domenica 21 agosto 2011

William Shakespeare - Quando seguo l'ora

Telemaco Signorini

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Quando seguo l'ora che batte il passar del tempo
e vedo il luminoso giorno spento nella tetra notte,
quando scorgo la viola ormai priva di vita
e riccioli neri striati di bianco,
quando vedo privi di foglie gli alberi maestosi
che un dì protessero il gregge dal caldo
e l'erbe d'estate imprigionate in covoni
portate su carri irte di bianchi ed ispidi rovi,
allor, pensando alla tua bellezza, dubbio m'assale
che anche tu te ne andrai tra i resti del tempo,
perché grazie e bellezze si staccan dalla vita
e muoiono al rifiorir di altre primavere:
e nulla potrà salvarsi dalla lama del Tempo
se non un figlio che lo sfidi quand'ei ti falcerà.

giovedì 18 agosto 2011

New Deal


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Eletto presidente, Roosevelt affermò:
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« Sono convinto se c'è qualcosa da temere è la paura stessa, il terrore sconosciuto, immotivato e ingiustificato che paralizza. Dobbiamo sforzarci di trasformare una ritirata in una avanzata. [..] Chiederò al Congresso l'unico strumento per affrontare la crisi. Il potere di agire ad ampio raggio, per dichiarare guerra all'emergenza. Un potere grande come quello che mi verrebbe dato se venissimo invasi da un esercito straniero. »
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(Discorso inaugurale del 4 marzo 1933)
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fonte wikipedia

mercoledì 17 agosto 2011


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L’inferno comincia su questa terra quando capisci che potevi scrivere un bel libro, dipingere un quadro, scrivere un’opera musicale, accarezzare un bambino e non lo hai fatto…..

Buenos días

martedì 16 agosto 2011

Giuseppe Ungaretti - Il taccuino del vecchio

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Quando un giorno ti lascia,
pensi all'altro che spunta.

E' sempre pieno di promesse il nascere
sebbene sia straziante
e l'esperienza d'ogni giorno insegni
che nel legarsi, sciogliersi o durare
non sono i giorni se non vago fumo.
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Ultimi cori per la terra promessa
           Il taccuino del vecchio
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lunedì 15 agosto 2011

I barbari siamo noi ...

Tamara_de_Lempicka_(1898-1980)
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La Manovra
(I barbari siamo noi)
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I ‘’ barbari’’ sono intervenuti per salvare se stessi. Il fallimento per insolvenza – default - dello Stato italiano li riguarda ...
entrerebbero loro stessi in crisi irreversibile…
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Per salvarsi hanno preteso, ordinato l’intervento.
I barbari non hanno chiesto il rispetto degli uomini e delle donne del nostro paese
Non hanno suggerito di salvaguardare il futuro dei giovani.
No ! i barbari sono barbari… pensano ai soldi, quelli che dobbiamo restituire.
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Leggo che secondo alcuni le misure varate dal Governo appaiono tardive, inique, ingiuste, depressive.
Non importa … ai barbari non interessa.
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Altri spiegano che la manovra deprime il ceto medio, i poveri, i giovani di ieri, di oggi e di domani…
Non riguarda l’universo dell’evasione fiscale che continuerà a viaggiare verso lidi sconosciuti (gli evasori continueranno a farla franca )
Non colpisce la corruzione e i corrotti
Non tocca i patrimoni . ( Montezemolo afferma che la manovra è iniqua e deludente e ‘’ colpisce chi vive di stipendio : sarebbe stato meglio, ha aggiunto, un’imposta una tantum sui patrimoni milionari)
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La manovra, dicono, riguarda i soliti dipendenti a reddito fisso accertabile e così, ancora una volta, i furbi la faranno franca.
Colpisce i soliti sfigati con l’aggiunta di una quota di problemi derivanti dagli enti locali che dovranno tagliare servizi essenziali… dall’assistenza sanitaria agli asili nido e non so poi.
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In molti, nel Governo e dintorni hanno chiesto d'intervenire sulle pensioni … ma non avevamo già dato ?
Non pensano ai vitalizzi, ai privilegi che, al netto di alcuni spot pubblicitari ( soppressione di alcune provincie e di un migliaio di piccoli comuni...etc. ..c'è sempre un etc. ) sembrano confermanti.
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La buona notizia è che il Governo ha annunciato che non porrà la fiducia. C’è tempo per cambiare, migliorare, restituire al ceto medio e ai più poveri dignità e  rispetto.
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Più di una generazione rischia di non incontrare il futuro :
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I barbari siamo noi …
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dalla mia residenza, 14 agosto 2011
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Tamara_de_Lempicka_(1898-1980)

Gianbattista Tiepolo - L'assunzione della Vergine

sabato 13 agosto 2011

La manovra

Tamara_de_Lempicka_(1898-1980)
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Finalmente !

