venerdì 27 maggio 2016

Gabriel García Márquez - L’amore ai tempi del colera





Gli sembrava così bella, così seducente, così diversa dalla gente comune, che non capiva perché nessuno rimanesse frastornato come lui al rumore ritmico dei suoi tacchi sul selciato della via, né si sconvolgessero i cuori con l’aria dei sospiri dei suoi falpalà, né impazzissero tutti d’amore al vento della sua treccia, al volo delle sue mani, all’oro del suo ridere. ...

Gabriel García Márquez,
L’amore ai tempi del colera





La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna.
Oscar Wilde



Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia
G. Ungaretti
da L'allegria (1916),

mercoledì 25 maggio 2016



Bertolt Brecht: Hollywood


Ogni mattina, per guadagnarmi da vivere,Vado al mercato dove si comprano le bugie.
Pieno di speranza. Mi metto tra chi vende.

Bertolt Brecht: Hollywood


La Vergine delle Rocce (versione del Louvre) di Leonardo da Vinci, 1483-86.




martedì 24 maggio 2016

Antonella Anedda da Notti di pace occidentale



Cuci una federa per ogni ricordo, mettili a dormire,
dai loro il sonno di un lenzuolo di lino.
L’edera rende la notte verde.
Una mela cade sull’erba ma tu imbastisci e cuci.
Servono aghi e forbici. Serve precisione.




Antonella Anedda da Notti di pace occidentale



Se ho scritto è per pensiero
perché ero in pensiero per la vita
per gli esseri felici
stretti nell’ombra della sera
per la sera che di colpo crollava sulle nuche.
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta a una ringhiera
per l’attesa marina – senza grido – infinita.
Scrivi, dico a me stessa
e scrivo io per avanzare più sola nell’enigma
perché gli occhi mi allarmano
e mio è il silenzio dei passi, mia la luce deserta
– da brughiera –
sulla terra del viale.
Scrivi perché nulla è difeso e la parola bosco
trema più fragile del bosco, senza rami né uccelli
perché solo il coraggio può scavare
in alto la pazienza
fino a togliere peso
al peso nero del prato.

domenica 22 maggio 2016

Vladimir Majakovskij - Notte di Luna




Marc Chagall - Wikipedia
.

Verrà la luna
è già apparsa
un po'!
Ma eccola sospesa
piena nell'aria
Deve essere Dio
che con un meraviglioso
cucchiaio d'argento
Rimesta la zuppa di pesce stellare

giovedì 19 maggio 2016

Salvatore Scollo




Forse non giungeremo a dirci
il tenero provato nello stare
insieme, timidezza o attesa d’altro
ancora più corposo.
Ma le minute cose condivise
ostinate un giorno torneranno
in sogno a chi dei due è rimasto solo.
Tanti i binari morti dove dormono
i vagoni merci arrugginiti,
relegati da un mondo sempre in corsa.
Anche a noi succederà a breve
d’essere messi a riposare;
in cenere, forse ci poseremo
lievi sulle medesime rotaie.
Salvatore Scollo
.
Nato nel 1944 a Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa, dove è stato per anni dirigente della locale Camera di Commercio.
da
di Titti Ferrando

lunedì 16 maggio 2016

Vittorio Sereni Il grande amico




Un grande amico che sorga alto su me
E tutto porti me nella sua luce,
che largo rida ove io sorrida appena
e forte ami ove io accenni a invaghirmi...
Ma volano gli anni, e solo calmo è l’occhio che antivede
perdente al suo riapparire
lo scafo che passava primo al ponte.
Conosce i messaggeri della sorte,
può chiamarli per nome. E’ il soldato presago.
Non pareva il mattino nato ad altro?
E l’ala dei tigli
e l’erta che improvvisa in verde ombrìa si smarriva
non portavano ad altro?
Ma in terra di colpo nemica al punto atteso
si arroventa la quota.
Come lo scolaro attardato
- né più dalla minaccia della porta
sbarrata fiori e ali lo divagano –
io lo seguo, sono nella sua ombra.
Un disincantato soldato.
Uno spaurito scolaro
.
Vittorio Sereni
Il grande amico
.

domenica 15 maggio 2016

Per un marketing della città (1987)




Al termine di un ciclo di programmazione che aveva portato importanti risultati ( recupero della Pozzi e della Minerva; nascita di alcune nuove imprese e, in altri termini di restituire il lavoro ad oltre 400 U.L.) elaboro il progetto ‘’Per un marketing della città - per una transizione attiva della città di Spoleto e del suo territorio’’.

