domenica 26 febbraio 2012

Forestiero in terra d'Egitto

 
 .
Mi chiamo Hassan
Ho 12 anni e vengo da un paese Africano.
Un missionario comboniano, un italiano
mi ha sottratto all’esercito dei bambini che, armati
combatte e uccide la gente dei villaggi.
Avevo un mitra, mi ha dato un libro.
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Mi chiamo Hassan
e con mia madre ho attraversato il deserto
e poi il mare
ed ora sono qui, nel paese delle libertà….
qui, dove la gente ama i bambini e non uccide lo straniero
Sta scritto nella Bibbia,
il libro avuto in dono da un missionario italiano
Sta scritto li e dice…
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"Non molesterai il forestiero né lo opprimerai
perché voi siete stati forestieri in terra di Egitto”
.
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Io sono Hassan...
Fuggito dalla guerra e dalla fame
….e sono solo. 
 
(GSN)...

 

giovedì 23 febbraio 2012

Esilio di Alaide Foppa



Monet
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Esilio
.
La mia vita
È un esilio senza ritorno.
Non ebbe casa
la mia errante infanzia perduta,
non ha terra
il mio esilio.
La mia vita navigò
su vascelli di nostalgia.
Vissi sulle rive del mare
guardando l’orizzonte
verso la mia casa sconosciuta
pensavo salpare un giorno
e il presente viaggio
mi lasciò ad altro porto di speranza.
E’ l’amore, forse,
la mia ultima baia?
Oh braccia che mi fecero prigioniera,
senza darmi riparo…
Anche dal crudele abbraccio
volli sfuggire.
Oh braccia fuggitive
che invano cercarono le mie mani….
Incessante fuga
e desiderio incessante
l’amore non è porto sicuro.
E non c’è terra promessa
per la mia speranza.
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Alaide Foppa
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CASPAR DAVID FRIEDRICH (1774-1840)

lunedì 20 febbraio 2012

LEAH GOLDBERG (1911-1970)

Ecco un poeta che non conoscevo. Cerco immagini per rappresentarne il pensiero, provo...

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Chagall - l'ebreo errante
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Lea Goldberg -(1911-1970)
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Di origini ebraiche nasce nel 1911 a Konigsberg, nella Prussia Orientale e trascorre infanzia e adolescenza a Kovno, in Lituania. A sedici anni pubblica la sua prima poesia in lingua ebraica. Studierà poi a Berlino e a Bonn. Nel 1935 si stabilisce definitivamente a Tel Aviv e nello stesso anno pubblica il suo primo libro. Nel 1954 diventa docente di letteratura presso l'università ebraica di Gerusalemme. E' autrice di romanzi, poesie, commedie e saggi. Goldberg che parlava sette lingue ha tradotto numerose opere straniere in ebraico. Muore nel 1970.
 .
(dal Bolg BiancheggiandoChagall
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VERSO DI ME

Di memorie d'amore
gli anni hanno adornato il mio viso
segnandomi i capelli di lievi filigrane grigie:
son diventata così bella

Paesaggi riflessi
nel mio sguardo
strade percorse
han marcato i miei passi

Se ora mi vedessi
non troveresti il tuo passato.
Torno a me
con un volto che invano cercasti
quando ti venivo incontro.
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Chagall
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sabato 18 febbraio 2012

mercoledì 15 febbraio 2012

Ich bin ein Berliner... ... ... ''Ich bin ein Grieche''


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Il presidente degli Stati Uniti d'America John Fitzgerald Kennedy durante il proprio discorso tenuto a Rudolph Wilde Platz, di fronte al Rathaus Schöneberg il 26 giugno 1963 disse :
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« Duemila anni fa l'orgoglio più grande era poter dire CIVIS ROMANUS SUM (sono un cittadino romano). Oggi, nel mondo libero, l'orgoglio più grande è dire ''Ich bin ein Berliner'' Tutti gli uomini liberi, dovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso delle parole  "Ich bin ein Berliner"
 .
Oggi, a distanza di anni, ora che la Germania è riunita, davanti alla crisi della Grecia che devasta gli uomini e le donne di quel paese ... sento di poter dire:
 .
''Ich bin ein Grieche''
  Είμαι ένας Έλληνας
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martedì 14 febbraio 2012

sabato 11 febbraio 2012

Neve ...

