venerdì 18 aprile 2014

Venerdì Santo 2014

 
 






Oggi la comunità cristiana non celebra l’Eucaristia perché il clima di festa non si addice all’evento che riempie il suo ricordo e motiva il suo digiuno (cf Mc 2,19-20): la morte del suo Signore e Sposo. L’azione liturgica è dominata dalla croce; manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia, la croce lascia spazio solo al silenzio e alla contemplazione.

mercoledì 9 aprile 2014

Reinhold Niebuhr


Vincent Van Gogh


  
Che Dio mi conceda la serenità
di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare,
e la saggezza di distinguere tra le due.
Vivere giorno per giorno,
godersi un momento per volta,
accettare le avversità come una via verso la pace,
prendere, come Lui fece,
questo mondo corrotto
per quello che è,non per quello che vorrei,
confidare che Lui sistemerà tutto
se mi abbandonerò alla Sua volontà.
Che io possa essere
ragionevolmente felice in questa vita
e sommamente felice accanto a Lui
nella prossima, per sempre.

Reinhold Niebuhr

lunedì 7 aprile 2014

Quinto Orazio Flacco - Odi, II, 16, 25-40


Il cuore allegro, adesso, odia il pensiero
del poi. Sciogli la sofferenza
in un sorriso quieto, perché mai ci è concessa
una beatitudine durevole.

Una morte repentina colpì il luminoso Achille
mentre una vecchiaia eterna sembrava consumare Titone.
Forse in un attimo
avrò quello che a te pare negato...

A me le Parche, che mai ingannano,
hanno dato un po' di campagna
e un sospiro dolce di poesia greca.
E un assoluto distacco dalla pazza folla.


Un'antica descrizione consente di attribuire la misteriosa tela, a lungo ritenuta opera del Sodoma, al pittore senese Marco Bigio.
L'opera raffigura le tre Parche intente a filare il destino degli uomini, accompagnate da una folta schiera di personaggi allegorici. Sulla destra, Cloto, che presiede alla nascita, svolge il filo dal fuso; a sinistra Lachesi tesse il filo diventato rosso a significare l'amore fisico dell'età matura, al quale allude anche la giovane nera con quattro mammelle, simbolo di fecondità.
Atropo, la Parca al centro, recide il filo della vita decretando il momento della morte. Sullo sfondo si scorgono l'albero di Adamo ed Eva, un altro albero secco con un rapace appollaiato, e uno scheletro con la falce, simbolo di vanitas. Il vecchio con la clessidra, allegoria del Tempo, tiene nella piega della veste delle medaglie con nomi di personaggi storici, come quelle a terra, su cui si accapigliano due putti.
I tre diversi metalli - oro, argento e bronzo - alludono al diverso valore dei personaggi: gli uccelli che popolano la scena ripescheranno dal fiume Lete, rappresentato sullo sfondo, solo le monete con i nomi degli uomini meritevoli di fama imperitura, e non quelle con i nomi di chi cadrà nell'oblio. 
 
 Un'antica descrizione consente di attribuire la  tela, a lungo ritenuta opera del Sodoma, al pittore senese Marco Bigio. L'opera raffigura le tre Parche intente a filare il destino degli uomini, accompagnate da una folta schiera di personaggi allegorici. Sulla destra, Cloto, che presiede alla nascita, svolge il filo dal fuso; a sinistra Lachesi tesse il filo diventato rosso a significare l'amore fisico dell'età matura, al quale allude anche la giovane nera con quattro mammelle, simbolo di fecondità. Atropo, la Parca al centro, recide il filo della vita decretando il momento della morte. Sullo sfondo si scorgono l'albero di Adamo ed Eva, un altro albero secco con un rapace appollaiato, e uno scheletro con la falce, simbolo di vanitas. Il vecchio con la clessidra, allegoria del Tempo, tiene nella piega della veste delle medaglie con nomi di personaggi storici, come quelle a terra, su cui si accapigliano due putti. I tre diversi metalli - oro, argento e bronzo - alludono al diverso valore dei personaggi: gli uccelli che popolano la scena ripescheranno dal fiume Lete, rappresentato sullo sfondo, solo le monete con i nomi degli uomini meritevoli di fama imperitura, e non quelle con i nomi di chi cadrà nell'oblio.

Lucio Anneo Seneca - Lettere a Lucilio, 1,2


Geoge Clausen
Geoge Clausen


Da quanto mi scrivi e da quanto sento, nutro per te buone speranze: non corri qua e là e non ti agiti in continui spostamenti. Questa agitazione indica un'infermità interiore: per me, invece, primo segno di un animo equilibrato è la capacità di starsene tranquilli in un posto e in compagnia di se stessi.

