mercoledì 1 maggio 2013

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,1-8






Michelangelo
«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.
Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.


Michelangelo - Madonna della scala

venerdì 26 aprile 2013

Esiodo , la via del bene





Moreau,_Gustave_-_Hésiode_et_la_Muse_-_1891
Pensando al tuo bene io ti parlerò [...].
E' facile scegliere la vita infelice, puoi averne quanta ne vuoi e la strada è semplice e vicina.
Gli dèi immortali, invece, hanno messo il sudore in fronte alla vita prospera, e una via lunga e difficile, in principio, incontra chi vuole percorrerla. Man mano che ci si avvicina alla vetta, però, essa diventa più agevole.
Migliore di tutti è colui che la percorre seguendo le proprie idee, meditando su tutto quello che al termine risulterà essere il meglio; ma è da lodare anche colui che ascolta chi lo consiglia bene. Chi invece non pensa con la propria testa, e nemmeno dà retta ai buoni consigli, è un uomo senza speranza.


Esiodo
Le opere e i giorni
vv. 286-297




Gustave Moreau – Apollo e le nove muse

Pensieri



(Antonello da Messina )
Leonardo


L’umanità ha fatto molti errori. Ma per fortuna , non si è mai sbagliata su un punto… Prima o poi si è sempre ricordata dei grandi geni della letteratura, dell’arte e della filosofia. Quelli che hanno espresso la ricchezza spirituale dell’uomo


(pensieri)


Botticelli


giovedì 25 aprile 2013

Piero Calamandrei, Discorso ai giovani


Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzione.


(, Disco
Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955)


Raffaello Sernesi - tetti al sole - 1861

Ti ho chiamato
nelle notti di solitudine
pronunciando il tuo nome.

Sono andato
nei giorni del cammino
pronunciando il tuo nome.

Ho aspettato
sulle spiagge l’onda
pronunciando il tuo nome.

Sulle pagine bianche di un quaderno
ho scritto il tuo nome
e alla gente ho parlato di te
e l’ipocrisia e l’egoismo che vivo
ho combattuto
pronunciando il tuo nome.

Ho voluto credere
perché nulla è più importante del fatto
che vivo e sono un uomo:

libertà!

(Giovenale Nino Sassi)






Silvestro Lega - in giardino - 1883

mercoledì 24 aprile 2013

Paul Fleming - Se tu mi potessi amare.


Se tu mi potessi amare,
o tu mio io,
come io te,
io sarei senza tristezza.
Ma che tu non mi consideri degno,
è ciò che tanto mi affligge.
A tutte io te sola
antepongo:
te lo giuro
per lo splendore aureo di Febo,
per il dolce ardore del dio Cupido.
A te sola voglio bene.
Tu non puoi aiutarmi,
perchè non voglio staccarmi
dalla bellezza
che in te dimora
e che induce chiunque
a essere devoto.
Non vedi come piango
e a causa tua,
o mia bellezza,
sembro quasi inconsolabile ?
Tu vedi, ma non curi
che nessuno fuori di te mi può consigliare.
Ah, lasciati persuadere,
mio unico uno,
da questa pena
che io tante volte ho sofferta !
fa', o cuore, fà dunque
che io mi rallegri dopo il tormento.



 
Considerato uno dei più grandi talenti della letteratura tedesca Paul Flaming naque in Sassonia ad Hartenstein nel 1609 e morì ad Amburgo del 1640.
Nel 1633 si laureo in filosofia nell'Università di Lipsia. In seguito partecipò come segretario all'avventurosa spedizione in Persia organizzata dal prof. Adam Olearius, per consto di Federico III di Schleswing-Holstein-Gottorf.
Nel 1640 si laureo anche in medicina ma durante il viaggio che avrebbe dovuto portarlo a casa, a Reval, in Estonia, fu colpito da una infezione polmonare e morì.

martedì 23 aprile 2013

Buonanotte !

Folon
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... le stelle cui ogni notte affidi i tuoi sogni di luce, ritirandosi discrete alla luce del giorno, ti restituiranno la speranza del domani: la certezza di poter essere "amore"che sa farsi accanto 
(Teresa della Croce - Monastero-Janua Coeli)

 
Folon

 

domenica 14 aprile 2013

PAULO COELHO* Sulla Sponda Del Fiume Piedra Mi Sono Seduta e Ho pianto ...



