sabato 10 gennaio 2009

Dalla Tr..or - CH , gli auguri più belli

Albert Anker


Albert Anker

A Nino che ha sempre avuto l'entusiasmo di un bambino e i pensieri da UOMO
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Filomena, Franco, Lucia, Lino, Carla, Rosanna, Irene, Enzo.... .... e ancora

Albert Anker
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Stamani le poste lumaca mi hanno consegnato gli auguri di amici lontani che non vedo da anni.
Sulla busta il timbro di partenza, ‘’ Mo.....zo CH – 17.12.08 – PRIORITY’’. Quasi un mese per attraversare la frontiera , scendere lungo l’ appennino e raggiungere l’Umbria. Non riconosco tutte le firme ma..., ricordi lontani .
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Auguri anche a voi, amici miei.
Non so se ci rivedremo. Dubito che possa accadere ma se scendete lungo l'Appennino, cercatemi .

Lascio un pensiero che non è il mio; un pensiero dolce … bussola nelle salite e nelle discese della mia vita.

‘’Amare non vuol dire impossessarsi di un altro
per arricchire se stesso,
bensì donarsi ad un altro per arricchirlo’’

Giovenale Nino Sassi

giovedì 8 gennaio 2009

Eugenio Montale - Portami il girasole ch'io lo trapianti



Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.
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Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
é dunque la ventura delle venture.
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Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.
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(da Ossi di Seppia)
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lunedì 5 gennaio 2009

Trebbo poetico



Nel 1956, appena dopo la festa dell' Epifania, a Cervia, Toni Comello e Walter Della Monica iniziarono dei trebbi poetici, organizzati in una piazza o in una grande sala: letture espressive miranti a rinnovare il gusto del pubblico per la poesia (italiana) antica e moderna.
.Molti protagonisti della scena culturale italiana hanno riconosciuto il valore enorme di questa iniziativa. Come il poeta Giuseppe Ungaretti, uno dei ‘padri’ di questa avventura:
.“Sento che il Trebbo farà miracoli per riportare gli uomini a non essere più tanto distratti dalla loro voce più profonda. Quel Trebbo che per l’irruenza del cuore di Comello e per la rara sensibilità di Della Monica, fa risuonare nelle piazze d’Italia, e torna a renderla familiare, la voce di mille anni di tradizione poetica italiana. Chi ha assistito ai Trebbi ha visto gli occhi del popolo farsi luminosi, occhi di innamorati. Sono anni che non si sentiva parlare di tanto fervore per la poesia”.
.Anche Salvatore Quasimodo prese parte ad alcuni Trebbi, e così ne ha parlato:
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“Il Trebbo poetico è una raffinatissima riunione popolare, dove Toni Comello e Walter Della Monica continuano la tradizione del canto della poesia sulle piazze. Ho assistito ad alcuni di questi Trebbi, veri Consigli del Popolo”.
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domenica 4 gennaio 2009

Aldo Palazzeschi ...

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CHI SONO ?
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Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana, l
a penna dell'anima mia:
"follia".
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore la tavolozza dell'anima mia:
"malinconia".
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
Nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgia".
Son dunque...che cosa?
Io metto una lente
Davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia
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giovedì 1 gennaio 2009

2009....Gli auguri più belli ...

Gli auguri più belli che ho ricevuto quest’anno vengono da lontano; lontano come gli anni che si succedono ininterrotti. Parole simili ad un vento leggero che ti raggiunge e accende la memoria, il ricordo di quello che siamo stati, noi, in anni difficili ma bellissimi..

Poi incontri la vita che ti prende e ti porta dove non vorresti andare. La vita !
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Grazie Dante ! ho un problema da superare e se va bene rompo il silenzio e torno ''il poeta ''..... Mi riprendo la vita.
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Incrocio le dita e spero.
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Ho nostalgia dei tuoi monti, della tua terra, dei tuoi Grigioni.