 Bada poi che il fatto di leggere una massa di autori e libri di ogni genere non sia un po' segno di incostanza e di volubilità. Devi insistere su certi scrittori e nutrirti di loro, se vuoi ricavarne un profitto spirituale duraturo. Chi è dappertutto, non è da nessuna parte. Quando uno passa la vita a vagabondare, avrà molte relazioni ospitali, ma nessun amico. Lo stesso capita inevitabilmente a chi non si dedica a fondo a nessun autore, ma sfoglia tutto in fretta e alla svelta.

Non giova né si assimila il cibo vomitato subito dopo il pasto. Niente ostacola tanto la guarigione quanto il frequente cambiare medicina; non si cicatrizza una ferita curata in modo sempre diverso. Una pianta, se viene spostata spesso, non si irrobustisce; niente è così efficace da poter giovare in poco tempo. Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne.

"Ma," ribatti, "a me piace sfogliare un po' questo libro, un po' quest'altro." È proprio di uno stomaco viziato assaggiare molte cose: la varietà di cibi non nutre, intossica. Leggi sempre, perciò autori di valore riconosciuto e se di tanto in tanto ti viene in mente di passare ad altri, ritorna poi ai primi.
Procurati ogni giorno un aiuto contro la povertà, contro la morte e, anche, contro le altre calamità; e quando avrai fatto passare tante cose, estrai un concetto da assimilare in quel giorno.

Anch'io mi regolo così; dal molto che leggo ricavo qualche cosa. Il frutto di oggi l'ho tratto da Epicuro (è mia abitudine penetrare nell'accampamento nemico, ma non da disertore, se mai da esploratore); dichiara Epicuro: "È nobile cosa la povertà accettata con gioia."

Ma se è accettata con gioia, non è povertà. Povero non è chi ha poco, ma chi vuole di più. Cosa importa quanto c'è nel forziere o nei granaî, quanti sono i capi di bestiame o i redditi da usura, se ha gli occhi sulla roba altrui e fa il conto non di quanto ha, ma di quanto vorrebbe procurarsi? Mi domandi quale sia la giusta misura della ricchezza? Primo avere il necessario, secondo quanto basta. Stammi bene.




Geoge Clausen
Geoge Clausen

Rainer Maria Rilke - Terra che ti fai buia, paziente sopporti le mura....

 



Terra che ti fai buia, paziente sopporti le mura.
Forse permetti alle città di vivere ancora un’ora,
ne concedi due alle chiese e ai chiostri solitari,
ne lasci cinque al travaglio dei credenti
e per sette contempli il contadino al lavoro

prima di tornare foresta, acqua, rigoglio selvatico
nell’istante dell’inafferrabile paura
quando chiederai a ogni cosa
la tua immagine incompiuta.

Dammi un po’ di tempo: voglio amare le cose in modo
nuovo
e farle degne di te e grandi.
Voglio solo sette giorni, sette
su cui nessuno abbia mai scritto,
bq. sette giorni di solitudine.

Chi riceverà il libro che li raccoglie
rimarrà chino sulle sue pagine.
Oppure sarà nelle tue mani
e lo scriverai tu stesso.

Rainer Maria Rilke
Terra che ti fai buia, paziente sopporti le mura....

Rainer Maria Rilke - Lettere a un giovane poeta




Giorgio De Chirico, “Il poeta e la sua Musa”
Giorgio De Chirico, “Il poeta e la sua Musa”

Parigi, 17 febbraio 1903

Egregio signore,
la sua lettera mi è giunta solo alcuni giorni fa. Voglio ringraziarla per la sua grande e cara fiducia. Poco altro posso. Non posso addentrarmi nella natura dei suoi versi, poiché ogni intenzione critica è troppo lungi da me. Nulla può toccare tanto poco un’operad’arte quanto un commento critico: se ne ottengono sempre più o meno felici malintesi. Le cose non si possono tutte afferrare e dire comed’abitudine ci vorrebbero far credere; la maggior parte degli eventi
sono indicibili, si compiono in uno spazio inaccesso alla parola, e più indicibili di tutto sono le opere d’arte, esistenze piene di mistero lacui vita, accanto all’effimera nostra, perdura.

Ciò premesso, mi sia solo consentito dirle che i suoi versi, pur non avendo una natura loro propria, hanno però sommessi evelati germi di una personalità. Con più chiarezza lo avverto nell’ultima poesia, La mia anima. Qui, qualcosa di proprio vuole farsimetodo e parola. E nella bella poesia A Leopardi affiora forse una certa affinità con quel grande solitario. Eppure quei poemi sono ancora privi di una loro autonoma fisionomia, anche l’ultimo e quello a Leopardi. La
sua gentile lettera che li accompagnava; non manca di spiegarmi varie pecche che ho percepito nel leggere i suoi versi, senza però potervi dare un nome.

