Emigrare è anche bello. È bello conoscere ed apprendere lingue nuove, sensazioni che si muovono in spazi diversi; strade , monti e boschi, fiumi e laghi.. volti ..che si aprono per diventare memoria.E ami le terre avute in dono dalla vita e le strade e le piazze e nuovi ricordi, nel tempo, affollano la mente raccontati in lingue diverse dalla tua e non ci fai caso tanto ti appartengono e sono tuoi.Conosci l’inglese, apprendi il tedesco, hai fatto nuove amicizie e ti è piaciuto. Diritti riservati
venerdì 6 novembre 2009
Aldo Palazzeschi - SU
giovedì 5 novembre 2009
Corrado Govoni - PAESI
.
Esplodon le simpatiche campane
d’un bianco campanile sopra tetti
grigi; donne con rossi fazzoletti
cavano da un rotondo forni il pane.
Ammazzano un maiale nella neve
tra un gruppo di bambini affascinati
dal sangue, che con gli occhi spalancati
aspettan la crudele agonia breve.
Gettano i galli vittoriosi squilli.
I buoi escono dai fienili neri;
si spargono su l‘argine, tranquilli,
scendono a bere, gravi, acqua d’argento.
Nei campi, rosei, bianchi, i cimiteri
sperano in mezzo al verde del frumento.
.
Corrado_Govoni
lunedì 2 novembre 2009
Alda Merini - La terra santa e La Zanzara
Chagalldomenica 1 novembre 2009
Ciao Alda (Merini)
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
.
«I premi Nobel hanno la possibilità di scrivere alla giuria per segnalare altri candidati, ed io l’avevo fatto per Alda Merini». Così Dario Fo, parlando «con grande dispiacere» della scomparsa della poetessa milanese. «Io l’ho conosciuta e incontrata, avevo più volte parlato con lei, e letto le sue cose più importanti. Ora tutti lo dicono ma io lo dico da tempo: era una straordinaria figura poetica, tra le più grandi in Italia e per questo - conclude - avevo partecipato attivamente alla sua candidatura al Nobel».
Akatalepsia
... ma tu, principessa, non tardare.
Quando è sera, una parola, un pensiero,
restituiscono vita alla vita:
il racconto di quello che siamo o siamo stati,
noi,
uomini di questo tempo confuso e incerto.
.
Max Jacob - La pioggia
Jean Béraud - Wikipedia
.
Monsieur Yousouf ha dimenticato il suo ombrello
Monsieur Yousouf ha perduto il suo ombrello
Madame Yousouf, le hanno rubato l'ombrello
C'era un pomo d'avorio sul suo ombrello
La cosa che m'è entrata nell'occhio è la punta di un ombrello
Per caso ho lasciato il mio ombrello
Ieri sera nel vostro porta-ombrelli?
E' necessario che comperi un ombrello
Io non mi servo mai dell'ombrello
Ho uno spolverino col cappuccio per la pioggia
Monsieur Yousouf siete fortunato a poter fare a meno dell'ombrello.
sabato 31 ottobre 2009
Evtushenko - Sfogliando le margherite
Senza guardare
............................con la lente
questa o quella sciocchezza
vado nella vita
...........................come
sul prato estivo.
Il colletto della camicia
aperto sul torace
e tra le mani inquiete,
tutte le settimane,
.........................margherite
con sette petali.
Il vento m’inaridisce le labbra.
Sono spietato con le margherite:
spegnendosi
.........................T’ama,
dice un petalo.
Uomini,
........................ascoltate, uomini:
sono felice!
Ma serenamente :
........................Non t’ama,
obietta un altro petalo.
.
.(Evtushenko)
.
Gli innamorati, lo sanno tutti, sfogliano con tenera ansietà le margherite per risolvere i loro dubbi amorosi. Anche il poeta, innamorato, lo fa. Ma il suo tono è tra la serietà e lo scherzo. La poesia piace per la tenue fragilità della vicenda, ma ancor più per la grazia monellesca con cui il poeta svolge il suo tema.
venerdì 30 ottobre 2009
Trilussa - Er grillo zoppo
.
