martedì 21 luglio 2009

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Il presente è adesso perché
l’attimo è diventato memoria


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Vincent van Gogh

domenica 19 luglio 2009

IVETA

Sandro Botticelli - Wikipedia
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Magnificat
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Fernando Pessoa
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Quando passerà questa notte interna, l’universo,
e io, l’anima mia, avrò il mio giorno?
Quando mi desterò dall’essere desto?
Non so. Il sole brilla alto:
impossibile guardarlo.
Le stelle ammiccano fredde:
impossibile contarle.I
l cuore batte estraneo:
impossibile ascoltarlo.
Quando finirà questo dramma senza teatro,
o questo teatro senza dramma,
e potrò tornare a casa?
Dove? Come? Quando?
Gatto che mi fissi con occhi di vita, chi hai là in fondo?
Si, sì, è lui!Lui,
come Giosuè, farà fermare il sole e io mi sveglierò;
e allora sarà giorno.
Sorridi nel sonno, anima mia!
Sorridi anima mia: sarà giorno!
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La salute ? ancora problemi che spero di superare in fretta...
L'amicizia è una buona cura
il gusto per la ''Bellezza'' che trovi nella gente e nelle cose
accende la speranza

Grazie !!!

Antonio Canova . L'invenzione della bellezza - fotografia di Pino Musi
Antonio Canova - Wikipedia

venerdì 10 luglio 2009

DESTINATARIO SCONOSCIUTO X




Domani mattina lascio la città per un breve periodo di riposo. Raggiungo il mare.
Porto con me alcuni libri da ri-leggere.
Le poesia di Antonio Machado, (Soledades e campos de Castilla) Alessandro Baricco , (Seta) James Joyce , ( Ritratto dell'artista da giovane) Louis-Ferdinand Céline ( Viaggio al termine della notte)
Céline il cui vero cognome è Destouches, francese nativo di Courbevoie, dipartimento della Senna, dopo la laurea in medicina cominciò a vagabondare fra l'Africa Coloniale e gli Stati Uniti.
Rientrato in patria,....... durante l'occupazione nazista della Francia sposò in pieno la causa degli invasori . Si unì a loro durante la ritirata.
Vita avventurosa e non sempre condivisibile la sua ma ''Voyage au bout de la nuit'' , (1932) che è il suo romanzo d'esordio è anche un capolavoro . Merita di essere riletto.
Porto anche le Confessioni di Sant'Agostino. Provo a rileggere e meditare la terza parte, la "confessio fidei" e il notes per gli appunti.
Dieci giorni di riposo, passeggiate sulla battigia, letture, appunti di viaggio.
Poi non so... Devrei scrivere alcune lettere. Non so ... La mente è stanca ...

Arrivederci a presto, GSN

Biagio Marin

Pieter Bruegel il Vecchio - Wikipedia
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BRUCIA IL MONDO 
.Brucia il mondo
come un bosco in agosto;
urla nel vento
di giorno e di notte la guerra;
gli uomini ammazzano i loro fratelli
e trema la terra.
Io, guardo le stelle nei cieli,
alle nuvole d'oro, che il vento disperde,
all'ultimo raggio verde che incanta la Terra.
Eterni sono i mondi celesti,
più eterni sono i cieli ed i grandi pensieri.
Quando tacciono i cannoni e le bombe
fa tanto silenzio sul mondo,
e l'erba continua a fiorire,
sereno si dilata il cielo profondo,
il sole torna biondo,
come ogni giorno.
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Biagio Marin nacque a Grado nel 1891 (morì nel 1985). Si è sempre mantenuto fedele alla linea inaugurata nel 1912 con la prima raccolta in dialetto gradese, Fiuri de tapo. Legato da radici profondissime alla propria terra e ai motivi di una cultura arcaica marinara, ha costruito una elegia che esprime l'amore, le gioie e i dolori dell'esistenza, le memorie del passato, con un canto tra il quotidiano e il magico, dove il dialetto acquista particolari risonanze. Nel volume I canti de l'isola (1951) sono confluite le sue poesie giovanili. Tra le altre raccolte si ricordano: Dopo la longa istae (1951), Elegie istriane (1963), El mar de l'eterno (1967), Al sol calào (1974), Pan de pura farina (1976), Stele cagiú e (1977), In memoria (1978), Nel silenzio più teso (1980), La vose de la sera (1985). Un'ampia raccolta di inediti si trova anche nel volume Poesie (1981).
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Quanto più muoio
nel mondo
presenza intermittente
e luce che si spegne, da ponente
tanto più nella vita m’innamoro.
E del suo ridere che fa fiorire l’aprile
e del miele che ha in bocca,
la prima neve già fiocca
sia pure lenta e gentile.
melodioso l’andare per strada
nell’ondulare dell’anca molle
che ondeggia come fa il canneto
nel maestrale disteso dell’estate.
Musica in lei e in tutta la persona
che tutta quanta suona
di quella gioia che mi inciela.
Quella musica tutta mi intona
fa di me corrente d’acqua viva
che si perde in mare senza rive
e solo il perdimento suo ragiona.
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mercoledì 8 luglio 2009