Lei domanda se i suoi versi siano buoni. Lo domanda a me. Prima lo ha domandato ad altri. Li invia alle riviste. Li confronta con altre poesie, e si allarma se certe redazioni rifiutano le sue prove. Ora, poiché mi ha autorizzato a consigliarla, le chiedo dirinunciare a tutto questo. Lei guarda all’esterno, ed è appunto questo che ora non dovrebbe fare. Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno. 

Giorgio de Chirico - il poeta e il filosofo
Giorgio de Chirico - il poeta e il filosofo

Non v’è che un mezzo. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo chele intima di scrivere; verifichi se esso protenda le radici nel puntopiù profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto: si domandi, nell’ora più quieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di sé alla ricerca di una
profonda risposta. E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice «io devo» questa grave domanda, allora costruisca lasua vita secondo questa necessità. La sua vita, fin dentro la sua ora più indifferente e misera, deve farsi insegna e testimone di questaurgenza. Allora si avvicini alla natura. Allora cerchi, come un primo
uomo, di dire ciò che vede e vive e ama e perde. Non scriva poesie d’amore; eviti dapprima quelle forme che sono troppo correnti e comuni:sono le più difficili, poiché serve una forza grande e già matura per dare un proprio contributo dove sono in abbondanza tradizioni buone e in parte ottime. 

Giorgio de Chirico - il poeta e il pittore
Giorgio de Chirico - il poeta e il pittore

Perciò rifugga dai motivi più diffusi verso quelli che le offre il suo stesso quotidiano; descriva le sue tristezze e aspirazioni, i pensieri effimeri e la fede in una bellezza qualunque;descriva tutto questo con intima, sommessa, umile sincerità, e usi, peresprimersi, le cose che le stanno intorno, le immagini dei suoi sogni egli oggetti del suo ricordo. Se la sua giornata le sembra povera, non la accusi; accusi se stesso, si dica che non è abbastanza poeta da evocarne le ricchezze; poiché per chi crea non esiste povertà, né visono luoghi indifferenti o miseri. E se anche si trovasse in una prigione; le cui pareti non lasciassero trapelare ai suoi sensi i rumori del mondo, non le, rimarrebbe forse la sua infanzia, quella ricchezza squisita, regale, quello scrigno di ricordi? Rivolga lì la sua attenzione. Cerchi di far emergere le sensazioni sommerse di quell’ampio passato; la sua personalità si rinsalderà, la sua solitudine si farà più ampia e diverrà una casa al crepuscolo, chiusa al lontano rumore degli altri. E se da questa introversione, da questo immergersi nel proprio mondo sorgono versi, allora non le verrà in mente di chiedere a qualcuno se siano buoni versi.

Né tenterà di interessare le riviste a quei lavori: poiché in essi lei vedrà il suo caro e naturale possesso,una scheggia e un suono della sua vita. Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità. È questa natura della sua origine a giudicarla: altro non v’è. E dunque, egregio signore, non avevo da darle altro consiglio che questo: guardi dentro di sé, esplori le profondità da cui scaturisce la sua vita; a quella fonte troverà risposta alla domanda se lei debba creare. La accetti come suona, senza stare a interpretarla. Si vedrà forse che è chiamato a essere artista. Allora prenda su di sé la sorte, e la sopporti, ne porti il peso e la grandezza, senza mai ambire al premio che può venire dall’esterno. Poiché chi crea deveessere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura sua compagna.

Giorgio de Chirico - il trovatore
Giorgio de Chirico - il trovatore

Forse, però, anche dopo questa discesa nel suo intimo e nella sua solitudine, dovrà rinunciare a diventare un poeta (basta, come dicevo,sentire che senza scrivere si potrebbe vivere, perché non sia concesso).

Ma anche allora, l’introversione che le chiedo non sarà stata vana. La sua vita in ogni caso troverà, da quel momento, proprie vie; e che possano essere buone, ricche e ampie, questo io le auguro più di quanto sappia dire.
Cos’altro dirle? Mi pare tutto equamente rilevato; e poi, in fondo,volevo solo consigliarla di seguire silenzioso e serio il suo sviluppo; non lo può turbare più violentemente che guardando all’esterno, e dall’esterno aspettando risposta a domande cui solo il sentimento suo più intimo, nella sua ora più quieta, può forse rispondere.

Mi ha rallegrato trovare nel suo scritto il nome del professor Horacek; serbo per quell’amabile studioso grande stima, e una gratitudine che non teme gli anni. Voglia, la prego, dirgli di questo mio sentimento; è molto buono a ricordarsi ancora di me, e lo so apprezzare.

