sabato 14 giugno 2008

LE CANZONI PIU' CORTE - JACQUES PREVERT



L'uccello che mi canta per la testa
E mi ripete che io t'amo sempre
E mi ripete che tu m'ami sempre
L'uccello dalla solfa fastidiosa
Domani mattina lo strozzerò


venerdì 13 giugno 2008

Cade l’aquilone all’incrocio dei venti


Una foto,
immagine del demone che nutre
e divora questo nostro tempo
fissa gli artigli del niente,
descrive l’abisso ...
.
Cade l’aquilone all’incrocio dei venti.

Rivedo l’attimo ed io che esco nel bosco...
muti alberi che piangono,
sentieri che fuggono in cerca di un’ oasi,
rabbia impotente, tristezza. ..
rumori di guerre lontane, ora vicine,
più vicine, bussano all’uscio dei giorni.

Giovenale Nino Sassi


giovedì 12 giugno 2008

TENERA E' LA NOTTE

Ricordo di una serata di poesia


Per tutta l’estate, l'estate del 2005, la notte è stata “tenera” per gli abitanti di Perugia ...notte costellata di spettacoli in piazze e giardini. Non solo concerti ed intrattenimenti musicali
dedicati ai più diversi generi, cinema, spettacoli e animazioni teatrali, ma anche appuntamenti
dedicati alla letteratura e alla poesia .


Stavo riordinando la scrivania quando è saltata fuori la Brochure dell'evento. Nel cartellone una serata dedicata alle mie poesie. Non stavo bene quella sera ma ricordo con emozione la voce recitante di Eleonora, l'arpeggiare di Chiara Fiorucci , il Flauto di Andrea Biagini , l'ambiente raccolto di Palazzo della Penna e il mio nome all'ingresso nemmeno fossi Montale.

Non amo apparire anche se amo esserci ... e stavo in disparte, quasi nascosto, la testa di carta, confusa tra un pubblico di esperti

C'erano l'assessore Cimicchi e gli amici di sempre, Enzo e Mimmo. C'era anche Marcella, in arte Caravaggio che ancora non conoscevo, brillante giornalista che non perde occasione per ricordare la sua sicilianità.

La Brochure recita:

VENERDÌ 5 AGOSTO
PALAZZO DELLA PENNA PRESENTA…
Note al Tramonto
Palazzo della Penna
Via Podiani, 11
ore 18.00

Poesia e Musica
La poesia di Nino Sassi

Eleonora Mosconi,
voce recitante

Duo strumentale

Andrea Biagini, flauto
Chiara Fiorucci, arpa

Musiche di Gershwin, Rota, Piazzolla, Moricone

Su internet rimane traccia dell'evento:

LUNEDÌ 1 AGOSTO PALAZZO DELLA PENNA PRESENTA… Note di Notte Palazzo

Gli amici di Perugia..!? uomini immensi che ancora una volta ringrazio per la stima e l'amicizia

Riprendo il lavoro e, a breve, spero, chiudo il testo per il teatro. Se ci riesco, se ritrovo le energie, la salute che c'è, non c'è.....


Tam Tam



Tam - Tam
e tutto tace.
Tam,
e sale la protesta.
Tam,
è un coro.
Tam - Tam
sui tubi di ferro per dire rinnovo.
Tam,
poi basta: domani al lavoro
sperando che resti
il rumore del suono
Giovenale Nino Sassi

mercoledì 11 giugno 2008

TENERA E' LA NOTTE

Ricordo di una serata di poesia


Per tutta l’estate, l'estate del 2005, la notte è stata “tenera” per gli abitanti di Perugia ...notte costellata di spettacoli in piazze e giardini. Non solo concerti ed intrattenimenti musicali
dedicati ai più diversi generi, cinema, spettacoli e animazioni teatrali, ma anche appuntamenti
dedicati alla letteratura e alla poesia .

Stavo riordinando la scrivania quando è saltata fuori la Brochure dell'evento. Nel cartellone una serata dedicata alle mie poesie. Non stavo bene quella sera ma ricordo con emozione la voce recitante di Eleonora, l'arpeggiare di Chiara Fiorucci , il Flauto di Andrea Biagini, l'ambiente raccolto di Palazzo della Penna e il mio nome all'ingresso nemmeno fossi Montale.

