mercoledì 30 luglio 2008

Incontro



Come le foglie, di sì breve
Anche se d'alto volo, gli uccelli.
 .
Udendo errare
Negli aloni silenziosi dei viali
La mente a soqquadro si ricompone
All'eco dei passi di Dio
nei rioni.
 .
Perduta ogni buona lena
Mi arrendo alle strade,
uccello di passo
incontro a Dio.

domenica 27 luglio 2008

Nazim Hikmet



Anima mia
.
Anima mia
chiudi gli occhi piano piano
e come s'affonda nell'acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà
.
anima mia chiudi gli occhi piano piano
abbandonati come nell'arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.



Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
.
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro

Catherine Amy Dawson Scott

Ti guarderò andare
solo, ti guarderò partire.
Il tempo del sogno è finito
,
finita la buona idea
del nostro amore.
.
Ti guarderò partire
triste, ti guarderò andare.
Con sulle spalle il peso di una vita,
la mia
.
perché io
non posso più chiamare vita
quello che mi resta.
.
.
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da Beyond (Poems)
Ed. G. J. Glaisher, London, 1912.

venerdì 25 luglio 2008

Anghelos Sikelianos - E SE NON PUOI LA VITA CHE DESIDERI


E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
.
per quanto sta in te
non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico
.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo
degli incontri e degli inviti
fino a farne una stucchevole estranea

giovedì 24 luglio 2008

W. H. AUDEN - FUNERAL BLUES


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BLUES IN MEMORIA
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Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
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Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
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Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.
.
Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.
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TESTO NELLA LINGUA ORIGINALE
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Stop all the clocks, cut off the telephone,/ Prevent he dog from barking with a juicy bone,/ Silence the pianos and with muffled drum/ Bring out the coffin, let the mourners come.
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Let aeroplanes circle moaning overhead/ Scribbling on the sky the message He Is Dead,/ Put crêpe bows round the white necks of the public doves, / Let the traffic policemen wear black cotton gloves.
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He was my North, my South, my East and West,/ My working week and my Sunday rest,/ My noon, my midnight, my talk, my song;/ I thought that love would last for ever: I was wrong. /
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The stars are not wanted now: put out every one;/ Pack up the moon and dismantle the sun;/ Pour away the ocean and sweep up the wood;/ For nothing now can ever come to any good.


In Cammino verso Compostela

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“caminante, no hay camino. Se hace camino al andar”
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Buon viaggio Slawka ...e, se puoi porta con te la mia Preghiera, quella scritta con il cuore.



Parlare del Cammino di Santiago di Compostela comporta inevitabilmente il racconto del misto di storia, tradizione e leggenda che accompagna il ritrovamento della tomba di San Giacomo, la notizia del ritrovamento risale al IX secolo; la tradizione racconta così:
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« San Giacomo il Maggiore dopo l'ascesa di Gesù al cielo iniziò la sua opera di evangelizzazione della Spagna spingendosi fino in Galizia, remota regione di cultura celtica all'estremo ovest della penisola iberica. Terminata la sua opera Giacomo tornò in Palestina dove fu decapitato per ordine di Erode Agrippa nell'anno 44. I suoi discepoli, con una barca, guidata da un angelo, ne trasportarono il corpo nuovamente in Galizia per seppellirlo in un bosco vicino ad Iria Flavia, il porto romano più importante della zona. Nei secoli le persecuzioni e le proibizioni di visitare il luogo fanno si che della tomba dell'apostolo si perdano memoria e tracce. Nell'anno 813 l'eremita Pelagio (o Pelayò), preavvertito da un angelo, vide delle strane luci simili a stelle sul monte Liberon, dove esistevano antiche fortificazioni probabilmente di un antico villaggio celtico. Il vescovo Teodomiro, interessato dallo strano fenomeno, scoprì in quel luogo una tomba, probabilmente di epoca romana, che conteneva tre corpi, uno dei tre aveva la testa mozzata ed una scritta:"Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé". »
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Per questo motivo si pensa che la parola Compostela derivi da Campus Stellae (campo della stella) o da Compos Tellum (terreno di sepoltura).
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Alfonso I il Casto (789-842), re delle Asturie e della Galizia, ordina la costruzione sul posto di un tempio, i monaci benedettini nell'893 vi fissarono la loro residenza. Iniziarono così i primi pellegrinaggi alla tomba dell'apostolo (Peregrinatio ad limina Sancti Jacobi), dapprima dalle Asturie e dalla Galizia poi da tutta l'Europa.
Santiago di Compostela venne distrutta nel 997 dall'esercito musulmano di Almanzor e poi ricostruita da Bermudo II. Fu però il vescovo Diego Xelmirez ad iniziare la trasformazione della città in luogo di culto e pellegrinaggio, facendo terminare la costruzione della Cattedrale iniziata nel 1075 ed arricchendola con numerose reliquie.
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(Particolare interno Cattedrale di Santiago di Compostela)

IL CAMMINO

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Il 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa ha riconosciuto l'importanza dei percorsi religiosi e culturali che attraversano l'Europa per giungere a Santiago de Compostela dichiarando la via di Santiago "itinerario culturale europeo" e finanziando adeguatamente tutte le iniziative per segnalare in modo conveniente "el camino de Santiago".