 Jean George Beraud  Biografia,
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 Ha ripreso a nevicare.
È quasi una bufera.
Si sta bene davanti al camino
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I pensieri corrono alle famiglie
di montagna.
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Ho gettato il sale all'ingresso
domani dovrò pur uscire...
andrò a messa
poi non so...
La neve porta i ricordi dell'infanzia
e la mia Zurigo
il tram che sferraglia nel silenzio
sottocasa
le anatre del lago
.
Amavo camminare nella neve...
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venerdì 10 febbraio 2012

Neve !

Donne nella neve che portano sacchi di carbone - 1882 - Vincent van Gogh - Kröller Müller Museum, Otterlo 

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Stasera il tetto della notte è buio 
 Un freddo gelido scende dall'Appennino
Il meteo annuncia bufere di neve ma le scuole e gli uffici comunali domani resteranno aperti 

Poi si vedrà,dicono
Speriamo bene !
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mercoledì 8 febbraio 2012

GARCIA LORCA

georg pauli

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"Il mio cuscino mi guarda di notte
con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse
essere solo
e non essere adagiato nei tuoi capelli."

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GARCIA LORCA

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Georg Pauli - Wikipedia

martedì 7 febbraio 2012

Appunti ...

Il giudizio finale)
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Secondo il filosofo e antropologo francese René Girard i Capri espiatori - sono finiti: o scegliamo la non violenza oppure la guerra nucleare, il terrorismo, i disastri ambientali generati dall’uomo finiranno per distruggerci’’
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‘’Immanuel Kant , il filosofo tedesco, quello della …..
Critica della ragion pura, ,….conduce l'ambizioso progetto filosofico di "tradurre le dichiarazioni metafisiche dell'escatologia cristiana in una sorta di escatologia trascendentale".
‘’Per Kant l'antica profezia apocalittica di San Giovanni prefigura in simboli e immagini il limite estremo della stessa attività del pensare, delineando la struttura paradossale di un "concetto con cui, al tempo stesso, l'intelletto ci abbandona e, addirittura, ha fine ogni pensiero’’.
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Per Renè Girard ‘’ oggi la verità è esplosiva ……e i testi cristiani , in particolare i testi apocalittici si adattano in maniera impressionante alla realtà attuale ovvero alla confusione tra i cataclismi generati dalla natura e i disastri causati dagli uomini, una confusione tra il naturale e l’artificiale. ( è di queste ore l’allarme per Uragano Gustave di altri che in questa stagione si succedono sempre più violenti nel sud degli Stati Uniti)
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Trittico delle Tentazioni di sant'Antonio - Wikipedia 

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Non vogliamo vedere, dice René, le nostre responsabilità nelle minacce e nelle possibilità di distruzione che pesano su di noi… non ci fa comodo…
La nostra civiltà è più creatrice e potente che mai, ma anche più fragile e più minacciata poiché non dispone più della protezione del ‘’religioso arcaico’’( Il sacrificio violento di un capro espiatorio)
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Secondo Girard stiamo arrivando a un mondo in cui ci troveremo posti davanti all’alternativa cristiana. Il regno di Dio o la distruzione totale, la riconciliazione o niente.
Gli uomini cercano scappatoie per non vedere ciò che è loro imposto, per non essere pacifici, per non incontrare l’altro. Il cristianesimo, Secondo Girard , è l’unica utopia che dica la verità su questa situazione. O gli uomini la realizzeranno rinunciando alla violenza o si autodistruggeranno. Sarà la violenza assoluta oppure la pace…
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Il buffo di tutto questo è che il futuro è in mano alla mia generazione, a quella generazione che nel 1968 saliva sulle barricate per portare l’immaginazione al potere.

