ChagallEmigrare è anche bello. È bello conoscere ed apprendere lingue nuove, sensazioni che si muovono in spazi diversi; strade , monti e boschi, fiumi e laghi.. volti ..che si aprono per diventare memoria.E ami le terre avute in dono dalla vita e le strade e le piazze e nuovi ricordi, nel tempo, affollano la mente raccontati in lingue diverse dalla tua e non ci fai caso tanto ti appartengono e sono tuoi.Conosci l’inglese, apprendi il tedesco, hai fatto nuove amicizie e ti è piaciuto. Diritti riservati
domenica 10 maggio 2009
A PureSwami - ALDA MERINI - La Terra Santa
Chagallvenerdì 1 maggio 2009
UMBERTO SABA :ULISSE
lungo le coste dalmate. Isolotti
A fior d’onda emergevano,ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe,scivolosi,al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il nono domato spirito,
e della vita il doloroso amore.
mercoledì 29 aprile 2009
Terremoto de L'Aquila: la notte del 6 aprile...anche io ho pianto
Anche io ho pianto la notte del 6 aprile.
MARC CHAGALL Grazie Beatrice, anonima visitatrice, per la tua dolce e bellissima testimonianza.
Lo sento..... è scritta con il cuore.
venerdì 24 aprile 2009
25 Aprile - festa della liberazione : IL PARTIGIANO LUCIANO
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"Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restitutire all'Italia libertà e dignità.
Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile: quella di morire, di testimoniare con la resistenza e la morte, la fede nella giustizia"
E aggiunse " ... a noi è rimasto un compito cento volte più agevole: quello di tradurre in leggi chiare, stabili e oneste, il loro sogno di una società più giusta e umana, di una solidarietà di tutti gli uomini alleati a debellare il dolore .... .... non dobbiamo tradirli".
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picasso pablo-galleria di opere.
mercoledì 15 aprile 2009
Mafi
Jan Vermeer .
Gracias Mafi! es un placer tu cercanía. Nino
martedì 14 aprile 2009
(13/04/09 ore 23.14) - Una nuova scossa di terremoto
CaravaggioUna nuova forte scossa di terremoto (magnitudo 4.9 sulla scala Richter) è stata avvertita all'Aquila e in Abruzzo alle 23,14 di lunedì. Le località più vicine all'epicentro sono Capitignano, Campotosto, Pizzoli e Barrete. La scossa è stata avvertita distintamente anche in Umbria, Marche e Lazio (fino a Roma).
domenica 12 aprile 2009
Buona Pasqua !
Di neve ne è caduta assai sulle nostre montagne… ed ora è Pasqua. La vita riprende nella speranza e così deve essere nonostante i lutti, la devastazione, l’incertezza del futuro per tanti nostri connazionali
venerdì 10 aprile 2009
A proposito del terremoto
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Quel terremoto ha segnato anche la vita di noi che non lo abbiamo vissuto, ma che ne siamo figli.Conviviamo con la paura che accada di nuovo... conviviamo con l'abitudine alle piccole scosse.E ogni tredici gennaio, quando le campane delle chiese suonano i rintocchi a memoria di quel giorno, continuiamo a sentirci privati.Di cosa? E' difficile a dirsi... dei nostri avi, di tutta una memoria che con essi è andata perduta... E in questi giorni che vedono L'Aquila colpita come la Marsica lo fu allora, non possiamo che avere paura, con loro, per loro.. Non possiamo che sentirci Aquilani anche se siamo Marsicani.Fratelli accomunati dallo stesso destino che ci vuole a condividere le nostre vite con la terra, nel bene e nel male.
Beatrice
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Cèzanne
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Cara Beatrice,
Alle 3.32 di lunedì 6 aprile mi sveglio… la casa trema, un rumore che cresce, che diventa via via più forte. Il solaio ondeggia, scricchiola, i vetri delle finestre tremano … Scendo dal letto ... il pavimento sfugge,....Afferro i vestiti e cerco di raggiungere la porta... non si apre
‘’Il Terremoto ! esclamo .... ancora !”, penso ‘’ è ondulatorio…somiglia alla scossa notturna del 1997 ‘’ ….l’epicentro è lontano, forse ….non è locale’’ .