. Nino


Ciao Nino,
ricevere i tuoi messaggi, specialmente a Natale, è sempre un’emozione.
Chissà che dice? Chissà come sta? Prima un pensiero triste, incartato, apparentemente senza sbocchi… Ma poi c’è sempre un messaggio positivo e di speranza per il futuro. Questo è l’importante, specialmente in questo mondo in crisi.
Ho appena finito di leggere Tiziano Terzani e questo libro è un’ulteriore conferma che dobbiamo cambiare registro…. Dobbiamo impegnarci tutti per un nuovo umanesimo, un rinascimento da trent’anni di puro consumismo ed assenza di valori.
Caro Nino, credo proprio che la poesia, il lavoro idealistico e l’approfondimento culturale abbiamo delle reali potenzialità per i prossimi anni.
Con questa speranza nel cuore ti saluto e ti porgo i miei migliori AUGURI di Buon Natale e Buon Anno.
Dante

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Una grande ricchezza il plurilinguismo

martedì 30 dicembre 2008

UN TEATRO STUPEFACENTE

Walter Richard Sickert
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Un amico mi ha regalato una poesia. È di Wisława Szymborska , poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996.
Si intitola Nell’arca e alcuni versi vorrei portarli con me nell’anno nuovo.
« Comincia a cadere una pioggia incessante » dicono.
« Nell’arca, e dove mai potreste andare: voi, poesie per una sola voce, slanci privati, talenti non indispensabili, curiosità superflua, afflizioni e paure di modesta portata, e tu, voglia di guardare le cose dai sei lati…
Nell’arca: piani per il lontano futuro, gioia per le differenze, ammirazione per i migliori, scelta non limitata a uno dei due, scrupoli antiquati, tempo per riflettere, e tu, fede che tutto ciò un giorno potrà ancora servire.
Per riguardo ai bambini che continuiamo a essere, le favole sono a lieto fine. Anche qui non c’è altro finale che si addica » .
Nel discorso del Nobel, aveva evocato l’intero universo, con le sue distanze abissali, le stelle infinitamente lontane, i pianeti « già morti o ancora morti » , per ricordare che qualunque cosa ne pensiamo, « spaventati dalla sua immensità e dalla nostra impotenza, amareggiati dalla sua indifferenza rispetto alle sofferenze individuali... qualunque cosa noi pensiamo di questo smisurato teatro, il mondo è stupefacente » .

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Ad alcuni piace la poesia
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Ad alcuni -
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza,
ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.
Piace -
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.
La poesia -ma cos'è mai la poesia?
Più d'una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
Come alla salvezza di un corrimano.
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giovedì 25 dicembre 2008

BUON NATALE

La natività del Caravaggio



La Natività del Ghirladaio



La Natività del Correggio
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Signore Gesù,
ti contempliamo
nella povertà di Betlemme,
rendici testimoni del tuo amore,
di quell'amore
che ti ha spinto a spogliarti
della gloria divina,
per venire a nascere
fra gli uomini
e a morire per noi.
Infondi in noi il tuo Spirito,
perché la grazia dell'Incarnazione
susciti in ogni credente l'impegno
di una più generosa corrispondenza
alla vita nuova
ricevuta nel Battesimo.
Fa' che la luce di questa notte
più splendente del giorno
si proietti sul futuro
e orienti i passi dell'umanità
sulla via della pace.
Tu, Principe della Pace,
tu, Salvatore nato oggi per noi,
cammina con la Chiesa
sulla strada che le si apre dinanzi
nel nuovo millennio.
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( Giovanni Paolo II)
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sabato 20 dicembre 2008

Wyndham Lewis - Il movimento futurista inglese - il Vorticismo

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Noi siamo soltanto gli ultimi di un'epoca. Siamo i primi di un Futuro che non si è materializzato. Apparteniamo a una ''grande epoca '' che non è '' spuntata ''.
Ci siamo mossi troppo in anticipo sul mondo.
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(Blasting and Bombardiering)

venerdì 19 dicembre 2008

Alfred Edward Housman



..................... Luce, Pace, Amore.
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La pace guardò in basso
e vide la guerra,
"Là voglio andare" disse la pace.
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L'amore guardò in basso
e vide l'odio,
"Là voglio andare" disse l'amore.
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La luce guardò in basso
e vide il buio,
"Là voglio andare disse la luce.
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Così apparve la luce
e risplendette.
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Così apparve la pace
e offrì riposo.
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Così apparve l'amore
e portò vita.

mercoledì 17 dicembre 2008

Capodanno a Zurigo 1966/67

Norberto

Arrivò Natale e poi capodanno. Le Barizzi organizzarono una festa nella loro casa, un villino posto in cima allo Zollikerberg, una località situata alla periferia a sud- est di Zurigo.
Da Bellvueplatz, uno dei più importanti nodi stradali, sulla sponda destra della Limat dove il fiume defluisce dal lago, si prende il tram che porta a Rehalp e da lì, proseguendo lungo la Frochstr., passando per Waldburg, si sale fino all’abitato di Zollikerberg.
Eugenio, Nicolino, Riccardo…. Marisa, Giovanna, Adriana, Maria Silvia, Iris, Rosenmary. C’era anche Ornella che, solitamente non faceva parte del nostro gruppo.
I genitori di Adriana e di Marisa nel salotto e noi nello scantinato trasformato in sala da ballo. Ricordo la musica, Adriana che cercava le canzoni di Adamo, l’allegria, i giochi in attesa della mezzanotte.