Non amo apparire anche se amo esserci ... e stavo in disparte, quasi nascosto, la testa di carta, confusa tra un pubblico di esperti

C'erano l'assessore Cimicchi e gli amici di sempre, Enzo e Mimmo. C'era anche Marcella, in arte Caravaggio che ancora non conoscevo, brillante giornalista che non perde occasione per ricordare la sua sicilianità.

La Brochure recita:


VENERDÌ 5 AGOSTO
PALAZZO DELLA PENNA PRESENTA…
Note al Tramonto
Palazzo della Penna
Via Podiani, 11
ore 18.00

Poesia e Musica
La poesia di Nino Sassi

Eleonora Mosconi,
voce recitante

Duo strumentale

Andrea Biagini, flauto
Chiara Fiorucci, arpa

Musiche di Gershwin, Rota, Piazzolla, Moricone


Su internet rimane traccia dell'eveto:

LUNEDÌ 1 AGOSTO PALAZZO DELLA PENNA PRESENTA… Note di Notte Palazzo

Gli amici di Perugia....!? uomini immensi che ancora una volta ringrazio per la stima e l'amicizia

Riprendo il lavoro e, a breve, spero, chiudo il testo per il teatro.

INCOMPIUTA


Non sono in forma. Commetto errori quando potrei essere utile agli altri.... stanchi passano i giorni.
... E' un dovere aiutare quando puoi farlo, gratuitamente
Un pensiero ritorna alla mente... cerco e lo ritrovo
Scriveva Johann Wolfgang von Goethe
« Che mai è l'uomo, il celebrato semidio! Non gli vengono a mancare le forze appunto quando ne avrebbe bisogno? Sia che voli nella gioia o che precipiti nel dolore non viene ugualmente trattenuto e riportato alla piatta gelida consapevolezza proprio quando anelava di smarrirsi nella plenitudine dell' Infinito. »
(I dolori del giovane Werther)


Ho messo la giacca blu,
i panni dell'inglese,
un berretto scozzese,
liberato la farfalla che batte il vetro
e cerca la luce…
…ultima frontiera per l’amore che preme,
appeso lassù, tra le stelle.
Qualcosa di sacro, che resta prigioniero,
passa in rassegna l’ombra della sera,
il ticchettare del tempo, gli attimi che si succedono,
il summit degli eventi...
un disegno di donna raccolto
tra briciole di senso
e amori nascosti, custoditi,
incapace di liberare i pensieri
assale:
chi sei ?
Ho smesso i panni dell’inglese,
riposto il berretto scozzese,
la giacca blu del giovane notturno,
per prendere comodi jeans
e il giaccone di pelle foderato di lana montone...
ed ora sono qui
in attesa del tuo dio cantastorie

(Giovenale Nino Sassi)

SAREBBE BELLO

Dalla valigia del tempo riprendo una poesia che amo... la mansarda ... dal mio angolo di mondo...il Monte Rosa sullo sfondo, il tramonto, il lago che sfuma nella solitudine del giorno che muore.

Sarebbe bello averti vicina
adesso che tramonta il giorno
Questa stanza da pittore
troverebbe luce e spazio
e
arriverebbe
silenziosa la sera
a sussurrare parole d’amore.
Che ne so perché
di quest’ansia strana
che sale e stringe il petto,
perché non dormo.
Che fai …
Dove stai…
Con chi sei …
E’ triste star soli
adesso che tramonta il giorno.
.
(Giovenale Nino Sassi)

martedì 10 giugno 2008

NON MIO di Czeslaw Milosz - poeta polacco



Fingere tutta la vita che il loro sia il mio mondo,
e sapere quanto infamante sia tale finzione.
E tuttavia che fare? Se mi mettessi a urlare
e a profetare, nessuno sentirebbe.
Non a questo servono i loro microfoni, gli schermi.
Altri simili a me vagano per le strade
e parlano da soli. Dormono al parco, sopra una panchina,
o nei sottopassaggi, sull’asfalto. Troppo poche le carceri
per rinchiudervi tutti i poveri del mondo.
Sorrido e taccio. Ormai sono al sicuro.
Sedermi a un tavolo di eletti – questo mi riesce bene.

domenica 8 giugno 2008

PREMIO ALLO SVILUPPO DELLA MENTE




Un pensiero, un passaggio del Cantico dei Cantici, affiora e racconta l’emozione e la sorpresa per un dono inaspettato.