Agostino d'Ippona - La bellezza

Vittore Carpaccio - Wikipedia
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« Tardi ti ho amato, Bellezza così antica e tanto nuova, tardi ti ho amato.
Sì, perché tu eri dentro di me ed io fuori: lì ti cercavo.
Deforme, mi gettavo sulle belle sembianze delle tue creature.
Eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te.
Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, respirai ed ora anelo verso di te; ti gustai ed ora ho fame e sete di te; mi toccasti, e arsi dal desiderio della tua pace. »
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Stasera riprendo la lettura delle ''Confessioni '' di Sant'Agostino.
La bellezza salverà il Mondo, dice Agostino....
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Risultati illustrati per vittorio carpaccio

Sant'Agostino

martedì 7 luglio 2009

Benedetto XVI - Caritas in veritate

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Nell’Introduzione, il Papa ricorda che “la carità è la via maestra della dottrina sociale della Chiesa”.
D’altro canto, dato “il rischio di fraintenderla, di estrometterla dal vissuto etico”, va coniugata con la verità.
E avverte: “Un Cristianesimo di carità senza verità può venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali”. Lo sviluppo ha bisogno della verità. Senza di essa, afferma il Pontefice, “l’agire sociale cade in balia di privati interessi e di logiche di potere, con effetti disgregatori sulla società”.
Benedetto XVI si sofferma su due “criteri orientativi dell’azione morale” che derivano dal principio “carità nella verità”: la giustizia e il bene comune.
Ogni cristiano è chiamato alla carità anche attraverso una “via istituzionale” che incida nella vita della polis, del vivere sociale.
La Chiesa, ribadisce, “non ha soluzioni tecniche da offrire”, ha però “una missione di verità da compiere” per “una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione”.


Raffaello Sanzio - Wikipedia

GIACOMO LEOPARDI - L'infinito


L'infinito
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Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Cosí tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
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ALLA LUNA
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O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l'anno, sovra questo colle
io venia pien d'angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva
siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
il tuo volto apparia, che travagliosa
era mia vita: ed è, né cangia stile,
o mia diletta luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l'etate
del mio dolore. Oh come grato occorre
nel tempo giovanil, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso,
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l'affanno duri!
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lunedì 6 luglio 2009

Giovenale Nino Sassi - PENSIERI RANDAGI

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Stanotte il latrare dei cani
Attraversa lampioni sospesi
E raggiunge il silenzio.
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Non c’è nessuno lungo la strada ...
Solo questo latrare insistente
Di pensieri randagi che sale
Tra nebbie notturne
E stanze vuote.
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Immagino giardini d’agrumi
E oasi nel mare ionico dei passi.