Non penso a me stesso
ma alle nuove generazioni,
al lavoro che manca,
ai processi di crescita che latitano,
alla speranza ferita …

              ***

Dove sono i barbari ?
perché tardano ?

Che dici
… sono arrivati ?
no ma  
Hanno inviato una lettera
dicono quello che dobbiamo fare

Finalmente !

Il Senato si muove,
legifera, propone, decide.


Siamo salvi !

Buon Ferragosto, festa dell'Assunta.


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Lascio i miei migliori, affettuosi auguri per un sereno Ferragosto, festa dell’Assunta
Felicità, salute e pace. Parole d’amore accendano i giorni, tutti i giorni, sempre .
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Aspettando i barbari di Konstantinos (Costantinos) Kavafis


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«Che cosa aspettiamo cosi' riuniti sulla piazza?
Stanno per arrivare i Barbari oggi.
Perche' un tale marasma al Senato? Perche' i Senatori restano senza legiferare?
E' che i barbari arrivano oggi. Che leggi voterebbero i Senatori? Quando verranno, i Barbari faranno la legge.
Perche' il nostro Imperatore, levatosi sin dall'aurora, siede su un baldacchino alle porte della citta', solenne e con la corona in testa?
E' che i Barbari arrivano oggi. L'Imperatore si appresta a ricevere il loro capo. Egli ha perfino fatto preparare una pergamena che gli concede appellazioni onorifiche e titoli.
Perche' i nostri due consoli e i nostri pretori sfoggiano la loro rossa toga ricamata? Perche' si adornano di braccialetti d'ametista e di anelli scintillanti di brillanti? Perche' portano i loro bastoni preziosi e finemente cesellati?
E' che i Barbari arrivano oggi e questi oggetti costosi abbagliano i Barbari.
Perche' i nostri abili retori non perorano con la loro consueta eloquenza?
E' che i Barbari arrivano oggi. Loro non apprezzano le belle frasi ne' i lunghi discorsi.
E perche', all'improvviso, questa inquietudine e questo sconvolgimento? Come sono divenuti gravi i volti! Perche' le strade e le piazze si svuotano cosi' in fretta e perche' rientrano tutti a casa con un'aria cosi' triste?
E' che e' scesa la notte e i Barbari non arrivano. E della gente e' venuta dalle frontiere dicendo che non ci sono affatto Barbari... E ora, che sara' di noi senza Barbari? Loro erano comunque una soluzione».

(1908 - Konstantinos Kavafis)

venerdì 12 agosto 2011

Giacomo Leopardi - Lettera a Pietro Giordani, 24 Luglio 1828



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  ...mi comincia a stomacare il superbo disprezzo che qui si professa di ogni bello e di ogni letteratura: massimamente che non mi entra poi nel cervello che la sommità del sapere umano stia nel saper la politica e la statistica. Anzi, considerando filosoficamente l’inutilità quasi perfetta degli studi fatti dall’età di Solone in poi per ottenere la perfezione degli stati civili e la felicità dei popoli, mi viene un poco da ridere di questo furore di calcoli e di arzigogoli politici e legislativi; e umilmente mi domando se la felicità dei popoli si può dare senza la felicità degl’individui...

mercoledì 10 agosto 2011

Anna Achmatova

Cezanne
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" Oggi ho da fare molte cose :
devo uccidere fino in fondo la memoria
devo impietrire l`anima
devo imparare di nuovo a vivere."
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Anna Achmatova

Marco Valerio Marziale - Epigrammi, Lib. V, 20


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Potessi, caro Giulio, godere
con te giorni tranquilli, a mio piacere
disporre del mio tempo,
dividere con te la vita vera,
noi non conosceremmo certamente
le case dei potenti, le anticamere,
le liti tormentose, il tetro foro,
i superbi ritratti di famiglia,
bensì le librerie, le passeggiate,
le chiacchiere, il Campo Marzio,
con l'ombra, i portici, le terme e l'Acqua Vergine:
ecco le nostre occupazioni, i nostri
luoghi cari. Nessuno di noi due
però vive per sé; e così sentiamo svanire
per sempre i nostri giorni, persi
e per di più messi sul nostro conto.
Perché perdere tempo quando potremmo vivere?

sabato 6 agosto 2011

Furore (John Steinbeck)