Le restituisco inoltre i versi che gentilmente mi ha voluto confidare. E la ringrazio ancora per la grandezza e la cordialità della sua fiducia, di cui con questa risposta sincera, e data in buona fede, ho cercato di rendermi un po’ più degno di quanto io, un estraneo, non sia.

Suo devotissimo
Rainer Maria Rilke
 Lettere a un giovane poeta

(Mondadori 1994)


venerdì 28 marzo 2014

Giorgio Bassani

Bosh

 Muore un'epoca l'altra è già qua
affatto nuova e
innocente
ma anche questa lo so non la
potrò vivere che girato
perennemente all'indietro a guardare
verso quella testé
finita
a tutto indifferente tranne a che
cosa davvero fosse
la mia vita di prima
chi sia io mai
stato

Giorgio Bassani


mercoledì 26 marzo 2014

 
 Foto: Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Alda Merini
 
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Alda Merini
 

Si nasce non soltanto per morire ma per camminare a lungo, con piedi che non conoscono dimora e vanno oltre ogni montagna

Alda Merini
 
 
 
 
 
 
 

Desmond Egan - Amore la notte estenua.


William Wihitaker
William Wihitaker

Amore la notte estenua.

Amore
ancora non ti ho detto tutto il mio amore
Come il profumo di una gardenia appassita
o il vago luccichio di un vecchio 33 giri
qualcosa della giovinezza indugia
in quella voce stanca
in quel volto sbiancato
mentre la morte
suo ultimo amante
le accarezza la gola
Tanto che
quella giovinezza
quella vita
tutta la vita
diventa
un semplice
addio.

Desmond Egan
da Collected Poems



William Wihitaker
William Wihitaker

lunedì 24 marzo 2014

Pär Fabian Lagerkvist - premio Nobel per la letteratura nel 1951


Ottone Rosai
Ottone Rosai

Uno sconosciuto è mio amico,
uno che io non conosco,
uno sconosciuto lontano lontano.

Per lui il mio cuore è pieno di nostalgia.
Perché Egli non è presso di me.
Perché Egli forse non esiste affatto?
Chi sei tu che colmi il mio cuore della tua assenza ?
Che colmi tutta la terra della tua assenza ?

Pär Fabian Lagerkvist -
premio Nobel per la letteratura nel 1951


Ottone Rosai
Ottone Rosai


Tra diecimila anni
sotto gli alberi passerà
una fanciulla snella e bionda
con fiori tra i capelli,
e sarà ancora primavera.

È un'ora mattinale
qui nel bosco della mia giovinezza,
dove tutto è fresco di rugiada,
ogni sentiero, ogni albero è cespuglio,
tutto ciò che non perisce.

Luminoso, il ramo della betulla sfiora
la sua fronte pura,
ed è ancora lei
che un giorno ho amato,
tutto ciò che è stato esiste ancora.


PärFabian Lagerkvist

Ottone Rosai
Ottone Rosai

mercoledì 19 marzo 2014

Da padre a figlio: la lettera di Einstein al piccolo Hans Albert

Nel 1915, poco prima di pubblicare i suoi studi sulla relatività generale, Albert Einstein scrive a suo figlio undicenne Hans Albert una dolcissima lettera, in cui gli insegna l'importanza di fare le cose con passione.

 
A destra Albert Einstein con la moglie Mileva e il figlio Hans Albert nel 1904. A sinistra, la lettera di Einstein al figlio scritta il 4 novembre 1915. Foto: Shapell Manuscript Foundation
 
A destra Albert Einstein con la moglie Mileva e il figlio Hans Albert nel 1904. A sinistra, la lettera di Einstein al figlio scritta il 4 novembre 1915. Foto: Shapell Manuscript Foundation

In 1915, all'età di 36 anni, Albert Einstein viveva a Berlino, mentre la sua ex moglie Mileva (si erano separati) viveva a Vienna con i due figli della coppia, Hans Albert Einstein e Eduard “Tete” Einstein.

Il 4 novembre, Einstein aveva appena terminato un articolo scientifico di due pagine che avrebbe cambiato la storia della fisica (quello in cui descrive la teoria generale della relatività). Approfitta di un momento di riposo e scrive questa lettera a suo figlio undicenne.

Ve la proponiamo qui sotto per due motivi. Il primo, contingente: la festa del papà è alle porte e questa ci sembra una delle più belle lettere che raccontano il rapporto tra padri e figli; il secondo motivo è più universale: Einstein svela a suo figlio il segreto per imparare qualsiasi cosa.



Mio caro Albert,

ieri ho ricevuto con grande gioia la tua cara lettera. Avevo già paura che non mi avresti scritto mai più. Quando sono stato a Zurigo mi hai detto che per te è strano quando vengo lì. Perciò penso sia meglio incontrarsi in un altro posto, dove nessuno potrà metterci a disagio.