Chi è colei che sale dal deserto,
appoggiata al suo diletto ?

Caterina, futuro medico chirurgo, la giovane che ogni genitore vorrebbe avere per figlia, l’amica dolce come un fiore che sboccia profumato di antichi aromi…mi ha assegnato il “Premio allo Sviluppo della Mente”.

Grazie Caterina, grazie ! … per la gioia che mi hai regalato.

Leggo che, a mia volta, devo assegnare il premio ad altri …. e così via… lungo la strada dell’amicizia e dell’amore per la bellezza.

Scelgo i giovani… e scelgo di rendere internazionale il premio.
Penso a due sezioni. Una, tutta nostra, italiana, rivolta ai giovani, futuro e speranza di questo magnifico paese ed una seconda sezione per inviare, da queste pagine, un messaggio di serenità, armonia, amore e pace ai cittadini del mondo intero.

Assegno il “Premio allo Sviluppo della Mente” a :


Giulia Greco..... (Giulia ) ... impegnata a Kabul, li dove il mondo finisce e la storia riavvolge i giorni …a lei e agli alpini della Taurinense in missione di pace un abbraccio sincero e appassionato. Giulia ama scrivere poesie ed è lei stessa messaggio di pace in un mondo reso fragile dagli egoismi.


Elena .... Trutzy ... Elena è un progetto di donna magnifico. Ama la filosofia, la poesia, l’arte tutta
E’ schietta, sincera…. alla continua ricerca di valori da amare e condividere. Amore per tutto ciò che è vero, buono, giusto che poi è tutto il bello che la vita propone.
La sento come futuro insegnante di lettere e filosofia…e già bacchetta .... da lei è lecito attendersi molto.


Slawka ... (Slawka G. Scarso)....Italiana … nonostante il nome che tradisce origini polacche. Italiana ma anche inglese, polacca, francese…. Ama le lettere e scrivere è il suo futuro … ha tanto da raccontare …
Lungo la via che porta a Santiago de Compostela alla ricerca dell’Assoluto porta valori antichi e l’amore per la gente e le cose. Porterà, io spero, anche il nostro messaggio di pace ed una preghiera, che è la mia, raccontata una sera d’autunno quando la pioggia batte i vetri e diventa poesia.


Stefania Caledda…. ( Stefania ).... autrice della raccolta di poesie “Attimi d’abisso” un “ viaggio travagliato e doloroso, di una giovane, l'autrice, nell’esistenza intesa nella sua più terribile manifestazione, attraverso l’esperienza della malattia. Gli attimi d’abisso rappresentano, infatti, i momenti di maggiore sconforto ma, come si evince nella raccolta stessa, è comunque sempre rinvenibile il varco, la via d’uscita, lo spiraglio di luce dalle tenebre della propria sofferenza “.
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Sezione Stranieri:

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Sonia Baglieri ... (Sonia) ... Spagnola ma anche italiana. Mai banale ama le arti tutte e la musica. Grafico freelance dell’eccellenza accosta le opere dei poeti e dei grandi pittori alla musica consegnando emozioni e sensazioni vivissime al viandante.
Non ama parlare del suo lavoro.
Spesso in giro per il mondo … racconta pensieri positivi: l’eterna battaglia per l’amore che è vita.
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Iveta ... ( Agape ) (e per AnaMar )... Portuguese emigrated to the United States lives on the outskirts of the big apple. There is the sea but not the same as you left it. There is a beach but is not the same as you so loved. Iveta tells nostalgia for the land and friends; the horizon that you saw grow and loneliness… which is to many immigrants. Return in his land with a wealth of unique experience.
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Nancy Isabelle Latrie ... (Les Mains Rêveuses )...Nancy is a woman Canadian bilingual (English - French) of great creativity .... loves and works for children: the beauty of the world
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Iwona ... ( Iwona Murawska )....Younger Polish… difficult to write her… generous, friendly, always cheerful,… loves poetry and art. He loves the theatre that for a young woman and so, I would say a lot.
Annika...(Dicksonska våningen)...... unga formgivare och säga vackra svenska flicka att erövra världen .... Har orden glädje och fridfullhet. Han bor en första erfarenhet av att arbeta bort från henne i famiglia.A uppdraget att ta budskapet i harmoni, kärlek och fred "pris utveckling av sinnet"
.
(imy English is bad)
.
Lascio lungo la strada il pensiero di amici antichi... Silvio, Franco, Francesco, Marcella, ... Marisa che da 30 anni vive in Australia. Ho scelto i giovane speranza di futuro.
.
ps: ... se il premio non è gradito, ebbene, basta dirlo e subito provvedo alla cancellazione del nominato.