Cammino di Santiago di Compostela

santiago

Guida Cammino di Santiago

Apocalissi invocate e mancate estinzioni

(Botero - Pierrot)
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[Il professore universitario (Mario Schiano) allo studente di medicina Nicola Carati (Luigi Lo Cascio) in La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana]
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Comunque voglio darle un consiglio: lei ha qualche ambizione?
- Mah…
- E allora vada via, se ne vada dall’Italia. Lasci l’Italia finché è in tempo. Cosa vuole fare? Il chirurgo?
- Non lo so… non ho ancora deciso…
- Qualsiasi cosa decida… vada a studiare a Londra, a Parigi… vada in America, se ha la possibilità, ma lasci questo paese. L’Italia è un paese da distruggere. Un posto bello e inutile… destinato a morire.
- Cioè, secondo lei tra poco ci sarà un’apocalisse?
- Magari ci fosse… almeno saremmo tutti costretti a ricostruire. Invece qui rimane tutto immobile, uguale… in mano ai dinosauri… mi dia retta: vada via.
- E lei allora professore, perché rimane?
- Ma come perché? Mio caro, io sono uno dei dinosauri da distruggere…



(De Nittis - Colazione in giardino)

mercoledì 23 luglio 2008

L'INFINITO - Giacomo Leopardi



Sempre caro mi fu quest’ermo colle
e questa siepe che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni e la presente
e viva, e il suon di lei: Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

martedì 22 luglio 2008

Cortès Édouard Leon (1882 -1969)


Cortès Édouard Leon (1882-1969) è un artista impressionista francese conosciuto come "Le Parisien Poete de la Peinture" o "il Poeta parigino della Pittura" per la bellezza dei notturni e le varietà meteorologiche presenti nei suoi dipinti.
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Il padre, Antonio Cortès, era stato un pittore del
Royal Court spagnolo. e lui, Édouard, ne seguì gli insegnamenti e la passione per l’arte e la poesia.
All’età di 17 anni si iscrive al
l'École des Beaux-Arts di Parigi e nel 1901 espone per la prima volta le sue opere raccogliendo un immediato successo.
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Cortès ha sempre sottolineato l’indipendenza della sua ricerca artistica e ad un giornalista che gli chiedeva se era stato un allievo di Luigi Loir, rispose "Non, elève de lui tout seul". ( "No, uno studente di me stesso.")
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Nel suo ultimo anno di vita ha ricevuto il prestigioso premio “ Antoine-Quinson “.

OVIDIO

(Zurigo)


Video meliora proboque:
deteriora sequor.
.

vedo ciò che è meglio e lo lodo,
ma faccio ciò che è peggio.

lunedì 21 luglio 2008

Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)


Essere in meditazione vuol dire vivere una vita da ribelle, avventurosa e coraggiosa.
L'altro modo di vivere è fingere di vivere - è la via dell'ego.
La società ti rispetta soltanto se sei una pecora...

domenica 20 luglio 2008

A.Machado



NUDA E' LA TERRA, E L'ANIMA
A. Machado
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Nuda è la terra, e l'anima
ulula contro il pallido orizzonte
come lupa famelica. Che cerchi,
poeta, nel tramonto?
Amaro camminare, perchè pesa
il cammino sul cuore. Il vento freddo,
e la notte che giunge, e l'amarezza
della distanza...Sul cammino bianco,
alberi che nereggiano stecchiti;
sopra i monti lontani sangue ed oro...
Morto è il sole...Che cerchi,
poeta, nel tramonto?

Nadia Anjuman - poetessa afgana


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RICORDI AZZURRO - CHIARI
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Oh esiliati dell’anonima montagna,
Oh gioielli dai nomi soffocati nella
palude del silenzio,
Oh voi, di cui il ricordo pallido si è
smarrito
nell’acqua torbida del mare della
dimenticanza,
dov’è finita la limpida origine dei
vostri pensieri?
Quale mano devastante si è portata
via i vostri volti aurei?
.
In questo vortice, artefice del buio,
dov’è finita la vostra calma lunare?
Se, dopo questo tormento, portatore
di morte,
il mare si calmasse,
se le nuvole si svuotassero
di sofferenza,
se la luna portasse affetto,
giungerebbe il sorriso?
.
Se il cuore della montagna
si intenerisse,
crescerebbe l’erba e ci sarebbe
l’abbondanza?
Sulle sue alte vette, uno dei vostri
nomi diverrebbe il faro?
La comparsa dei vostri ricordi
azzurro – chiari,
darebbe speranza agli occhi stanchi
dei pesci spaventati
dal tumulto del torrente?
.