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hieronymus Bosch



Pëtr Il'ic Cajkovskij 
(Votkinsk, 7 maggio 1840 San Pietroburgo, 6 novembre 1893), 
Suite dal balletto "Lo Schiaccianoci".
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Alfonso Gatto - A mio padre

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Oggi, 6 febbraio, 
anniversario della morte di mio padre...
Aveva trentatré anni, io meno di sette.
L'abbiamo ricordato durante la messa vespertina.
Poca gente,...
Le solite donne
nella cripta romana della Chiesa Cattedrale
Il silenzio

 .
A mio padre
 .
Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l’ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni di libertà s’accenda
di speranze di poveri di cielo,
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi azzurri di sorriso, neri
neri come rondini del mare.
 .
Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.
Ora alla terra è un’ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
“Com’è bella la notte e com’è buona
ad amarci così con l’aria in piena
fin dentro al sonno” Tu vedevi il mondo
nel plenilunio sporgere a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l’alba.
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Alfonso Gatto

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Ottone Rosai - Wikipedia

lunedì 6 febbraio 2012

Cerco una Parola di speranza



Cristo Pantocratore

Ho trovato una Parola che attraversa i secoli per giungere fino a me, uomo di questo tempo fatto di giorni difficili e (per molti, specie se giovani)senza futuro. Il Cristo dice:
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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 14,6-14.

Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

Gauguin

venerdì 3 febbraio 2012

Dal Bolg akatalēpsía - Gary Snyder - da The Gary Snyder Reader


 .
Ascolta
dietro il silenzio
c'è un mondo che respira
Respira un mondo sconosciuto
dentro il tuo silenzio

Parla con lui
e svela quell'arcano
di riso e foglie
oltre il tuo balcone
.
Coraggio
dammi una mano
e libera il silenzio
.
Senza parole
saremo terra di confine
(ricca di fuoriusciti
e di ricordi da evocare)
Saremo ciò che torna
e ciò che non ha voglia di partire
.
Ogni silenzio è un dono
un dono da scambiare

,
Gary Snyder
da The Gary Snyder Reader
Prose, Poetry, and Translations

giovedì 2 febbraio 2012

Wiesława Szymborska, Piccole cose (1962)

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« Nulla è cambiato.
Il corpo trema, come tremava
prima e dopo la fondazione di Roma,
nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo,
le torture c'erano, e ci sono, solo la terra è più piccola
e qualunque cosa accada, è come dietro la porta »

(Wisława Szymborska, Torture)
"La Pologne? La Pologne? Dev'esserci un freddo terribile, vero?" mi ha chiesto, e ha tirato un sospiro di sollievo, infatti sono saltati fuori tanti di quei paesi che la cosa migliore è parlare del clima.
"Oh Signora" vorrei risponderle "i poeti del mio paese scrivono in guanti.
Non dico che non se li tolgano mai; quando la luna scalda allora sì. In strofe composte di grida tonanti, perché solo questo penetra attraverso il mugghio della tempesta, cantano l'esistenza semplice dei pastori di foche.
I classici incidono con ghiaccioli d'inchiostro su cumuli di neve. Gli altri, i decadenti, piangono sul destino con stelline di neve. Chi si vuole annegare deve avere una scure per fare un buco nel ghiaccio.
Oh, Signora, mia cara signora!"
È così che vorrei risponderle.
Ma ho dimenticato come si dice foca in francese.
Non sono sicura del ghiacciolo e del buco nel ghiaccio.
"La Pologne? La Pologne? Dev'esserci un freddo terribile, vero?"
"Pas du tout" rispondo glacialmente.

Wiesława Szymborska, Piccole cose (1962); traduzione di Pietro Marchesani

mercoledì 1 febbraio 2012

cade la neve...