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Volesse il vento aprire il cielo
E raccontare le stelle
Mentre tu, fanciulla bretone
Volo di gabbiano
Odalisca di Matisse
Raccogli sogni innocenti.
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DEFINIZIONE

Pompeo Batoni - Wikipedia
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Il gusto di cercare
la definizione di un’immagine,
il ritratto mai definito dell’esistenza
è come il tempo
che scivola veloce
verso l’istante successivo
che non è il presente
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Italica - Batoni Pompeo: Pompeo Batoni 1708-1787. L'Europa delle ...
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Il presente è adesso perché l’attimo è diventato memoria.

domenica 5 luglio 2009

RIFLESSIONI
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Aprì la mente all'intelligenza…
amico mio,
la vita è un viaggio con le sue stazioni
Perché fermarsi a ciò che appare?
A ciò che brilla e seduce lo sguardo?
Prova a entrare nelle cose,

negli eventi, nelle parole, nei vissuti che giungono a te.
È lì che potrai capire veramente
e si sveleranno i significati dei tuoi momenti di vita.

Leggere dentro fa la differenza.
Riesco a leggere dentro?

Il tempo scorre, si compie.
Il tempo scivola addosso e non so,
adesso,
se resto ai margini o sulla porta della realtà,
se entro e vivo da protagonista
o semplicemente resto sull’uscio come un fantasma.
Vivo l’attimo e non è il presente
È già ieri, l’attimo…
Che ne ho fatto del presente !?
I pensieri succedono ai pensieri…
sospese ragioni della speranza

5/7/09 12:35 AM

giovedì 2 luglio 2009

Arthur Rimbaud - LA MIA BOHÈME (Fantasia)

Me ne andavo, i pugni nelle tasche sfondate;
Anche il mio cappotto diventava ideale;
Andavo sotto il cielo, Musa! ed ero il tuo fedele;
Oh! quanti amori assurdi ho sognato
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I miei unici pantaloni avevevano un largo squarcio.
Pollicino sognatore, nella mia corsa sgranavo
Rime. La mia locanda era sull'Orsa Maggiore.
- Nel cielo le mie stelle facevano un dolce fru-fru.
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Le ascoltavo, seduto sul ciglio delle strade,
In quelle belle sere di settembre in cui sentivo gocce
Di rugiada sulla fronte, come un vino vigoroso;
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Oppure, rimando in mezzo a fantastiche ombre,
Come lire tiravo gli elastici

Delle mie scarpe ferite, un piede vicino al cuore..

Carl Spitzweg - Wikipedia

Spiritualità


Raffaello Sanzio
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Spiritualità
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Sposta le tende, amico di Dio e amico mio...
calpesta l'erba, attendi la notte che viene al tramontare del sole, e sui tuoi passi alla luce dei lampioni potrai intravedere l'ombra di un tu fare compagnia alla tua solitudine...
Ascolta la voce del Silenzio, Mistero dell'Eterno, tu che abiti in un cuore diroccato...
Fa' in modo che l'altro entri nel tuo cuore a tutte le ore e lasci tutto spalancato e ti costringa a vivere con il cuore aperto, che entri nella tua vita e prenda di te quel che desidera:vivrai in un perenne dialogo d'amore.
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Il chiarore dell'aurora plachi l'angoscia della tua disperazione e le stelle cui ogni notte affidi i tuoi sogni di luce...
ritirandosi discrete alla luce del giorno,
ti restituiranno la speranza del domani:la certezza di poter essere "amore"che sa farsi accanto.
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Beata Vergine Maria del Monte Carmelo - Wikipedia