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SONO IMPRIGIONATA
IN QUESTO ANGOLO
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I am caged in this corner
Full of melancholy and sorrow.
My wings are closed and I cannot fly...
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Sono imprigionata in questo angolo
Piena di malinconia e di dispiacere.
Le mie ali sono chiuse e non posso
volare.
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Nadia Anjuman, poetessa Afgana, è morta il 4 novembre 2005, nella città di Herat, a soli 25 anni, per i suoi ghazal.
Uccisa per mano del marito e della madre, con la sola colpa di aver declamato in pubblico i suoi versi.
Aveva cantato l'amore, ma le sue poesie - non certo erotiche - rivelano un misticismo triste e senza speranza.
Figura intellettuale di spicco durante il regime dei Talebani, sotto il quale alle donne era proibito studiare e lavorare, per coltivare la sua passione Nadia faceva parte del cosiddetto “circolo del cucito” della città, che tre volte a settimana si riuniva presso la finta “Scuola di cucito ago d'oro”.
In realtà questo circolo nascondeva il luogo dove un professore insegnava alle donne la letteratura, cosa che si poteva fare liberamente nelle università solo se rivolta agli uomini.

venerdì 18 luglio 2008

André Derain e Maurice de Vlaminvk

(André Derain)


rileggendo
PIERO ADORNO
''Il Novecento dalle avanguardie storiche ai giorni nostri''
(Maurice de Vlaminvk)
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André Derain (Chatou, 1880 – Parigi, 1954) e Maurice de Vlaminvk (Parigi, 1876 – Rueil –la- Gadelière, Parigi, 1958) costituiscono un binomio perché, conosciutisi casualmente in treno nel 1900, costatando l’affinità delle loro idee, intrapresero a lavorare in comune, discutendo, dipingendo insieme in campagna o nello studio di Chatou.
Nel 1901 uscirono entrambi sconvolti dalla mostra retrospettiva delle opere di Van Gogh che insegnava loro la forza espressiva del colore.
Entrati nell’ambito matissiano dei “fauves”, dettero un contributo notevole con le loro opere nell’affermazione delle nuove idee
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(André Derain)
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Vlaminvk è un istintivo: per lui la pittura è un atto quasi fisico, una necessità vitale.
Si esprime con il colore puro, così come esce direttamente dal tubetto premuto contro la tela, un colore esplosivo come “ cartucce di dinamite “ ( secondo la nota espressione di Derain) , aggressivo, espressionista. Vlaminvk ( che neppure Matisse così equilibrato, così classico riesce a disciplinare) è forse per questo il più fauves di tutto il gruppo.
La pennellata larga lascia strisce curveggianti e vorticose che creano un violento moto psicologico, la materia pittorica, visibile, grumosa, solida, suscita le diverse drammatiche incidenze della luce, i colori si accendono per accostamento, rendendo la reazione del tutto soggettiva del pittore, travolto da un’emozione condotta al limite estremo di tensione.

(Maurice de Vlaminvk )

.Nel 1908, smorzatasi l’ondata fauve anche egli si accosta al cubismo e soprattutto al costruttivismo di Cézanne. Ma in questo suo ritorno all’ordine, tipico di tutta la scuola europea, che si accentua in modo particolare dopo la guerra 1014 – 1918, restano sempre quella carica espressiva, quel travaglio interiore, quella disperata coscienza della solitudine umana che fanno di Vlaminvk uno dei pochi espressionisti francesi.


(Maurice de Vlaminvk)
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André Derain è più misurato , più luminoso, più sereno, in qualche modo potremmo dire più francese, nel senso che Vlaminck può avere ereditato l’angoscia dalla sua origine fiamminga.
Per rendersi conto della profonda differenza che intercorre tra i due basta confrontare la ballerina del ‘’ Rat mort’’ dell’uno con la donna in camicia dell’altro. (Una ballerina del Rat Mort aveva accettato nel 1906 di posare per Vlaminck e Derain nello studio di place Pigalle 7.)


(André Derain, donna in camicia, olio su tela)
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Il rapporto organico degli elementi stilistici descritti nel testo, determina un'interpretazione del tema ben diversa da quella della ballerina di Vlaminck o della futura Marcella di Kirchner. Derain imprime alla giovane donna, invece che il torpore o la vologarità professionale della ballerina o il senso di attesa drammaticodella vita ventura dell'adolescente del pittore tedesco, eleganza e malizia briosa e una acutezza intellettuale che emana dai grandi occhi, accentuati dalla linea delle lunghe ciglia caduate, e dal colore fiammeggiante dei capelli.

(Maurice de Vlaminvk , la ballerina del ''Rat mort'', olio su tela)
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Con un'aspra accusa alla societa, Vlaminck, anarchico, antimilitarista, antiborghese, mostra il rovescio della medaglia di quel periodo che fu eufemisticamente definito la belle epoche e che viene ipocritamente presentato come l'ultimo momento di serenità e di pace prima dei tragici conflitti che hanno dilaniato il mondo nel secolo breve, il '900
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Alla ridda di pennellate dense e accostate in apparente disordine da Vlaminck, Derain oppone la distenzione cromatica di zone larghe ed equilibrate, il richiamo preciso dei colori secondo la teoria impressionista e postimpressionista dei contrasti simultanei (Argan); il rosa della parete con il rosso dei capelli e delle labbra, il blu violaceo delle calze con quello verde e blu del fondo a destra, con quello degli occhi intensi e della linea, evidente ma non violenta, che disegna i tratti essenziali.
Questo no significa che Derain non partecipi interamente all'estetica fauve, che, anzi, anch'egli, nell'interpretazione della realtà, ne supera i dati oggettivi , per rendere, piuttosto. attraverso l'innaturalezza dei colori, il soggettivismo della propria emozione. Solo che la concezione della sua vita è serena.