-->
diceva un Grillo. - Quella che me manca
m'arimase attaccata a la cappiola.
Quanno m'accorsi d'esse priggioniero
col laccio ar piede, in mano a un regazzino,
nun c'ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne...: ma la stilla
de sangue che sortì da la ferita
brillò ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
ogni goccia de sangue ch'è servita
pe' scrive la parola Libbertà!
venerdì 23 ottobre 2009
Giorgio Napolitano: "Ricordiamoci che siamo stati emigranti"
«Oggi che accogliamo gli immigrati nel nostro Paese e siamo diventati un Paese di immigrazione non dovremmo mai dimenticare di essere stati un Paese di emigrazione».
.
angiolo tommasi.
“Non lasciate la patria vostra senza benedirla. Se anche è povera, e se perciò dovete cercare pane e lavoro in paese straniero, lontano dal vostro villaggio e dai vostri cari, amatela ugualmente, fortemente.
Chi rinnega la mamma sua, soltanto perchè è povera e non ha pane da dargli?
Amatela, la vostra patria, che custodisce le ceneri dei vostri vecchi e dei vostri cari; per le sue glorie, per le sue miserie, per il suo avvenire che sarà grande e luminoso ancora.
.
Giovanni Pascoli - Wikipedia
mercoledì 21 ottobre 2009
Umberto Saba - Erba, frutta, colori della bella stagione
Erbe, frutta, colori della bella
stagione. Poche ceste ove alla sete
si rivelano dolci polpe crude.
Entra un fanciullo colle gambe nude,
imperioso, fugge via.
S’oscura
l’umile botteguccia, invecchia come
una madre.
Di fuori egli nel sole
si allontana, con l’ombra sua, leggero.
.
(Umberto Saba - Wikipedia).
.
Un monello entra in una piccola bottega che espone ortaggi e frutta. La botteguccia, illuminata dai colori della bella stagione, sembra oscurarsi e invecchia come una madre.
La breve lirica somiglia ad un quadretto di genere, fine a se stesso, ed è invece un caratteristico esempio di poesia ermetica: nella sua apparente semplicità e freschezza, racchiude un significato profondo e pensoso: la fanciullezza è luce e gioia; quando si allontana, la vita degli uomini e delle cose si intristisce e anche lo splendore del cielo sembra appannarsi.
martedì 20 ottobre 2009
Ryuko Kawagi - Cose dimenticate.
.
Una pozzanghera d'acqua
lasciata sulla sabbia,
è oblio dell'onda.
.
Una nube smarrita
sui monti lontani,
è oblio del vento.
.
Una piuma d'argento
caduta a caso sulla terra,
è oblio dell'uccello che passa.
.
Il bisogno
di sognare e di rimpiangere,
è oblio dei giorni e della giovinezza.
.
.
E' una poesia delicata che nella trama delle sue figurazioni gentili e suggestive cela un significato pensoso e grave... le cose che attraverso il ricordo noi portiamo alla vita non sono che frammneti morti di ciò che un tempo fu vivo, non sono che una piccola parte di ciò che una volta fu un tutto.
domenica 18 ottobre 2009
Giovenale Nino Sassi - L'autunno
è un gioco di colori che appassiscono,
di scheletri d’albero,
foglie gialle,
pioggia e vento...
somiglia
all’insoddisfazione che sento
(1973)

sabato 17 ottobre 2009
venerdì 16 ottobre 2009
O guarda, si librano di nuovo
Risultati di Google Video per clude monet
mercoledì 14 ottobre 2009
Hermann Hesse - LA NUVOLA SOMMESSA
LA NUVOLA SOMMESSAUna sottile, bianca,
Orme sulla sabbia
Mary Cassat, Bambine che giocano sulla spiaggia, (particolare),.
.
Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che ho camminato sulla sabbia
accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.
Ho guardato indietro e ho visto che
ad ogni giorno della mia vita, proiettati nel film,
apparivano due orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.
Così sono andato avanti finché
tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti c'era solo un'orma.