giovedì 5 giugno 2008

La convalescenza di Hercule Poirot

PREGHIERA

Non è tempo di favole, questo.
Oppure si, come sempre, se Dio lo consente.
Posso, Signore mio Dio immenso e grande ricominciare a sognare?
Posso volare oltre le valli e i monti
e ancora i monti
e scendere oltre il ponte nel regno della fantasia?
Non “voglio lottare” con Te, mio Dio
e poi sei Tu che mi hai dato un dorato talento.
Non fare di me la cicala che muore all’inizio dell’inverno.
Che spreco sarebbe …?!
Facciamo un patto.
Ecco:
scrivo per Te…
ma ho bisogno di ritrovare la serenità, la pace, la salute.
Ho bisogno di ritrovare quello che Tu,
Signore mio Dio
hai permesso che mi fosse tolto,
quando ero giovane e sognavo.
In fondo sognavo di Te e tra la gente e le cose cercavo il Tuo amore.
Ecco:
torno a scrivere di Te perché Tu che mi vuoi bene,
lo so che mi vuoi bene,
metti ordine
e mi “restituisci” lo spirito degli anni;
la forza della vita,
il gusto di guardare alla gente e alle cose con l’amore di un tempo;
la capacità di disegnare il volo di una foglia che cade
o la bellezza di un filo d’erba che si alza, festoso, nel campo.
(Giovenale Nino Sassi)

mercoledì 4 giugno 2008

PUEDO ESCRIBIR LOS VERSOS MÁS TRISTES ESTA NOCHE - PABLO NERUDA


Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Escribir, por ejemplo: La noche está estrellada,
y tiritan, azules, los astros, a lo lejos.
El viento de la noche gira en el cielo y canta.
Puedo escribir lo versos más tristes esta noche.
Yo la quise, y a veces ella también me quiso.
En las noches como ésta la tuve entre mis brazos.
La besé tantas veces bajo el cielo infinito.
Ella me quiso, a veces yo también la quería.
Cómo no haber amado sus grandes ojos fijos
Puedo escribir lo versos más tristes esta noche.
Pensar que no la tengo. Sentir que la he perdido.
Oír la noche inmensa, más inmensa sin ella.
Y el verso cae al alma como al pasto el rocío.
Qué importa que mi amor no pudiera guardarla.
La noche estrá estrellada y ella no está conmigo.
Eso es todo. A lo lejos alguien canta. A lo lejos.
Mi alma no se contenta con haberla perdido.
Como para acercarla mi mirada la busca.
Mi corazón la busca, y ella no está conmigo.
La misma noche que hace blanquear los mismos árboles.
Nosotros, los de entonces, ya no somos los mismos.




Ya no la quiero, es cierto, pero cuánto la quise.
Mi vos buscaba el viento para tocar su oído.
De otro. Será de otro. Como antes de mi besos.
Su voz, su cuerpo claro. Sus ojos infinitos.
Ya no la quiero, es cierto, pero tal vez la quiero.
Es tan corto el amor, y es tan largo el ovido.
Porque en noches como ésta la tuve entre mis brazos,
mi alma no se contenta con haberla perdido.
Aunque éste sea el último dolor que ella me causa,
y éstos sean los últimos versos que yo le escribo.



POSSO SCRIVERE I VERSI PIU' TRISTI STANOTTE (LEI NON E' CON ME)

Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
E' tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro . I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo .
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.

martedì 3 giugno 2008

Una poesia di Jacques Prévert




I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore


Poeti afghani - Meena Keshwar Kamal


Mai tornerò indietro
"Ho spezzato i ceppi che avevo ai piedi,
ho aperto le porte chiuse dell’ignoranza,
ho detto addio a tutti i bracciali d’oro.
O [...] fratello mio, non sono più ciò che ero,
sono la donna che si è destata,
ho trovato la mia strada e mai tornerò indietro".