( André Derain)

giovedì 17 luglio 2008

Wilhelm Apollinaire de Kostrowitsky

(André Derain)
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Wilhelm Apollinaire de Kostrowitsky
,
Guillaume Apollinaire nasce a Roma il 26 agosto 1880. Figlio naturale di un ufficiale italiano e di una polacca si trasferisce in Francia ancora adolescente stabilendosi a Parigi, dove dal 1908 grazie al legame con Marie Laurencin si mette in contatto con gli ambienti artistici d'avanguardia e con personalità quali Maurice de Vlaminck, André Derain, Pablo Picasso, Georges Braque, Henri Matisse.

                                                                   (Pablo Picasso)

L'interesse per il moderno lo porta a sostenere anche il futurismo di Filippo Tommaso Marinetti e la pittura metafisica di Giorgio De Chirico. Del 1910 sono i sedici racconti fantastici intitolati "L'eresiarca & C.", mentre nel 1911 pubblica le poesie di "Bestiario o corteggio di Orfe" e nel 1913 il fondamentale "Alcools", raccolta delle migliori poesie composte fra il 1898 e il 1912, che costituisce uno dei testi di poesia più importanti del secolo scorso. Quest'opera rinnova profondamente la letteratura francese ed è oggi considerata il capolavoro di Apollinaire insieme con lo splendido "Calligrammi" (1918). Fra le altre opere in prosa si ricordano "Il poeta assassinato" (1916), raccolta di novelle e racconti tra il mitico e l'autobiografico, ispirati alle esperienze sul fronte della prima guerra mondiale, e il dramma "Le mammelle di Tiresia" (scritto nel 1903 e pubblicato nel 1918), nell'introduzione del quale per la prima volta compare la definizione di un'opera surrealista. Muore a Parigi il 9 novembre 1918.Fu insieme l'ultimo dei poeti dell'800 per il suo gravitare attorno all'io e allo spazio-tempo, nobile e tragica maschera antica, immodificabile e fissata per sempre, senza spazio e tempo; poeta epico e lirico della guerra, senza ormai rime, versi lunghi e brevi che si alterneranno con assoluta elasticità quasi come un segno di incertezza. Il suo verso libero fui via via sempre più frammentario, senza un'apparente successione logica, ricco di passaggi analogici, senza enigmi, ma, pur scabro, sempre più interlocutorio.Gli amori respinti, la fuga del tempo, l'incertezza del domani sono gli eterni temi più di frequente sviluppati con un'arte indefinibile che, a un tempo, li ringiovanisce e li fa più commoventi. Poeta tra i più autentici del primo Novecento; creatura attivissima, e insieme dolcemente ombrosa, capace di deporre le facili violenze per seguire con penoso abbandono una repentina immagine d'amore.

                                                         (Pablo Picasso)
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Un uccello canta
.
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Un uccello canta non so dove
Credo che sia la tua anima che veglia
Fra tutti i soldati da un soldo
E l'uccello incanta il mio orecchio.
Ascolta canta teneramente
Su quale ramo non so
E dovunque mi va affascinando
Notte e giorno domenica e settimana.

Ma dire di questo uccello
Delle metamorfosi che dire
Dell'anima in canto nell'arboscello
Del cuore in cielo del cielo in rose.

L'uccello dei soldati è l'amore
E il mio amore è una ragazza
La rosa non è poi così perfetta e per
Me solo l'uccello blu si sgola.

Uccello blu come il cuore blu
Del mio amore dal cuore celestiale
Il tuo canto così dolce ripete
Alla mitraglia funesta.

Che crepita all'orizzonte e poi
Sono gli astri che si seminano
Così vanno i giorni e le notti
Amore blu proprio come il cuore.

mercoledì 16 luglio 2008

DANIELE DA VOLTERRA


Daniele Ricciarelli, meglio noto come Daniele da Volterra o il Braghettone (Volterra, 1509 – Roma, 4 aprile 1566), è stato un pittore e scultore italiano, ricordato soprattutto per la sua associazione, nel bene e nel male, con le ultime opere di Michelangelo.