In ogni caso farò in modo di passare ogni anno un mese intero insieme, per dimostrarti che hai un padre che tiene tanto a te e che ti vuole bene. Da me potrai imparare molte cose utili e belle, cose che altri non possono insegnarti facilmente.

Ciò che ho realizzato lavorando così strenuamente non dovrà essere utile solo ad estranei, bensì, e specialmente, ai miei ragazzi.

In questi giorni ho portato a termine uno dei lavori più belli della mia vita e quando sarai più grande te ne parlerò.

Mi fa molto piacere che il pianoforte ti appassioni. Il pianoforte e la falegnameria sono a mio avviso le attività migliori da svolgere alla tua età, perfino meglio della scuola, perché sono molto adatte a persone giovani come te.

Al pianoforte, suona principalmente brani che ti piacciono, anche se l'insegnante non te li assegna. È questo il modo più efficace di imparare: quando si fa una cosa con tale appagamento che non ci si rende conto del tempo che passa.

Certe volte sono così assorto nel mio lavoro che dimentico di pranzare...

Un bacio a te e a Tete dal vostro papà.

Saluti alla mamma

domenica 16 marzo 2014

Caro Matteo Renzi


 Foto: Caro Matteo Renzi,
il compito che ti sei assunto è difficile e tutti speriamo nel successo ma devo essere onesto con  te: non mi hai convinto. ... . per il momento, il mio giudizio resta sospeso... ti dirò quello che penso fra tre mesi.; un tempo lungo per  riempire di sostanza le tue slide e capire.
E' la montagna che vuoi scalare che mi preoccupa ...molto. E' piena di crepacci, insidie ... il percorso che proponi sembra giusto ... svoltare pagina è giusto, moralizzare la politica, è giusto, mettere al centro la poltica, è giusto
Solo i compagni di viaggio, alcuni, sembrano sbagliati.
Ce ne faremo una ragione, mi dici ed è per questo che preferisco attendere
 ... Attendo!

Ai politici del passato e ai giovani, a loro, come un mantra,  ripeto inascoltato.

***
Signori della politica, generali del niente …
Non lo sentite il grido degli uomini e delle donne, dei giovani, degli anziani vittime di cieche e incontrollabili forze economiche ? 
Non sentite il niente che avanza e tutto avvolge ? 
Non vedete la frustrazione della gente comune esclusa da qualsiasi processo decisionale ? 
Non vedete la disperazione e lo sconforto che s’impadronisce delle persone comuni quando avvertono, a ragione, di non avere voce in capitolo nel definire o determinare il proprio futuro ? 
Stiamo perdendo la nostra umanità. [ … ] Mentre il tempo accade assistiamo, impotenti, alla de – umanizzazione di persone che diventano insensibili, spietate nella gestione di altri esseri umani. … persone che vengono considerate normali , rispettabili, ben integrate e riverite, (sob!) 

Ma voi giovani rifiutate questi atteggiamenti. Rifiutate i valori e la falsa morale che è alla base di questi atteggiamenti … Siete voi il futuro, E’ vostro il futuro, quello che vorreste avere .

ENTRATE NEI PARTITI, invadeteli , disegnate e imponete un sistema diverso che non abbandona gli ultimi, i meno fortunati. Costruite un sistema solidale che guarda al merito e non penalizza i poveri perché tutti abbiamo il diritto di vivere. Mettete al Centro la città con i suoi punti di forza e le sue debolezze e progettate il domani. Mettete al centro la persona umana. Lo so, al punto in cui siamo è difficile ma il domani non attende.
Aprite le finestre è fate entrare aria nuova. Rivendicate Il futuro che vorreste avere.
Se non ora : quando ? Il domani, il vostro domani è adesso.


Caro Matteo Renzi,
il compito che hai assunto è difficile e tutti speriamo nel successo ma devo essere onesto con te: non mi hai convinto e per il momento, il mio giudizio resta sospeso... 

Ti dirò quello che penso fra tre mesi.: un tempo lungo per riempire di sostanza le tue slide e capire.

E' la montagna che vuoi scalare che mi preoccupa ... molto.

E' piena di crepacci, insidie ...

Il percorso che proponi sembra giusto ...
svoltare pagina è giusto,
moralizzare la politica, è giusto,
mettere al centro la poltica, è giusto
Solo i compagni di viaggio, alcuni, sembrano sbagliati 
e l'Europa non è quella che vorremmo avere.

Ce ne faremo una ragione, mi dici ed è per questo che preferisco attendere

Incrocio le dita : forte è la speranza.

In attesa ... "ai politici del passato che vivono nel presente" e ai giovani, a loro, come un mantra, ripeto inascoltato.