E' , probabilmente, il primo esempio di Marketig Territoriale proposto in Italia. Viene partecipato alla Regione dell’Umbria con il piano annuale per la formazione professionale 1987/88 . [ … ]
Nella sua elaborazione tengo conto dell'esperienza maturata nel precedente ciclo di programmazione e cerco di affinare gli strumenti costruiti per la programmazione dal basso.
L'assenza di una vera un'area industriale aveva condizionato l'apertura di nuove imprese (moltiplicazione delle attività produttive) cioè il lavoro di attrazione .
Il progetto rappresenta il logico completamento e superamento della metodologia su cui era nato l'ufficio .

Anche le città, scrivevo , hanno un'anima.

Ognuno, scrivevo, ricomincia da sé, oltre i problemi, dalle proprie peculiarità e vocazioni perché "il cambiamento" riguarda le strutture e la cultura che le aveva prodotte.
Un'era, la società industriale, era terminata, E la città e il suo territorio diventavano , nel progetto, la nuova area industriale.
Considerare la città come fosse un’impresa; ragionare sui punti di forza e di debolezza della città; sulle sue vocazioni e le sue peculiarità; considerare le strade e le piazze, la sua storia elementi fondamentali per un nuovo progetto di sviluppo erano alcune delle idee guida all'origine del programma.
Utilizzare il marchio che il Festival dei Due Mondi aveva imposto al mondo; trasformare in fattori del lavoro e dell'economia l'immagine che la città di Spoleto aveva conquistato nel mondo riempiendo un patrimonio immateriale con prodotti di qualità era uno dei percorsi che venivano proposti nel progetto.

Oltre non si poteva andare

Ricordi ...
Giovenale Sassi





sabato 14 maggio 2016

Samuel Brussell - Memoria

Vermeer

Amore sette meridiani ci separano
da est a ovest sull'emisfero nord.
Qui la notte registra meno tre gradi
Celsius. Immagino il tuo corpo
che si agita, preda d'un greve sonno,
nei veli del mattino. Un sole chiaro
accende all'infinito il riso dei bambini.
Amore il caffè di quest'ora ha
un diverso sapore. L'organismo tradisce.

Troppi oggetti su questo tavolo per un
unico istante. Un giuramento si offre alla
lama del tempo come un uccello migratore
si abbandona alla furia degli elementi.
D'un carteggio incompiuto
verrà la fine con cento storie
ritrovate nella sua risacca.

Samuel Brussell
Memoria
Vermeer

Dicevano i romani



Est deus in nobis, agitate calescimus illo
C'è un dio in noi e ci scaldiamo perchè lui ci agita
(Ovidio)
.
La lingua ha giurato ma non ha giurato il cuore
(Euripide)
.
Legere enim et non intellegere neglegere est
Leggere e non capire è come non leggere
(Catone)
.
Facit indignatio versum
Lo sdegno fa poesia
(Giovenale)
.

Charles Baudelaire, La fine del Giorno



Sotto una luce bigia, senza posa,
senza ragione, si contorce e incalza
danzando, spudorata e rumorosa,
la Vita: così, poi, quando s'innalza
voluttuosa la notte all'orizzonte,
e tutto, anche le fami, in sé racqueta,
tutto annuvola e spegne, anche le onte,
"Eccoti, alfine!" mormora il poeta.
"Pace ti chiede il mio spirito ed ogni
mia fibra, pace, e null'altro elisire;
ricolmo il cuore di funebri sogni,
vo' stendere le mie membra supine
nella frescura delle tue cortine
e quivi sempre, o tenebra, dormire!

Margherita Guidacci [Stella cadente] da "Anelli del tempo"



Alcuni desideri si adempiranno
altri saranno respinti. Ma io
sarò passata splendendo
per un attimo. Anche se nessuno
mi avesse guardata
risulterebbe ugualmente giustificato -
per quel lucente attimo - il mio esistere.