Studiò inizialmente con gli artisti senesi Il Sodoma e Baldassarre Peruzzi. Sembra che abbia accompagnato quest'ultimo a Roma nel 1535 e l'abbia aiutato a dipingere gli affreschi nel Palazzo Massimo alle Colonne. Diventò in seguito un apprendista di Perino del Vaga.
A Roma cominciò a lavorare nel circolo di Michelangelo, il quale si servì della sua influenza presso il papa Paolo III per assicurare a Daniele il posto di superintendente delle opere in Vaticano, una posizione che mantenne fino alla morte del papa nel 1549.
Michelangelo gli fornì anche degli schizzi sui quali Daniele basò alcuni dei suoi dipinti. La sua prima commissione importante fu quella di decorare con degli affreschi la Cappella Orsini nella chiesa di Trinità dei Monti a Roma, nel 1541; è situato lì il suo quadro più famoso, la Discesa dalla croce (1545 circa), basato su disegni di Michelangelo.
Altre opere notevoli includono un dipinto di Davide che uccide Golia (1555 circa), ora al Louvre (anch'esso basato su disegni di Michelangelo e a lungo creduto opera del maestro), il Massacro degli innocenti (1557), ora agli Uffizi, un ritratto di Michelangelo e un busto dello stesso che creò dalla sua maschera funeraria.


Ricciarelli è, suo malgrado, famoso per aver coperto con vestimenti e foglie di fico i genitali dell'affresco del Giudizio Universale nella Cappella Sistina, nel 1565, poco dopo che il Concilio di Trento aveva condannato la nudità nell'arte religiosa; questo gli guadagnò il soprannome di "Braghettone".
Egli rimosse a colpi di scalpello e ridipinse anche la maggior parte di Santa Caterina e l'intera figura di San Biagio dietro di lei, poiché nell'originale quest'ultimo sembrava guardare alla schiena nuda di lei.
Non suoi, invece, i perizomi ed i panneggi nella metà inferiore dell'affresco. Il lavoro di Daniele sul Giudizio Universale fu interrotto alla fine del 1565 dalla morte di Pio IV, subito dopo la quale l'impalcatura che usava dovette essere rimossa in fretta poiché la cappella serviva per l'elezione del nuovo papa.

martedì 15 luglio 2008

16 luglio - Beata Vergine Maria del Monte Carmelo



Il Monte Carmelo, dove un tempo il profeta Elia aveva ricondotto il popolo di Israele al culto del Dio vivente e si ritirarono poi degli eremiti in cerca di solitudine, istituendo un Ordine di vita contemplativa sotto il patrocinio della santa Madre di Dio.


Il primo profeta d'Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Un gruppo di eremiti, «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», costituitrono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo. I monaci carmelitani fondarono, inoltre, dei monasteri in Occidente. Il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell'Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall'inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.
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Etimologia: Maria = amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraico
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(Il Profeta Elia - opera di Daniele da Volterra - 1509/1566 - )

http://www.madonnadelcarmine.net/italiano/rivista/archivio/04.html

Pablo Neruda


POEMA DE AMOR n° 1
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Cuerpo de mujer; blancas colinas, muslos blancos,
Te pareces al miundo en tu actitudde entrega.
Mi cuerpo de labriego salvage te socava
Y hace saltar el hijo del fondo de la tierra.
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Fui solo como un túnel.
De mí huían los pájaros
Y en mi la noche entraba su invasion poderosa.
Para sobrevivirme te forjé como un arma,
Como una flexa en mi arco
Como una piedra en mi honda.
.
Pero cae la hora de la venganza, y te amo.
Cuerpo de piel, de musgo, de leche ávida e firme.
Ah los vasos del pecho!
Ah los ojos de ausencia!
Ah las rosas del pubis! Ah tu voz lenta y triste!
.
Cuerpo de mujer mia, persisteiré en tu gracia.
Mi sed, mi ansia sin limite, mi camino indeciso!
Oscuros cauces donde la sed eterna sigue,
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Y la fatiga sigue, y el dolor infinito.

"Neftalí Ricardo Reyes Basoalto
----PABLO NERUDA----
NASC. a 12 / 7 / 1904, PARRAL, CHILE,hijo de José del Carmen Reyes Moralesy Rosa Basoalto Opazo."

