sabato 14 gennaio 2012

Wisława Szymborska, “Il poeta e il mondo”

 .
Arrivava il momento in cui il poeta si chiudeva la porta alle spalle, si liberava di tutti quei mantelli, orpelli e altri accessori poetici, e rimaneva in silenzio, in attesa di se stesso, davanti a un foglio di carta ancora non scritto. Perché, a dire il vero, solo questo conta.
[…]

.
.

Il loro lavoro non è per nulla fotogenico. Una persona seduta al tavolino, o sdraiata sul divano fissa con lo sguardo immobile la parete o il soffitto, di tanto in tanto scrive sette versi, dopo un quarto d’ora ne cancella uno, e passa un’altra ora in cui non accade nulla… Quale spettatore riuscirebbe a regge un simile spettacolo?
Ho menzionato l’ispirazione. Alla domanda su cosa essa sia, ammesso che esista, i poeti contemporanei danno spesso risposte evasive. Non perché non abbiano mai sentito il beneficio di tale impulso interiore. Il motivo è un altro. Non è facile spiegare a qualcuno qualcosa che noi stessi non capiamo.
Anch’io talvolta, di fronte a questa domanda, eludo la sostanza della cosa. Ma rispondo così: l’ispirazione non è un privilegio esclusivo dei poeti e degli artisti in genere. 

.

Carrà Carlo: Biografia

.
 C’è, c’è stato e sempre ci sarà un gruppo di individui visitati dall’ispirazione. Sono tutti quelli che coscientemente si scelgono un lavoro e lo svolgono con passione e fantasia. Ci sono medici siffatti, ci sono pedagoghi siffatti, ci sono giardinieri siffatti e ancora un centinaio di altre professioni. Il loro lavoro può costituire un’incessante avventura, se solo sanno scorgere in esso sfide sempre nuove. Malgrado le difficoltà e le sconfitte, la loro curiosità non viene meno. Da ogni nuovo problema risolto scaturisce per loro un profluvio di nuovi interrogativi. L’ispirazione, qualunque cosa sia, nasce da un incessante “non so”.
[…]

.
p.15-16, Wisława Szymborska, “Il poeta e il mondo”, in Vista con granello di sabbia, poesie 1957-1993, Adelphi, Milano, 1998
.

carlo carrà

Quinto Orazio Flacco - Odi, I, 31

 .
 Cosa ti chiedo, mentre prego / Apollo vate? / Forse vino nuovo / da mescere nella pàtera? /
No, non abbondanti messi di Sardegna / non mandrie della calda Calabria / non oro o avorio indiani / o le terre del Liri / piene di pace / che il fiume tocca / in silenzio, consumandole.
Io sono pago delle viti calene / le ho avute dalla dea Fortuna / qualcuno berrà in coppe d'oro / il vino che la Siria dà in offerta / saranno senz'altro amati dagli dèi / coloro che stanno sempre sull'Atlantico / a guardare, senza paura.
A me bastano l'oliva / la cicoria, un po' di malva tenera.
Questo ti chiedo / figlio di Latona / di essere felice per ciò che già possiedo / in salute / con mente integra / invecchiando serenamente.
Avendo ancora la forza di cantare.
.
Quinto Orazio Flacco

Odi, I, 31

mercoledì 11 gennaio 2012

La sera si è fatta notte

.
La sera si è  fatta notte
un buio di ombre
 silenzio
.
 Immagini relative a norberto
.

Amo il silenzio…
lo cerco e lui mi trova
.
Nel silenzio
ascolto il tempo che scorre,
gli odori, i sapori,
il tanto o il niente lontano dai passi:
un refolo di vento.
.
Amo il silenzio,
lo cerco e lui mi trova,
memoria dell’Assoluto,
mistero della vita.
.

Museo Norberto


Lucìa Rivadeneyra - Solidarietà

 .