La neve era caduta abbondante.A mezzanotte le ragazze decisero di uscire per una passeggiata nel bosco. Il padre di Adriana mi prese da parte e mi disse: “mi raccomando, che non accada nulla” e mi affidò sua figlia.
Tornammo, io e gli altri giovani, a Zurigo a piedi … attraverso il bosco ….
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Zollikerberg
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E a te che penso /lungo la strada che scende,/ fredda, / attraverso il bosco, /le luci della notte. / Le cose che ho, / che non ho, / che vorrei avere per dare/ L’amore che cerco, / che non ho, / che vorrei avere per amare / Dire: “ti amo”/ a te che ascolti.. / E’ solo illusione / il sogno che ho fatto / lungo la strada che scende.
(Pagine)
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Buon Compleanno Mons Ottorino Pietro Alberti

Giacomo Manzù
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Nato a Nuoro il 17 dicembre del 1927 da famiglia profondamente legata alle tradizioni della città. Dopo la laurea in agraria, divenne sacerdote nel 1956 e trasferitosi a Roma, segretario generale della Pontificia Università Lateranense. Scrisse approfondì studi teologici sul rapporto tra scienza e fede che lo imposero all'attenzione generale per la loro profondità ed attualità. I suoi interessi teologici non gli impedirono di interessarsi di storia della Chiesa e di approfondire alcuni aspetti della storia della Sardegna con profondo amore e notevole rigore scientifico.
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Il 9 agosto 1973 è nominato Arcivescovo dell'antica arcidiocesi di Spoleto e vescovo della diocesi di Norcia. Riceve l'ordinazione episcopale l'8 settembre 1973 dal cardinale Sebastiano Baggio (coconsacranti: arcivescovo Giuseppe Bonfigioli, vescovo Giovanni Melis Fois), col titolo di Spoleto. nella sua sede diede un impulso notevole allo sviluppo della diocesi. Dal 1987 è stato nominato arcivescovo di Cagliari e presiede la Conferenza episcopale sarda.
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Nel 1987 lascia l'Umbria perché chiamato alla guida dell'arcidiocesi di Cagliari .

Nel 2003 , per raggiunti limiti di età, si dimette dall'incarico e torna nella sua città natale dove tuttora risiede e opera. È canonico onorario della Cattedrale di Nuoro.
.Ho conosciuto mons. Alberti .... un Padre di grande umanità. A lui vanno
i miei sentimenti di affetto profondo, amicizia e riconoscenza
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Sem Benelli

Sandro Botticelli
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Mi sento più che moderno, mi sento anzi proteso nel futuro, quando esalto le genialità e lo spirito cordiale di cooperazione fra gli operai del Rinascimento, fra i quali fiorirono uomini che si chiamarono Donatello, Sandro Botticelli o Cellini.
(Schiavitù)

David di Donatello


Benvenuto Cellini


martedì 16 dicembre 2008


Boris Vian - MI PIACEREBBE

Botero
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Mi piacerebbe
diventare un grande poeta
e la gente
mi metterebbe
serti di lauro sulla testa
ma ecco
non ho
abbastanza passione per i libri
e penso troppo a vivere
e penso troppo alla gente
per essere sempre contento
di non scrivere che vento
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lunedì 15 dicembre 2008

Pasquale Villari

Umberto Onorato collezione privata
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Il male è contagioso come il bene, e l’oppressione, specialmente quella esercitata dalla camorra, corrompe l’oppresso e l’oppressore, e corrompe anche chi resta lungamente spettatore di questo stato di cose senza reagire con tutte le sue forze.
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Le lettere meridionali - Di: Pasquale Villari
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domenica 14 dicembre 2008

Buon Natale !

La mente incartata e muta di parole non trova una via di uscita.
Tace ! che fare ? Eppure voglio esserci per salutare, a modo mio, quelli che conosco, che ho imparato ad apprezzare. Voglio esserci anche per ringraziare… donare speranza.
E allora prendo spunto dagli auguri che ho scritto e inviato (privatamente)nel 2006.
C’era la nebbia, leggevo Tabucchi, il mondo non era in crisi ed era Natale.

