martedì 22 luglio 2014

Mario Benedetti - Non ti arrendere


Renoir

 Non ti arrendere, c’è ancora tempo
per arrivare e ricominciare
accettare le tue ombre
seppellire le tue paure
liberarti del fardello
riprendere il volo.



Non ti arrendere perché questo è la vita
continuare il viaggio
perseguire i sogni
sciogliere il tempo
togliere le macerie
e scoperchiare il cielo.


Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole si nasconda
e taccia il vento
c’è ancora fuoco nella tua anima
c’è ancora vita nei tuoi sogni
Perché la vita è tua e tuo anche il desiderio
perché l’hai amato e perché ti amo
perché esiste il vino e l’amore, è certo
perché non vi sono ferite che non curi il tempo


Aprire le porte
togliere i catenacci
abbandonare le muraglie che ti protessero
vivere la vita e accettare la sfida
recuperare il sorriso
provare un canto
abbassare la guardia e stendere le mani
aprire le ali
e tentare di nuovo
celebrare la vita e riprendere i cieli


Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole si nasconda e taccia il vento
c’è ancora fuoco nella tua anima
c’è ancora vita nei tuoi sogni
perché ogni giorno è un nuovo inizio
perché questa è l’ora e il momento migliore
perché non sei sola, perché ti amo



Renoir


Saint-John Perse da Amers

Renoir  
Per un possibile discorso che facemmo
(e "memoria" lo chiamasti per farmi capire)
tutto si aprì di fronte a me.
La temperie del vento frantumò i cristalli
e ci trovammo rapidi a sparire
per gli scoscesi destini del mondo.

Dall'apertura del cielo si rapprese
la coscienza del nostro sentimento
e trasalimmo nel riconoscere che nulla
era andato perduto di ciò che ci aveva creati.

Scendemmo allora quel sentiero mille volte percorso
e quieti ci incamminammo nella sera
che sapeva di timo e gelsomino
ma più di noi, amanti e amati dal silenzio.

Saint-John Perse
da Amers
ora in Œuvre poétique


Renoir

giovedì 17 luglio 2014

...non c'è alcun bisogno di cercare una storia



...non c'è alcun bisogno di cercare una storia, bastano semplicemente gli uomini, sì, degli esseri umani posti nel loro ambito, nel loro stato normale. A me basta dare loro la "spinta" per metterli in moto. In questo modo il personaggio di una romanzo andrà da solo fino al limite di se stesso.
Il mio ruolo, nell'economia del romanzo, è solo quello di metterlo nelle condizioni migliori perché il protagonista - suo malgrado - sia costretto a farlo...

Georges Simenon

domenica 13 luglio 2014

LIBERTA'



 
Vincent Van Gogh

LIBERTA'

Ti ho chiamato
nelle notti di solitudine
pronunciando il tuo nome.

Sono andato
nei giorni del cammino
pronunciando il tuo nome.

Ho aspettato
sulle spiagge l’onda
pronunciando il tuo nome.

Sulle pagine bianche di un quaderno
ho scritto il tuo nome
e alla gente ho parlato di te
e l’ipocrisia e l’egoismo che vivo
ho combattuto
pronunciando il tuo nome.

Ho voluto credere
perché nulla è più importante del fatto
che vivo e sono un uomo:
libertà!

(Giovenale Nino Sassi)


Ho deciso di partecipare ad un concorso letterario con alcune poesie e racconti.
Chi mi conosce sa che non amo i concorsi … sa che preferisco rimanere defilato , appartato, lontano dalle lusinghe dell’editoria e dallo spettacolo della letteratura.
Ma c’è sempre una prima volta.
In questi giorni, nei margini di tempo, cerco di scegliere i testi … tra questi la poesia “Libertà” che meglio di altre rappresenta i miei anni giovani e, per come posso, il presente.


Vincent Van Gogh

Inizio modulo
Fine modulo

mercoledì 9 luglio 2014

lunedì 7 luglio 2014

Festival dei due mondi - Spoleto 57. The Dead part 1



Video a cura di Tuttoggi.info
.