‘’ Cresce di intensità’’ e devo attendere, sperare e finalmente rallenta . Realizzo il disastro che c'è stato, da qualche parte, come nel 1997.
Richiamo alla mente l'esperienza ( http://giovenaleninosassi.blogspot.com/2008/09/terremoto.html), il racconto di altri eventi.
Alle 3,35 ho pianto.
Questo sisma ricorda uno sciame sismico che ebbe il suo culmine alle ore 18 del 2 febbraio del 1703 quando una scossa di X grado con epicentro a l'Aquila provocò in Abruzzo ben 7694 morti e 1136 feriti. Fino al 25 febbraio, raccontano gli annali, si contarono 160 repliche.
Anche in Umbria arrivò con grande violenza. Nella città in cui vivo non fece nessuna vittima ma furono ingenti i danni.
Alle 18 e 15 di quel giorno , mentre si stava celebrando in Duomo il rito della Candelora, il Vescovo, i canonici, i sacerdoti con indosso i paramenti, scapparono fuori dalla chiesa insieme ai fedeli.
Le repliche durarono alcuni mesi.
Mentre i travi e i puntelli di sostegno messi in febbraio alle abitazioni davano segni di cedimento, un'altra scossa provocò feriti. cadde la chiesa degli Agostiniani. Era il 9 Aprile, lunedì di Pasqua.
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C'è una grande vicinanza tra gli eventi sismici che colpiscono l'Abruzzo e questa mia terra.
Vicinanza culturale, di sentimenti e, del resto, dalla cima del Monte Vettore si vedono il Gran Sasso e i monti della Maiella. La città de l' Aquila e lì, da qualche parte....prima dell'orizzonte.
Nino
lunedì 6 aprile 2009
13 gennaio 1915 - Terremoto di Avezzano

Così scrive al fratello, alcuni mesi dopo il sisma, di ritorno dal seminario di Chieti (dove studiava) al paese natale distrutto
giovedì 2 aprile 2009
Albatro (A.Merini)
venerdì 27 marzo 2009
Bertolt Brecht –Tempi brutti per la poesia
BOTEROL'albero deforme nel cortile
Le barche verdi e le vele allegre della baiaI
Perché parlo solo del fatto
Una rima in una mia canzone
In me si combattono
* Con "l'imbianchino" Brecht si riferisce a Hitler.
venerdì 20 marzo 2009
Destinatario sconosciuto - V
Stamani sono andato dal chirurgo che collabora con il primario che mi ha operato. Bisognava che mi visitasse per verificare il drenaggio delle ferite, medicare e togliere i punti.
Eravamo d’accordo di incontrarci di primo mattino… ho deposto il giaccone, tolto la tuta per poi adagiarmi sul lettino della medicheria. Ho atteso ... un tempo breve ma interminabile. Il primario e i suoi assistenti erano in visita.
Nel silenzio della stanza la mente è corsa veloce agli eventi che in rapida successione hanno messo in crisi il presente, ristretto l’orizzonte futuro e non so poi. C’è sempre un poi da interpretare, analizzare, comprendere … un succedersi di giorni che vorresti felici.
Un poi che improvvisamente s’incarta e diventa oscuro, precario, difficile. Osservo il mio corpo provato dalla malattia. Lo ricordo forte, perfetto… veloce nella corsa, agile, infaticabile. Mi ha servito bene. Ora ha bisogno di cure, amore.
Luciano, il Primario, ha fatto un buon lavoro ma i controlli non sono terminati… bisogna attendere …..
Ero il più veloce nella corsa e nelle prove di resistenza. Saltavo un metro, senza fatica, da fermo e a piedi uniti . Salivo sulla corda senza utilizzare i piedi, con le sole mani… e discendevo veloce.
