sabato 21 novembre 2009

I colori dell'autunno


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I colori dell’autunno
raccolti nei viali  raccontano
i pensieri e il tempo che passa
 incontro all’inverno.

venerdì 20 novembre 2009



Mi sono fermato per un saluto….

Non voglio disturbare i tuoi sogni,
sarebbe un peccato per il tuo riposo,
non devi sentire i miei passi
-piano piano chiudo la porta !
Passando ti scrivo sull'uscio
'' Buona notte ''
perchè tu possa vedere
che ho pensato a te.

Antonio Machado - Ricordo d'infanzia


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La poesia  racconta l'atmosfera grigia e fredda di un'aula di collegio dove i ragazzi ripetono  la lezione ad un vecchio e pallido maestro, (mil-per-cento, centomila;// mil-per-mille, un milione.), mentre alla loro nenia fa eco la cantilena della pioggia invernale sui viali.
E' una poesia fatta di suoni ovattati e di colori spenti che risaltano alla luce della macchia rossa che la lirica improvvisamente accende ....già morto, il fratello // ha un lago vermiglio vicino
Antonio Machado è uno dei più grandi poeti spagnoli del novecento.
Nacque a Siviglia nel 1875 e morì in Francia nel 1939. La sua vita fu ritiratissima, tutta dedita agli studi, all'insegnamento ( fu professore di letteratura francese in una università di provincia), alla meditazione e alla poesia.
Rinnovatore della della lirica spagnola, Machado svolse temi di intensa umanità.... una espressione chiara, piena, dal bel ritmo musicale..

RICORDO D'INFANZIA
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Sera grigia: freddo: foschia
d'inverno. I collegiali
studiano. Monotonia
della pioggia sui viali.
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Nella classe c'è un cartello
e v'hanno dipinto Caino
che fugge; già morto, il fratello
ha un lago vermiglio vicino.
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Secco, imperioso, sonoro,
tuona il maestro: un anziano
malmesso, patito, incoloro,
col libro aperto in mano.
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E i piccoli, docili, in fila
gli ricantano la lezione:
mil-per-cento, centomila;
mil-per-mille, un milione.
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Sera grigia: freddo: foschia
d'inverno. I collegiali
studiano. Monotonia
della pioggia sui viali.
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martedì 17 novembre 2009

Giovanni Ramon Jimenez - Canzone

Rosa, l'autunno è tutto
in codesta tua foglia che già cade
sola.
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Bimba, il dolore è tutto,
è tutto sulla tua guancia di sangue
rossa.
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***
La rosa è ancora rossa ma già una sua foglia cade: segno che l'autunno è giunto.
Il volto della bimba è tutto roseo ma già vi incomnbe sopra l'ombra del dolore che verrà ad oscurarlo.
E' una poesia pura, dalle forme dense ed essenziali che fa pensare ad una tnaka giapponese ma più accesa nei colori e nel significato
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lunedì 16 novembre 2009

Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata

I migliori post
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I disoccupati di Antonio Berni - Wikipedia
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Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur
(mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata )
(Tito Livio, Storie, XXI, 7).
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Mentre a Roma si discute, la crisi economica mette in ginocchio il paese:
tre milioni di italiani sono sotto la soglia di poverta alimentare‎.
Aumenta
la disoccupazione  e gli istituti di ricerca raccontano che l'Italia non è un Paese per giovani …..per loro non c’è lavoro, futuro.
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giovedì 12 novembre 2009

Wislawa Szymborska - Scrivere il curriculum




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Che cos'e' necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e' vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.


E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.


Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta piu' chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perche'.
Onorificenze senza motivazione.


Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.


Meglio il prezzo del valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.
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[http://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska]



mercoledì 11 novembre 2009

Pablo Neruda - Poema 20

Non abbiate paura

martedì 10 novembre 2009

Vincenzo Cardarelli - Sera di Liguria



Sera di Liguria
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Lenta e rosata sale su dal mare
la sera di Liguria, perdizione
di cuori amanti e di cose lontane.
Indugiano le coppie nei giardini,
 s'accendon le finestre ad una ad una
come tanti teatri.
Sepolto nella bruma il mare odora.
Le chiese sulla riva paion navi
che stanno per salpare.
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Vincenzo_Cardarelli
http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Cardarelli
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Lirica fatta di fugaci ma dense impressioni che hanno la loro unità nella dolcezza della sera che sale dal mare. È un delicato lavoro d’acquarello, con pochi colori sfumati e incerti. Le immagini delicatissime hanno la labilità tremula delle cose vedute in dormiveglia