Vorrei essere il tuo bottone
.
Mi sono affezionata all’attaccapanni
perché riceve con umiltà
la tua giacca, la tua camicia, i tuoi pantaloni.
 .
E’ il mio complice più fedele
perché bada con zelo ai tuoi abiti quando mi ami.
Non dice che li accarezzo mentre dormi
né che alle loro asole abbottono i miei sogni.
.
L’attaccapanni soffre con me
se stacchi i tuoi indumenti per andartene
a camminare senza grinze per le strade
 .
(Lucía Rivadeneyra)
, 
.
 

Antonio Machado - RICORDO D'INFANZIA

 

.

RICORDO D'INFANZIA
.
Sera grigia: freddo: foschia
d'inverno. I collegiali
studiano. Monotonia
della pioggia sui viali.
.
Nella classe c'è un cartello
e v'hanno dipinto Caino
che fugge; già morto, il fratello
ha un lago vermiglio vicino.
.
Secco, imperioso, sonoro,
tuona il maestro: un anziano
malmesso, patito, incoloro,
col libro aperto in mano.
.
E i piccoli, docili, in fila
gli ricantano la lezione:
mil-per-cento, centomila;
mil-per-mille, un milione.
.
Sera grigia: freddo: foschia
d'inverno. I collegiali
studiano. Monotonia
della pioggia sui viali.
.





La poesia  racconta l'atmosfera grigia e fredda di un'aula di collegio dove i ragazzi ripetono  la lezione ad un vecchio e pallido maestro, (mil-per-cento, centomila;// mil-per-mille, un milione.), mentre alla loro nenia fa eco la cantilena della pioggia invernale sui viali.
E' una poesia fatta di suoni ovattati e di colori spenti che risaltano alla luce della macchia rossa che la lirica improvvisamente accende ....già morto, il fratello // ha un lago vermiglio vicino
Antonio Machado è uno dei più grandi poeti spagnoli del novecento.
Nacque a Siviglia nel 1875 e morì in Francia nel 1939. La sua vita fu ritiratissima, tutta dedita agli studi, all'insegnamento ( fu professore di letteratura francese in una università di provincia), alla meditazione e alla poesia.
Rinnovatore della della lirica spagnola, Machado svolse temi di intensa umanità.... una espressione chiara, piena, dal bel ritmo musicale..

martedì 10 gennaio 2012

Da Molinazzo di Monteggio (CH) ... gli auguri più belli


 


   Boulevard des Capucines - Jan Beraud

. 

.. è la mia Parigi, quella che amo, crocevia di artisti irripetibili intorno a Gertrude Stein
(Stein si traduce con pietra, sasso, ...Steine con Sassi)...
. 
 Carlo bossoli, Veduta di Lugano, Piazza e Riva del Grano, 1849,
.

Stamani ho ricevuto gli auguri dei miei amici di Molinazzo di Monteggio - Lugano - ... graditi, attesi, bellissimi ...
Ecco un'altro salotto buono per vivere gli anni e cercare la bellezza,
Stavo bene con loro...

Scrivono:

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere
.
San Tommaso Moro
.
Un grande abbraccio,
(seguono le firme)
.

lunedì 9 gennaio 2012


jean beraud

.

Misuro i miei limiti di uomo e penso che l’Amore vince il niente e profuma di eternità. 
.

domenica 8 gennaio 2012

Nell'arca - Wisława Szymborska, Gente sul ponte



 .
Nell'arca

Comincia a cadere una pioggia incessante.
Nell'arca, e dove mai potreste andare:
versi per una sola voce,
slanci privati,
talenti non indispensabili,
curiosità superflua,
afflizioni e paure di modesta portata,
e tu, voglia di guardare le cose da sei lati.

I fiumi si ingrossano e straripano.
Nell'arca: chiaroscuri e semitoni,
capricci, ornamenti e dettagli,
stupide eccezioni,
segni dimenticati,
innumerevoli varianti del grigio,
gioco per il gioco
e tu, lacrima del riso.

A perdita d'occhio, acqua e l'orizzonte di nebbia.
Nell'arca: piani per il lontano futuro,
gioia per le differenze,
ammirazione per i migliori,
scelta non limitata a uno dei due,
scrupoli antiquati,
tempo per riflettere,
e tu, fede che tutto ciò
un giorno potrà ancora servire.