(Meena)


Cenni biografici


MEENA KESHWAR KAMAL (1957 - 1987) nacque a Kabul. Lasciò l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne afghane ed educarle per far loro ottenere il diritto alla libertà e all'espressione.
La sua lotta contro le posizioni del regime fondamentalista la portò alla morte: venne infatti assassinata a Quetta in Pakistan, il 4 febbraio 1987.



Afghanistan !!!
Ecco dove vanno i nostri militari, i nostri uomini e le nostre donne migliori...vanno in un teatro di guerra antico.
Attraversano il mondo per raggiungere la frontiera dell'occidente in guerra.
Hanno una missione di pace in un paese che conosce da troppo tempo la guerra.
Vanno per collaborare alla ricostruzione di quel paese ….. comprese le strutture sanitarie;
Vanno per sostenere le operazioni di assistenza umanitaria; per formare ed addestrare l'Esercito e le forze di polizia locali.
In ultima analisi vanno per consentire a quelle popolazioni di realizzare il sogno che una loro poetessa, Meena, aveva fatto rompendo le catene dei fondamentalismi
Da uno che conosce bene la vita militare, un pacifista convinto da sempre, va la stima e l’amicizia agli uomini e alle donne impegnati in quel quadrante della storia. Grazie !

Grazie Giulia...

lunedì 2 giugno 2008

I bambini sono il futuro del mondo


( Children are the future of the world )


Nei paesi poveri i ricchi usano il lavoro minorile, quello dei bambini, per accrescere le loro ricchezze.

Spesso i prodotti vengono rivenduti nei paesi ricchi con altissimi profitti.

Salviamo i bambini
...






Nancy scrive:


This is a very sad thing of this world, people being mean to other people, and I completely agree with you... Beauty WILL save this world... we are working hard for this!






sabato 31 maggio 2008

Poeti di Spagna - Federico García Lorca


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LAMENTO PER IGNACIO SÁNCHEZ MEJÍAS
.
Alle cinque della sera. / Eran le cinque in punto della sera. / Un bambino portò il lenzuolo bianco / alle cinque della sera. / Una sporta di calce già pronta / alle cinque della sera. / Il resto era morte e solo morte / alle cinque della sera.
.
Il vento portò via i cotoni / alle cinque della sera. / E l’ossido seminò cristallo e nichel / alle cinque della sera. / Già combatton la colomba e il leopardo /alle cinque della sera. / E una coscia con un corno desolato / alle cinque della sera. Cominciarono i suoni di bordone / alle cinque della sera. / Le campane d’arsenico e il fumo / alle cinque della sera. / Negli angoli gruppi di silenzio / alle cinque della sera. / Solo il toro ha il cuore in alto! / alle cinque della sera. Quando venne il sudore di neve / alle cinque della sera, / quando l’arena si coperse di iodio / alle cinque della sera, / la morte pose le uova nella ferita / alle cinque della sera. / Alle cinque della sera. / Alle cinque in punto della sera.
Una bara con ruote è il letto / alle cinque della sera. / Ossa e flauti suonano nelle sue orecchie / alle cinque della sera. / Il toro già mugghiava dalla fronte / alle cinque della sera. / La stanza s’iridava d’agonia / alle cinque della sera. Da lontano già viene la cancrena / alle cinque della sera. / Tromba di giglio per i verdi inguini / alle cinque della sera. / Le ferite bruciavan come soli / alle cinque della sera. / E la folla rompeva le finestre / alle cinque della sera. / Alle cinque della sera. / Ah, che terribili cinque della sera!/ Eran le cinque a tutti gli orologi ! / Eran le cinque in ombra della sera !
.