CORPO DI DONNA...
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Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
tu rassomigli al mondo nel tuo atteggiamento d'abbandono.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.
.
Sono stato solo come una galleria.
Da me fuggivano gli uccelli
e in me la notte entrava con la sua invasione possente.
Per sopravvivermi tì ho forgiata come un'arma,
come una freccia al mio arco,
come una pietra nella mia fionda.
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Ma cade l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del petto!
Ah gli occhi dell'assenza!
Ah la rosa del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
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Corpo dì donna mia, persisterò nella tua grazia.
La mia sete, la mia ansia senza limite, la mia strada indecisa!
Oscuri fiumi dove la sete eterna continua,
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e la fatica continua, e il dolore infinito.
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Pablo Neruda è lo pseudonimo che Neftalì Ricardo Reyesscelse in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda (1834-1891) cantore della povera gente.
Egli nacque a Parral nel 1904, da famiglia modesta che trascorse l'infanzia scontrosa nel piovoso, malinconico e selvaggio sud del Cile; frequentò le scuole fino al liceo nella cittadina di Temuco e poi l'Università a Santiago.
Dal 1926 al 43 girò il mondo come rappresentante diplomatico del suo paese, nel'36-37 visse l'esperienza della guerra civile spagnola non soltanto da spettatore interessato.
L'incontro o meglio la scoperta della Spagna fu per Pablo Neruda un fatto di estrema importanza. Come scrisse su di lui Dario Puccini: "Uno di quei salti dialettici grazie ai quali la storia esterna diviene storia personale, la vita degli altri vita propria,il dolore del mondo sentimento radicato" .
Neruda, favorito dallecircostanze, mise un pur lieve scompiglio nella letteratura spagnola facendosi paladino della "poesia impura" opponendosialla linea purista di Juan Ramon Ramirez. Allora la sua influenza non fu preponderante ma si fece sentire più tardi e ancora perdura in qualche modo presso le generazioni intermedie e recenti.
Dopo aver subito il fascino dell'incontro con la poesia spagnola, il poeta cileno venne travolto nell'appassionata vicenda della guerra civile: prese subito posizione a favore della Repubblica aggredita; fu scosso dalla tremenda fucilazione di Lorca e con Cesar Vallejo, un poeta peruviano, fondò il Gruppo ispano-americano d'aiuto allaSpagna.
La guerra civile determinò un mutamento profondo nell'animo, nelle convinzioni, nella cultura, nella poesia del poeta.
La sua fu una vera e propria conversione al prossimo e la sua poesia divenne quella dell'uomo con gli uomini cioè una poesia sociale e di lotta politica, di adesione e di repulsione rispetto al prossimo, di sostegno e di esacrazione, di speranza e di rabbia: d'azione" e quando cessata la guerra civile e sconfitte le armi repubblicane tanti spagnoli furono costretti all'esilio o morirono fucilati o in carcere quel "legame materno" con la Spagna si fece per Pablo drammatico e fu come una goccia di sangue che rimase indelebile.
Se uno dei sentimenti più forti dell'anima moderna è quello di un continuo e cocente esilio di una imprecisata perdita esistenziale,
La Spagna è stata per Neruda quella perdita, quell'esilio: un vuoto angoscioso e accorato che si ripercuote nel suo virile grido di poeta dal lontano '39 a oggi.
Nel 1944 tornato in Cile s'iscrisse al partito comunista cileno e venne eletto senatore.
Dal '48 al 52 fu perseguitato e costretto all'esilio per la sua presa di posizione contro il neo dittatore Gonzalez Videla; così tornò a viaggiare per il mondo.
Nel 1971 guadagna il premio nobel per la letteratura, nel 1973 torna in Cile e in quello stesso anno muore a Santiago subito dopo il colpo di Stato del generale Pinochet.
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Dall ' ENCICLOPEDIA BRITANNICA per gli amici di lingua inglese.
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Pablo Neruda....
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Born July 12, 1904, Parral, Chile died September 23, 1973, Santiago
Chilean poet, diplomat, and politician who was awarded the Nobel Prize for Literature in 1971. He was perhaps the most important
Latin American poet of the 20th century
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Early life and love poetry
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Neruda was the son of José del Carmen Reyes, a railway worker, and Rosa Basoalto. His mother died within a month of Neruda’s birth, and two years later the family moved to Temuco, a small town farther south in Chile, where his father remarried. Neruda was a precocious boy who began to
write poetry at age 10. His father tried to discourage him from writing and never cared for his poems, which was probably why the young poet began to publish under the pseudonym Pablo Neruda, which he was legally to adopt in 1946. He entered the Temuco Boys’ School in 1910 and finished his secondary schooling there in 1920. Tall, shy, and lonely, Neruda read voraciously and was encouraged by the principal of the Temuco Girls’ School,
Gabriela Mistral , a gifted poet who would herself later become a Nobel laureate.
Neruda first published his poems in the local
newspapers and later in magazines published in the Chilean capital, Santiago. In 1921 he moved to Santiago to continue his studies and become a French teacher. There he experienced loneliness and hunger and took up a bohemian lifestyle. His first book of poems,
Crepusculario, was published in 1923. The poems, subtle and elegant, were in the tradition of Symbolist poetry, or rather its Hispanic version, Modernismo . His second book, Veinte poemas de amor y una canción desesperada (1924; Twenty Love Poems and a Song of Despair), was inspired by an unhappy love affair. It became an instant success and is still one of Neruda’s most popular books . The verse in Twenty Love Poems is vigorous, poignant, and direct, yet subtle and very original in its imagery and metaphors. The poems express young, passionate, unhappy love perhaps better than any book of poetry in the long Romantic tradition.
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The experimental poet as diplomat