***


Signori della politica, generali del niente …
Non lo sentite il grido degli uomini e delle donne, dei giovani, degli anziani vittime di cieche e incontrollabili forze economiche ?
Non sentite il niente che avanza e tutto avvolge ?
Non vedete la frustrazione della gente comune esclusa da qualsiasi processo decisionale ?
Non vedete la disperazione e lo sconforto che s’impadronisce delle persone comuni quando avvertono, a ragione, di non avere voce in capitolo nel definire o determinare il proprio futuro ?
Stiamo perdendo la nostra umanità. [ … ] Mentre il tempo accade assistiamo, impotenti, alla de – umanizzazione e alla degenerazione dei sistemi economici, politici e sociali

 ..
 Ma voi giovani rifiutate questi atteggiamenti. Rifiutate i valori e la falsa morale che è alla base di questi atteggiamenti … Siete voi il futuro, E’ vostro il futuro, quello che vorreste avere .

ENTRATE NEI PARTITI, invadeteli , disegnate e imponete un sistema diverso che non abbandona gli ultimi, i meno fortunati. Costruite un sistema solidale che guarda al merito e non penalizza i poveri perché tutti abbiamo il diritto di vivere. Mettete al Centro" la città" con i suoi punti di forza e le sue debolezze e progettate il domani. Mettete al centro la persona umana. Lo so, al punto in cui siamo è difficile ma il domani non attende.
Aprite le finestre è fate entrare aria nuova. Rivendicate Il futuro che vorreste avere.
Se non ora : quando ? Il domani, il vostro domani è adesso.





Édouard Manet

 

...  e poi ti dico: 

.

1._ un paese, un sistema paese che dimentica e umilia i suoi giovani non ha futuro

.

2._ un paese, un sistema paese che smette di produrre non esiste

.

3._ L’umanità ha fatto molti errori  ma per fortuna , non si è mai sbagliata su un punto … Prima o poi si è sempre ricordata dei grandi geni della letteratura, dell’arte e della filosofia. Quelli che hanno espresso la ricchezza spirituale dell’uomo. 

.

4._Io so.
 ..per dire che riconosco le manipolazioni, il niente che ‘’qualcuno’’ vorrebbe vendermi per vero..
..
E’ sufficiente vivere, andare al mercato, viaggiare fuori dai confini nazionali, leggere un giornale straniero … Basta vivere, andare allo stadio, prendere il tram o il treno dei pendolari e scoprire che le parole non dette parlano, raccontano meglio di un articolo di spalla o di apertura di un giornale. Basta vivere e mantenere un equilibrato senso della ricerca, per riconoscere ciò che è giusto e vero che poi è tutto ciò che è veramente bello e poi dire:
  .
.
. Io so che questo non è un paese aperto ai giovani e al loro futuro…
. Io so che viviamo in tempi difficili…
. Io so che la corruzione sta divorando il paese
. Io so che è tornato il tempo di dire che il nero è nero e il bianco è bianco per poi ricominciare.
. Io so […] .
.
.
Vedo l’immondizia ai lati delle strade, l’immigrato che vende calzini davanti al super mercato … l’umanità perduta che ‘’qualcuno’’ vorrebbe cancellare ma esiste Vedo il lavoro che non c’è e qualcuno vorrebbe metterci paura …
‘’Non abbiate paura’’ diceva, anzi gridava con forza un grande uomo. Uno che aveva attraversato il secolo breve e i suoi delitti…

mercoledì 12 marzo 2014

Preghiera del Cardinale John Henry Newman



Vincent Van Gogh


Guidami, dolce luce, nelle tenebre che mi sommergono,
guidami verso l'alto.
La notte è fonda e sono lontano da casa: 
guidami verso l'alto! 
Dirigi i miei passi, perchè non vedo nulla;
 fà che veda a ogni mio passo.
Un tempo non ti avrei pregato per farlo. 
Da solo volevo scegliere il cammino, 
credendo di poterlo determinare con la mia luce,
 malgrado il precipizio. 
Con fierezza elaboravo i miei obiettivi.
 Ma ora dimentichiamo tutto ciò.
Tu mi proteggi da tanto tempo e
 accetterai di guidarmi ancora: 
oltre le paludi, i fiumi e gli scogli
 che mi attendono al varco,
 fino alla fine della notte, 
fino all'aurora in cui gli angeli mi faranno segno. 
Ah! Io li amo da molto tempo,
 solo per un pò li avevo dimenticati.
 
