’ho più rivisto.
“Madonna degli orti” è parte della raccolta di poesie “Emigrante” pubblicata nel 1974 a cura di una piccola casa editrice. Nel 1975 il libro venne ristampato dalla Regione dell’Umbria.

giovedì 27 marzo 2008

Amo il silenzio

Norberto

Amo il silenzio…
lo cerco e lui mi trova
Nel silenzio
ascolto il tempo che scorre,
gli odori, i sapori,
il tanto o il niente lontano dai passi:
un refolo di vento.
Amo il silenzio,
lo cerco e lui mi trova
memoria dell’Assoluto,
mistero della vita.

domenica 16 marzo 2008

Passi




Un vento
batte l’uscio dei giorni
e interroga

Un vento che schiaccia le ore
abbatte
alberi decadenti,

pensieri,
speranze:
dove e quando ho perduto i passi ?

Quella richiesta antica :
‘’ ma tu, Signore, dov’eri quando …? ‘’
‘’Ti ho cercato,
Dio mio, ti ho cercato ! ‘’

martedì 11 marzo 2008

Alberi


Ognuno ha la sua vita,
i suoi giorni, la sua storia
ma... un giorno, credimi succede,
qualcuno verrà a tagliare l'albero che hai scelto
e allora saprai della libertà.

Uno, dos, tres ....ci sono ancora gli alberi ?
Chi nasce prima, chi dopo,
chi ricco, chi povero,
chi insegue un sogno, chi vive ,
chi sonnecchia, chi dorme,
chi insegue la bellezza e non sa cosa sia,
chi… chi... non vede gli alberi cadere.


Ho piantato alberi tutta la vita,
alcuni storti, altri dritti,
alcuni ombrosi,
altri slanciati verso il tanto che ho trovato. ..
e sempre dalla parte degli ultimi.

domenica 24 febbraio 2008

LIBERTA'




Ti ho chiamato
nelle notti di solitudine
pronunciando il tuo nome.


Sono andato
nei giorni del cammino
pronunciando il tuo nome.


Ho aspettato
sulle spiagge l’onda
pronunciando il tuo nome.


Sulle pagine bianche di un quaderno
ho scritto il tuo nome
e alla gente ho parlato di te
e l’ipocrisia e l’egoismo che vivo
ho combattuto
pronunciando il tuo nome.


Ho voluto credere
perché nulla è più importante del fatto
che vivo e sono un uomo:
libertà!
.
(Giovenale Nino Sassi)