Norberto
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cade la neve...
 .
fiocchi che danzano, che odeggiano,
che attraversano l'orizzonte dei lampioni, 

sfiorano i monumenti, li accarezzano dolcemente...
sembrano farfalle che giocano
sotto il soffitto della notte 
rosso cenere.

domenica 29 gennaio 2012

Convalescenza

 
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Le otto del mattino: mi alzo.
Che noia ! ... piove.
Metto il borsalino,
l'impermeabile alla Bogart,
immagino Casablanca.
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Casablanca (film) - Wikipedia

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Scendo le scale, apro il portone, esco.
Rivoli d'acqua accompagnano i passi.
Costeggio le case, entro in un bar,
ordino un caffè, una brioche.
Bevo il caffè,
la brioche sa di forno caldo.
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Fabian Perez

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Il locale ?
odora di muffe e piedi sudati.
Non è un bel posto.
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I quadri di Fabian Perez

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Vado dal giornalaio, leggo di M….
e della sua ombra.
Non è una bella giornata: piove !
Immagino Casablanca.
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Casablanca - MYmovies

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Rientro a casa.
Ripongo l'impermeabile e il cappello borsalino.
Siedo sul divano, mi alzo, prendo un libro,
apro il libro, mi siedo, inizio a leggere.
.
Finalmente il sole mentre fuori piove.
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(GSN)
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Édouard Manet


Che cosa ispira i poeti ?

 Carlo Carrà
 .

''Non so'', scrive Wisława Szymborska,
ed io sono daccordo con lei.
Ma è nel silenzio
della sera e della notte
che trovo  il riassunto del giorno.
E' l'amore, il racconto,
quello che c'è, 
che non c'è e lascia stanchi. 
.
  Carlo Carrà

sabato 28 gennaio 2012

La Farfalla - Pavel Friedann


 E' un disegno di Helga, ragazzina ebrea,
nel lager-fortezza di Terezin (vicino a Praga)
 .
 .
L'ultima, proprio l'ultima,
di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una goccia bianca
- così gialla, così gialla! -
l'ultima,
volava in alto leggera,
aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Tra qualche giorno
sarà già la mia settima settimana
di ghetto:
i miei mi hanno ritrovato qui
e qui mi chiamano i fiori di ruta
e il bianco candeliere del castagno
nel cortile.
Ma qui non ho visto nessuna farfalla.
Quella dell'altra volta fu l'ultima:
le farfalle non vivono nel ghetto.

Pavel Friedann
.
Helga

venerdì 27 gennaio 2012

Primo Levi - Se questo è un uomo





Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.


Primo Levi, nato a Torino nel 1919, laureato in chimica, fu deportato ad Auschwitz ai promi del '44 con gli altri ebrei italiani del campo di concentramento di Fossoli, nel Modenese... morì nel 1987.
La mostruosa esperienza del Lager nazista, chiamato campo di lavoro [ ARBEIT MACHT FREI (il lavoro rende liberi). ] ma in realtà campo di sterminio, gli ispirò Se questo è un uomo (1947), uno dei libri più notevoli della letteratura europea ispirata ai campi di concentramento.
La sua forza sta nell'assenza di ogni indugio descrittivo, di ogni abbandono emotivo, persino di ogni rancore e di ogni protesta nei confronti di quella che è stata la pagina più atroce e vergognosa della storia della Germania moderna.
Levi, mi riferisco soprattutto al romanzo, è un narratore sobrio, asciutto che lascia parlare i fatti...egli vuol essere soltanto uno dei pochi superstiti che sente il dovere di dare testimonianza di ciò che avvenne.

martedì 24 gennaio 2012

Artur Rimbaud - Le bateau Ivre ( Il battello Ebbro)


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Nel ‘’Battello ebbro’’ – l’Io narrante – sentendosi non più guidato dalle alzaie, comincia a discendere ‘’dove vuole’’ , fino al mare,  benedetto dalla tempesta, danzando sui flutti ‘’più leggero di un sughero’’ , ‘’senza rimpiangere l’occhio idiota dei fari’’ , senza più timone ne ancora:

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 .
 Poiché andavo scendendo lungo i Fiumi impossibili,
sentii che i bardotti non mi guidavan più:
ignudi ed inchiodati ai pali variopinti,
i Pellerossa striduli li avevan bersagliati.