martedì 30 giugno 2009

Wisława Szymborska - MONOLOGO PER CASSANDRA

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Sono io, Cassandra.
E questa e' la mia città sotto le ceneri.
E questi i miei nastri e la verga di profeta.
E questa e' la mia testa piena di dubbi.
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E' vero, sto trionfando.
I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.
Solamente i profeti inascoltati
godono di simili viste.
Solo quelli partiti con il piede sbagliato,
e tutto pote' compiersi tanto in fretta
come se mai fossero esistiti.
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Ora rammento con chiarezza:
la gente al vedermi si fermava a meta'.
Le risate morivano.
Le mani si scioglievano.
I bambini correvano dalle madri.
Non conoscevo neppure i loro effimeri nomi.
E quella canzoncina sulla foglia verde -
nessuno la finiva mai in mia presenza.
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Li amavo.
Ma dall'alto.
Da sopra la vita.
Dal futuro. Dove è sempre vuoto
e nulla e' piu' facile che vedere la morte.
Mi spiace che la mia voce fosse dura.
Guardatevi dall'alto delle stelle - gridavo -
guardatevi dall'alto delle stelle.
Sentivano e abbassavano gli occhi.
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Vivevano nella vita.
Permeati da un grande vento.
Con sorti gia' decise.
Fin dalla nascita in corpi da commiato.
Ma c'era in loro un'umida speranza,
una fiammella nutrita del proprio luccichio.
Loro sapevano cos'e' davvero un'istante,
oh, almeno uno, uno qualunque
prima di -
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E' andata come dicevo io.
Solo che non ne viene nulla.
E questa e' la mia veste bruciacchiata.
E questo e' il mio ciarpame di profeta.
E questo e' il mio viso stravolto.
Un viso che non sapeva di poter essere bello.
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Di lei scrive Stas' Gawronski :
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Wisława Szymborska è una delle piú grandi poetesse dei nostri tempi, ma sembra che non voglia farlo sapere. Il pubblico italiano sa che nel 1996 la poetessa polacca ha vinto il premio Nobel per la letteratura eppure non ha mai visto un suo passaggio in televisione o ascoltato la sua voce per radio e, forse, neppure incontrato una sua fotografia su un giornale. La Szymborska preferisce la sordina del poeta in silenzio, in attesa di se stesso, davanti a un foglio di carta non scritto e restare un personaggio schivo e riservato, che non ama rilasciare interviste o parlare della sua opera, ma piuttosto che tiene a sottolineare la preminenza del testo rispetto al suo autore, l’autonomia delle poesie rispetto al viso, alla storia e alle opinioni sulla letteratura e sulla società di colui che le scrive. Per dirla tutta, ella non ama neppure le serate d’autore, anzi se ne fa beffe - Ci sono dodici persone ad ascoltare, è tempo ormai di cominciare. Metà è venuta perché piove, gli altri sono parenti. O Musa. […] In prima fila un vecchietto dolcemente sogna che la moglie buonanima, rediviva, gli sta per cuocere la crostata di prugne. Con calore, ma non troppo, ché il dolce non bruci, cominciamo a leggere. O Musa – (“Serata d’autore”) eppure, il 10 novembre 2003 la Szymborska è apparsa al Teatro Valle di Roma per un reading di alcune sue poesie che ha entusiasmato una platea di persone giunte da tutta Italia e che RaiLibro ha avuto la possibilità di filmare in esclusiva. (continua su RaiLibro)

CERVELLI IN FUGA - RITA CLEMENTI, 47 ANNI, 3 FIGLI: «Scappo. Qui la ricerca è malata».....SISTEMA ANTIMERITOCRATICO