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( è la prima parte de il “ LAMENTO PER IGNACIO SÁNCHEZ MEJÍAS” la bellissima poesia che il grande poeta spagnolo ha scritto nel 1935… di seguito il testo nella lingua originaria dell’artista )
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A mi querida amiga
Encarnación López Júlvez

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(1) La cogida y la muerte
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A las cinco de la tarde.
Eran las cinco en punto de la tarde.
Un niño trajo la blanca sábana
a las cinco de la tarde.
Una espuerta de cal ya prevenida
a las cinco de la tarde.
Lo demás era muerte y sólo muerte
a las cinco de la tarde.
.
El viento se llevó los algodones
a las cinco de la tarde.
Y el óxido sembró cristal y níquel
a las cinco de la tarde.
Ya luchan la paloma y el leopardo
a las cinco de la tarde.
Y un muslo con un asta desolada
a las cinco de la tarde.
Comenzaron los sones de bordón
a las cinco de la tarde.
Las campanas de arsénico y el humo
a las cinco de la tarde.



.
En las esquinas grupos de silencio
a las cinco de la tarde.
¡Y el toro solo corazón arriba!
a las cinco de la tarde.
Cuando el sudor de nieve fue llegando
a las cinco de la tarde,
cuando la plaza se cubrió de yodo
a las cinco de la tarde,
la muerte puso huevos en la herida
a las cinco de la tarde.
A las cinco de la tarde.
A las cinco en punto de la tarde.
.
Un ataúd con ruedas es la cama
a las cinco de la tarde.
Huesos y flautas suenan en su oído
a las cinco de la tarde.
El toro ya mugía por su frente
a las cinco de la tarde.
El cuarto se irisaba de agonía
a las cinco de la tarde.
A lo lejos ya viene la gangrena
a las cinco de la tarde.
Trompa de lirio por las verdes ingles
a las cinco de la tarde.
Las heridas quemaban como soles
a las cinco de la tarde,
y el gentío rompía las ventanas
a las cinco de la tarde.
A las cinco de la tarde.
¡Ay qué terribles cinco de la tarde!
¡Eran las cinco en todos los relojes!
¡Eran las cinco en sombra de la tarde!

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venerdì 30 maggio 2008

Eugenio de Andrade - un poeta portoghese







Cançao breve

Tudo me prende à terra onde me dei :
O rio subitamente adolescente,
A luz tropeçando nas esquinas,
As areias onde ardi impaciente.

Tudo me prende do mesmo triste amor
Que há em saber que a vida pouco dura,
E nela ponho a esperança e o calor
De uns dedos com restos de ternura.


Dizem que há outros céus e outras luas
E outros olhos densos de alegria,
Mas eu sou destas casas, destas ruas,
Deste amor a escorrer melancolia.



Canzone breve

Tutto mi prende la terra che mi possiede:
Il fiume d’improvviso adolescente,
La luce incespicando negli angoli,
Le sabbie ove arsi impaziente.

Tutto mi prende del medesimo triste amore
nel sapere che la vita dura poco,
E in essa pongo la speranza e il calore
Di quanta tenerezza rimane tra le dita.

Dicono che vi sono altri cieli e altre lune
E altri occhi densi di allegria,
Ma io appartengo a queste case, a queste vie,
A questo amore grondante melanconia.

giovedì 29 maggio 2008

SOLO UN FOLLE POTEVA DIPINGERLO




Una sera passeggiavo per un sentiero,
da una parte stava la città e sotto di me il fiordo.
Ero stanco e malato.
Mi fermai e guardai al di là del fiordo
- il sole stava tramontando -
le nuvole erano tinte di un rosso sangue.
Sentii un urlo attraversare la natura:
mi sembrò quasi di udirlo.
Dipinsi questo quadro,
dipinsi le nuvole come sangue vero.
I colori stavano urlando..
.
Edvard Munch




Senza paura e malattia, la mia vita sarebbe una barca senza remi.
.
Edvard Munch


DESIDERI LONTANI


L'ansia scontenta
l'incredulità e l'amarezza
sono l'abitudine alle storie di sempre.
Preghiere furtive
salgono
insieme a lacrime
accecato
da fuochi ormai spenti
...desideri lontani.



Giovenale Nino Sassi

LA BELLEZZA SALVERA' IL MONDO


.
C'è una breve ma intensa lettera che Giovanni Paolo II, ben consapevole della forza dei nuovi mezzi di comunicazione, rivolse agli artisti il quattro aprile del 1999. Divisa in quindici paragrafi, la lettera, che il papa immagina spedita a tutti gli artisti del mondo, senza distinzione di fede o etnia, ripercorrendo i profondi significati della creazione e della nascita dell'opera d'arte, vuole essere uno straordinario invito, quanto mai attuale, "a meditare e a riscoprire la profondità della dimensione spirituale e religiosa che ha caratterizzato in ogni tempo l'arte nelle sue più nobili forme espressive".