Per riguardo ai bambini
che continuiamo a essere,
le favole sono a lieto fine.
Anche qui nessun altro finale va bene.
Smetterà di piovere,
caleranno le onde,
nel cielo rischiarato
si apriranno le nuvole
e saranno di nuovo
come si addiceva alle nuvole sugli uomini:
elevate e leggere
nel loro somigliare
a isole felici,
pecorelle,
cavolfiori,
pannolini
-che si asciugano al sole.
.
Wisława Szymborska, Gente sul ponte, 1986, 
trad. it. Pietro Marchesani, Libri Scheiwiller, Milano 1997
.

 ...
 .
Un amico mi ha regalato una poesia. È di Wisława Szymborska , poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996.
Si intitola Nell’arca e alcuni versi vorrei portarli con me nell’anno nuovo.
« Comincia a cadere una pioggia incessante » dicono.
« Nell’arca, e dove mai potreste andare: voi, poesie per una sola voce, slanci privati, talenti non indispensabili, curiosità superflua, afflizioni e paure di modesta portata, e tu, voglia di guardare le cose dai sei lati…
Nell’arca: piani per il lontano futuro, gioia per le differenze, ammirazione per i migliori, scelta non limitata a uno dei due, scrupoli antiquati, tempo per riflettere, e tu, fede che tutto ciò un giorno potrà ancora servire.
Per riguardo ai bambini che continuiamo a essere, le favole sono a lieto fine. Anche qui non c’è altro finale che si addica » .
Nel discorso del Nobel, aveva evocato l’intero universo, con le sue distanze abissali, le stelle infinitamente lontane, i pianeti « già morti o ancora morti » , per ricordare che qualunque cosa ne pensiamo, « spaventati dalla sua immensità e dalla nostra impotenza, amareggiati dalla sua indifferenza rispetto alle sofferenze individuali... qualunque cosa noi pensiamo di questo smisurato teatro, il mondo è stupefacente » .
. 

Superba è la notte




  .
La cosa più superba è la notte
quando cadono gli ultimi spaventi
e l'anima si getta all'avventura.
Lui tace nel tuo grembo
come riassorbito dal sangue
che finalmente si colora di Dio
e tu preghi che taccia per sempre
per non sentirlo come rigoglio fisso
fin dentro le pareti.
.
Alda Merini
.
Fabian Perez

sabato 7 gennaio 2012

Destinatario sconosciuto

I MIEI MIGLIORI POST
 .
.