Nelle materie artistiche, come negli sport, ero di gran lunga il migliore. Nelle ore di studio, scrivevo poesie e leggevo Joyce, Quasimodo, Ungaretti. Amavo i poeti. Ero Ulisse, l’eroe di Omero …. Immaginavo un divenire difficile, di lotta per raggiungere la terra amica, la casa dell’infanzia: il desiderio di un orfano che viveva la solitudine del futuro.
‘’Come va?’’
‘’Bene’’ ho risposto …. ‘’ ne ha fatta di strada!’’
‘’Chi?’’
‘’Il primario.’’
mercoledì 18 febbraio 2009
Destinatario sconosciuto IV
Caro destinatario sconosciuto,
E’ andata bene ma, a mio avviso, è presto per chiudere la pagina. E’ tardi per scrivere, raccontare … abbi pazienza.
Stasera lascio qualche notizia. Domani mattina rientrerò in ospedale per una visita di controllo e altre ce ne saranno. Potevo (avrei dovuto, credo) restare in corsia sotto controllo medico ma… il sistema sanitario nazionale (regionale) riduce al minimo le degenze.
L’intervento è andato bene… la tappa più importante è superata.
Ringrazio Il Chirurgo e il gruppo di lavoro che l’ha sostenuto … Grazie!
IL CIMITERO DEGLI SCRITTORI
Paul Gauguin
martedì 10 febbraio 2009
Domani....
Madonna del Carmine.
Non è tempo di favole, questo.
Oppure si, come sempre, se Dio lo consente.
Posso, Signore mio Dio immenso e grande ricominciare a sognare?
Posso volare oltre le valli e i monti
e ancora i monti
e scendere oltre il ponte nel regno della fantasia?
Non “voglio lottare” con Te, mio Dio
e poi sei Tu che mi hai dato un dorato talento.
Non fare di me la cicala che muore all’inizio dell’inverno.
Che spreco sarebbe …?!
Facciamo un patto.
Ecco:
scrivo per Te…
ma ho bisogno di ritrovare la serenità, la pace, la salute.
Ho bisogno di ritrovare quello che Tu, Signore mio Dio
hai permesso che mi fosse tolto,
quando ero giovane e sognavo.
In fondo sognavo di Te e tra la gente e le cose cercavo il Tuo amore.
Ecco:
torno a scrivere di Te perché Tu che mi vuoi bene,
lo so che mi vuoi bene,
metti ordine
e mi “restituisci” lo spirito degli anni;
la forza della vita,
il gusto di guardare alla gente e alle cose con l’amore di un tempo;
la capacità di disegnare il volo di una foglia che cade
o la bellezza di un filo d’erba che si alza, festoso, nel campo.
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Domani mattina, mercoledì 11 febbraio, giorno che richiama le apparizioni della Madonna a Lourdes, entro in ospedale per un intervento chirurgico che definisco delicato.
Domani è anche la festa della Madonna di Lourdes a cui affido i miei pensieri… le mie preghiere .
Per un periodo, spero breve, resterò lontano da queste pagine. Se tutto andrà bene lunedì prossimo rientro nella mia abitazione
Grazie per avermi ascoltato,Giovenale Nino Sassi
http://www.lourdes-radio.com/player_live/player_live_fr/player-token_fr.php
La vita....
La vita è vita e nessuno ha il diritto di limitarla, offenderla, ferirla, …..
La medicina ha fatto progressi impensabili ma il confine tra il diritto alla vita e il diritto alla morte non è disponibile. Il medico non ha certezze . Lotta per la vita ben sapendo che domani sarà possibile curare l’impossibile di oggi. Quella del medico è una missione.
Sono un credente, un cattolico … e capisco la posizione della Chiesa Cattolica Romana. E piango la morte di tanti giovani sulle strade del sabato notte.
La vita !? non è una corsa nella notte .