 
Vincent Van Gogh
 

sabato 1 marzo 2014

Lucio Anneo Seneca - dal De otio, VIII, 3-4


Lord Frederic Leighton - Cymon and Iphigenia


... l'ozio dovrebbe essere una necessità per tutti, dal momento che la sola cosa che gli si può preferire non esiste.
Se qualcuno dice che navigare è una cosa meravigliosa e poi soggiunge che non si deve navigare in quel mare dove spesso vi sono naufragi e dove scoppiano improvvise e frequenti tempeste che trascinano fuori rotta il pilota, io credo che costui, anche se mi fa l'elogio della navigazione, in realtà mi impedisce di levare gli ormeggi...

Carlos Drummond De Andrade, Lettera

Albert Anker

Lettera

È molto tempo, si, che non ti scrivo.
Sono invecchiate tutte le notizie.
Sono invecchiato anch'io: guarda, in rilievo,
questi segni su di me, non delle carezze

(così leggere) che mi facevi in viso:
sono ferite, spine, sono ricordi
lasciati dalla vita al tuo bambino, che al tramonto
perde la sapienza dei bambini.

La mancanza che ho di te non è tanto
all'ora di dormire, quando dicevi
"Dio ti benedica", e la notte si spalancava in sogno.

E quando, allo svegliarmi, vedo a un angolo
La notte accumulata dei miei giorni,
e sento che sono vivo, e che non sogno.

Carlos Drummond De Andrade
Lettera
da "Lezione di cose" (1962)


Albert Anker


venerdì 14 febbraio 2014

Giovenale Nino Sassi - Se potessi

 
 
Renoir
 
 
Se potessi
cambierei l’inverno in una calda estate
e
farei
della gente e delle cose
l’espressione più vera;
ma
basterebbe
che fossi tu la mia estate
semplicemente tu
per vivere l’inverno.

(gsn)
Renoir

Giovenale Nino Sassi - Sarebbe bello

Foto: Sarebbe bello averti vicina
adesso che tramonta il giorno
.
Questa stanza da pittore
troverebbe luce e spazio
e
arriverebbe
silenziosa la sera
a sussurrare parole d’amore.
.
Che ne so perché
di quest’ansia strana
che sale e stringe il petto,
perché non dormo.
.
Che fai …
..Dove stai…
.. Con chi sei …
E’ triste star soli
adesso che tramonta il giorno.

(gsn)
Renoir


 
Sarebbe bello averti vicina
adesso che tramonta il giorno
.
Questa stanza da pittore
troverebbe luce e spazio
e

arriverebbe
silenziosa la sera
a sussurrare parole d’amore.
.
Che ne so perché
di quest’ansia strana
che sale e stringe il petto,
perché non dormo.
.
Che fai …
..Dove stai…
.. Con chi sei …
E’ triste star soli
adesso che tramonta il giorno.


(gsn)


Foto: Sarebbe bello averti vicina
adesso che tramonta il giorno
.
Questa stanza da pittore
troverebbe luce e spazio
e
arriverebbe
silenziosa la sera
a sussurrare parole d’amore.
.
Che ne so perché
di quest’ansia strana
che sale e stringe il petto,
perché non dormo.
.
Che fai …
..Dove stai…
.. Con chi sei …
E’ triste star soli
adesso che tramonta il giorno.

(gsn)











Giovenale Nino Sassi - Zollikerberg

Foto: E a te che penso
lungo la strada che scende,
fredda,
attraverso il bosco,
le luci della notte.
.
Le cose che ho,
che non ho,
che vorrei avere per dare.
.
L’amore che cerco,
che non ho,
che vorrei avere per amare.
.
Dire: “ti amo”
.
a te che ascolti...
è solo illusione
.
il sogno che ho fatto
lungo la strada che scende.

(gsn)

Arrivò Natale e poi capodanno. Le Barizzi organizzarono una festa nella loro casa, un villino posto in cima allo Zollikerberg, una località situata alla periferia a sud- est di Zurigo.
Da Bellvueplatz, uno dei più importanti nodi stradali, sulla sponda destra della Limat dove il fiume defluisce dal lago, si prende il tram che porta a Rehalp e da lì, proseguendo lungo la Frochstr., passando per Waldburg, si sale fino all’abitato di Zollikerberg.
Eugenio, Nicolino, Riccardo…. Marisa, Giovanna, Adriana, Maria Silvia, Iris, Rosenmary.

C’era anche Ornella che solitamente non faceva parte del nostro gruppo.
I genitori di Adriana e di Marisa nel salotto e noi nello scantinato trasformato in sala da ballo. Ricordo la musica, Adriana che cercava le canzoni di Adamo, l’allegria, i giochi in attesa della mezzanotte.
La neve era caduta abbondante. A mezzanotte le ragazze decisero di uscire per una passeggiata nel bosco. Il padre di Adriana mi prese da parte e mi disse:

“mi raccomando, che non accada nulla” e mi affidò sua figlia.
Tornammo, io e gli altri giovani, a Zurigo a piedi, attraverso il bosco …
Renoir
 
 
E' a te che penso
lungo la strada che scende,
fredda,
attraverso il bosco,
le luci della notte.
.