 ...dalla mia residenza, 27 gennaio 2009
 .
DESTINATARIO SCONOSCIUTO
.
‘’Stiamo vivendo un passaggio d’epoca, una biforcazione storica in cui i processi mutano profondamente di segno e spingono e richiedono assetti diversi, assetti che, tuttavia, sembrano in ritardo rispetto ai tempi’’.
.
Così scrivevo, al termine degli anni ottanta, per ambientare le pagine della programmazione locale. Alla fine degli anni ottanta, dicevo, e il mio era un osservatorio non male, direi, se poi, nel succedere degli anni, i pensieri, quelle riflessioni hanno trovato concretezza.
Nel proseguo della relazione di introduzione al piano annuale e triennale aggiungevo:
.
‘’I due processi che dominano questa grande trasformazione sembrano essere la demassificazione e la mondializzazione dell’economia e della società.
Il processo di demassificazione, sorretto fortemente dalla introduzione delle nuove tecnologie, porta alla differenzazione sociale ed individuale; al rifiuto della condizione di ‘’folla solitaria’’, di consumatore di prodotti di massa, di fruitore di servizi di massa''.
.
Consentimi, adesso, di arrivare in fondo alla pagina prima di confrontare quanto veniva detto nei salotti buoni del pensiero negli anni precedenti o appena successivi alla caduta del Muro di Berlino.
E’ un esercizio che vorrei fare con te, DESTINATARIO SCONOSCIUTO, per valutare l’innovativo bagaglio di promesse che la mondializzazione del lavoro e dell’economia portava in dote e la brevità dei risultati, frutto di egoismi duri a morire, per l’incapacità dei governanti di promuovere un vero e più umano assetto sociale. Già allora era facile intuire che l’era del petrolio stava tramontando, che nuove, pacifiche risorse erano alla portata di tutti e le popolazioni povere del mondo, finalmente, potevano guardare con speranza al loro futuro, al futuro delle generazioni che si affacciavano al terzo millennio.
‘’C’è sempre più diffuso’’, scrivevo ‘’ il rifiuto ( ma è anche una condizione), del lavoro strutturato così come si presenta nella società industriale insieme alla propensione per lavori tagliati su misura, autoregolati, personalizzati, scanditi secondo ritmi personali.
Una modalità di lavoro, questa, resa possibile dagli enormi incrementi di produttività conseguenti alle NUOVE TECNOLOGIE che porta a ridurre, necessariamente, il monte lavoro formale.
Un problema che probabilmente troverà soluzione in una forte destrutturazione delle modalità di lavoro consentendo forti flessibilità per cogliere tutte le opportunità che si presentano e tutte le possibilità che potranno essere individuate
.
C’è inoltre da aggiungere che le nuove tecnologie consentono e sorreggono questi indirizzi e vi è, quindi, la necessità di esprimere nuove regole formali di garanzia sociale''.
.
Proseguendo aggiungevo ….
.
''Il secondo processo che attraversa tutta la società contemporanea è quello di mondializzazione delle NUOVE TECNOLOGIE COMINICATIVE che mettono in relazione tutti i punti del GLOBO in tempo reale.
Questo potenziamento comunicativo ha avviato un processo di fertilizzazione culturale che ha l’effetto di destrutturare le politiche che hanno accompagnato la costituzione della società industriale.
Da un lato c’è la necessità di rivedere i confini degli Stati e il concetto di Nazione e, dall’altro osserviamo il riemergere delle società locali e dei loro valori.
E come se l’umanità, mentre cerca di elevarsi ad una comprensione più generale e completa di se, avesse bisogno di puntare i piedi sulla sua terra, sulle sue radici per il bisogno imperioso di ritrovarsi.
…i due processi di mondializzazione dell’economia e della società e di riemersione delle società locali, del mondo delle radici, che da identità, sono chiaramente individuabili nei processi reali di questi ultimi anni ( scrivo al termine degli anno ottanta) ed è altamente probabile che siano destinati ad avanzare insieme''.

.
Per oggi, DESTINATARIO SCONOSCIUTO, mi fermo, esco. I soliti passi, gli amici, l’edicola, il racconto nei giornali di questa lunga e drammatica transizione verso un mondo nuovo che gli egoismi di molti respingono ma che, inevitabilmente, è scritto nel nostro domani.
.
giovenale nino sassi
.
Magritte.

venerdì 6 gennaio 2012

Epifania

.
 
Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te.
Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio.
A quella vista sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,perché le ricchezze del mare si riverseranno su di te, verranno a te i beni dei popoli.
Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.
.
Libro di Isaia 60,1-6. 
.

.
"Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
.

E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele
".
.

"Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
"Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese" (Mt., 2, 1-12).


giovedì 5 gennaio 2012

I miei migliori auguri

  
L'anno nuovo è iniziato ... Sento il bisogno di chiudere la pagina degli auguri con un ultimo pensiero che non è il mio; un pensiero dolce …
bussola nelle salite e nelle discese della mia vita.
.

‘’Amare non vuol dire impossessarsi di un altro
per arricchire se stesso,
bensì donarsi ad un altro per arricchirlo’’
.
Giovenale Nino Sassi
. 

SALVATORE QUASIMODO - LAMENTO PER IL SUD


.


La luna rossa, il vento, il tuo colore

di donna del Nord, la distesa di neve...
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell'aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.
.

Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d'acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.
.
E questa sera carica d'inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d'amore senza amore.
.
SALVATORE  QUASIMODO
.
da Cento Sicilie - Gesualdo Bufalino, Nunzio Zago - Libro - BOMPIANI
.

