domenica 22 novembre 2009

Primo Levi - Cuore di legno


Primo Levi
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 Cuore di legno


Il mio vicino di casa è robusto.
E' un ippocastano di corso Re Umberto; / ha la mia età ma non la dimostra.
Alberga passeri e merli, e non ne ha vergogna, / in aprile di spingere gemme e foglie, / fiori fragili a maggio, a settembre ricci dalle spine innocue / con dentro lucide castagne tanniche.
E' un impostore, ma ingenuo, vuole farsi credere / emulo del suo bravo fratello di montagna / signore di frutti dolci e di funghi preziosi.
Non vive bene. Gli calpestano le radici / i tram numero otto e diciannove / ogni cinque minuti; ne rimane intronato / e cresce storto, come se volesse andarsene.
Anno per anno, succhia lenti veleni / dal sottosuolo saturo di metano; / è abbeverato d'orina di cani, / le rughe sul suo sughero sono intasate / dalla polvere settica dei viali; / sotto la scorza pendono crisalidi / morte, che non saranno mai farfalle.
Eppure, nel suo tardo cuore di legno / sente e gode il tornare delle stagioni.
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[Primo Levi - Cuore di legno]
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http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_Levi

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