Questi posti coincidevano con i giorni di maggiore angustia
di maggiore paura e di maggior dolore.
Ho domandato allora:
"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con te,
ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
peggiori della mia vita?"
Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, tu lo sai che io ti amo
e ti dissi che sarei stato
con te durante tutta la camminata
e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo e non ti ho lasciato,
i giorni in cui tu hai visto solo un'orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".
Anonimo brasiliano
martedì 13 ottobre 2009
Giovenale Nino Sassi - Tangente
Picasso, Pablo Periodo blu e rosa - Iniziopicasso pablo-galleria di opere
Picasso vero in blu e rosa...
Giovenale Nino Sassi - Nel buio di una notte senza stelle
Vincent van Gogh - Wikipedia Nel buio di una notte senza stelle,
la notte del non senso, un vento,
è una parola, batte l’uscio del niente.
.
"Apri ! " chiede il vento
e scuote la stanchezza dei giorni,
entra nell’anima e guarda dentro.
.
È la pietà che manca
e sento cigolare nei cardini i limiti,
la fragilità dell’essere e dell’esistenza .
.
Parole dolci invadono la mente
ma il vento insiste e scuote,
ora leggero, membra stanche, ormai vinte.
.
Guardo l’Immenso nell’inutile difesa.
Che vuoi da me ? chiedo
….dammi pace …. Vento
non vedi !
non reggo il tempo ….. ed è già sera;
un domani che cade addosso sui giorni
che si succedono.
E scompare !
.
Dovrò lasciare per non risorgere ?
Sento il peso insostenibile di scelte
che pensavo leggere e sono qui,
davanti al mistero della vita,
in questa notte senza stelle.
.
Che vuoi da me ?
.
Porto la gioia dell’amore donato, vissuto,
e amare è stato come un sogno;
ricordo dell’innocente bambino
che giocava con le farfalle.
.
Porto il dolore dei lutti e di me
che lotto per raggiungere i limiti
del tanto che credevo
per poi scoprire la fragilità e l’inquietudine
dell’anima che preme
e cerca la luce.
.
Che vuoi da me, infine,
Vento che batti le stanze …..
di più non potevo fare,
di più non di certo !
.
Resta un ultimo traguardo :
accendere le stelle e tornare ad amare !
Amare i giorni che restano
come un dono prezioso
Amare le salite e le discese,
le tranquille ombrose pianure e ,
nel tempo che resta,
il volo di una farfalla.
(Giovenale Nino Sassi)
(2006)

lunedì 12 ottobre 2009
L’ingresso ufficiale di Mons. Renato Boccardo nella Diocesi di Spoleto-Norcia
Duomo di Spoleto, Chiese Spoleto, Spoleto, comuni UmbriaLa Cattedrale - Arcidiocesi di Spoleto-Norcia
Spoleto: lettera di S. Francesco d'Assisi
.
Spoleto, 11 ottobre 2009 - ingresso ufficiale di Mons. RENATO BOCCARDO nella Diocesi di Spoleto-Norcia
.