Pier Luigi Bacchini





Primo quarto
Nella mia vita ho parlato con vecchi
vissuti in altre lune. E cammino col bastone
appartenuto ad un altro.
Quest’uomo che mi cammina al fianco con il suo bastone,
e mi trasmette esuberanze,
era selvaggio, e mi ha portato un tavolino tondo
per rendermi più agevole la scrittura.
Non sapeva che questa antichità di parole
si scrive sopra l’erba, e morendo ogni volta,
come amando.
Ora, benchè vitale e amante di cibi
e d’irruenze amorose
e ricco d’ire ( e acuto come questa punta ),
è silenzioso nella sua tomba.

Miguel Torga - Parola d’ordine




Lasciate passare chi va per la sua strada.
Lasciate passare
Chi va pieno di notte e chiar di luna
Lasciate passare e non gli dite nulla.
-
Lasciatelo: va solo
A bere acqua di Sogno a qualche fonte;
a coglier bianchi gigli
in un giardino che egli sa, di fronte.
Viene da Terra -di-tutti, ove ha casa
E dove torna spuntato il mattino.
-
Ora lasciatelo passare:
va pien di notte e di solitudine.
Diventerà poi
Un astro al suolo.
.
Miguel Torga
Parola d’ordine

.

Robert Frost (1874-1963) La strada non presa




Due strade a un bivio in un bosco ingiallito,
Peccato non percorrerle entrambe,
Ma un solo viaggiatore non può farlo,
Guardai dunque una di esse indeciso,
Finché non si nascose al mio sguardo;
E presi l’altra, era buona anch’essa,
Anzi forse con qualche ragione in più,
Perché era erbosa e quindi più verde,
Benché il passaggio suppergiù
Le avesse segnate ugualmente,
E ambedue quella mattina eran distese
Nelle foglie che nessun passo aveva marcato.
Oh, prenderò la prima un’altra volta!
Ma pur sapendo che strada porta a strada,
Non credevo che sarei mai ritornato.
Dirò questo con un lungo sospiro
Chissà dove e fra tanti anni a venire:
Due strade a un bivio in un bosco, ed io –
Presi quella meno frequentata,
E da ciò tutta la differenza è nata.
.
Robert Frost (1874-1963)
La strada non presa
.

venerdì 13 maggio 2016

Forestiero in terra d'Egitto





Non si può più tollerare un mondo in cui vivono a fianco a fianco straricchi e miserabili, nullatenenti privi persino dell’essenziale e gente che sciupa senza ritegno ciò di cui altri hanno disperato bisogno. Simili contrasti sono un affronto alla dignità della persona umana.
Giovanni Paolo II
In occasione della Giornata mondiale della pace del 1998
E in preparazione del Giubileo del 2000
***
Mi chiamo Hassan
Ho 12 anni e vengo da un paese Africano.
Un missionario comboniano, un italiano
mi ha sottratto all’esercito dei bambini che, armati
combatte e uccide la gente dei villaggi.
Avevo un mitra, mi ha dato un libro.
Mi chiamo Hassan
e con mia madre ho attraversato il deserto
e poi il mare
ed ora sono qui, nel paese delle libertà ….
qui, dove la gente ama i bambini e non uccide lo straniero
Sta scritto nella Bibbia,
il libro avuto in dono da un missionario italiano
Sta scritto li e dice …
"Non molesterai il forestiero né lo opprimerai
perché voi siete stati forestieri in terra di Egitto”
Io sono Hassan...
Fuggito dalla guerra e dalla fame
e sono solo.
(GSN)
Forestiero in terra d'Egitto
NDL Otterlo KröllerMüllerMuseum VanGogh BuonSamaritano 1890.jpg

giovedì 12 maggio 2016

Mark Strand da Selected poems




..Distenditi sul pavimento...
e elenca tutto ciò che è stato vietato alla mia felicità. 
Ripetimi che non ho vissuto vanamente, che gli astri 
non moriranno e che le cose rimarranno come sono.
Che quel che è stato durerà ancora, che non sono venuto al mondo solo 
per trasformarmi e che le parole che ho pronunciato non le ho dette per me.
.


Robert Frost - Quel che dissero i cinquant'anni



Quand'ero giovane erano i vecchi i miei maestri.
Lasciai fuoco (per forma) fino a spegnermi.
Soffrivo come un metallo che fosse forgiato.
Andavo a scuola dai vecchi per imparare il passato.
Ora che sono vecchio ho per maestri i giovani.
Quel che non può modellarsi, dev'essere infranto o piegato
Lezioni (mi torturano) che riaprono antiche suture.
Vado a scuola dai giovani per imparare il futuro.