Raffaello

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‘’Pregheremo in tende di otto persone’’, ha detto il sacerdote, in spagnolo, in italiano e, quindi, in francese.
Mi sono di nuovo ritrovata disorientata: non riuscivo a capire bene ciò che stava accadendo. Qualcuno mi si è avvicinato e mi ha messo un braccio intorno alle spalle. Lo stesso ha fatto un’altra persona dall’altro lato. Si è così formato un cerchio di otto persone abbracciate. Quindi ci siamo chinati in avanti, fino a che le nostre teste si sono sfiorate.
Avevamo assunto la forma di una tenda. La pioggia adesso scendeva più forte, ma nessuno se ne curava. La posizione aiutava a concentrare tutte le nostre energie e il nostro calore.
‘’Che l’Immacolata Concezione aiuti mio figlio e gli faccia scoprire il suo cammino,’’ ha detto la voce dell’uomo che mi abbracciava sulla destra. ‘’vi chiedo di recitare insieme un’Ave Maria per mio figlio.’’
‘’Amen’’ , hanno risposto tutti. Allora abbiamo recitato l’Ave Maria.
‘’Che l’Immacolata Concezione mi illumini e risvegli in me il dono della guarigione,’’ ha detto la voce di una donna della nostra tenda. ‘’Recitiamo un’Ave Maria’’.
Tutti insieme abbiamo ripetuto ‘’Amen’’ e poi abbiamo pregato. Ciascuno esprimeva una richiesta e tutti partecipavano alla preghiera. Ero sorpresa di me stessa, perché stavo pregando come una bambina e, come una bambina, credevo che quelle grazie sarebbero state concesse.
Per una frazione di secondo, il gruppo è rimasto in silenzio. Ho capito che era arrivato il mio turno di esprimere la richiesta. In qualsiasi altra circostanza, mi sarei vergognata da morire e non sarei riuscita a dir niente. Ma c’era una Presenza che mi infondeva fiducia.
‘’Che l’Immacolata Concezione mi insegni ad amare come Lei, ‘’ ho detto allora. ‘’Che questo amore faccia crescere me e l’uomo al quale è rivolto. Recitiamo un’Ave Maria.’’
Abbiamo pregato insieme e di nuovo quella sensazione di libertà si è diffusa tra di noi.

sabato 13 aprile 2013

Destinatario sconosciuto




Vincent Van Gogh

E' sera, anzi è notte.

La pioggia ha smesso di battere i vetri della finestra: sembra ottobre !

Forse è la pioggia che porta la tristezza, la voglia di riempire la stanza, di non restare solo... I miei dormono.

Forse è vero che i poeti attendono la notte per scrivere sciocchezze.

Attendono l'amore che c'è, che non c'è e lascia soli.

Ho bisogno di riposo, di liberare la mente per scrivere, raccontare, vivere sensazioni, emozioni nuove e non mi basta leggere un buon libro o la biografia dei grandi e il racconto, quello che agita la notte, resta nella penna e sfiorisce insieme ai giorni che passano lenti, irraggiungibili, inconcludenti.

Bisognerebbe vivere per ricominciare, tutti i giorni, e inventare il presente che vorresti ma ... domani non è il giorno che vorrei.

Per scrivere occorre una storia e i libri che hai letto non aiutano.

Sono le storie degli altri, quelle, belle, avvincenti ma tu sei diverso, la tua vita è stata diversa.

Ho combattuto la buona battaglia, mi dico, e spesso ho perso .

Ma era veramente la buona battaglia o io, bambino che pensa da grande, ho confuso il bene con il male?

Ognuno ha i suoi racconti.

Tolstoj ascoltava ''La sonata a Kreutzer'' di Beethoven e stava bene, io, più semplicemente, cerco il silenzio, questo silenzio che avvolge e ristora. Non è rigido, non è immutabile, anzi....

Stammi bene. (GSN)

Chagall

venerdì 12 aprile 2013



"Se la vostra vita quotidiana vi sembra povera, non l’accusate. Accusate invece voi stessi perché non siete abbastanza poeti da evocare la ricchezza interiore, poiché per un creatore non esistono luoghi poveri e indifferenti."
—
Rainer Maria Rilke
e)

Jorge Carrera Andrade - Aria di solitudine



Franz Marc Cavallo azzurro I, 1911 olio su tela, 100x111,5 cm Stadtische Galerie in Lenbachhaus, Monaco



Aria di solitudine, dio trasparente
che edifichi in segreto la tua dimora
su pilastri di vetro di quali fiori?
sulla galleria illuminata
di quale fiume, di quale fonte?
Il tuo santuario è la grotta di colori.
Lingua di splendori
parli, dio nascosto
all’occhio e all’udito.
Solamente nella pianta, nell’acqua e nella polvere ti affacci
con il tuo vestito di ali di colombe
risvegliando la freschezza e il movimento.
Sul tuo cavallo azzurro vanno gli aromi,
Solitudine diventata elemento…

 

da DETTATO DELL’ACQUA 1952-53

lunedì 8 aprile 2013

I miei pensieri





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Misuro i miei limiti di uomo e  penso che l’Amore vince il niente e profuma di eternità. 

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sabato 6 aprile 2013

“L'Idiota” di Dostoevskij




                                     Ritratto del 1872 ad opera di Vassilij Perov (Galleria Tret'jakov, Mosca).