Renato Guttuso - Wikipedia

martedì 3 gennaio 2012

Buonanotte !


Mi sono fermato per un saluto….
Non voglio disturbare i tuoi sogni,
sarebbe un peccato per il tuo riposo,
non devi sentire i miei passi
-piano piano chiudo la porta !
Passando ti scrivo sull'uscio
'' Buona notte ''
perchè tu possa vedere
che ho pensato a te.
-

sabato 31 dicembre 2011

Buon anno ! auguro ad ognuno di noi serenità, salute e pace nonostante la crisi, gli spread e tutti gli accidenti che, economisti e finanzieri senza scrupoli hanno messo sul nostro presente.



Guantanamera - Wikipedia

.

  Brevemente…
Siamo davanti a caratteristiche congiunturali di limite, cioè in un momento di valle, non di picco, di un immaginario processo evolutivo.
Abbiamo infatti permesso ai problemi di precederci, puntualmente, e il costo della recessione è davanti a tutti, è pesante.
E’ un momento di valle, dicevo, oscuro e incerto ma ricco di promesse se i governanti dell’Europa cominceranno ad affrontare i problemi con una sola voce.
E’ questa la speranza …
E’ questo l’augurio che faccio ad ognuno di noi, ai cassintegrati, ai disoccupati, ai giovani senza futuro, a quanti non arrivano alla fine del mese e attendono risposte.
Lo faccio con una canzone popolare cubana …che ‘’ha come sfondo le lotte di indipendenza che infiammarono la allora colonia spagnola alla fine del XIX secolo’’..

Attualizzando auspico indipendenza dagli spread e da tutti gli accidenti inventati da economisti e finanzieri privi di scrupoli che, noncuranti del bene comune, pensano solo a se stessi .

BUON ANNO A TUTTI, quindi e grazie per la vostra amicizia e vicinanza. ....
serenità, salute e pace per ogni giorno dell'anno che viene e non solo.


mercoledì 28 dicembre 2011

Vermeer di Wisława Szymborska


 .
Finché quella donna del Rijksmuseum
nel silenzio dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo.

sabato 24 dicembre 2011

Madre Teresa di Calcutta - E' Natale ...



E' Natale ogni volta che sorridi
a un fratello e gli tendi una mano.

E' Natale ogni volta che rimani

in silenzio per ascoltare l'altro.

E' Natale ogni volta che non accetti

quei principi che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E' Natale ogni volta che speri
con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E' Natale ogni volta che riconosci
con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

E' Natale ogni volta che permetti
al Signore di rinascere per donarlo agli altri."

venerdì 23 dicembre 2011

La Natività secondo Botticelli, Caravaggio, Guido Reni, Barocci , Lotto





Botticelli


 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta
Caravaggio


Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 



Guido Reni

   Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.


Barocci

Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». 


Lorenzo Lotto


giovedì 22 dicembre 2011


Che la rievocazione della discesa del Figlio di Dio sulla terra sia per tutti fonte di gioia e di speranza per ogni giorno della vita.
Felicità, salute e pace. Parole d’amore accendano i giorni … tutti i giorni… ad Multos Annos !
.

Jean-Michel Folon - Wikipedia

Buon Natale !


La natività del Caravaggio
.
Signore Gesù,
ti contempliamo
nella povertà di Betlemme,
rendici testimoni del tuo amore,
di quell'amore
che ti ha spinto a spogliarti
della gloria divina,
per venire a nascere
fra gli uomini
e a morire per noi.
.

La Natività del Ghirladaio
.
Infondi in noi il tuo Spirito,
perché la grazia dell'Incarnazione
susciti in ogni credente l'impegno
di una più generosa corrispondenza
alla vita nuova
ricevuta nel Battesimo.

.
La Natività del Correggio
.

Fa' che la luce di questa notte
più splendente del giorno
si proietti sul futuro
e orienti i passi dell'umanità
sulla via della pace.
Tu, Principe della Pace,
tu, Salvatore nato oggi per noi,
cammina con la Chiesa
sulla strada che le si apre dinanzi
nel nuovo millennio.
.
( Giovanni Paolo II)
.