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lunedì 4 novembre 2013

Salvador Espriu



Vincent van Gogh
Vincent van Gogh


I MIEI OCCHI GIÀ NON SANNO...
 
I miei occhi già non sanno/ che contemplare giorni/ e soli persi. Come io sento/ girare vecchie tartane/ tra le sponde di Sinera!/ Al ricordo mi giungono/ odori di mar velato/ da estati chiare. Mi perdura/ tra le dita la rosa/ che colsi. E sulle labbra,/ tempesta, fuoco, parole/ cenere diventate.


Vincent van Gogh

Vincent van Gogh




VORREI DIRLO CON LE MIE LABBRA DI VECCHIO
 
Con sofferenza ho visto. Già non ricordo il mare./ Vado per l’ultimo solco, dopo verrà il deserto./ Sotto chiarissimi cieli, ascolto come il vento/ «Nessuno», mi dice nome, mio guadagnato nome.//
Sarà tempo di riposo, e per l’ultima volta/ resto a guardar la luce di un ponente lungo./ Ora, senza paura, io solo me ne andrò/ dentro la notte, in Dio, tra la sabbia e tra la sete.



Ottone Rosai

Ottone Rosai



 Salvador Espriu

Enciclopedie on line Treccani

Espriuesprìu›, Salvador.- Poeta e narratore catalano (Santa Coloma de Farners, Gerona,1913 - Barcellona 1985).
Al suo primoromanzo breve, El Doctor Rip (1931), seguì tra il 1931 e il 1938un'abbondante produzione in prosa (Laia, Aspectes, Miratge aCiterea, Ariadna al laberint grotesc, Letizia i altres proses,Fedra, Petites proses blanques).
La guerra civile segnò il passaggio al genere teatrale, con opere ispirate dall'orrore per la lotta fratricida (Antígona, 1939; Primera història d'Esther,1948).

Negli anni successivi si dedicò alla poesia: Cementiri de Sinera (1946), Lescançons d'Ariadna (1949), Les hores (1952), Mrs. Death (1952),El caminant i el mur (1954), Final del laberint (1955), Lapell de brau (1960), El llibre de Sinera (1963), Setmana Santa(1971).

La costante meditazione sulla morte e sullo scorrere del tempo, l'accettazione dolorosa della propria condizione mortale e la necessità di vivere con gli altri uomini, pur all'interno di una collettività sottoposta a tensioni sociali e politiche, caratterizzano l'opera di Espriu.

Le problematiche legate al destino umano convivono con i motivi della speranza, della giustizia e della libertà, relativi alla situazione storica della Catalogna, e trovano nel linguaggio asciutto e sintetico un'adeguata resa stilistica.


Ottone Rosai

Ottone Rosai

sabato 13 giugno 2009

Salvador Espriu (Santa Coloma de Farners, 1913 – Barcelona, 1985)


Pablo Picasso - Wikipedia

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Oh, quanto sono stanco della codarda,
antica, così selvaggia terra mia,
e come vorrei andarmene,
diretto al Nord,
dove la gente si dice è netta, nobile,
colta, libera e ricca,
desta e felice!
Allora, nella congrega, direbbero i fratelli
disapprovando: «Come l’uccello che lascia il nido,
così dell’uomo che il posto suo abbandona»,
e io, lontano, me la riderei
di quella legge e della saggezza antica
di questa mia arida gente.
Ma mai s’avvererà questo mio sogno
e qui io resterò fino alla morte.
Perché molto selvatico e codardo
sono pur io e amo inoltre
con pena disperata
questa mia patria povera,
sudicia, triste e sventurata.
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Poesia catalana del novecento