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giovedì 26 novembre 2009

Hölderlin, Friedrich - META’ DELLA VITA


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La metà della vita è per l’uomo quello che l’estate è per l’anno…la stagione colma in cui le facoltà fisiche e spirituali raggiungono il culmine dello sviluppo… un punto oltre il quale non c’è più accrescimento e su cui incombe l’ombra della vecchiaia come sulla doviziosa calda estate grava il preannuncio del freddo desolato inverno.

E’ un componimento bellissimo, di rara purezza lirica che fonde paesaggio, sentimento e simbolo in un tumulto unico di grande organicità e con un senso altissimo di poesia.
Stupendo l’inizio (Si curva con pere dorate // e folto di rose selvagge // Il paese nel lago),densa e scabra la seconda parte (Muti e gelidi stanno // i muri), modernissima la suggestiva notazione finale (al vento // Stridono le banderole).
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META’ DELLA VITA

Si curva con pere dorate
e folto di rose selvagge
Il paese nel lago;
e voi cigni beati
ed ebri di baci
tuffate voi il capo
nell’acqua limpida e sacra.
Ma quando viene l’inverno,
dove trovo i fiori e dove
il lume del sole
e l’ombra della terra?
Muti e gelidi stanno
i muri, al vento
Stridono le banderole.
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mercoledì 1 ottobre 2008

F. Hölderlin, Diotima



Vieni e placami questo Caos del tempo, come una volta,
Delizia della celeste musa, gli elementi hai conciliato!
Ordina la convulsa lotta coi tranquilli accordi del cielo,
Finché nel petto mortale ciò ch'è diviso si unisca,
Finché l'antica natura dell'uomo, la placida grande,
Fuor dal fermento del tempo, possente e serena si levi.
Torna nei miseri cuori del popolo, bellezza vivente,
Torna all'ospite mensa, nei templi ritorna!
Ché Diotima vive come i teneri bocci d'inverno,
Ricca del proprio spirito, pure ella cerca il sole.
Ma il sole dello spirito, il mondo felice è perito
E in glaciale notte s'azzuffano gli uragani..

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 Originale in lingua tedesca
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Diotima
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Komm und besänftige mir, die du einst Elemente versöhntest,
Wonne der himmlischen Muse, das Chaos der Zeit,
Ordne den tobenden Kampf mit Friedenstönen des Himmels,
Bis in der sterblichen Brust sich das Entzweite vereint,
Bis der Menschen alte Natur, die ruhige, große,
Aus der gärenden Zeit mächtig und heiter sich hebt.
Kehr in die dürftigen Herzen des Volks, lebendige Schönheit !
Kehr an den gastlichen Tisch, kehr in den Tempel zurück !
Denn Diotima lebt, wie die zarten Blüten im Winter,
Reich an eigenem Geist, sucht sie die Sonne doch auch.
Aber die Sonne des Geists, die schönere Welt, ist hinunter
Und in frostiger Nacht zanken Orkane sich nur.