CAMPAGNA

La strada asfaltata correva in rialzo sulla campagna brulla. Esternamente ai gradini si estendevano all'infinito due stoie di erbaccia secca aggrovigliata, ricca di barbe che si appigliavano al pelo dei cani, di aculei che appinzavano i pasturali dei cavalli, di raffii rovi roncigli che s'appiccavano alla lana delle pecore: tutta una natura morta che aspettava l'occasione propizia per nuocere in qualche modo agli esseri animati; semi armati d'ogni mezzo di offesa e di difesa immaginabile, pallottole, pugnali, rostri, artigli, paracadute; tutt'un'armeria, passiva, inerte, ma potenzialmente attiva e perniciosa.
Il sole posando sull'erbaccia la scaldava, e nel fitto del groviglio brulicavano gli insetti: le formiche proletarie, e i formiconi che tendevano trappole contro di esse, e i grilli aviatori, e gli scarabei, impellicciato o corazzati; tutti in moto, agitatissimi, solerti su esile zampe innumerevoli. E su una delle stuoie si trascinava, diretta alla strada per attraversarla, una tartaruga, fernandosi spesso e senz'alcun motivo.


''Campagna'', tratta da The Grapes of Wrath” ( “I grappoli dell’ira”), Furore nella versione italiana, è una pagina di straordinaria forza rappresentativa ma non un pezzo di bravura. Lo scrittore ferma la natura - e con essa le piccole bestie che vi brulicano - con una fedeltà che sembra quella di un obbiettivo fotografico ma soprattutto la rappresenta come una cosa viva, animata, facendocene quasi sentire il segreto respiro.
***

Furore pubblicato nel 1939, racconta la crisi sociale ed economica successiva alla crisi del '29 che produsse in America la Grande depressione .

Racconta l'odissea della famiglia Joad, una famiglia di contadini costretta dalla miseria e dalla fame a lasciare l'Oklaoma per raggiungere la lontanissima California alla ricerca angosciosa di un lavoro e di un posto dove vivere ... '' è una vera e propria esplorazione dell'inferno: l'inferno sociale e morale di un'America stremata, in cui pochissimi profittatori accumulavano sporche fortune grazie allo sfruttamento inumano e violento di masse sempre più grandi di agricoltori e mezzadri ridotti sul lastrico e in cui ogni tentativo di ribellione veniva soffocato nel sangue da un potere che la malavita andava velocemente e massicciamente sottraendo agli organi istituzionali.''...


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Venezia : Basilica di Santa Maria della salute - La Pentecoste di Tiziano

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La tela, collocata nel 1656 nella Basilica veneziana dedicata a Santa Maria della Salute , fu realizzata da Tiziano per l’altar maggiore della chiesa di Santo Spirito in Isola come testimoniano una serie di atti conservati nell’ Archivio Storico del Patriarcato di Venezia.
Tiziano aveva approntato una prima versione della pala nel 1541 che però si sarebbe presto deteriorata.
La seconda versione del dipinto fu realizzata dopo il soggiorno romano del pittore del 1545 – 1546 come dimostra l’inquadramento architettonico della scena, che riproduce le strutture bramantesche della fabbrica di San Pietro, in grado di suscitare un’ indubbia suggestione.
Il riferimento alla Basilica di San Pietro  aveva anche il compito di ribadire il primato assoluto della Chiesa cattolica nel mondo, di cui la Pentecoste rappresenta il presupposto fondamentale.
Nella pala, al di sotto della volta a botte, si apre una finestra termale di derivazione romana. Sotto la finestra le figure della Vergine, degli Apostoli e dei discepoli presenti nel momento della discesa dello Spirito Santo.
Il gruppo è disposto secondo uno schema piramidale che ha il vertice superiore nella colomba, simbolo dello Spirito Santo da cui dipartono i raggi di luce terminanti nelle lingue di fuoco che si posano sul capo degli astanti.
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Fonte: i classici dell’arte del Corriere della Sera.

Tieni sempre presente di Madre Teresa di Calcutta


Willie Betty  Newman
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Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!

Madre Teresa.

venerdì 5 agosto 2011

Jan Vermeer - Lattaia

Salmi - Capitolo 27



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Con Dio nessun timore
Di Davide.
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Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?

Quando mi assalgono i malvagi
per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere.

Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.

Egli mi offre un luogo di rifugio
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
mi solleva sulla rupe.

E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano;
immolerò nella sua casa sacrifici d'esultanza,
inni di gioia canterò al Signore.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.

Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»;
il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
ma il Signore mi ha raccolto.

Mostrami, Signore, la tua via,
guidami sul retto cammino,
a causa dei miei nemici.

Non espormi alla brama dei miei avversari;
contro di me sono insorti falsi testimoni
che spirano violenza.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.

Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.
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Artemisia Gentileschi - Wikipedia

Al mio capitano

Picasso
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O capitano, o mio capitano
 ( o Dio, o mio Dio)
 anche l’ultima battaglia è perduta.
 Troppo forte è il nemico per le esigue forze
degli eroi dispersi
in rotta
sui monti dell’arcobaleno.
 Dove sono i compagni e le giovani donne,
le promesse incantate,
prigioniere delle strade e delle piazze della gioventù ?
Dov’è la speranza?
Non è risiede più tra di noi.
 Fummo eroi in solitaria marcia verso il niente?
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Picasso
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T.B. se ne uscì dicendo ‘’O capitano, o mio capitano …’’
Gli piaceva richiamare i poeti , soprattutto Whitman … sapeva di me, naturalmente
Sulle pareti dell’ufficio aveva appeso un biglietto con scritto ‘’smetto di fumare’’ ed io avevo risposto con un cartello e le parole di Italo Svevo ‘’ domani !’’
Eravamo al servizio del Sindaco e del suo vice … relazioni con l’esterno, comunicati stampa, pratiche particolari…. un lavoro comodo, direi.
Nella vita ho fatto di tutto, l’operaio, l’impiegato in una impresa svizzera, il docente, il responsabile della programmazione economica e della formazione professionale di un comprensorio … alti e bassi, salite e discese.
Un giorno le parole, le emozioni, come spesso mi capita , diventarono poesia e ricordando T.B. e le nostre conversazioni , forse per chiudere con Whitman e rispondere (a T.B.) , scrissi... Al mio Capitano
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Era chiaro (febbraio del 2003)  che questo nostro paese stava correndo, velocemente, verso il niente.

mercoledì 3 agosto 2011

Umberto Saba - Città vecchia (da Trieste e una donna, 1910-12)



Norberto
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Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un'oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall'osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l'infinito
nell'umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d'amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s'agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.
.

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Amo questa poesia …. Anche a me capita di prendere i vicoli della città vecchia e salire fino all’acropoli. Vicoli che sembrano vene e arterie di un corpo invecchiato, antico… piazzette che conservano gli odori del tempo, di quando le donne raggiungevano le fontane pubbliche per lavare i panni.  Immagino  l’odore dei saponi . E’ bella la città antica, racconta storie nascoste nella pietra.

domenica 31 luglio 2011

Jean Fouquet

CHE BELLE QUELLE USCITE NEL SILENZIO!

Ottone Rosai
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CHE BELLE QUELLE USCITE NEL SILENZIO!
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Che belle quelle uscite nel silenzio!
La steppa sterminata come il mare,
erbe che sospirano, fruscii di formiche
pianto ondeggiante di zanzare.

Cumuli di nuvole si sono allineati
e dileguano, come un vulcano sul vulcano.
Tace la steppa, sterminata e fradicia,
ondeggia, trascina , sospinge.

La nebbia come mare ci sommerge,
le lappole s'attaccano alle frange.
Bellissimo vagare nella steppa come sulla spiaggia.
Ondeggia, trascina, sospinge.

(Boris Pasternak)

giovedì 28 luglio 2011

Destinatario sconosciuto


Vincent Van Gogh
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E' sera, anzi è notte.
La pioggia ha smesso di battere i vetri: sembra ottobre !
Forse è la pioggia che porta la tristezza, la voglia di riempire la stanza, di non restare solo... I miei dormono.
Forse è vero che i poeti attendono la notte per scrivere sciocchezze.
Attendono l'amore che c'è, che non c'è e lascia soli.

Ho bisogno di riposo, di liberare la mente per scrivere, raccontare, vivere sensazioni, emozioni nuove e non mi basta leggere un buon libro o la biografia dei grandi e il racconto, quello che agita la notte, resta nella penna e sfiorisce insieme ai giorni che passano lenti, irraggiungibili, inconcludenti.

Bisognerebbe vivere per ricominciare, tutti i giorni, e inventare il presente che vorresti ma ... domani non è il giorno che vorrei.
Per scrivere occorre una storia e i libri che hai letto non aiutano.
Sono le storie degli altri, quelle... belle, avvincenti ma tu sei diverso, la tua vita è stata diversa...
Ho combattuto la buona battaglia, mi dico, e spesso ho perso ...
Ma era veramente la buona battaglia o io, bambino che pensa da grande, ho confuso il bene con il male?

Ognuno ha i suoi racconti.

Tolstoj ascoltava ''La sonata a Kreutzer'' di Beethoven e stava bene, io, più semplicemente, cerco il silenzio, questo silenzio che avvolge e ristora. Non è rigido, non è immutabile, anzi....

Stammi bene.
Marc Chagall