“Come i 115 vescovi che mi hanno preceduto - ha dichiarato Mons. Renato Boccardo, rivolgendosi alle autorità civili presenti nella sala comunale di Spoleto- vengo come pellegrino, per unire il mio al cammino delle gente di questa terra; vengo come amico di tutti gli uomini e le donne di buona volontà; vengo come pastore, per raccontare ancora una volta la storia dell’amore di Dio nel mondo; vengo per condividere con tutti indistintamente speranze e gioie, preoccupazioni e pene. La chiesa desidera costruire, insieme a voi, una salda piattaforma di virtù morali, su cui edificare una convivenza a misura d’uomo. “tutti dipendiamo da tutti” scriveva Giovanni Paolo II (cf Sollicitudo rei socialis, 38). Ciò è vero sempre, in particolare nell’ordine della convivenza civile e sociale. “Il primo capitale da salvaguardare è l’uomo, la persona, nella sua integrità” (Caritas in Veritate, 25). Su questa linea, assicuro a tutti voi, Autorità civili, l’impegno fattivo e la collaborazione dell’intera comunità diocesana di Spoleto-Norcia e del Suo Arcivescovo. Vogliamo essere una Chiesa che con simpatia va incontro alla città e si fa compagna di viaggio di ogni uomo e di ogni donna, offrendo a tutti speranza e consolazione”

L’ingresso ufficiale di Mons. Renato Boccardo nella Diocesi di Spoleto-Norcia è avvenuto alle ore 17.00 con l’Eucaristia solenne, nella Cattedrale Santa Maria Maggiore di Spoleto, preceduta dal saluto, sulla piazza della basilica, delle autorità civili. Insieme al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, On.le Gianni Letta e al Prof. Giuseppe Profiti, Presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, c’erano il Sen. Gustavo Selva, la Sen. Maria Pia Garavaglia, l’On.le Luciano Rossi, l’Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede Antonio Zanardi Landi, la Presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, e il Sindaco di Spoleto, Daniele Benedetti. Nella Basilica Cattedrale, alla cerimonia hanno partecipato anche il Card. Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il Card. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, il Card. Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il Cardinale Jorge María Mejía, Archivista e Bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa e l’Arcivescovo Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia, L'Arcivescovo Riccardo Fontana, Arcivescovo di Arezzo, insieme ai Vescovi della Conferenza Episcopale Umbra. In prima fila poi Suor Maria Grazia Mancini, madre generale della Congregazione “Figlie dei Sacri cuori di Gesù e di Maria” Istituto delle Suore Ravasco di Roma, dove dal 1989 Mons. Renato Boccardo celebrava la messa quotidiana. Resteranno ad abitare definitivamente a Spoleto, vicino alla Cattedrale, all’attenzione dell’Episcopio, tre suore dell’Istituto genovese Ravasco, Suor Maria Gilda Rugeri (superiora), Suor Fatima e Suor Maria Melvi. Presenti anche numerosissimi sindaci dei Comuni del territorio diocesano.


“Ai giovani di questa Archidiocesi, sentinelle del mattino - prosegue il Vescovo Boccardo - amici carissimi proprio perché giovani, a voi giovani rilancio la sfida di Giovanni Paolo II: «Non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio! Non abbiate paura di volare in alto!». Desidero che i quattro verbi proposti dal Sinodo diocesano per la nostra pastorale giovanile: annunciare, mostrare, accompagnare, condividere, siano i pilastri che reggono e motivano il mio stare con voi. A tutti do appuntamento per sabato sera, qui in Cattedrale: vi aspetto!”.
“Ai Responsabili della cosa pubblica, - continua il nuovo Arcivescovo di Spoleto - con i quali desidero mantenere un rapporto rispettoso e leale, l'assicurazione della mia volontà e della mia disponibilità a ricercare, promuovere e costruire il vero bene, con la sapienza e la luce che vengono dal Vangelo, per ogni uomo e ogni donna, senza distinzione di razza, cultura o provenienza. Anche a loro chiedo di unire gli sforzi con tutte le altre “agenzie educative” per trasmettere alle giovani generazioni esempio di rettitudine, onestà, coerenza e dedizione, sia nella sfera pubblica che in quella privata”.
“Ultimo, ma certamente non per importanza, il mio pensiero si dirige alla grande famiglia del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e al suo Presidente il Cardinale Giovanni Lajolo. Cari amici, la vostra presenza numerosa ed eloquente mi permette di ripetervi quanto dissi lo scorso 16 luglio: custodisco come tesoro prezioso gli anni di lavoro comune e, specialmente, la vostra amicizia e la ricchezza del rapporto umano che insieme abbiamo costruito. Sono certo che la lontananza che da oggi ci separa è e rimarrà puramente geografica”. Ha concluso l’Arcivescovo Boccardo. (Fonte: http://www.anso.it/) ma, naturalmente ero presente
Papa Giovanni Paolo II - Wikipedia
Frasi di Papa Giovanni Paolo II



