sabato 7 novembre 2009

Giovenale Nino Sassi - Protesta


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Tam - Tam
e tutto tace.
Tam,
e sale la protesta.
Tam,
è un coro.
Tam - Tam
sui tubi di ferro per dire rinnovo.
Tam,
poi basta: domani al lavoro
sperando che resti
il rumore del suono


venerdì 6 novembre 2009

Giovanni Paolo II

I migliori post


Da ''Il senso della Vita - meditazioni sull'amore''
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15.16 - Certo, l'uomo scopre la verità sempre in modo limitato, e può dirsi un pellegrino della verità . Ma ciò è ben diverso dal relativismo e dallo scetticismo. L'esperienColore testoza attesta infatti che la nostra mente, pur offuscata o indebolita da monteplici condizionamenti, è in grado di cogliere la verità delle cose, almeno quando si tratta di quei valori fondamentali che rendono possibile l'esistenza dei singoli e della società. Essi si impongono alla coscienza di ciascuno e sono un patrimonio comune dell'umanità. Non è forse ad esso che s'appella la coscienza comune quando condanna i crimini contro l'umanità, anche se avvallati da qualche legislatore ? in realtà la legge naturale, proprio perchè scolpita da Dio nel cuore, precede ogni legge fatta dagli uomini e ne misura la validità.
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Alda Merini


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Bambino
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Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.
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Alda Merini
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Lo sguardo del poeta

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Se qualcuno cercasse di capire il tuo sguardo
Poeta difenditi con ferocia:
il tuo sguardo sono cento sguardi che ahimè ti hanno
guardato tremando

ALDA MERINI

Aldo Palazzeschi - SU



Le ultime finestre sotto i tetti
sono fatte a coni.
Anche le porte delle chiese
sono fatte a coni.
Come le vostre mani,
giovani che pregate,
sono giunte a coni.
I cedri,
i cipressi,
gli abeti dei giardini
sono coni.
Le ali delle rondini,
puntate per salire,
sono coni.
Coni dei tetti, coni delle mani,
coni delle porte, coni degli alberi,
coni delle ali,
coni coni.

(Aldo Palazzeschi)
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E' ''un divertimento'' visivo, di natura geometrica, che sul piano dei valori artistici non rappresenta gran che ( il suo pregio maggiore è forse la grazia leggera della descrizione), ma vale come testimonianza del gusto '' metafisico'' che si affermò in pittura all'incirca nello stesso periodo in cui scrisse il palazzeschi (1912 - 1915) per merito soprattutto dei futuristi Carlo Carrà e Giorgio De Chirico: il quadro metafisico si fa quì bozzetto lirico metafisico.



giovedì 5 novembre 2009

Corrado Govoni - PAESI



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Esplodon le simpatiche campane

d’un bianco campanile sopra tetti
grigi; donne con rossi fazzoletti
cavano da un rotondo forni il pane.


Ammazzano un maiale nella neve
tra un gruppo di bambini affascinati
dal sangue, che con gli occhi spalancati
aspettan la crudele agonia breve.


Gettano i galli vittoriosi squilli.
I buoi escono dai fienili neri;
si spargono su l‘argine, tranquilli,
scendono a bere, gravi, acqua d’argento.
Nei campi, rosei, bianchi, i cimiteri
sperano in mezzo al verde del frumento.
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Corrado_Govoni


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Immagini che si susseguono l'una dietro l'altra (è una caratteristica dell'arte di Corrado Govoni), nelle quali spiccano molte note di colori: il grigio dei tetti, il bianco dei campanili, il rosso dei fazzoletti, il nero dei fienili, l'argento dell'acqua, il verde del frumento. Paesaggio semplice ma di serena bellezza.

lunedì 2 novembre 2009

Alda Merini - La terra santa e La Zanzara

Chagall


Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.
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Alda Merini, da "La Terra Santa"...
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Corpo, ludibrio grigio
con le tue scarlatte voglie,
fino a quando mi imprigionerai?
anima circonflessa,
circonfusa e incapace,
anima circoncisa,
che fai distesa nel corpo?
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Alda Merini, da "La Terra Santa"



Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all'umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello di Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d'oro
e l'albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l'assenzio
di una sopravvivenza negata
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[Da La Terra Santa, 1984]

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domenica 1 novembre 2009

Ciao Alda (Merini)

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

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Alda_Merini
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Alda Merini - Wikipedia


Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, profondamente rattristato dalla notizia della scomparsa di Alda Merini in un messaggio alla famiglia ha espresso il commosso rammarico per questa grave perdita della cultura italiana: «viene meno un ispirata e limpida voce poetica».
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«I premi Nobel hanno la possibilità di scrivere alla giuria per segnalare altri candidati, ed io l’avevo fatto per Alda Merini». Così Dario Fo, parlando «con grande dispiacere» della scomparsa della poetessa milanese. «Io l’ho conosciuta e incontrata, avevo più volte parlato con lei, e letto le sue cose più importanti. Ora tutti lo dicono ma io lo dico da tempo: era una straordinaria figura poetica, tra le più grandi in Italia e per questo - conclude - avevo partecipato attivamente alla sua candidatura al Nobel».

fonte:LASTAMPA.it

Akatalepsia

Ascolterò il silenzio.
... ma tu, principessa, non tardare.
Quando è sera, una parola, un pensiero,
restituiscono vita alla vita:
il racconto di quello che siamo o siamo stati,
noi,
uomini di questo tempo confuso e incerto.
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Max Jacob - La pioggia

Jean Béraud - Wikipedia
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Monsieur Yousouf ha dimenticato il suo ombrello
Monsieur Yousouf ha perduto il suo ombrello
Madame Yousouf, le hanno rubato l'ombrello
C'era un pomo d'avorio sul suo ombrello
La cosa che m'è entrata nell'occhio è la punta di un ombrello
Per caso ho lasciato il mio ombrello
Ieri sera nel vostro porta-ombrelli?
E' necessario che comperi un ombrello
Io non mi servo mai dell'ombrello
Ho uno spolverino col cappuccio per la pioggia

Monsieur Yousouf siete fortunato a poter fare a meno dell'ombrello.

Max Jacob - Wikipedia




sabato 31 ottobre 2009

Evtushenko - Sfogliando le margherite

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Senza guardare
............................con la lente
questa o quella sciocchezza
vado nella vita
...........................come
sul prato estivo.
Il colletto della camicia
aperto sul torace
e tra le mani inquiete,
tutte le settimane,
.........................margherite
con sette petali.
Il vento m’inaridisce le labbra.
Sono spietato con le margherite:
spegnendosi
.........................T’ama,
dice un petalo.
Uomini,
........................ascoltate, uomini:
sono felice!
Ma serenamente :
........................Non t’ama,
obietta un altro petalo.
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.(Evtushenko)
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Gli innamorati, lo sanno tutti, sfogliano con tenera ansietà le margherite per risolvere i loro dubbi amorosi. Anche il poeta, innamorato, lo fa. Ma il suo tono è tra la serietà e lo scherzo. La poesia piace per la tenue fragilità della vicenda, ma ancor più per la grazia monellesca con cui il poeta svolge il suo tema.

venerdì 30 ottobre 2009

Trilussa - Er grillo zoppo

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Ormai me reggo su 'na cianca sola
diceva un Grillo. - Quella che me manca
m'arimase attaccata a la cappiola.
Quanno m'accorsi d'esse priggioniero
col laccio ar piede, in mano a un regazzino,
nun c'ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne...: ma la stilla
de sangue che sortì da la ferita
brillò ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
ogni goccia de sangue ch'è servita
pe' scrive la parola Libbertà!