Col mio cotone inglese, col mio grano fiammingo,
non mi curavo più di avere un equipaggio.
Quando, assieme ai bardotti, si spinsero i clamori,
i Fiumi mi lasciarono scender liberamente.

Dentro lo sciabordare aspro delle maree,
l'altro inverno, più sordo di una mente infantile,
io corsi! E le Penisole strappate dagli ormeggi
non subirono mai sconquasso più trionfante.

La tempesta ha sorriso ai miei risvegli in mare.
Più lieve di un turacciolo ho danzato sui flutti
che eternamente spingono i corpi delle vittime,
dieci notti, e irridevo l'occhio insulso dei fari!

Più dolce che ai fanciulli qualche acida polpa,
l'acqua verde filtrò nel mio scafo di abete
e dalle macchie rosse di vomito e di vino
mi lavò, disperdendo il timone e i ramponi.

Da allora sono immerso nel Poema del Mare
che, lattescente e invaso dalla luce degli astri,
morde l'acqua turchese, dentro cui, fluttuando,
scende astatico un morto pensoso e illivido;

dove, tingendo a un tratto l'azzurità, deliri
e ritmi prolungati nel nel giorno rutilante,
più stordenti dell'alcol, più vasti delle lire,
fermentano i rossori amari dell'amore!

Io so i cieli che scoppiano in lampi, so le trombe,
le correnti e i riflussi: io so la sera e l'Alba
che si esalta nel cielo come colombe a stormo;
e qualche volta ho visto quel che l'uomo ha sognato;

ho visto il sole basso, fosco di orrori mistici,
che illuminava lunghi coaguli violacei,
somiglianti ad attori di antichi drammi, i flutti
che fluivano con tremito di persiane, lontano!

Sognai la notte verde delle nevi abbagliate,
bacio che sale lento agli occhi degli Oceani,
la circolazione delle linfe inaudite,
E, giallo e blu, il destarsi dei fosfori canori! [...]

Ho cozzato in Floride incredibili: fiori
sbocciavano fra gli occhi di pantere con pelli
d'uomo! In arcobaleni come redini tesi
a glauche mandrie sotto l'orizzonte dei mari!

Ho visto fermentare gli stagni enormi, nasse
dove frammezzo ai giunchi marcisce un Leviatano!
Frane d'acqua scuotevano le immobili bonacce,
cateratte lontane crollavano nei baratri!

Ghiacciai, soli d'argento, flutti madreperlacei,
cieli ardenti! Incagliavo in fondo a golfi bruni
dove immensi serpenti mangiati dalle cimici
cadon, da piante torte, con oscuri profumi!

Ai bimbi, avrei voluto mostrare le dorate
dell'onda cupa e azzurra, o quei pesci canori.
- Schiume di fiori, mentre salpavo, m'han cullato,
e talvolta ineffabili venti m'han dato l'ali.

Martire affaticato dai poli e dalle zone,
il mare che piangendo mi addolciva il rullio
faceva salir fiori d'ombra, gialle ventose,
ed io restavo, simile a una donna in ginocchio,

quasi isola, scuotendo sui miei bordi i litigi
e lo sterco degli uccelli dagli occhi biondi, e urlanti.
Vagavo ed attraversavo i miei legami fragili
gli affogati a ritroso scendevano a dormire!
 .
 Segue la parte finale de ''Il battello ebbro''.
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 .
Il battello protagonista della lirica, rimasto senza marinai e privo di ormeggi, è il simbolo del poeta. Come il battello anche il poeta va incontro alle sue avventure liberamente e senza vincoli. Come il battello anche il poeta è ormai stanco; e come il battello non vuol tornare in acque sicure alla sua funzione di battello di merci, così il poeta non può nemmeno pensare di ritornare ad una vita normale: '' basta, ho pianto troppo ! le albe sono strazianti, / ogni luna mi è atroce ed ogni sole amaro / [ ... ] Che la mia chiglia scoppi! Che vada in fondo al mare.