Albert Anker 
(Anet, 1831 – 1910) è stato un pittore svizzero.

Karen Blixen ... Lontano sei e nessuno



... Lontano sei e nessuno più
rammenta il tuo nome
e dovunque io vada sento
gelido e cupo solo il vuoto

comincio a convincermi del fatto
che tu sia stato solo un sogno
nato dal desiderio della mia mente.

A questo sogno ho dato nome e vita
e poi, da ultimo, il tuo aspetto...

Karen Blixen

martedì 10 maggio 2016

Albinoni adagio




Hermann Hesse Preghiera



Quando la mano piccola mi dai
che tanti enigmi taciti contiene,
ti ho forse chiesto mai
se mi vuoi bene?

Io l'amor tuo non voglio: vo' soltanto
che tu mi stia vicina
e mi dia ogni tanto
la mano piccolina.



lunedì 9 maggio 2016

Il "Notturno" di Alcmane




Dormono le cime de’ monti
e le vallate intorno,
i declivi e i burroni;
dormono i rettili, quanti nella specie
la nera terra alleva,
le fiere di selva, le varie forme di api,
i mostri nel fondo cupo del mare;
dormono le generazioni degli uccelli dalle lunghe ali.
,
Il "Notturno" di Alcmane
Trad. Quasimodo

Marco Tullio Cicerone





.
[...] se è vero che tutti gli insegnamenti della filosofia fanno riferimento alla vita, ritengo di aver osservato nella mia attività pubblica e privata i precetti della ragione e della dottrina.

Se poi qualcuno chiedesse qual è il motivo che mi ha spinto a scrivere queste riflessioni solo così tardi, non c'è nulla che possa spiegare con più facilità.

Siccome languisco nell'inattività, dato che la situazione dello Stato è tale che per guidarlo non si sente più bisogno del Senato ma basta un solo "uomo forte", allora ho ritenuto che fosse necessario per il bene dello Stato stesso esporre ai miei concittadini la filosofia, perché ritengo di grande importanza per il prestigio e per la gloria di Roma che concetti così importanti e famosi figurino anche nella sua letteratura...

> De natura deorum > I, 6-7
.



IPSE DIXIT…

la locuzione latina per la prima volta compare negli scritti di Marco Tullio Cicerone nel suo De Natura Deorum, quando nomina i pitagorici che erano soliti definire Pitagora usando la locuzione “Ipse dixit”, (letteralmente “l’ha detto lui”), (nessuno può discutere l’autorevolezza di Pitagora!)

domenica 8 maggio 2016

Per il silenzio - Edmond Jabès



Gauguin


Eppure, alla domanda: Per chi scrive ?
aveva spontaneamente risposto:
Per nessuno; per il silenzio, forse,
che è sempre attesa di qualcuno.

Edmond Jabès



Gauguin



 Jabès ⟨ˇʃabèes⟩, Edmond. - Scrittore e poeta francese (Il Cairo 1912 -Parigi 1991). Di origine ebraica, ma influenzato dalla cultura araba, visse a lungo al Cairo, dove studiò nelle scuole francesi. Militò nelle file dell'antifascismo italiano all'estero. L'esilio a Parigi, nel 1957, fu all'origine di una svolta nella sua produzione: alla poetica del frammento di ispirazione surrealista si sovrappose il flusso di una parola che incessantemente s'interroga, ponendo al centro della propria indagine il rapporto ebraismo-scrittura. Tutta la sua opera è sottesa dall'esperienza del deserto, legata alla nozione biblica e mallarmeana di Libro: Le livre des questions (7 voll., 1963-73; trad. it. del 1º e del2º vol. 1985 e 1988); Le livre des ressemblances (3 voll., 1976-80); Le livre des limites (4 voll., 1982-87; trad. it. dei primi 3 voll. 1984,1987 e 1991); a questi tre vasti insiemi sono da aggiungere Le livre des marges (2 voll., 1975-84), sorta di dialogo con un'ideale famiglia di scrittori, e Le livre de l'hospitalité (1991; trad. it. 1991). Pubblicò in Italia L'Inferno di Dante (1988). Raccolse le sue poesie in Le seuil - Le sable (1990). Un suo efficace ritratto è nel libro-conversazione Du désert au livre (1980; trad. it. 1983)..
(fonte Treccani)

Gauguin

domenica 1 maggio 2016



Raymond Carver







E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E cos’è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.