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Trilussa


venerdì 23 ottobre 2009

Giorgio Napolitano: "Ricordiamoci che siamo stati emigranti"‎

Roma, 23 ott. - Il Capo dello Stato ha inaugurato al Vittoriano il Museo dell'Emigrazione.
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«Oggi che accogliamo gli immigrati nel nostro Paese e siamo diventati un Paese di immigrazione non dovremmo mai dimenticare di essere stati un Paese di emigrazione».
Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano dopo aver inaugurato al Vittoriano il Museo nazionale dell’emigrazione italiana. Con lui il presidente della Camera Gianfranco Fini, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica e molti dei parlamentari italiani eletti all’estero tra cui Antonio Razzi e Aldo Di Biagio. Il capo dello Stato ha percorso le sale del nuovo museo in una visita riservata, durante la quale ha ricordato lo straordinario apporto degli italiani costretti a migrare in tutto il mondo negli anni passati.
Di questo contributo, rimarca Napolitano, c’è traccia nel «patrimonio di simpatia e di amicizia per l’Italia» in tutti i paesi che visita.
«Lo straordinario flusso di emigrazione dall’Italia è stato un capitolo essenziale nella storia dell’Italia. Nel momento in cui ci apprestiamo a celebrare il 150esimo anniversario dell’Unità non possiamo dimenticare -sottolinea Napolitano- il fatto che nell’Italia, pur unita, tanti italiani non poterono trovare lavoro e il modo di vivere e furono costretti a partire».
«È stato un flusso straordinario e abbiamo seminato tracce di questa presenza italiana in tutto il mondo. Quello che è oggi il patrimonio di simpatia e di amicizia per l’Italia in tutti i Paesi che io visito -continua il presidente della Repubblica- ha anche questo segno, di quello che hanno fatto i nostri quando sono andati in quei Paesi. Sono andati in quei Paesi -ricorda Napolitano- in condizoni durissime che non dovremmo mai dimenticare. Oggi che accogliamo gli immigrati nel nostro Paese e siamo diventati un Paese di immigrazione non dovremmo mai dimenticare -ribadisce- di essere stati un Paese di emigrazione»..
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angiolo tommasi

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Non lasciate la patria vostra senza benedirla. Se anche è povera, e se perciò dovete cercare pane e lavoro in paese straniero, lontano dal vostro villaggio e dai vostri cari, amatela ugualmente, fortemente.
Chi rinnega la mamma sua, soltanto perchè è povera e non ha pane da dargli?
Amatela, la vostra patria, che custodisce le ceneri dei vostri vecchi e dei vostri cari; per le sue glorie, per le sue miserie, per il suo avvenire che sarà grande e luminoso ancora
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Giovanni Pascoli - Wikipedia

mercoledì 21 ottobre 2009

Umberto Saba - Erba, frutta, colori della bella stagione

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Da IL CANZONIERE
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Erba, frutta, colori della bella stagione

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Erbe, frutta, colori della bella
stagione. Poche ceste ove alla sete
si rivelano dolci polpe crude.
Entra un fanciullo colle gambe nude,
imperioso, fugge via.
S’oscura
l’umile botteguccia, invecchia come
una madre.
Di fuori egli nel sole
si allontana, con l’ombra sua, leggero.

(Umberto Saba - Wikipedia)
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Un monello entra in una piccola bottega che espone ortaggi e frutta. La botteguccia, illuminata dai colori della bella stagione, sembra oscurarsi e invecchia come una madre.
La breve lirica somiglia ad un quadretto di genere, fine a se stesso, ed è invece un caratteristico esempio di poesia
ermetica: nella sua apparente semplicità e freschezza, racchiude un significato profondo e pensoso: la fanciullezza è luce e gioia; quando si allontana, la vita degli uomini e delle cose si intristisce e anche lo splendore del cielo sembra appannarsi.

renato guttuso

martedì 20 ottobre 2009

Ryuko Kawagi - Cose dimenticate.

Il Maestro Hokusai - Veduta del monte Fuji
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Ryuko Kawagi
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Nato nel 1888, ha rinnovato la poesia giapponese adeguandone il contenuto e le forme al gusto della modernità: nella sua opera riformatrice - che fu assai contrastata dai tradizionalisti - si ispirò ai maggiori esempi delle letterature mondiali che egli non solo ammirò e approfondì, ma anche - come per le poesie di Verlaine - tradusse in giapponese.


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Una pozzanghera d'acqua
lasciata sulla sabbia,
è oblio dell'onda.
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Una nube smarrita
sui monti lontani,
è oblio del vento.
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Una piuma d'argento
caduta a caso sulla terra,
è oblio dell'uccello che passa.
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Il bisogno
di sognare e di rimpiangere,
è oblio dei giorni e della giovinezza.
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E' una poesia delicata che nella trama delle sue figurazioni gentili e suggestive cela un significato pensoso e grave... le cose che attraverso il ricordo noi portiamo alla vita non sono che frammneti morti di ciò che un tempo fu vivo, non sono che una piccola parte di ciò che una volta fu un tutto.