.... e torna la speranza.

BUON NATALE
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La nebbia bagna le strade e i vicoli stretti che ogni mattina percorro per raggiungere la radio.Salgo a piedi e scendo.Attraverso la piazza, passo davanti al tribunale e raggiungo l’edicola.
Gli stessi passi ogni giorno, ogni mattina.
L’umidità entra nelle ossa e mette disagio. Il cardiologo, che ho sentito nel pomeriggio, dice che sto bene, che posso allenarmi per la maratona di New York.
A me non risulta e riprendo le mie strade e i vicoli bagnati, umidi di nebbia.
A casa accendo il camino e riprendo la lettura di “Sostiene Pereira”…. Lisbona, agosto del 1938, la solitudine, il sogno. E’ veramente bello. Bravo Tabucchi.Leggo, apro la mente al sogno delle parole che seguono i pensieri e subito mi ritrovo.
Sento dentro il bambino e le sue fantasie, scorro le pagine, mi fermo,sospendo la lettura e lascio vivere i pensieri.
Immagino Marta …… una via di uscita.Questo Pereira un pò mi somiglia !Vorrei andare a Lisboa e poi a Fatima,lo desidero da tanto.Apro il Pc e una grandine di mail accende la sera.Auguri … Auguri…. Auguri….di amici che non vedo da anni donano luce al mistero del Natale consegnando la memoria e l’immagine del tempo che passa.In umiltà aggiungo i miei pensieri :
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….. Che la rievocazione della discesa del Figlio di Dio sulla terra sia per tutti fonte di gioia e di speranza per ogni giorno della vita. Felicità, salute e pace. Parole d’amore accendano i giorni … tutti i giorni… ad Multos Annos !
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Giovenale Nino Sassi

venerdì 12 dicembre 2008

Thomas Stearns Eliot - Burnt Norton (parte di...)


Hopper .

da ''Quattro quartetti''

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Tempo presente e tempo passato
sono forse entrambi presenti nel tempo futuro,
e il tempo futuro contenuto nel tempo passato.
Se il tempo tutto è eternamente presente
il tempo tutto è irredimibile
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Ciò che avrebbe potuto essere è un'astrazione
che rimane perpetua possibilità
solo in un mondo ipotetico.
Ciò che avrebbe potuto essere e ciò che è stato
puntano a un solo fine, che è sempre presente.
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Passi echeggiano nella memoria
lungo la via che non abbiamo preso
verso la porta che non abbiamo aperto
per entrare nel roseto. Le mie parole echeggiano
così, nella tua mente.
Ma a che scopo
turbare la polvere su una ciotola di petali di rosa
io non so.

Altri echi abitano nel giardino.
Li seguiremo noi? Presto, disse l'uccello,
trovàteli girato l'angolo.
Attraverso il primo cancello,
nel nostro primo mondo,
seguiremo noi l'inganno del tordo?
[...]
Via, via, via disse l'uccello:
il genere umano non può sopportare troppa realtà.
Il tempo passato e il tempo futuro,
ciò che avrebbe potuto essere e ciò che è stato
mirano ad un solo fine,
che è sempre presente.

[ ... ]

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Cenni biografici

Thomas Stearns Eliot nasce a St. Louìs (Missouri) nel 1888. Studia filosofia all'università di Harvard e si applica alla lettura di poeti antichi. Nel 1914 si trasferisce in Francia per motivi di studio e quindi in Inghilterra dove poi risiederà stabilmente, lavorando per qualche tempo (fino al 1925) come impiegato di banca. Conosce Ezra Pound E che esercita un notevole influsso, anche come consigliere, nella sua elaborazione poetica: grazie a Pound pubblica nel 1917 Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock e altre osservazioni. In seguito pubblica Poesie (1920), La terra desolata (1922), Gli uomini vuoti (1925)(The Hollow Men ) . Comincia anche una produzione di saggistica letteraria di notevolissima importanza. Nel 1927 si converte al cristianesimo (di confessione anglicana) e ottiene la cittadinanza inglese. Lavora come dirigente di una casa editrice londinese. Pubblica quindi, fra l'altro, il poemetto Mercoledì delle ceneri (1927-1930) e il dramma Assassinio nella cattedrale (1935). Del 1943 sono le meditazioni in forma di poemetto dei Quattro quartetti. Nel 1948 ottiene il Premio Nobel per la letteratura. Muore a Londra nel 1965.

giovedì 11 dicembre 2008

Quasimodo -Sapphō - Tramontata è la luna

Saffo e Alceo, dipinto di Sir Lawrence - 1881
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Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.
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Scuote l’anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.