Artur Rimbaud scrive questa lirica a soli diciassette anni ed è uno dei capolavori indiscussi della Poesia di tutti i tempi.
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Fonte: http://ebbri4ever.blogspot.com/2008/05/il-battello-ebbro.html?cp
Il blog Ebbro è Bello ed i suoi contenuti sono distribuiti con licenza CC BY-NC-SA 3.0 Italia.
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La zattera della Medusa - Gericault

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Io, battello perduto nei crini delle cale,
Spinto dall'uragano nell'etra senza uccelli,
- né i velieri anseatici, né i Monitori avrebbero
Ripescato il mio scafo ubriacato d'acqua;

Libero, fumigante, di brume viole carico,
Io che foravo il cielo rossastro come un muro
Che porti, leccornie per i buoni poeti,
Dei licheni di sole e dei mocci d'azzurro;

Io che andavo chiazzato dalle lunule elettriche,
Folle trave, scortato dagli ippocampi neri,
Quando il luglio faceva crollare a scudisciate
I cieli ultramarini dai vortici infuocati;

Io che tremavo udendo gemere acento leghe
I Behemot in foia e i densi Maelstrom,
Filando eternamente sulle acque azzurre e immobili,
Io rimpiango l'Europa dai parapetti antichi!

Ho visto gli arcipelaghi siderei e delle isole
Dai cieli deliranti aperti al vogatore:
- E' in queste notti immense che tu dormi e t'esili
Stuolo d'uccelli d'oro, o Vigore futuro?

Ma basta, ho pianto troppo! Le Albe sono strazianti.
Ogni luna mi è atroce ed ogni sole amaro:
L'acre amore mi gonfia di stordenti torpori.
Oh, la mia chiglia scoppi! Ch'io vada in fondo al mare!

Se desidero un'acqua d'Europa, è la pozzanghera
Nera e gelida, quando, nell'ora del crepuscolo,
Un bimbo malinconico abbandona, in ginocchio,
Un battello leggero come farfalla a maggio.

Non posso più, bagnato da quei languori, onde,
Filare nella scia di chi porta cotone,
Né fendere l'orgoglio dei pavesi e dei labari,
Né vogar sotto gli occhi orrendi dei pontoni.
,


,
 Rimbaud scrive di se stesso:

Dei miei antenati, i Galli, ho l'occhio biancazzurro, il cervello stretto, e l'inefficienza nella lotta. Il mio modo di vestire mi sembra barbaro quanto il loro. Però non mi spalmo di burro i capelli.
I Galli erano scorticatori di bestie, bruciatori d'erbe: i più inabili del loro tempo.
Di loro, ho: l'idolatria e l'amore per il sacrilegio; ah! tutti i vizi, ira, lussuria, - magnifica, la lussuria; soprattutto menzogna e accidia.
I mestieri, li odio tutti. Padroni e operai, tutti bifolchi, ignobili. La mano da penna vale la mano da aratro. - Che secolo di mani! - Io non avrò mai la mia mano. Dopo, la famigliarità porta chissà dove. L'onestà della mendicità mi affligge. I criminali sono disgustosi come i castrati: io, sono intatto, e per me fa lo stesso.
Ma! chi ha reso la mia lingua tanto perfida, da guidare e tutelare fino ad oggi la mia pigrizia? Senza servirmi nemmeno del mio corpo per vivere, e più fannullone d'un rospo, ho vissuto dappertutto. Non una sola famiglia, in Europa, che mi sia sconosciuta. - Famiglie come la mia, voglio dire, che devono tutto alla dichiarazione sui Diritti dell'Uomo . - Io ho conosciuto tutti i figli di famiglia!
(Sangue cattivo, in Una stagione in inferno)

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Queste sono le radici che Jean Nicolas Arthur Rimbaud  riconosce a se stesso; per il resto, vige l’ortodossa rivendicazione di un’identità vergine e guerriera, in perenne lotta contro il Super – Io  che il tempo – passato, ma anche presente  e futuro – tende a incorporare. Il risultato è una non identità : quella appunto che Rimbaud cercherà sempre di mantenere, libera da etiche prestabilite.