domenica 18 ottobre 2009

Giovenale Nino Sassi - L'autunno


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L’autunno
è un gioco di colori che appassiscono,
di scheletri d’albero,
foglie gialle,
pioggia e vento...
somiglia
all’insoddisfazione che sento
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(1973)

george innes

sabato 17 ottobre 2009

Ottone Rosai

venerdì 16 ottobre 2009

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BIANCHE NUBI
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O guarda, si librano di nuovo
come sommesse melodie
di belle dimenticate canzoni
verso il cielo blu!
Nessun cuore le può capire
al quale durante un lungo viaggio
non si è aperto il sapere
di tutte le pene e gioie del cammino.
Le amo così bianche e sciolte
come il sole, il mare, il vento,
perché sono sorelle ed angeli
di quelli senza casa e patria.

Risultati di Google Video per clude monet

mercoledì 14 ottobre 2009

Hermann Hesse - LA NUVOLA SOMMESSA

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Colore testoLA NUVOLA SOMMESSA
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Una sottile, bianca,
una mite, sommessa nuvola
naviga per l'azzurro.
Abbassa il tuo sguardo e senti
Come felicemente con bianca frescura
Vaga per i tuoi sogni blu.
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Orme sulla sabbia

Mary Cassat, Bambine che giocano sulla spiaggia, (particolare),
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Orme sulla sabbia
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Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che ho camminato sulla sabbia
accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.
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Ho guardato indietro e ho visto che
ad ogni giorno della mia vita, proiettati nel film,
apparivano due orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.
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Così sono andato avanti finché
tutti i miei giorni si esaurirono.
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Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti c'era solo un'orma.
Questi posti coincidevano con i giorni di maggiore angustia
di maggiore paura e di maggior dolore.
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Ho domandato allora:
"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con te,
ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
peggiori della mia vita?"
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Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, tu lo sai che io ti amo
e ti dissi che sarei stato
con te durante tutta la camminata
e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo e non ti ho lasciato,
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i giorni in cui tu hai visto solo un'orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".
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Anonimo brasiliano

martedì 13 ottobre 2009

Giovenale Nino Sassi - Tangente

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Fredda geometria
gli angolo retti e la stanza...
é bruciare l'esistenza
se vivere è niente.

Un cerchio in cerca di tangente
la parabola di ieri
i pensieri
il ripetersi di giorni.

Alternative di rinnovo
cerco
per lasciare, decadenza
questo vivere senza frutto.
(1973)

Picasso, Pablo Periodo blu e rosa - Inizio
picasso pablo-galleria di opere
Picasso vero in blu e rosa...

Giovenale Nino Sassi - Nel buio di una notte senza stelle

Vincent van Gogh - Wikipedia

Nel buio di una notte senza stelle,
la notte del non senso, un vento,
è una parola, batte l’uscio del niente.
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"Apri ! " chiede il vento
e scuote la stanchezza dei giorni,
entra nell’anima e guarda dentro.

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È la pietà che manca
e sento cigolare nei cardini i limiti,
la fragilità dell’essere e dell’esistenza .
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Parole dolci invadono la mente
ma il vento insiste e scuote,
ora leggero, membra stanche, ormai vinte.
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Guardo l’Immenso nell’inutile difesa.
Che vuoi da me ? chiedo
….dammi pace …. Vento
non vedi !
non reggo il tempo ….. ed è già sera;
un domani che cade addosso sui giorni
che si succedono.
E scompare !
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Dovrò lasciare per non risorgere ?
Sento il peso insostenibile di scelte
che pensavo leggere e sono qui,
davanti al mistero della vita,
in questa notte senza stelle.
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Che vuoi da me ?
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Porto la gioia dell’amore donato, vissuto,
e amare è stato come un sogno;
ricordo dell’innocente bambino
che giocava con le farfalle.

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Porto il dolore dei lutti e di me
che lotto per raggiungere i limiti
del tanto che credevo
per poi scoprire la fragilità e l’inquietudine
dell’anima che preme
e cerca la luce.

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Che vuoi da me, infine,
Vento che batti le stanze …..
di più non potevo fare,
di più non di certo !
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Resta un ultimo traguardo :
accendere le stelle e tornare ad amare !
Amare i giorni che restano
come un dono prezioso
Amare le salite e le discese,
le tranquille ombrose pianure e ,
nel tempo che resta,
il volo di una farfalla.



(Giovenale Nino Sassi)
(2006)