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Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.
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akatalēpsía : Lettere dalla zona interdetta [XVII] Teodicea

Sai, oggi ho preso coraggio e ci sono tornata. Mi ha accompagnato Caroline, ma è rimasta giù mentre io, con una scusa, sono salita a vedere cos'era rimasto di te. Non c'era più il tuo violino, né gli scacchi che ti avevo regalato a Minsk (quelli di schiuma, col buffo re barbuto). I tuoi libri dorati e i miei senza pretese erano ancora tutti lì, colpiti d'improvviso da un raggio di sole memorabile.Ho sentito l'odore di un altro mondo, il suono di un altro tempo, ho visto i colori dei nostri giorni e delle tante notti. C'era ancora molto da trovare, c'erano tanti segreti da decifrare e frasi da terminare in quei tanti metri quadri che ci hanno visti felici. Alla fine mi sono seduta per terra (là dove un giorno ti chinasti a raccogliere il dado scappato dal tavolino) e sarei voluta restare così per ore, a osservare il mondo innaturale del rimpianto, mentre la signora V., dabbasso, intonava quell'aria della Tosca sulla quale, con te stupefatto, discettai di teodicea
.°
XVI - XV - XIV - XIII - XII - XI - XIX - VIII - VII - VI - V - IV - III - II - I
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°.
Da: Lettere dalla zona interdetta [XVII] Teodicea
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Nelle ‘’Lettere dalla zona interdetta’’ di Clelia Mazzini troverete ‘’il tutto’’ raccolto intorno e dentro ‘’la parola’’. Il tutto o il tanto di chi vive ed è poesia.
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mercoledì 10 dicembre 2008

La Folie Baudelaire




Ingres:Raffaello e la Fornarina
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In un altro dei suoi bellissimi, eruditissimi, intelligentissimi libri, La folie Baudelaire (Adelphi), Roberto Calasso stempera le sue ossessioni questa volta anatomizzando la temperie artistica dell'Ottocento, con Baudelaire, appunto, e Ingres,Delacroix, e Degas fino alle soglie del Novecento (c'è anche Proust). 
Queste, in poche righe, le principali ossessioni di Calasso:
1. L'ineluttabilità dell'abiezione come passaggio alla rinascita;
2. Il sacrificio cruento come necessario lasciapassare propiziatorio;

3. La ricerca del contatto con gli dei pagani che tuttora si celano in mezzo a noi. 

Ecco alcune citazioni testuali per ciascuna delle qui procustizzate ossessioni.
Quanto alla prima: «Baudelaire fu dandy soprattutto nella rovina» (p. 92), con infallibile olfatto nel cogliere «odore di distruzione» (p. 36);
«vedere quei disegni [è Baudelaire che parla] mi ha fatto accedere a declivi immensi di fantasticheria, più o meno come un libro osceno ci precipita verso gli oceani mistici dell'azzurro» (p. 177);
«come se soltanto a prezzo dell'attraversamento di quelle sterminate plaghe di bêtise fosse possibile volgersi verso un bene che altre età non avevano conosciuto» (p. 184);

Delacroix
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«sì, c'è una catastrofe in quest'opera, come in tutta la storia dell'arte francese a partire dal 1870», scrive Halévy " e Calasso sottoscrive " a proposito di Degas, «ma in questa catastrofe nessuno ha tratto dalla propria disperazione risultati così magnifici» (p. 281);
«moderno " nuovo " décadence: tre parole che si irradiano in ogni frase di Baudelaire, in ogni respiro. Scinderle significherebbe dissanguarle» (p. 337). 
Quanto al sacrificio: Baudelaire a Ingres preferisce il rivale Delacroix, il cui rosso è «lago di sangue infestato dagli angeli malvagi» (p. 151); e a proposito del quadro dedicato alla Morte di Sardanapalo, Baudelaire-Calasso scrive:
«Mi è successo più di una volta, guardandolo, di sognare gli antichi sovrani del Messico, quel Montezuma la cui mano abile nei sacrifici poteva immolare in un giorno solo tremila creature umane sull'altare piramidale del Sole» (pp. 152-153).