Che Dio ci aiuti e ci perdoni tutti.
domenica 8 febbraio 2009
Karol Wojtyla - Il senso della vita
za attesta infatti che la nostra mente, pur offuscata o indebolita da monteplici condizionamenti, è in grado di cogliere la verità delle cose, almeno quando si tratta di quei valori fondamentali che rendono possibile l'esistenza dei singoli e della società. Essi si impongono alla coscienza di ciascuno e sono un patrimonio comune dell'umanità. Non è forse ad esso che s'appella la coscienza comune quando condanna i crimini contro l'umanità, anche se avvallati da qualche legislatore ? in realtà la legge naturale, proprio perchè scolpita da Dio nel cuore, precede ogni legge fatta dagli uomini e ne misura la validità.sabato 7 febbraio 2009
James Joyce -A Portrait of the Artist as a Young Man
Tutti gli umori, le voglie, le idiosincatrie di un giovane genio della letteratura si raccolgono in questo romanzo largamente autobiografico e ribollono nel magma di una scrittura violenta e raffinatissima, che ora si rivolge in larghe spire meditative su se stessa, ora fila via sulle battute sempre brillantissime di un dialogo che non sdegna il ''basso'' e il triviale, quasi a dare maggior evidenza alle improvvise punte ''alte'' di cui è costellato.
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(http://www.repubblica.it/speciale/2002/novecento/libri/48/2.html)

giovedì 5 febbraio 2009
James Joyce - BAHNHOFSTRASSE
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akatalēpsía o gli infiniti ritorni ...La domanda sospesa nella contraddizione
1099. La domanda sospesa nella contraddizione
Chi aveva ragione fra [...]Parmenide e Eraclito? Lo spettacolo della vita sembra dire, appena si comincia a contemplarlo: Eraclito. Tutto inarrestabilmente muta, non ci si può bagnare due volte nell'acqua dello stesso fiume, il divenire è una Grande Anima dove le cose si formano mediante trasformazione in esse dei loro contrari. "Il mondo non è stato creato una volta per tutte per ognuno di noi": la sorpresa ci assale. Stupiti, dovremmo constatare che il passato s'incontra in noi col futuro, e noi viviamo nel continuo trasfondersi dell'uno nell'altro: siamo, perciò, diafani: ci attraversa il Divenire. Che fa sentire il piacere d'esistere. Naturalmente, il Divenire è anche uno stato di privazione: l'essere non c'è ancora, mentre si sta costruendo. E si tenta di raggiungere il nuovo stato come camminando su un filo teso nel vuoto, - che annuncia il pericolo. Divenendo, non soltanto non siamo ancora, ma possiamo non essere più [...]. L'Essere pare così coinvolto col Divenire che non si riesce a immaginarlo fuori da esso: può esistere davvero solo ciò rischia di venir meno [...].A questo punto nasce il bisogno del grande avversario di Eraclito: Parmenide [...]. Se rifletto, ad esempio, sulla persistenza dell'amore, - sul fatto che è possibile provare amore con costanza, - ecco: sono trascorsi anni e l'amore resta piantato dentro un albero secolare, - alto, severo, - concludo: oltre i singoli e talora vertiginosi cambiamenti sulle superfici, non è forse vero che nulla cambia mai del tutto in fondo all'anima? [...]Parmenide custodisce l'Essere. Guardiano inflessibile, padre della pace. Per questo l'amore, come ogni altro sentimento che arrivi a sostanziare l'Essere, è salvo: inattaccabile dal tempo. Si crede sia finito, ma non è finito. Non arde più quel fuoco, che era mirabile. Ma non si è spento. E' vero che non si è spento? Naturalmente no. Naturalmente sì. Perciò occorre lasciare la risposta a questa domanda: "E' vero che non si è spento?", fluttuante nella contraddizione, perché lo sguardo scopre cose diverse, secondo che si badi alle partenze, alle fughe, alle distrazioni, o all'impossibilità di rinascere a un nuovo sentimento. Anche una sola volta.
mercoledì 4 febbraio 2009
Rainer Maria Rilke
PAUL CEZANNE.
