venerdì 1 maggio 2009

UMBERTO SABA :ULISSE

.

Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
A fior d’onda emergevano,ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe,scivolosi,al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il nono domato spirito,
e della vita il doloroso amore.
.
.
....... l'ultimo endecasillabo, può essere inteso come emblematico di tutta la poesia di Saba; il doloroso amore della vita è il tema dominante della sua dedizione alla vita stessa in primo luogo e alla propria opera.
Questa poesia cronologicamente estesa per tutta la prima metà del '900, sempre in qualche modo fedele ai propri connotati fondamentali, estranea alle manifestazioni più vistose di polemica, di dibattito letterario che nel frattempo si hanno, forse proprio per questo, per questa assoluta verità , per questa adesione ad una vita intensamente vissuta, oggi ci si presenta come in grado di suggerire soluzioni oltre quella che è stata la stagione dell'ermetismo.. Direi che oggi questa poesia prosastica, fatta continuamente di racconti, questa poesia narrativa di Saba finisce per sembrare più moderna di tanta altra poesia che bruciò se stessa nell'inseguimento del fantasma della lirica, talvolta raggiungendola, talaltra no.
(Sergio Antonelli - critico letterario e scrittore)

2 commenti:

orsola ha detto...

Amo particolarmente questo testo di Saba ma oggi volevo solo salutarti
e ringraziarti per la tu bellissima presenza.
orsola

PureSwami ha detto...

un saluto!
(bellissima poesia, soprattutto quell'ultima strofa...)
P.