La Scuola di Atene di Raffaello Sanzio
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«Scappo. Qui la ricerca è malata»
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Lettera di Rita Clementi, 47 anni, 3 figli, della precaria che scoprì i geni del linfoma pubblicata da ''Il Corriere della Sera'' di lunedì 29 giugno 2009
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Una laurea in Medicina, due spe­cializzazioni, anni di contratti a termine: borse di studio, consulenze, co.co.co,contratti a progetto..... l’ultimo presso l’Istituto di geneti­ca dell’Università di Pavia. Rita Cle­menti , 47 anni, la ricercatrice che ha scoperto l’origi­ne genetica di alcune forme di lin­foma maligno, ha in­dirizzato una lettera al presidente della Re­pubblica Napolitano dove racconta la sofferta decisione di lasciare l’Ita­lia. Andrà a Boston dove l'attende un lavoro come ricercatrice in un importan­te centro medico.
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Caro presidente Napolitano,
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chi le scrive è una non più giovane ricercatrice precaria che ha deciso di andarsene dal suo Paese
portando con sé tre figli nella speranza che un’altra nazione possa garantire loro una vita migliore di quanto lo Stato italiano abbia garantito al­la loro madre. Vado via con rab­bia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedi­zione non siano servite a nulla. Vado via con l’intento di chie­dere la cittadinanza dello Stato che vorrà ospitarmi, rinuncian­do ad essere italiana.
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Signor presidente, la ricerca in questo Paese è ammalata. La cronaca parla chiaro, ma oltre alla cronaca ci sono tantissime realtà che non vengono denun­ciate per paura di ritorsione perché, spesso, chi fa ricerca da precario, se denuncia è auto­maticamente espulso dal «siste­ma » indipendentemente dai ri­sultati ottenuti. Chi fa ricerca da precario non può «solo» contare sui risultati che ottie­ne, poiché in Italia la benevo­lenza dei propri referenti è una variabile indipendente dalla qualità del lavoro. Chi fa ricer­ca da precario deve fare i conti con il rinnovo della borsa o del contratto che gli consentirà di mantenersi senza pesare sulla propria famiglia. Non può per­mettersi ricorsi costosi e che molto spesso finiscono nel nul­la. E poi, perché dovrebbe adi­re le vie legali se docenti dichia­rati colpevoli sino all’ultimo grado di giudizio per aver con­dotto concorsi universitari vio­lando le norme non sono mai stati rimossi e hanno continua­to a essere eletti (dai loro colle­ghi!) commissari in nuovi con­corsi?
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Io, laureata nel 1990 in Medi­cina e Chirurgia all’Università di Pavia, con due specialità, in Pediatria e in Genetica medica, conseguite nella medesima Uni­versità, nel 2004 ho avuto l’onore di pubblicare con pri­mo nome un articolo sul New England Journal of Medicine i risultati della mia scoperta e cioè che alcune forme di linfo­ma maligno possono avere un’origine genetica e che è dun­que possibile ereditare dai geni­tori la predisposizione a svilup­pare questa forma tumorale. Ta­le scoperta è stata fatta oggetto di brevetto poi lasciato decade­re non essendo stato ritenuto abbastanza interessante dalle istituzioni presso cui lavoravo. Di contro, illustri gruppi di ri­cerca stranieri hanno conferma­to la mia tesi che è diventata ora parte integrante dei loro progetti: ma, si sa, nemo profe­ta in Patria.
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Ottenere questi risultati mi è costato impegno e sacrifici: mettevo i bambini a dormire e di notte tornavo in laboratorio, non c’erano sabati o domeni­che...
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Lavoravo, come tutti i precari, senza versamenti pen­sionistici, ferie, malattia. Ho avuto contratti di tutti i tipi: borse di studio, co-co-co, con­tratti di consulenza... Come ul­timo un contratto a progetto presso l’Istituto di Genetica me­dica dell’Università di Pavia, fi­nanziato dal Policlinico San Matteo di Pavia.
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Sia chiaro: nessuno mi impo­neva questi orari. Ero spinta dal mio senso del dovere e dal­la forte motivazione di aiutare chi era ammalato. Nel febbraio 2005 mi sono vista costretta a interrompere la ricerca: mi era stato detto che non avrei avuto un futuro. Ho interrotto una ri­cerca che molti hanno giudica­to promettente, e che avrebbe potuto aggiungere una tessera al puzzle che in tutto il mondo si sta cercando di completare e che potrebbe aiutarci a sconfig­gere il cancro.
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Desidero evidenziare pro­prio questo: il sistema antimeri­tocratico danneggia non solo il singolo ricercatore precario, ma soprattutto le persone che vivono in questa Nazione. Una «buona ricerca» può solo aiuta­re a crescere; per questo moti­vo numerosi Stati europei ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica, han­no ritenuto di aumentare i fi­nanziamenti per la ricerca.
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È sufficiente, anche in Italia, incrementare gli stanziamenti? Purtroppo no. Se il malcostu­me non verrà interrotto, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica con­seguenza quella di potenziare le lobby che usano le Universi­tà e gli enti di ricerca come feu­do privato e che così facendo distruggono la ricerca.Con molta amarezza, signor presidente, la saluto.
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Rita Clementi
29 giugno 2009