Nel programma di Spoleto57 che introduce The Dubliners- The Dead part 1, è lo stesso regista Giancarlo Sepe a spiegare al pubblico che, “L’anima della ricerca, secondo me, è proprio legata allo spazio scenico che ne condiziona ritmi e visioni, e certamente la meravigliosa chiesa di San Salvatore avrà la sua parte in questo allestimento. Niente palcoscenico come solo riferimento visivo, niente tribuna per il pubblico, solo una sorta di itinerario virtuoso che farà incontrare tutti i personaggi di Joyce come in una lunga panoramica, dove conosceremo le famose Epifanie dell’autore”. 


mercoledì 25 giugno 2014

Titti Ferrando - L'oscurità del giorno

 
Gauguin

Nel cortile abbaiato di cani
ti inciampavo addosso
ad ogni lamento. Senza rialzarci
chiuse di noi, in cima al fosso
stavamo là perterra, a raccontarci
ferite e cose sussurrate appena.

Qui tutto è uguale, vedi?
[In questa terra immobile
c'è sempre il sole fermo fra il sarello
batte ancora lo zoccolo il cavallo
con suono ottuso di campana fessa.]
Diversi siamo noi _ noi che aspettiamo

 Titti Ferrando 

 ( Un poeta non è mai quello che sembra)
 
Gauguin     

lunedì 23 giugno 2014

La notte di San Giovanni



spoleto - il duomo - cappella del vescovo eroli - 
affresco di pinturicchio - San Giovanni Battista

 La notte di San Giovanni destina il mosto, i matrimoni, il grano e il granturco 
è un proverbio popolare a sfondo religioso, diffuso in molte zone d'Italia e la cui spiegazione va ricercata nella straordinarietà della notte di San Giovanni e nelle innumerevoli credenze e superstizioni legate alla festa e che variano da regione a regione. Ma anche per i nordici, gli inglesi ad esempio, la tradizione è simile 

ed è proprio questa la notte nella quale è stata ambientata l'opera di Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate.

Wikipedia
  
Pinturicchio - Duomo di Spoleto -
 Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Stefano


PREGHIERA A SAN GIOVANNI BATTISTA

San Giovanni Battista, che fosti chiamato da Dio a preparare la via
al Salvatore del mondo e invitasti le genti alla penitenza e alla conversione,
fa' che il nostro cuore sia purificato dal male perchè diveniamo degni di
accogliere il Signore.
Tu che avesti il privilegio di battezzare nelle acque del Giordano il Figlio di Dio
fatto uomo e di indicarlo a tutti quale Agnello che toglie i peccati del mondo,
ottienici l'abbondanza del doni dello Spirito Santo e guidaci nella via
della salvezza e della pace. Amen.



Io ho una storia diversa, incredibile o non credibile, da raccontare avvenuta quando avevo 9 anni. 
Un fatto che non ha una spiegazione 
Era una notte come questa e il mattino seguente, in San Pietro, nella Cappella Sistina, avrei ricevuto la cresima durante il rito della confermazione.
Dormivo ... mi svegliai e vidi la figura di un uomo disegnata da numerose piccole fiammelle ardenti.
E mi sorrideva e benediceva. Non era alto e vestiva come i frati e aveva la barba e i sandali ai piedi.E mi benediceva.
Ebbi paura e m'infilai sotto le coperte ...
mi addormentai.

Shakespeare : Sogno di una notte di mezza estate - 1595 - inizio dell'atto quinto - Scena unica

Entrano Teseo, Ippolita, Cortigiani e Valletti, fra i quali Filostrato.



IPPOLITA

Strane cose, Teseo, quelle di cui parlano questi innamorati.