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At age 20, with two books published, Neruda had already become one of the best-known Chilean poets. He abandoned his French studies and began to devote himself entirely to poetry. Three more books appeared in quick succession: Tentativa del hombre infinito (1926; “Attempt of the Infinite Man”); Anillos (1926; “Rings”), in collaboration with Tomás Lago; and El hondero entusiasta (1933; “The Enthusiastic Slingshooter”). Yet his poetry was not a steady source of income, so he translated hastily from several languages and published magazine and newspaper articles. Neruda’s future looked uncertain without a steady job, so he managed to get himself appointed honorary consul to Rangoon in Burma (now Yangôn, Myanmar). For the next five years he represented his country in Asia. He continued to live in abject poverty, however, since as honorary consul he received no salary, and he was tormented by loneliness.
From Rangoon Neruda moved to Colombo in Ceylon (now Sri Lanka). He increasingly came to identify with the South Asian masses, who were heirs to ancient cultures but were downtrodden by poverty, colonial rule, and political oppression. It was during these years in Asia that he wrote Residencia en la tierra, 1925–1931 (1933;
Residence on Earth ). In this book Neruda moves beyond the lucid, conventional lyricism of Twenty Love Poems, abandoning normal syntax, rhyme, and stanzaic organization to create a highly personalized poetic technique. His personal and collective anguish gives rise to nightmarish visions of disintegration, chaos, decay, and death that he recorded in a cryptic, difficult style inspired by Surrealism. These puzzling and mysterious poems both attract and repel the reader with the powerful and awe-inspiring vision they present of a modern descent into hell.
In 1930 Neruda was named consul in Batavia (modern Jakarta), which was then the capital of the Dutch East Indies (now Indonesia). There he fell in love with a Dutch woman, Maria Antonieta Hagenaar, and married her. In 1932 Neruda returned to Chile, but he still could not earn a living from his poetry. In 1933 he was appointed Chilean consul in Buenos Aires, Argentina. There he met the Spanish poet
Federico García Lorca, who at that time was traveling in Argentina and who was to become a close friend and an enthusiastic defender of Neruda’s poetry.
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Communism and poetry

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In 1934 Neruda took up an appointment as consul in Barcelona, Spain, and soon he was transferred to the consulate in Madrid. His success there was instantaneous after García Lorca introduced him. Neruda’s new friends, especially
Rafael Alberti and Miguel Hernández, were involved in radical politics and the Communist Party. Neruda shared their political beliefs and moved ever closer to communism. In the meantime, his marriage was foundering. He and his wife separated in 1936, and Neruda met a young Argentine woman, Delia del Carril, who would be his second wife until their divorce in the early 1950s.
divorce in the early 1950s.
A second, enlarged edition of the Residencia poems entitled Residencia en la tierra, 1925–35 was published in two volumes in 1935. In this edition, Neruda begins to move away from the highly personal, often hermetic poetry of the first Residencia volume, adopting a more extroverted outlook and a clearer, more accessible style in order to better communicate his new social concerns to the reader. This line of poetic development was interrupted suddenly by the outbreak of the Spanish Civil War in 1936, however. While García Lorca was executed by the Nationalists and Alberti and Hernández fought at the front, Neruda traveled in and out of Spain to gather money and mobilize support for the Republicans. He wrote España en el corazón (1937;
Spain in My Heart) to express his feelings of solidarity with them. The book was printed by Republican troops working with improvised presses near the front lines.
In 1937 Neruda returned to Chile and entered his country’s political life, giving lectures and poetry readings while also defending Republican Spain and Chile’s new centre-left government. In 1939 he was appointed special consul in Paris, where he supervised the migration to Chile of many defeated Spanish Republicans who had escaped to France. In 1940 he took up a post as Chile’s consul general in Mexico. He also began work on a long poem,
Canto general (1950; “General Song,” Eng. trans. Canto general), resonant with historical and epic overtones, that would become one of his key works. In 1943, during a trip to Peru, Neruda climbed to the ancient Inca city of Machu Picchu. The strong emotions aroused by the sight of this spectacular ruin inspired one of his finest poems, Alturas de Macchu Picchu (1943; Heights of Macchu Picchu). This powerful celebration of pre-Columbian civilization would become the centrepiece of Canto general.
In the meantime, Neruda suffered a stunning reversal in his native country. He had returned to Chile in 1943, was elected a senator in 1945, and also joined the Communist Party. He campaigned for the leftist candidate Gabriel González Videla in the elections of 1946, only to see President Videla turn to the right two years later. Feeling betrayed, Neruda published an open letter critical of Videla; as a consequence, he was expelled from the Senate and went into hiding to avoid arrest. In February 1948 he left Chile, crossing the Andes Mountains on horseback by night with the manuscript of Canto general in his saddlebag.
In exile Neruda visited the Soviet Union, Poland, Hungary, and Mexico. In Mexico he again met Matilde Urrutia, a Chilean woman whom he had first encountered in 1946. Their marriage would last until the end of his life, and she would inspire some of the most passionate Spanish love poems of the 20th century. The third volume of Neruda’s Residencia cycle, Tercera residencia, 1935–45 (1947; “Third Residence”), completed his rejection of egocentric angst and his open espousal of left-wing ideological concerns. His communist political beliefs receive their culminating expression in Canto general. This epic poem celebrates Latin America—its flora, its fauna, and its history, particularly the wars of liberation from Spanish rule and the continuing struggle of its peoples to obtain freedom and social justice. It also, however, celebrates Joseph Stalin, the bloody Soviet dictator in power at the time.