"L'artista", scrive Giovanni Paolo II, "quando plasma un capolavoro, non soltanto chiama in vita la sua opera, ma per mezzo di essa, in un certo modo, svela anche la propria personalità. Nell'arte egli trova una dimensione nuova e uno straordinario canale d'espressione per la sua crescita spirituale. Attraverso le opere realizzate, l'artista parla e comunica con gli altri. La storia dell'arte, perciò, non è soltanto storia di opere, ma anche di uomini. Le opere d'arte parlano dei loro autori, introducono alla conoscenza del loro intimo e rivelano l'originale contributo da essi offerto alla storia della cultura".

Oltremodo consapevole specie del ruolo 'catechetico' (pedagogico) dell'opera d'arte, Giovanni Paolo II, trae con straordinaria efficacia i tratti salienti della storia dell'arte: dagli esordi del Cristianesimo al Medioevo, dal Rinascimento fino ai giorni nostri, per riscoprire il perenne - anche se non necessariamente religioso - viaggio dell'uomo alla ricerca del senso della vita.
"Questa - egli scrive - anche al di là delle sue espressioni più tipicamente religiose, quando è autentica, ha un'intima affinità con il mondo della fede, sicché, persino nelle condizioni di maggior distacco della cultura dalla Chiesa, proprio l'arte continua a costituire una sorta di ponte gettato verso l'esperienza religiosa.
In quanto ricerca del bello, frutto di un'immaginazione che va al di là del quotidiano, essa è, per sua natura, una sorta di appello al Mistero. Persino quando scruta le profondità più oscure dell'anima o gli aspetti più sconvolgenti del male, l'artista si fa in qualche modo voce dell'universale attesa di redenzione".
Infine, non si può che evidenziare come proprio il Pontefice che conobbe direttamente il secolo breve dei regimi dittatoriali, delle devastazioni e dei campi di sterminio, ponga l'accento sul ruolo essenziale della 'bellezza', come valore in sé.
La bellezza, che scaturisce lo stupore e l'entusiasmo per le meraviglie del mondo, sarà un elemento essenziale per la salvezza, perché grazie ad "essa l'umanità, dopo ogni smarrimento, potrà ancora rialzarsi e riprendere il suo cammino".
In questo senso, citando Dostoevskij, afferma con sicurezza, quindi, che "la bellezza salverà il mondo!". Un altro straordinario, e forse poco noto, insegnamento di un grande Pontefice.


Paolo Damiano Franzese - 21.04.2005

NARCISO


C'è una sera
sul fosso dell'acqua
dove io, bambino,cammino
verso lo specchio delle aspirazioni.
Narciso,
avevi l'odore dei giorni d'estate
messi in processione
davanti all'autunno.


Giovenale Nino Sassi

(1974)

mercoledì 28 maggio 2008

Ricordo di Walter Tobagi





Vivere e ricominciare
Non è facile e la nostalgia di orizzonti lontani, raccolti in angoli di pensiero tornano e scuotono il niente. Non c’è bellezza nei passi che si succedono.
Un' amica scrive : “… è così che alcune persone, quando le incontri, fanno parte di te e le ritrovi presenti nell'anima.”
Al cardiologo ho raccontato di Walter Tobagi.
Siamo nati qui, a Spoleto, poco distanti, lo stesso mese, giorno ed anno.
Nati all’alba dello stesso giorno…. ed è così che alcune persone fanno parte di te e le ritrovi presenti nell’anima.
Crescere, separarsi, ritrovarsi ….nei pensieri, negli ideali, poi più nulla e tutto diventa passato.




