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giovedì 12 maggio 2016

Mark Strand da Selected poems




..Distenditi sul pavimento...
e elenca tutto ciò che è stato vietato alla mia felicità. 
Ripetimi che non ho vissuto vanamente, che gli astri 
non moriranno e che le cose rimarranno come sono.
Che quel che è stato durerà ancora, che non sono venuto al mondo solo 
per trasformarmi e che le parole che ho pronunciato non le ho dette per me.
.


sabato 8 giugno 2013

Mark Strand - Mare nero da "Man and camel"

Vincent Van Gogh



Una notte chiara, mentre gli altri dormivano, ho salito
le scale fino al tetto della casa e sotto un cielo
fitto di stelle ho scrutato il mare, la sua distesa,
il moto delle sue creste spazzate dal vento, divenire
come pezzi di trina gettati in aria. Sono rimasto nella lunga
notte piena di sussurri, aspettando qualcosa, un segno, l’avvicinarsi
di una luce lontana, e ho immaginato che tu venivi vicino,
le onde scure dei tuoi capelli mescolarsi col mare,
e l’oscurità è divenuta desiderio, e desiderio la luce che approssimava.
La vicinanza, il calore momentaneo di te mentre rimanevo
su quell’altezza solitaria guardando il lento gonfiarsi del mare
rompersi sulla riva e in breve mutare in vetro e scomparire…
Perché ho creduto che saresti venuta uscita dal nulla? Perché con tutto
quello che il mondo offre saresti venuta solo perché io ero qui?


Mark Strand

martedì 28 maggio 2013

Mark Strand - La fine



Monet


Non ogni uomo sa cosa canterà alla fine,
guardando il molo mentre la nave salpa, o cosa sentirà
quando sarà preso dal rombo del mare, immobile, là alla fine,
o cosa spererà una volta capito che non tornerà più.

Quando il tempo è passato di potare la rosa, coccolare il gatto,
quando il tramonto che incendia il prato e la luna piena che lo gela
non compariranno più, non ogni uomo sa cosa invece scoprirà.

Quando il peso del passato non si appoggia a nulla, e il cielo
non è più che luce ricordata, e le storie di cirro
e cumulo si concludono, e tutti gli uccelli restano sospesi in volo,
non ogni uomo sa cosa lo attende, o cosa canterà
quando la nave su cui sta scivolando nel buio, là alla fine.

 


 Mark Strand
...***...


Enciclopedie on line

Treccani

 Dall'apparente linearità e accessibilità delle prime raccolte (Sleeping with one eye open, 1964; Reasons for moving, 1968; Darker, 1970)  Mark Strand, è approdato alla struttura elegiaca più complessa e compiuta di The story of our lives (1973), The late hour (1978) e The continuous life (1990), ponendo sempre al centro della sua poesia l'indagine sulla propria identità di artista; l'alternarsi di momenti di luce e di improvvise ombre rinvia, nei suoi versi, a una condizione di scissione e di precarietà sulla quale la poesia cerca di imporre un suo ordine. Con la raccolta Blizzard of one (1998) ha vinto il premio Pulitzer nel 1999. Hanno fatto seguito, tra l'altro, Chicken, shadow, moon & more (2000) e Man and camel (2006). Nel 2011 è stata edita in Italia l'antologia poetica L' uomo che cammina un passo avanti al buio: poesie 1964-2006. L'interesse di S. (che ha insegnato in varie università negli USA e all'estero) per le culture straniere è testimoniato, oltre che dalle sue traduzioni da R. Alberti (The owl's insomnia, 1973), da diverse antologie, tra cui Another republic: 17 European and South American writers (1976). Ha scritto anche libri per bambini (p. es., The planete of lost things, 1984).



lunedì 27 maggio 2013

Mark Strand - L'inizio di una sedia






 Sinossi
.

"È vero, come ha detto qualcuno, che
in un mondo senza paradiso tutto è addio.
Sia che tu saluti con la mano o no,

è addio, e se non ti salgono lacrime agli occhi
è addio lo stesso, e se fingi di non accorgerti,
odiando ciò che passa, è addio lo stesso."



MARK STRAND









''Chiunque sia in grado di pensare non può essere felice'', dice Mark Strand, ''Ma io sono felice di esser vivo. Pensa all'alternativa !''. La capacità concreta, e vitale, di riconoscere e vivere con i tragici paradossi del nostro mondo è una costante dell'arte di Strand. L'atmosfera pacata, rarefatta, raffinata in cui esistono e si sviluppano lacerazioni insanabili è in qualche modo descrivibile con una serie di ossimori, che nella sua poesia non agiscono tanto come forma retorica, quanto come figura dello spirito.
Nei versi che l'autore ha espressamente scelto per questa raccolta, in cui si privilegiano i componimenti più recenti, si avrà esperienza della gamma di partecipato abbandono, doloroso piacere, ingenuo disincanto, indifferente amore, tragedia buffa, appassionata distanza, serena disperazione che pervade tutta l'opera di Strand....
(Fonte : Donizzelli editore)

 http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/van-gogh-in-3d-le-opere-prendono-vita/129802/128316?ref=HRESS-5 

Mark Strand - Dal lungo party triste da "The Late Hour"





Qualcuno stava dicendo
qualcosa riguardo ombre che coprono il campo, riguardo
lo scorrere dell'esistenza, di come ci si addormenti verso il mattino
ed il mattino passi.

Qualcuno stava dicendo
di come il vento muoia ma poi ritorni,
di come le conchiglie siano le bare del vento
ma il tempo continui.

Era una lunga notte
e qualcuno disse qualcosa riguardo a come la luna perdeva il suo
bianco
sul freddo campo, come non ci fosse nulla davanti a noi
oltre le solite cose.

Qualcuno menzionò
una citta in cui era stata prima della guerra, una stanza con due
candele
contro un muro, qualcuno che danzava, qualcuno che guardava.
Cominciamo a credere
che la notte non avrebbe avuto termine.

Qualcuno stava dicendo che la musica era finita e nessuno
se n'era accorto.

Allora qualcuno disse qualcosa riguardo i pianeti, riguardo le
stelle,
di quanto fossero piccole, quanto fossero lontane.

Mark Strand

 Wikipedia Mark

 
Klimt