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Later years

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In 1952 the political situation in Chile once again became favourable, and Neruda was able to return home. By that time his works had been translated into many languages. Rich and famous, he built a house on Isla Negra, facing the Pacific Ocean, and also maintained houses in Santiago and Valparaíso. While traveling in Europe, Cuba, and China, Neruda embarked upon a period of incessant writing and feverish creation. One of his major works, Odas elementales (
Elemental Odes), was published in 1954. Its verse was written in a new poetic style—simple, direct, precise, and humorous—and it contained descriptions of everyday objects, situations, and beings (e.g., “Ode to the Onion” and “Ode to the Cat”). Many of the poems in Odas elementales have been widely anthologized. Neruda’s poetic output during these years was stimulated by his international fame and personal happiness; 20 books of his appeared between 1958 and his death in 1973, and 8 more were published posthumously. In his memoirs, Confieso que he vivido (1974; Memoirs), Neruda summed up his life through reminiscences, comments, and anecdotes.
In 1969 Neruda campaigned for the leftist candidate
Salvador Allende, who appointed him ambassador to France after being elected president of Chile. While already ill with cancer in France, Neruda in 1971 learned that he had been awarded the Nobel Prize for Literature. After traveling to Stockholm to receive his prize, he returned to Chile bedridden and terminally ill and survived by only a few days his friend Allende, who died in a right-wing military coup.
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Assessment

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Neruda’s body of poetry is so rich and varied that it defies classification or easy summary. It developed along four main directions, however. His love poetry, such as the youthful Twenty Love Poems and the mature Los versos del Capitán (1952; The Captain’s Verses), is tender, melancholy, sensuous, and passionate. In “material” poetry, such as Residencia en la tierra, loneliness and depression immerse the author in a subterranean world of dark, demonic forces. His epic poetry is best represented by Canto general, which is a Whitmanesque attempt at reinterpreting the past and present of Latin America and the struggle of its oppressed and downtrodden masses toward freedom. And finally there is Neruda’s poetry of common, everyday objects, animals, and plants, as in Odas elementales.
These four trends correspond to four aspects of Neruda’s personality: his passionate love life; the nightmares and depression he experienced while serving as a consul in Asia; his commitment to a political cause; and his ever-present attention to details of daily life, his love of things made or grown by human hands. Many of his other books, such as Libro de las preguntas (1974; The Book of Questions), reflect philosophical and whimsical questions about the present and future of humanity. Neruda was one of the most original and prolific poets to write in Spanish in the 20th century, but despite the variety of his output as a whole, each of his books has unity of style and purpose.
Neruda’s work is collected in Obras completas (1973; 4th ed. expanded, 3 vol.). Most of his work is available in various English translations. Four essential works are Twenty Love Poems and a Song of Despair, trans. by
W.S. Merwin (1969, reissued 1993); Residence on Earth, and Other Poems, trans. by Angel Flores (1946, reprinted 1976); Canto general, trans. by Jack Schmitt (1991); and Elem Manuel E. DuranRoberto González Echevarría
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Manuel E. Duran
Roberto González Echevarría


lunedì 14 luglio 2008

LEONARDO DA VINCI



LA VERGINE DELLE ROCCE
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Legno trasposto su tela, centinato nella parte superiore, realizzato nel 1483. Francia, Parigi, Musée du Louvre.

(particolare)

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Nel 1483 Leonardo, che ormai vive a Milano, si impegna a dipingere la parte centrale di un trittico destinato ad una pala d'altare per la confraternita della Concezione.L'opera deve essere consegnata l'8 dicembre 1483 per la festa dell'Immacolata Concezione.Un minuzioso documento indica quali sono i personaggi e quale la cornice da dipingere: Dio nella parte superiore, la Vergine e il Bambin Gesù al centro, montagne e rocce in basso. Ma nessuna clausola del contratto viene rispettata da Leonardo: né la scadenza, né il soggetto.

Il quadro suscita grande impressione, ma i monaci, considerandolo incompiuto e non rispondente ai requisiti richiesti, si rifiutano di pagare l'artista.
La questione sfocia in un processo che dura un quarto di secolo prima di chiudersi con la vittoria del pittore.
I quattro personaggi del dipinto, la cui presenza sembra allontanare l'oscurità, restano tuttavia ambigui nei loro gesti.
Sono rappresentate tre mani unite sopra la testa di Cristo, mentre le due dita di Gesù benedicono il piccolo San Giovanni, e il dito teso dell'angelo lo indica.
La mano sinistra della Vergine sembra proteggere e allo stesso tempo minacciare il Bambin Gesù; la mano destra della Vergine intorno a San Giovanni, inoltre, appare contratta.
Secondo la Bibbia, Gesù e San Giovanni si incontrarono in un deserto fiorito ed è probabile che Leonardo abbia tratto spunto da questo particolare per il dipinto.
Si noti ancora la simbologia legata a fiori e piante: l'iris allude alla pace, l'edera alla fedeltà, l'anemone rosso invece alla tristezza e alla morte.


(particolare)