Walter Tobagi, il ricordo del Corriere

Il direttore Mieli: «E’ parte migliore della coscienza civile del nostro Paese». Ostellino: «Colpito un membro della famiglia»
«Walter è la parte migliore della coscienza civile del nostro Paese». Con queste parole il direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli, ha ricordato il collega Walter Tobagi, assassinato nel 1980. Una commemorazione che si è svolta al Corriere della Sera, dove Tobagi lavorava, nella sala dedicata ad un altro grande del giornalismo italiano: Indro Montanelli. Mezz’ora intensa alla quale hanno partecipato anche l'ex direttore del Corsera Piero Ostellino, il presidente di Rcs, Piergaetano Marchetti, la moglie e la figlia di Walter Tobagi.
Nella sala, gremita di volti noti del giornalismo e di persone care a Tobagi, Mieli ha ricordato «come 25 anni dopo, la morte di Walter pesi ancora non solo sulla storia del Corriere ma dell’Italia tutta. La sua memoria è andata crescendo», ha detto descrivendo poi Tobagi come «un giornalista curioso dei conti che non tornano, che ha pagato con la vita il suo coraggio e le capacità investigative del suo intelletto».
Nei giorni immediatamente precedenti l’anniversario della sua morte, avvenuta il 28 maggio 1980, Piero Ostellino ha tracciato la figura di una persona che conosceva bene: «mi guardava - ha detto - come un ’vecchio’ del Corsera e io guardavo a lui come ad un ragazzo intelligente e colto, potenzialmente mio successore nell'ufficio di corrispondenza di Mosca che io stavo per lasciare. Ne avevo già parlato con l’allora direttore Di Bella e ho il rammarico di non avere pressato di più affinché la mia proposta si realizzasse subito».
Ostellino ha quindi ricordato proprio il giorno dell’uccisione di Tobagi, quando lui che si trovava per caso a Milano, appresa la notizia, si recò sul luogo dell’uccisione e poi tornò di corsa al Corriere «perché quando colpiscono un membro della tua famiglia devi stare con il resto della famiglia.
Lì - ha detto - piansi senza freni di rabbia, disperazione, impotenza per una morte senza rassegnazione».
Il presidente di Rcs, Piergaetano Marchetti, ha voluto fare «un saluto commosso che è un impegno a non dimenticare ed insieme un rimpianto lacerante».
Mentre la moglie di Walter Tobagi, visibilmente emozionata, ha trovato anche in questo momento di ricordo del marito ucciso un messaggio costruttivo: «Mi è parso di cogliere - ha detto - in questo ritrovarsi dopo molti anni di persone che forse non si vedevano da tempo, uno dei punti forti di Walter e cioè il suo essere capace di creare possibilità di stabilire rapporti, riallacciarli, favorire la dimensione del dialogo e della trasparenza in un clima amichevole e non solo civile».

26 maggio 2005

lunedì 26 maggio 2008

Io e te


Conosci la vita,

compagna dei giorni che passano ?

.

Ha con se una valigia,

la vita,

dove ripone gli eventi. …

ricordi lontani che si mescolano,

che riemergono,

che riaffiorano dal calendario degli anni.

.

Certe sere,

quando il sole tramonta e fai sosta,

apri la valigia e

tra i ricordi trovi una gonna stropicciata e la luna,

che è sempre la stessa,

che è quella di adesso….

un lampione

che illumina il blu della notte

e due valigie che,

da quella notte,

camminano insieme profumate di ginestra.

.


(Giovenale Nino Sassi)



(a Gianna Curtò e suo marito, medico condotto di Rometta)

domenica 25 maggio 2008

DEFINIZIONE




Il gusto di cercare
La definizione di un’immagine,
il ritratto mai definito dell’esistenze
è come il tempo
che scivola veloce
verso l’istante successivo
che non è il presente.
(Giovenale Nino Sassi - 1973)

venerdì 23 maggio 2008

IL GIRO D'ITALIA




Le nubi sono cariche di pioggia e a tratti piove. Resto in casa. Ho acceso la televisione. C'è il Giro d'Italia. I corridori stanno attraversando Isola di Carturo, la città nativa del Mantegna, pittore ed incisore italiano di grande talento.
Nel 1466, il Mantegna è a Firenze e Siena. Di questi anni è il Cristo morto, uno dei suoi più celebri quadri.
Il dipinto ritrae il Cristo morto, supino, su di un letto di marmo. È affiancato dalla Vergine Maria, San Giovanni e da una terza figura, identificabile con una pia donna o con la Maddalena, che piangono per la sua morte.




C'è la volata per la vittoria...