Sono arrivati

Antonio Berni - emigrazione




Non aspettiamo i barbari
Loro sono arrivati
. Io credo nella pace, forse addirittura nella pace ad ogni costo.
. I bambini non dubitano mai, neppure per un momento, che i vecchi enormi alberi sotto cui giocano dureranno in eterno; che loro cresceranno forti come i loro padri, fertili come le madri, che vivranno e saranno felici e alleveranno a loro volta i propri figli lì dove sono nati.
. Io stesso allora non dubitavo che in qualunque momento chiunque di noi, uomo, donna, bambino, forse anche il povero ronzino legato alla ruota del mulino, chiunque sapesse cosa era giusto. Tutte le creature vengono al mondo con dentro la memoria della giustizia.
. Quando qualcuno soffre ingiustamente [...] è destino di coloro che assistono alla sua sofferenza provarne vergogna.
John Maxwell Coetzee

San Giovanni Paolo II






Certo, l'uomo scopre la verità sempre in modo limitato, e può dirsi un pellegrino della verità .
Ma ciò è ben diverso dal relativismo e dallo scetticismo.
 L'esperienza attesta infatti che la nostra mente, pur offuscata o indebolita da monteplici condizionamenti, è in grado di cogliere la verità delle cose, almeno quando si tratta di quei valori fondamentali che rendono possibile l'esistenza dei singoli e della società.
Essi si impongono alla coscienza di ciascuno e sono unpatrimonio comune dell'umanità.
Non è forse ad esso che s'appella la coscienza comune quando condanna i crimini contro l'umanità, anche se avvallati da qualche legislatore ?
in realtà la legge naturale, proprio perchè scolpita da Dio nel cuore, precede ogni legge fatta dagli uomini e ne misura la validità.

San Giovanni Paolo II

Antonio Machado da Poesías Completas






Solitudine, unica compagna
dea che sovrintendi a ogni prodigio
e che hai voluto esaudirmi pur se non implorata
Lo hai fatto dandomi la voce
ma ora - dimmi -
con chi posso parlare?
Parlerò al mistero del tuo volto
che nello specchio intimo della mia camera
appare nuovo
Tu che hai la voce dell'amante
e che rinnovi l'enigma del silenzio
scoprimi il tuo viso
fa' che io trovi fissi su di me
gli occhi suoi
di diaspro e di diamante...
.
Antonio Machado
da Poesías Completas

Maria Luisa Spaziani, Quando tu dormirai da "Le Acque del Sabato"



Quando tu dormirai si chiuderanno
tutti gli occhi di luce sulla terra,
piomberà su di noi la solitudine,
sterminata campana di silenzio
a cingerci di tenebre.

I magghenghi saranno amara polvere.
Dove fiorì la fiamma del papavero,
dove sui nostri passi la parola
si alzava come un razzo per esplodere
in zone rarefatte più lontane,
cercheranno le larve dell'Inizio
le immemoriali tane.

Apocalissi, ladra di memoria.
La coscienza saprà scavarsi un foro
nei bastioni del tempo?
E diremo alle larve quanto valga
la sorte nostra, e loro?

Maria Luisa Spaziani
Quando tu dormirai
da "Le Acque del Sabato"

Tomas Tranströmer - Mistero per la strada



Si posò la luce del giorno sul viso di un uomo addormentato.

Gli giunse un sogno più vivido
Ma non si svegliò.

Si posò l’oscurità sul viso di un uomo in cammino
Tra la gente nei raggi di sole
Forti e impazienti.

D’un tratto si fece buio come per il temporale.
Io ero in una stanza che conteneva tutti gli istanti -
Un museo di farfalle.

Tuttavia il sole era forte come prima.
I suoi pennelli impazienti dipingevano il mondo.

Tomas Tranströmer
Mistero per la strada

ChagallChagall

Enciclopedie on line Treccani

Tranströmer ⟨tràanströmër⟩, Tomas Gösta. - Poeta svedese (n.Stoccolma1931). 