IL MIO LIBRO
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La sera è il mio libro. Risplende,
legato in damasco purpureo.
Su gli aurei fermagli m'indugio,
li schiudon le fresche mie dita.
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E leggo la pagina prima:
la fida sua voce mi allieta.
Sussurro quell'altra, più piano ...
La terza ?... La terza, già sogno.
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martedì 3 febbraio 2009
NADA TE TURBE
Testo di
quien a Dios tiene, nada le falta.
Nada te turbe, nada te espante:
solo Dios basta.
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Niente ti turbi, niente ti spaventi,
chi ha Dio niente gli manca.
Niente ti turbi, niente ti spaventi,
solo Dio basta.
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Stamani ha chiamato l'ospedale.
La Cappella Sistina
nel luogo dei conclave,
in una Roma
diversa da oggi....
Quella dei Blasetti, dei De Sica e dei Rossellini.
Sofia Loren abitava in via Ugo Balzani,
di fianco a noi
Ricordo poco di quel giorno
Avevo nove anni.
Musei Vaticani : Visita virtuale della Cappella Sistina
Giovanni Papini
PureSwami
Caravaggio Riposo durante la fuga in Egitto .domenica 1 febbraio 2009
Michel Quoist
gauguin.
"L'amore non è già fatto. Si fa. Non è un vestito già confezionato, ma stoffa da tagliare, preparare e cucire. Non è un appartamento "chiavi in mano", ma una casa da concepire, costruire, conservare e, spesso, riparare."
Arte, genio e follia a Siena
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.venerdì 30 gennaio 2009
Rabindranath Tagore - Lo schema del creato
Non sapevo chi Tu eri.
Non avevo paura nè vergogna;
come un monello trascorrevo la vita.
Come intimo amico
al mattino mi chiamavi,
felice scorrazzavo con te
di foresta in foresta.
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O Signore, in quei giorni non capivo
il significato dei tuoi canti;
ma insieme a Te cantava il mio spirito,
inquieto il mio cuore danzava.
Oggi, inaspettatamente, una visione:
immobile nel cielo, muti il sole e la luna;
l'universo è chino
in adorazione davanti a Te
giovedì 29 gennaio 2009
La valigia

La valigia vecchia
legata con lo spago
ha preso il treno
per andare a nord..
S’è fermata alla stazione
grigia oltre frontiera ....
è scesa
........e adesso sta
in un canto ad aspettare
.......di tornare
verso il sole dei paesi del sud.
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Stasera ripenso l'emigrazione, la nostra, quella dei nostri antenati, dei nostri genitori, la nostra...
Lo faccio attraverso una poesia che ho scritto nel 1970 e un articolo pubblicato nella pagina dedicata, da un quotidiano nazionale, all'emigrazione italiana.:
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Quel luogo che sta nella mente fatto di fantasia ed aspirazioni incompiute al quale s’accede in momenti particolari e subito porta alla giovinezza è un insieme d’immagini sovrapposte e diverse nella sostanza; appuntamento comune con se stessi diventa, per l’emigrante, la terra promessa.
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Io non so, adesso, dove sta la terra degli emigranti, se esiste o è un luogo della fantasia. Succede che questo andare verso direttrici diverse dalla logica rende improbabili i concetti.
Non bisognerebbe sprecare le risorse naturali: gli ettari che restano incolti, le braccia capaci di trasformare, di costruire.
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Questa quantità che è una qualità sempre considerata eccedente è il simbolo di due Italie.
Una spinta verso il presunto miracolo economico, l’altra lasciata, per la prima, nella continua arretratezza.
Treni lunghissimi correvano, negli anni ’60, dal sud verso il nord, verso le pensiline delle città industriali d’Europa.
Portavano uomini tristi per quella realtà dipendente, senza proprietà, portatori necessari del sistema.