Degas
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E bisognerebbe citare l'intero capitolo del Sogno del bordello-museo, in cui esplicitamente si fa cenno al sacrificio del cavallo in sostituzione dell'uccisione del re, secondo la dottrina dell'India arcaica, di cui Baudelaire sarebbe stato inconsapevole portatore (o avatar), ultimo anello di una catena esoterica (p. 20). Infine, quanto a dove fossero andati a finire gli dei, questione «trattata più volte in Francia dopo la Rivoluzione» (p. 286), ecco una certezza: «Gli dei possono apparire o scomparire agli occhi umani, a seconda dei luoghi dove si insediano. Ma sempre sono " e guardano» (p. 292). E ancora, attraverso Proust: «Tutta l'arte di vivere sta nel non servirci delle persone che ci fanno soffrire se non come di un gradino che permette di accedere alla loro forma divina e di popolare così gioiosamente la nostra vita di divinità» (p. 330).Ma questi sono solo alcuni dei pericolosi scogli sommersi che abbiamo voluto segnalare per allertare l'eventuale affascinato navigatore che volesse solcare l'affascinante mare della prosa di Roberto Calasso, assolutamente tersa, azzurra, folta di scandagli critici sia letterari (meno ispirate, però, le pagine su Rimbaud) sia di storia dell'arte, densa di citazioni insospettate (Saint-Beuve accarezzato e vetrioleggiato) in un libro impeccabilmente stampato, secondo la tradizione adelphiana, e impreziosito da illustrazioni anche a colori nel testo.
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(Cesare Cavalleri)


Manet

venerdì 5 dicembre 2008

Tota pulchra es, Maria!

Immacolata Concezione
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E' il sublime cantico che gli angeli santi rivolsero a Maria, quando ella, portando in Grembo il Verbo incarnato, schiacciò la testa al Drago in una battaglia spirituale.
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Tota pulchra es, María ! Tota pulchra es, María ! Et mácula originális non est in te. Et mácula originális non est in te. Tu glória Jerúsalem, tu laetítia Israël, tu honorificéntia pópuli nostri, tu advocáta peccátorum. O María, o María ! Virgo prudentíssima mater clementíssima, ora pro nobis, intercéde pro nobis ad Dóminum Jesum Christum !
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Correggio
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‘’Pregheremo in tende di otto persone’’, ha detto il sacerdote, in spagnolo, in italiano e, quindi, in francese.


Mi sono di nuovo ritrovata disorientata: non riuscivo a capire bene ciò che stava accadendo. Qualcuno mi si è avvicinato e mi ha messo un braccio intorno alle spalle. Lo stesso ha fatto un’altra persona dall’altro lato. Si è così formato un cerchio di otto persone abbracciate. Quindi ci siamo chinati in avanti, fino a che le nostre teste si sono sfiorate.


Avevamo assunto la forma di una tenda. La pioggia adesso scendeva più forte, ma nessuno se ne curava. La posizione aiutava a concentrare tutte le nostre energie e il nostro calore.


‘’Che l’Immacolata Concezione aiuti mio figlio e gli faccia scoprire il suo cammino,’’ ha detto la voce dell’uomo che mi abbracciava sulla destra. ‘’vi chiedo di recitare insieme un’Ave Maria per mio figlio.’’


‘’Amen’’ , hanno risposto tutti. Allora abbiamo recitato l’Ave Maria.


‘’Che l’Immacolata Concezione mi illumini e risvegli in me il dono della guarigione,’’ ha detto la voce di una donna della nostra tenda. ‘’Recitiamo un’Ave Maria’’.


Tutti insieme abbiamo ripetuto ‘’Amen’’ e poi abbiamo pregato. Ciascuno esprimeva una richiesta e tutti partecipavano alla preghiera. Ero sorpresa di me stessa, perché stavo pregando come una bambina e, come una bambina, credevo che quelle grazie sarebbero state concesse.


Per una frazione di secondo, il gruppo è rimasto in silenzio. Ho capito che era arrivato il mio turno di esprimere la richiesta. In qualsiasi altra circostanza, mi sarei vergognata da morire e non sarei riuscita a dir niente. Ma c’era una Presenza che mi infondeva fiducia.


‘’Che l’Immacolata Concezione mi insegni ad amare come Lei, ‘’ ho detto allora. ‘’Che questo amore faccia crescere me e l’uomo al quale è rivolto. Recitiamo un’Ave Maria.’’

Abbiamo pregato insieme e di nuovo quella sensazione di libertà si è diffusa tra di noi.

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Correggio