Collaboratore (1955-58) della rivista d'avanguardia Upptakt ("Prima battuta").
Massimo esponente della generazione di poetiaffermatasi dopo laseconda guerra mondiale, ha cantato in 17 dikter  ("Diciassettepoesie", 1954) il paesaggio di Stoccolma con intonazione religiosa.
 Con ancora maggiore efficacia T. esprime la sua visione religiosa mediante simboli figurativi e surrealistici nelle raccolte liriche: 

Hemligheter på vägen ("Misteri per via", 1958);
Den halvfärdiga himlen ("Il cielo lasciato a metà", 1962);
 Kvartett, Lyrik 1954-66 ("Quartetto,Poesia 1954-66", 1967);
Mörkerseende("Visione oscura", 1970);
Det vilda torget ("La fiera selvaggia", 1983);
 För levande och döda ("Per ivivi e per i morti", 1989);
Sorgegondolen("La gondola dolente", 1996); 
Denstora gåtan (trad. it. Il grande mistero, 2011);
Galleriet: Reflected in Vecka nr. II (2007).

Nel 2011 è stato insignito del premio Nobel per la letteratura "perché attraverso immagini condensate e traslucide ha consentito un nuovo accesso alla realtà". Nello stesso anno ha pubblicato l'autobiografia Minnena ser mig (trad.it. I ricordi mi guardano,2011).

ChagallChagall

sabato 30 aprile 2016

Hermann Hesse, Quando mi dai la tua piccola mano



Quando mi dai la tua piccola mano
Che tante cose mai dette esprime
Ti ho forse chiesto una sola volta
Se mi vuoi bene?
Non è il tuo amore che voglio
Voglio soltanto saperti vicina
E che muta e silenziosa
Di tanto in tanto, mi tenda la tua mano.
Hermann Hesse


Paul Tillich da Il coraggio di esistere





La generazione della Fine
.
Abbiamo visto morire milioni di individui in guerra, centinaia di migliaia nelle rivoluzioni, decine di migliaia nelle persecuzioni e nelle sistematiche epurazioni delle minoranze. Moltitudini numerose come nazioni vagano ancora sulla faccia della terra o periscono quando mura fittizie pongono fine al loro vagare. Tutti quelli che vengono chiamati profughi o immigrati appartengono a questo vagare, in essi si incarna una parte di quei terribili avvenimenti in cui la morte ha riafferrato le redini che noi credevamo avesse abbandonato per sempre. Questa gente porta nell’anima, e spesso nel corpo, le tracce della morte, e non le perderà mai del tutto. Voi, che non avete mai preso parte a questa grande migrazione, dovete accogliere questi altri come simboli di una morte, che è una componente della vita. Accoglieteli come quelli che hanno avuto il destino di ricordarci la presenza della Fine in ogni momento della vita e della storia. Accoglieteli come simboli della finitezza e transitorietà di ogni interesse umano, di ogni vita umana, di ogni cosa creata.Noi siamo diventati una generazione della Fine e quelli di noi che sono stati profughi ed esuli non dovrebbero dimenticarlo quando trovano un nuovo inizio qui o in un’altra terra. La Fine non è niente di esterno. Non si esaurisce con la nostra infanzia, la gente con cui siamo cresciuti, il paese, le cose, la lingua che ci hanno formati, i beni, spirituali e materiali, ereditati o guadagnati, gli amici che ci furono strappati da morte improvvisa.La Fine è più di tutto questo: è in noi, è diventata il nostro vero essere.Noi siamo la generazione della Fine e dovremmo saperlo.
.
Paul Tillich
da Il coraggio di esistere
ed. Astrolabio, Roma, 1968
Trad. di G. Sardelli




giovedì 28 aprile 2016

Mio padre era un Arameo errante



Chagall


Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall'Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi, e ci condusse in questo luogo ("maqôm") e ci diede questo paese ("terra"), dove scorre latte e miele.


Chagall


Un ebreo errante, un fuggiasco, un pellegrino delle avanguardie: Marc Chagall, probabilmente, fu tutto questo. Sorvolò il secolo breve a mezz’aria, con la stessa leggiadria delle figure che dipinse, spesso sospese sopra i palazzi della sua infanzia, sopra le tragedie del ‘900, tra l’onirico e il reale.

Chagall