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Aldo dice che non bisogna emigrare. “Bisogna restare e lottare” dice “ ma come fai se non c’è niente”.
Bruno e scuro di carnagione, giovane e robusto, calmo, abituato a girare il mondo e a non stupirsi di nulla, è uno degli immigrati italiani che a Zurigo lavora nelle imprese edili
“A Carlantina non c’è niente” aggiunge mimando con le dita.
“qualcuno trova lavoro a Foggia ma a Carlantina c’è solo disoccupazione”
Zurigo cerca lentamente di cambiare: gli edifici vengono abbattuti e ricostruiti, l’autostrada disegna tangenti aeree sulla periferia.
Ogni cosa sta a suo posto, qui, e recita un copione scontato:
“Nessuno esce dalle strisce pedonali, nessuno getta carta in terra”.
La mentalità pigra e materialista del luogo presenta aspetti dolci e brutali che forse la natura a comunicato agli abitanti.
Ognuno sta a suo posto, qui: gli indigeni organizzano, gli immigrati lavorano.
“Il sudore non convince questa gente” racconta Aldo “abbiamo il diritto di lavorare insieme all’umiliazione d’essere appena sopportati”.
A quest’ora del pomeriggio il “Caravelle Tea Room” è deserto. Gli italiani arrivano più tardi, alla spicciolata, dopo le partite di calcio, prima della messa vespertina.
La Missione Cattolica sta, infatti, ad un isolato dopo la curva a gomito nel cuore del quartiere italiano.
“Loro pensano all’economia” aggiunge Aldo” “ e alla produzione, pensano che dobbiamo ringraziarli per il lavoro e tutto sommato hanno ragione. E’ il Governo italiano che deve difenderci,che deve impedire la disoccupazione”
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Aldo ha lasciato Zurigo: è stato licenziato.
Gli hanno detto che l’impresa non può mantenere gente incapace e chiacchierona ma lavoratori appassionati e produttivi.
Lui, il chiacchierone è partito. A Carlantina potrà muoversi liberamente.
Non ci sono strisce pedonali, infatti ma poche strade e una piazza stretta tra le case in sasso.
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J. W. Goethe - MIGNON

le arance d'oro splendono tra le foglie scure,
dal cielo azzurro spira un mite vento,
quieto sta il mirto e l'alloro è eccelso,
la conosci tu forse?
andare vorrei con te, o amato mio!
risplende la sala, la stanza è tutta un bagliore,
e statue marmoree mi volgono lo sguardo:
povera bambina, che cosa ti hanno fatto?
La conosci tu forse?
andare vorrei con te, o difensore mio!
Il mulo cerca il suo cammino tra le nebbie,
l'antica stirpe dei draghi abita in spelonche,
precipita la rupe e, sopra, la massa di onde,
lo conosci tu forse?
che noi faremo: andiamo, o padre mio!
mercoledì 28 gennaio 2009
La nave dei folli ....
.....« Perché si vede sorgere d'un tratto la sagoma della nave dei folli, e il suo equipaggio insensato che invade i paesaggi più familiari? Perché, dalla vecchia alleanza dell'acqua con la follia, è nata un giorno, e proprio quel giorno, questa barca?[…]
martedì 27 gennaio 2009
WALT WHITMANIN - FOGLIE D'ERBA - QUESTO MOMENTO IN CUI SIEDO PENSOSO E SOLITARIO

In questo momento, in cui siedo pensoso e solitario,
.....struggendomi,
So che altri uomini, in altre terre, sono pensosi e si
.....struggono,
E che potrei vederli, alzando gli occhi, in Germania, in
.....Italia, in Francia, Spagna
O più lontano, in Cina, in Russia, in Giappone, parlando
.....altri dialetti
E so che se potessi conoscere quegli uomini saprei
.....attaccarmi ad essi come agli uomini delle mie parti,
E so che ci ameremmo e saremmo fratelli,
So che sarei felice insieme a loro.















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