venerdì 14 agosto 2009

Feriae Augusti (riposo di Augusto)


FEAST OF THE ASSUMPTION OF MARY
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The feast of the Assumption of Mary invites us to think, first of all, the resurrection of the body, of its glorification; this thought cheers us, comforts us, recalls us to hope and to prayer
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«Vergine bella, che di sol vestita,
coronata di stelle, al sommo Sole piacesti sì
che ’n te sua luce ascose [...]
soccorri a la mia guerra, ben ch’i’ sia terra
e tu del ciel regina.
Vergine sola al mondo, senza esempio,
che ’l ciel di tue bellezze innamorasti,
cui né prima fu simil, né seconda
santi pensieri, atti pietosi e casti.
Vergine pura, d’ogni parte intera
del tuo parto gentil figliuola et madre [...];
che ’l pianto d’Eva in allegrezza torni;
Vergine chiara et stabile in eterno,
di questo tempestoso mare stella.
Vergine, in cui ho tutta mia speranza [...].
Fammi ché puoi, de la Sua gratia degno.
Non tardar ch’i’ son forse a l’ultimo anno.
Vergine humana et nemica d’orgoglio,
del comune principio amor t’induca.
Il dì s’appressa et non pote esser lunge,
sì corre il tempo et vola.
Raccomandami al tuo Figliuol, verace
homo et verace Dio, ch’accolga ’l mio
spirito ultimo in pace»
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.... Alla presenza della soprannaturale bellezza della Vergine, il poeta esamina la sua coscienza e avverte il bisogno del suo soccorso per un risveglio spirituale e la salvezza eterna. La Vergine cantata da Dante Alighieri è l’ideale della contemplazione che affascina e conquista l’anima; la Vergine cui si rivolge Petrarca è il rifugio dei viandanti smarriti e imploranti. Ma il dissidio tra peccato e grazia viene risolto dalla preghiera a colei che è «refrigerio al cieco ardor [delle passioni] ch’avvampa / qui fra i mortali sciocchi», lirica che chiude il Canzoniere , ma anche la vita del poeta e ne segna la redenzione.
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Alta arte formale, ma la pietas dell’animo, indubbiamente sincera, non raggiunge l’intensità della tensione spirituale di Dante. Per Dante, ancorato al Medioevo, Maria è la mediatrice universale; per Petrarca, che anticipa l’inquietudine dell’era moderna, è la propria mediatrice, che lo libera dai travagli degli amori umani, «le non domate passioni» (Attilio Momigliano) e ne sorregge l’anelito ad un amore più puro. Egli si rivolge alla Vergine con piena fiducia, donandole i più bei titoli che la Bibbia, la liturgia e i santi le abbiano mai dedicato. La Canzone alla Vergine non ha il volo rapido e ardito di Dante, ma gli si accosta, talvolta si eleva alla stessa altezza. La mariologia di Petrarca è delineata in una serie di appellativi che mettono in risalto lo splendore e la missione altissima della Madre di Dio.

4 commenti:

vifne ha detto...

Impresionante blog, me encanta, me gusta mucho, mucho, muy bien!!!
Felicidades por su trabajo

Un fuerte Abrazo de su amigo Vicente,,,,

Anonimo ha detto...

Gracias amigo ... gracias!
Giovenale

andrea ha detto...

Davvero un bellissimo blog. La poesia di Petrarca alla Vergine mi ha sempre affascinato,così come quella di Dante. Davvero stupende.

Anonimo ha detto...

Grazie Andrea...
manca il tempo per gestire il blog e altro di simile ancora.
Spero di trovarlo lungo la via, per grazia, come dice Dante. Lo spero veramente!
Delle due poesie quella di Danta è la mia preferita.

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Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz'ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

Giovenale Nino Sassi