giovedì 9 gennaio 2014

Søren Kierkegaard, Discorsi edificanti




Cos’è che rende un uomo grande, ammirato dal creato, gradevole agli occhi di Dio?
Cos’è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero;
cos’è che lo rende debole, più debole di un bambino?
Cos’è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia;
cos’è che lo rende molle, più molle della cera?


È l’amore!


Cos’è che è più vecchio di tutto?
È l’amore.
Cos’è che sopravvive a tutto? È l’amore.
Cos’è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? È l’amore.
Cos’è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto?
È l’amore.
Cos’è che sussiste, quando tutto frana?
È l’amore.
Cos’è che consola, quando ogni consolazione viene meno?
È l’amore.
Cos’è che dura, quando tutto subisce una trasformazione?
È l’amore.
Cos’è che rimane, quando viene abolito l’imperfetto? È l’amore.
Cos’è che testimonia, quando tace la profezia? È l’amore.
Cos’è che non scompare, quando cessa la visione? È l’amore.
Cos’è che chiarisce, quando ha fine il discorso oscuro? È l’amore.
Cos’è che dà benedizione all’abbondanza del dono? È l’amore.
Cos’è che dà energia al discorso degli angeli? È l’amore.
Cos’è che fa abbondante l’offerta della vedova? È l’amore.
Cos’è che rende saggio il discorso del semplice? È l’amore.
Cos’è che non muta mai, anche se tutto muta?

È l’amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos’altro.

Søren Kierkegaard,

Discorsi edificanti



Francesco Hayez

Francesco Hayez

1 commento:

pia brl ha detto...

l'amore è tutto questo ma è talmente grande che è ancora di più di questo…… un saluto da piabrl