giovedì 17 luglio 2008

Wilhelm Apollinaire de Kostrowitsky

(André Derain)
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Wilhelm Apollinaire de Kostrowitsky
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Guillaume Apollinaire nasce a Roma il 26 agosto 1880. Figlio naturale di un ufficiale italiano e di una polacca si trasferisce in Francia ancora adolescente stabilendosi a Parigi, dove dal 1908 grazie al legame con Marie Laurencin si mette in contatto con gli ambienti artistici d'avanguardia e con personalità quali Maurice de Vlaminck, André Derain, Pablo Picasso, Georges Braque, Henri Matisse.

                                                                   (Pablo Picasso)

L'interesse per il moderno lo porta a sostenere anche il futurismo di Filippo Tommaso Marinetti e la pittura metafisica di Giorgio De Chirico. Del 1910 sono i sedici racconti fantastici intitolati "L'eresiarca & C.", mentre nel 1911 pubblica le poesie di "Bestiario o corteggio di Orfe" e nel 1913 il fondamentale "Alcools", raccolta delle migliori poesie composte fra il 1898 e il 1912, che costituisce uno dei testi di poesia più importanti del secolo scorso. Quest'opera rinnova profondamente la letteratura francese ed è oggi considerata il capolavoro di Apollinaire insieme con lo splendido "Calligrammi" (1918). Fra le altre opere in prosa si ricordano "Il poeta assassinato" (1916), raccolta di novelle e racconti tra il mitico e l'autobiografico, ispirati alle esperienze sul fronte della prima guerra mondiale, e il dramma "Le mammelle di Tiresia" (scritto nel 1903 e pubblicato nel 1918), nell'introduzione del quale per la prima volta compare la definizione di un'opera surrealista. Muore a Parigi il 9 novembre 1918.Fu insieme l'ultimo dei poeti dell'800 per il suo gravitare attorno all'io e allo spazio-tempo, nobile e tragica maschera antica, immodificabile e fissata per sempre, senza spazio e tempo; poeta epico e lirico della guerra, senza ormai rime, versi lunghi e brevi che si alterneranno con assoluta elasticità quasi come un segno di incertezza. Il suo verso libero fui via via sempre più frammentario, senza un'apparente successione logica, ricco di passaggi analogici, senza enigmi, ma, pur scabro, sempre più interlocutorio.Gli amori respinti, la fuga del tempo, l'incertezza del domani sono gli eterni temi più di frequente sviluppati con un'arte indefinibile che, a un tempo, li ringiovanisce e li fa più commoventi. Poeta tra i più autentici del primo Novecento; creatura attivissima, e insieme dolcemente ombrosa, capace di deporre le facili violenze per seguire con penoso abbandono una repentina immagine d'amore.

                                                         (Pablo Picasso)
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Un uccello canta
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Un uccello canta non so dove
Credo che sia la tua anima che veglia
Fra tutti i soldati da un soldo
E l'uccello incanta il mio orecchio.
Ascolta canta teneramente
Su quale ramo non so
E dovunque mi va affascinando
Notte e giorno domenica e settimana.

Ma dire di questo uccello
Delle metamorfosi che dire
Dell'anima in canto nell'arboscello
Del cuore in cielo del cielo in rose.

L'uccello dei soldati è l'amore
E il mio amore è una ragazza
La rosa non è poi così perfetta e per
Me solo l'uccello blu si sgola.

Uccello blu come il cuore blu
Del mio amore dal cuore celestiale
Il tuo canto così dolce ripete
Alla mitraglia funesta.

Che crepita all'orizzonte e poi
Sono gli astri che si seminano
Così vanno i giorni e le notti
Amore blu proprio come il cuore.

1 commento:

Caterina ha detto...

Bellissimo il primo dipinto!