Emigrare è anche bello. È bello conoscere ed apprendere lingue nuove, sensazioni che si muovono in spazi diversi; strade , monti e boschi, fiumi e laghi.. volti ..che si aprono per diventare memoria.E ami le terre avute in dono dalla vita e le strade e le piazze e nuovi ricordi, nel tempo, affollano la mente raccontati in lingue diverse dalla tua e non ci fai caso tanto ti appartengono e sono tuoi.Conosci l’inglese, apprendi il tedesco, hai fatto nuove amicizie e ti è piaciuto. Diritti riservati
venerdì 5 luglio 2013
Benedetti Mario - Io non ti chiedo
Io non ti chiedo di portarmi
una stella celeste
solo ti chiedo di riempire
il mio spazio con la tua luce. Io non ti chiedo di firmarmi
dieci fogli grigi per poter amare
solo chiedo che tu ami
le colombe che amo osservare. Dal passato non lo nego
ci arriverà un giorno il futuro
e del presente
cosa importa alla gente
se non fanno altro che parlare. Io non ti chiedo Segui quest’attimo colmandolo di motivi per respirare non concederti non negarti non parlare solo per parlare Io non ti chiedo di andarmi a prendere
una stella celeste
solo chiedo che il mio spazio
sia pieno della tua luce.
***...***
Benedétti, Mario. − Narratore, poeta e saggista uruguayano (Paso de los Toros 1920 - Montevideo 2009). Direttore dal 1954 della rivista Marcha, tra le più influenti nel panorama culturale uruguayano, poi chiusa dal regime dittatoriale nel 1974, collaboratore della rivista Número
(dal 1949), lasciò l'Uruguay tra il 1973 e il 1985 per motivi politici.
Ha conquistato fama internazionale nel 1960 con il romanzo La tregua
(1960; trad. it. 1983). Autore prolifico, nelle sue opere analizza le
piccole gioie e le miserie della vita quotidiana, le debolezze della
classe media, le crisi morali di una generazione che ha vissuto i
momenti più difficili della storia del suo paese. Tra le altre opere in
prosa: i racconti Montevideanos (1961) e El porvenir de mi pasado (2003); i romanziGracias por el fuego (1965) e Andamios (1996; trad. it. Andamios. Il romanzo del ritorno, 2006). Tra le numerose raccolte di poesie: Poemas de oficina (1956); Las soledades de Babel (1991); Canciones del que no canta (2006).
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