Giovenale Nino Sassi - Il silenzio

Antonello da Messina - particolare Annunziata
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Amo il silenzio…
lo cerco e lui mi trova
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Nel silenzio
ascolto il tempo che scorre,
gli odori, i sapori,
il tanto o il niente lontano dai passi:
un refolo di vento.
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Amo il silenzio,
lo cerco e lui mi trova,
memoria dell’Assoluto,
mistero della vita.

lunedì 29 giugno 2009

Friedrich Dürrenmatt - Il minotauro



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La storia di Arianna, Teseo e Minosse, del labirinto e del minotauro, il suo unico abitante, è nota a tutti, ma nella versione di Dürrenmatt essa diventa anche dramma psicologico. Luogo dell’azione, il labirinto con le sue pareti a specchio e l’infinito susseguirsi delle immagini. Protagonista, il minotauro, metà uomo e metà toro, sempre al limite della conoscenza, delle sensazioni di amore, gioia, felicità e infelicità, paura e tormento, ma che per sua natura non può provare sensazioni; sempre sulla soglia delle emozioni che proverebbe, se solo sapesse cosa vuol dire provare emozioni.Lo stile fluido, i periodi che si snodano e si rincorrono, ricreano musicalmente e anche visivamente il mondo delle immagini, a volte confuse, in cui egli vive. Un gioco di specchi tra l’essere e la sua ombra, il corpo e le sue migliaia di copie riflesse, che riproduce all’infinito l’illusorietà di qualsiasi tentativo di fuga. Un racconto che corre rapido verso il tragico epilogo, e noi lettori nel confronto finale con Teseo non possiamo fare a meno di parteggiare per il minotauro.


Albert Anker
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Nato nel cantone di Berna nel 1921, scomparso nel 1990, Friedrich Dürrenmatt è assieme a Max Frisch il più significativo scrittore svizzero del dopoguerra. Fra le opere teatrali ricordiamo Romolo il grande (1948-1949), I fisici (1962), Il matrimonio del signor Mississippi (1952). Fra le opere narrative ricordiamo Il giudice e il suo boia (1950), Il sospetto (1951), La promessa (1958), e Giustizia (1986). Fra i racconti, La panne, La morte della Pizia, il tunnel, Il minotauro, La morte di Socrate e L'incarico
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da MARCOS Y MARCOS

Spoleto Festival 2009 - Letture poetiche - Benché il parlar sia indarno...


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Il programma riportato nel sito ufficiale del Festival dei Due Mondi di Spoleto 2009
A cura di Ernesto Galli della Loggia
con Eleonora d´Urso
e Nicola Nicchialla
chitarra Maria Pierantoni Giua
messa in scena di Eleonora d´Urso
presenta ...quattro serate dedicate alla poesia del Risorgimento e del '900 italiano.
Il programma recita:
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27 e 28 giugno

RISORGIMENTO
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Un piccolo omaggio all’Unità d’Italia, di cui come è noto sta per scoccare il 150° anniversario, una silloge di poesie aventi come tema il nostro Risorgimento. Sarà l’occasione per sentire riecheggiare il suono antico di versi ascoltati quasi sempre la prima volta in lontane aule scolastiche, ma anche l’occasione per cogliere – come allora non riuscimmo forse a fare - l’autentico empito patriottico e l’alta dignità civile, se si vuole anche l’ingenuità, di poeti noti e meno noti che fecero coinvolgere nella lotta degli Italiani per la libertà e l’indipendenza del loro paese.
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10 e 11 luglio
NOVECENTO
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Una scelta di poesie di argomento civile e politico tratte dal nostro Canzoniere del Novecento. Da Pascoli a Ungaretti, da Montale a Pasolini, la forte vocazione alla politica dei letterati italiani si conferma anche nelle prove poetiche, offrendo lo spunto più di una volta per scoperte inaspettate.
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Miguel Torga

Vincent van Gogh
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Arrivo, accendo il camino, mi accomodo sul divano
e passo ore interminabili guardando in silenzio
le fiamme, immerso in una bruma di sentimenti ai quali
non riesco a dar voce.
É qui dove sento con più crudezza che mai potrò dare
espressione alla profondità della mia anima.
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(Miguel Torga)

domenica 28 giugno 2009

Lourdes (18 - 24 Giugno 2009)

Dans les jours qui suivent le pèlerinage, il peut ètre bon de revenir sur les aspects principaux du message en nous posant, à chaque fois, cette question: ''commnet vais-je en vivre, maintenant ?''