(stralcio)

Quali terribili sofferenze mi è costata – e mi costa tuttora – questa sete di credere, che tanto più fortemente si fa sentire nella mia anima quanto più forti mi appaiono gli argomenti ad essa contrari! Cionostante Iddio mi manda talora degl'istanti in cui mi sento perfettamente sereno; in quegl'istanti io scopro di amare e di essere amato dagli altri, e appunto in quegl'istanti io ho concepito un simbolo della fede, un Credo, in cui tutto per me è chiaro e santo. Questo Credo è molto semplice, e suona così: credete che non c'è nulla di più bello, di più profondo, più simpatico, più ragionevole, più virile e più perfetto di Cristo; anzi non soltanto non c'è, ma addirittura, con geloso amore, mi dico che non ci può essere. Non solo, ma arrivo a dire che se qualcuno mi dimostrasse che Cristo è fuori dalla verità e se fosse effettivamente vero che la verità non è in Cristo, ebbene io preferirei restare con Cristo piuttosto che con la verità.






Nel corso del romanzo è più volte citato e discusso dai personaggi, il quadro di Hans Holbein il Giovane, Cristo nella tomba. Dostoevskij aveva visto il dipinto nel 1867 a Basilea e ne era rimasto fortemente impressionato.

L’idea alla base del romanzo sta tutta nel tentare di concepire un personaggio straordinario, un ibrido di umano e divino, l’estrema descrizione, a detta di Dostoevskij, di un uomo pienamente splendido. Quindi non si ha più a che fare con il classico espediente narrativo, ma la trasposizione in veste del tutto mitologica di un ideale, quello della bellezza.



venerdì 5 aprile 2013


Titti Ferrando - Così in terra

Monet

Bisogna cercare dappertutto
anche in questa Bombay
disperata di sole e pioggia e piedi scalzi
presagio d'agonia
che svuota il cuore.
Cercare in fondo al mare
che non ha appartenenza ma solo
onde onde e onde
ma solo solitudini di coste
senza centro.

E quando lo schianto si fa cattivo
bisogna dipingere gli occhi sulla prua
verso la casa del ritorno
in terraferma.

Quel giorno qualche dio farà il conto.
________________________Forse.
 



Monet


mercoledì 3 aprile 2013

Vermeer - la ragazza con il cappello rosso

Vermeer - la ragazza con il cappello rosso




Ragazza con cappello rosso è un dipinto ad olio su tavola di cm 22,8 x 18 realizzato nel 1665 circa dal pittore olandese Jan Vermeer. È conservato al National Gallery di Washington.
L'opera è firmata IVM.
Il dipinto mostra il mezzo primo piano di una fanciulla, riccamente vestita e seduta di lato rispetto all'osservatore a cui si rivolge mostrando il volto. Un vistoso cappello bordato di piume rosse le orna il capo.

fonte wikipedia

Particolare

martedì 2 aprile 2013

ULISSE di Joyce



La stesura dell' ''Ulisse''
.
Quando nel giugno del 1915 Joyce fu costretto dalla guerra a trasferirsi con la famiglia da Trieste a Zurigo, egli aveva completato soltanto il primo episodio, ‘’Telemaco’’ ; ne fa fede l’ultima cartolina spedita il 16 giugno da Trieste al fratello Stanislaus internato in Austria come cittadino di paese nemico. Scritta in tedesco, la cartolina annuncia : ‘’Ho scritto qualcosa. Il primo episodio del mio nuovo romanzo Ulisse è scritto. La prima parte, la Telemachia, si compone di quattro episodi; la seconda di quindici, cioè le peregrinazioni di Ulisse; e la terza, il ritorno di Ulisse, di altri tre episodi’’.
Il numero degli episodi, come si vede, è tutt’altro che definitivo. Con il primo di essi Joyce portava a Zurigo il manoscritto ancora incompiuto di Esuli, che fu completato nel settembre di quell’anno; quanto al romanzo, Joyce si limitò ancora per molti mesi ad accumulare materiali in forma di appunti disordinati che avrebbe poi distribuito nei vari episodi, e solo quando fu chiara la prospettiva della pubblicazione di Ulisse a puntate nella ‘’ Little Rewiew’’ di New York, egli si mise sistematicamente al lavoro per la stesura definitiva del libro, lavoro che può essere seguito attraverso le testimonianze del suo epistolario.
Nell’ottobre del 1916 aveva ‘’ quasi completato’’ i primi tre episodi e abbozzato pagine delle parti centrale e finale del libro; ma anche quei primi tre episodi furono messi ‘’in bella copia’’ soltanto fra il novembre 1917 e il gennaio 1918. Nel febbraio 1918 completò il quarto episodio, nell’aprile il quinto, nel giugno il sesto e per la fine dell’anno aveva pronti gli altri fino al nono. Si trattava, quanto a numero di episodi , della prima metà dell’Ulisse; ma i nove episodi successivi saranno assai più lunghi e complessi, tanto da occupare nella versione definitiva un numero di pagine pari a più del doppio di quelle della prima ‘’metà’’.
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da Guida alla lettura di Giorgio Melchiori e Giulio De Angelis ( l'Ulisse tradotto)
Mondadori editore