TESEO

Più strane che vere. Mai sarò indotto a credere
a queste favole grottesche, a queste storielle di Fate.
Gli innamorati e i pazzi hanno i cervelli in tale ebollizione,
e tanto fervide son le loro fantasie, che concepiscono più
di quanto il freddo raziocinio mai comprenda.
Il lunatico, l'innamorato e il poeta,
sol di fantasie sono composti.
L'uno vede più demoni di quanti l'inferno ne contenga -
e questo è il pazzo. L'amante, frenetico altrettanto,
vede la beltà di Elena nel volto d'una zingara.
L'occhio del poeta, roteando in sublime delirio,
va dal cielo alla terra e dalla terra al cielo,
e mentre la fantasia produce
forme ignote, la sua penna
le incarna, ed all'etereo nulla
dà dimora e nome.
Tali artifici possiede la fervida immaginazione
che se una gioia percepisce,
sùbito concepisce qualcosa che l'arreca.
E se di notte immagina spavento,
presto un cespuglio si trasforma in orso!

IPPOLITA

Ma il racconto di tutto ciò che accadde questa notte,
e il fatto che le menti di ognun furon stravolte,
attesta qualcosa di più che fantastiche visioni,
e la cosa assume grande consistenza -
per quanto strana e prodigiosa.



Il Sogno di una notte di mezza estate racconta delle imminenti nozze tra Teseo, duca d'Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, da lui sconfitta e suo bottino di guerra. Un gruppo di artigiani-attori prepara una recita per l'occasione, mentre Titania e Oberon, rispettivamente regina e re delle fate, presumibilmente protettori dei talami nuziali, sono in lite fra loro e assistono nel bosco, tra un dispetto e l'altro, all'incontro tra amanti incompresi, amanti in fuga, amanti non corrisposti ...

Un fitto bosco di equivoci e malintesi, un re e una regina litigiosi, folletti dispettosi e creature magiche sono gli ingredienti ideali per una commedia divertente ma anche ricca di poesia e delicatezza, apparentemente elegante e cortese, impregnata di spunti noir e talvolta inquietanti. Il notturno, le visioni, il sovrapporsi di atmosfere che precedono il sonno e la veglia, l'inquietudine, sono caratteristiche che attraversano l'opera e lo spettacolo e che permettono di fare un vero salto nel fantastico da un lato, un'incursione nelle ambigue immagini della mente umana dall'altro.

Il Sogno di una notte di mezza estate è un vero e proprio teorema sull'amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni. Un gioco, a volte divertente a volte crudele, di specchi e di scatole cinesi che rivelano quanto la vita degli uomini sia soggetta a mutamenti inspiegabili e come il meccanismo del "teatro nel teatro" riveli la verità più profonda della vita. Gli uomini si affannano in un folle girotondo e nel frattempo le fate si burlano di loro per soddisfare i propri capricci: il dissidio tra Oberon e Titania, infatti, sconvolge la natura e le stagioni mentre un magico fiore rompe le dinamiche degli innamorati che si scambiano ruoli e amanti.

In questo turbine di parallelismi e proiezioni si sviluppano le vicende del Sogno imbastito su tre piani, tre regni differenti ognuno dei quali è regolato da linguaggi e dinamiche specifiche. Il mondo delle fate è un mondo parallelo, mentre Oberon e Titania sono proiezioni Oberononiriche del duca d'Atene e della di lui futura sposa. Gli eterei sovrani però, sono più vivi degli uomini.

La legge che li governa è la natura intesa come passione, sensualità e debolezza. Non sono astratti ed inconsistenti ma masticano piuttosto passioni e pensieri senza dubbio umani. Al contrario la razionalità e la legge dominano il mondo degli uomini. Quello degli artigiani rappresenta invece il mondo dell'arte che avvicina e mette in comunicazione gli altri due e si fa portatore di un legame indissolubile tra la vita reale e quella ideale. Uno spettacolo sul dissidio continuo e inevitabile tra ragione e istinto, tra apollineo e dionisiaco, tra il bello e il bestiale che vive in ognuno di noi e sulla riflessione quanto mai attuale di come nell'uomo questi due aspetti debbano necessariamente convivere. E il ruolo del teatro ? Come Bottom e i suoi compagni, il teatro trasfigura ed esplicita, talvolta goffamente, talvolta poeticamente, quello che sono i segreti del cuore e dei sentimenti umani.

(fonte: Shakespeare web)