Giovenale Nino Sassi quì

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Regresar de Lourdes con alguna lamparilla de las que estàn en la basìlica del Rosario. Ecenderla cada dia, en el momento de rezar la Oration a Nuestra Senora del Buen Regreso......

(io insieme ad alcuni amici...)

Maria, du hast alles sorgfàltig in dainem Herzgen bewahrt. Bewahre mich vor dem Vergessen.

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( e i giovani, i tanti giovani che ho incontrato)

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Tu che hai vissuto nel silenzio di Nazareth,concedimi di amare la mia vita ogni giorno.

Tu che hai vegliato sulla crescita di Gesù, fà crescere in me quanto ho sperimentato in questo pellegrinaggio. Ti prego anche per quanti ho incontrato a Lourdes, in particolar modo per le persone provate nella loro salute

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Et continue de veiller sur moi, toi l'Immaculée Conception, Mère de miséricorde. Amen !

venerdì 26 giugno 2009

JOYCE… un incontro decisivo

Al termine della Grande Guerra, nell’ottobre del 1919 JOYCE e la famiglia tornano a Trieste, ma ormai per poco. Nel luglio del 1920 infatti dietro suggerimento di Pound si trasferiscono a Parigi dove rimarranno venti anni.
Nella capitale francese Joyce non è uno sconosciuto e, specialmente tramite Pound, si trova subito circondato da una cerchia di ammiratori e amici fra cui Wyndham Lewis e T.S. Eliot, Hemingway, Mac Almon, Scott Fitzgerald. Joyce incontra anche Sylvia Beach e Adrienne Monnier, proprietarie delle due librerie più selettive della capitale ( Shakespeare & Co e La Maison des Amis des Livres) intorno alle quali ruota tutto il mondo culturale di Parigi: è tramite Sylvia Beach infatti che Joyce conosce Valery Larbaud, il più prestigioso critico letterario di Parigi. L’incontro è decisivo per la fama di Joyce e la fortuna dell’Ulisse: Lambaurd infatti tiene alla Maison des Amis des Livres, il 7 dicembre del 1921, la storica conferenza sul significato e l’importanza dell’Ulisse che Joyce ha appena finito di scrivere e che sarà pubblicato da Sylvia Beach il 2 febbraio del 1922.


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giovedì 18 giugno 2009

DESTINATARIO SCONOSCIUTO IX

Andrea Bocelli canta a Juan Pablo ll




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Inizio un breve periodo di riposo. Vado in Francia ....Se non riuscirò ad aggiornare il blog ci sentiamo giovedì 24 giugno p.v.

Ciao a presto, quindi.....

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Un vecchio post

http://giovenaleninosassi.blogspot.com/2007/09/la-gente-non-mangia-lodore-del-pane.html

mercoledì 17 giugno 2009

Kostantin Kavafis....ITACA


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Se per Itaca volgi il tuo viaggio
augurati che ti sia lunga la via
e colma di avventure ed esperienze
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Non temere i Lestrigoni o i Ciclopi
o la furia di Posidone:
non farai questi incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo sprito e il tuo corpo.
Nè Lestrigoni o Ciclopi
nè l'irato Posidone incontrerai,
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
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Fa voti che il viaggio sia lungo.
E siano tanti i mattini d'estate
che ti vedano entrare con gioia
in porti sconosciuti
negli empori dei Fenici indugia e acquista
madreperle, coralli, ebano e ambre
merce pregiata, e anche profumi
d'ogni sorta, più inebrianti che puoi.
Recati in molte città d'Egitto,
a imparare molte cose dai sapienti.
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Itaca tieni sempre nella mente.
Ma non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,
per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: nalla ha più da darti.
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E se la trovi povera,
non per questo Itaca ti avrà deluso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito cosa vuol dire Itaca.
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