Le cose che ho,
che non ho,
che vorrei avere per dare.
.
L’amore che cerco,
che non ho,
che vorrei avere per amare.
.
Dire: “ti amo”
.
a te che ascolti...
è solo illusione
.
il sogno che ho fatto
lungo la strada che scende
.

(gsn)

Arrivò Natale e poi capodanno. Le Barizzi organizzarono una festa nella loro casa, un villino posto in cima allo Zollikerberg, una località situata alla periferia a sud- est di Zurigo.
Da Bellvueplatz, uno dei più importanti nodi stradali, sulla sponda destra della Limat dove il fiume defluisce dal lago, si prende il tram che porta a Rehalp e da lì, proseguendo lungo la Frochstr., passando per Waldburg, si sale fino all’abitato di Zollikerberg.
Eugenio, Nicolino, Riccardo…. Marisa, Giovanna, Adriana, Maria Silvia, Iris, Rosenmary.

C’era anche Ornella che solitamente non faceva parte del nostro gruppo.
I genitori di Adriana e di Marisa nel salotto e noi nello scantinato trasformato in sala da ballo. Ricordo la musica, Adriana che cercava le canzoni di Adamo, l’allegria, i giochi in attesa della mezzanotte.
La neve era caduta abbondante. A mezzanotte le ragazze decisero di uscire per una passeggiata nel bosco. Il padre di Adriana mi prese da parte e mi disse:

“mi raccomando, che non accada nulla” e mi affidò sua figlia.
Tornammo, io e gli altri giovani, a Zurigo a piedi, attraverso il bosco ….
 
(4 foto)
 
E a te che penso
lungo la strada che scende,
fredda,
attraverso il bosco,
le luci della notte.
.
Le cose che ho,
che non ho,
che vorrei avere per dare.
.
L’amore che cerco,
che non ho,
che vorrei avere per amare.
.
Dire: “ti amo”
.
a te che ascolti...
è solo illusione
.
il sogno che ho fatto
lungo la strada che scende.

(gsn)

Arrivò Natale e poi capodanno. Le Barizzi organizzarono una festa nella loro casa, un villino posto in cima allo Zollikerberg, una località situata alla periferia a sud- est di Zurigo.
Da Bellvueplatz, uno dei più importanti nodi stradali, sulla sponda destra della Limat dove il fiume defluisce dal lago, si prende il tram che porta a Rehalp e da lì, proseguendo lungo la Frochstr., passando per Waldburg, si sale fino all’abitato di Zollikerberg.
Eugenio, Nicolino, Riccardo…. Marisa, Giovanna, Adriana, Maria Silvia, Iris, Rosenmary.

C’era anche Ornella che solitamente non faceva parte del nostro gruppo.
I genitori di Adriana e di Marisa nel salotto e noi nello scantinato trasformato in sala da ballo. Ricordo la musica, Adriana che cercava le canzoni di Adamo, l’allegria, i giochi in attesa della mezzanotte.
La neve era caduta abbondante. A mezzanotte le ragazze decisero di uscire per una passeggiata nel bosco. Il padre di Adriana mi prese da parte e mi disse:

“mi raccomando, che non accada nulla” e mi affidò sua figlia.
Tornammo, io e gli altri giovani, a Zurigo a piedi, attraverso il bosco …
Pissarro
 

Giovenale Nino Sassi - Pensieri randagi




Foto: Pensieri randagi

Stanotte il latrare dei cani
Attraversa lampioni sospesi
E raggiunge il silenzio.

Non c’è nessuno lungo la strada ...
Solo questo latrare insistente
Di pensieri randagi che sale
Tra nebbie notturne
E stanze vuote.

Immagino giardini d’agrumi
E oasi nel mare ionico dei passi.

Volesse il vento aprire il cielo
E raccontare le stelle
Mentre tu, fanciulla bretone
Volo di gabbiano
Odalisca di Matisse
Raccogli sogni innocenti.

(Giovenale Nino Sassi)
Fabian Perez

Stanotte il latrare dei cani
Attraversa lampioni sospesi
E raggiunge il silenzio.

Non c’è nessuno lungo la strada ...
Solo questo latrare insistente
Di pensieri randagi che sale
Tra nebbie notturne
E stanze vuote.

Immagino giardini d’agrumi
E oasi nel mare ionico dei passi.

Volesse il vento aprire il cielo
E raccontare le stelle
Mentre tu, fanciulla bretone
Volo di gabbiano
Odalisca di Matisse
Raccogli sogni innocenti.


(Giovenale Nino Sassi)