martedì 15 luglio 2008

16 luglio - Beata Vergine Maria del Monte Carmelo



Il Monte Carmelo, dove un tempo il profeta Elia aveva ricondotto il popolo di Israele al culto del Dio vivente e si ritirarono poi degli eremiti in cerca di solitudine, istituendo un Ordine di vita contemplativa sotto il patrocinio della santa Madre di Dio.


Il primo profeta d'Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Un gruppo di eremiti, «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», costituitrono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo. I monaci carmelitani fondarono, inoltre, dei monasteri in Occidente. Il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell'Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall'inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.
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Etimologia: Maria = amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraico
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(Il Profeta Elia - opera di Daniele da Volterra - 1509/1566 - )

http://www.madonnadelcarmine.net/italiano/rivista/archivio/04.html

Pablo Neruda


POEMA DE AMOR n° 1
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Cuerpo de mujer; blancas colinas, muslos blancos,
Te pareces al miundo en tu actitudde entrega.
Mi cuerpo de labriego salvage te socava
Y hace saltar el hijo del fondo de la tierra.
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Fui solo como un túnel.
De mí huían los pájaros
Y en mi la noche entraba su invasion poderosa.
Para sobrevivirme te forjé como un arma,
Como una flexa en mi arco
Como una piedra en mi honda.
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Pero cae la hora de la venganza, y te amo.
Cuerpo de piel, de musgo, de leche ávida e firme.
Ah los vasos del pecho!
Ah los ojos de ausencia!
Ah las rosas del pubis! Ah tu voz lenta y triste!
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Cuerpo de mujer mia, persisteiré en tu gracia.
Mi sed, mi ansia sin limite, mi camino indeciso!
Oscuros cauces donde la sed eterna sigue,
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Y la fatiga sigue, y el dolor infinito.

"Neftalí Ricardo Reyes Basoalto
----PABLO NERUDA----
NASC. a 12 / 7 / 1904, PARRAL, CHILE,hijo de José del Carmen Reyes Moralesy Rosa Basoalto Opazo."

CORPO DI DONNA...
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Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
tu rassomigli al mondo nel tuo atteggiamento d'abbandono.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.
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Sono stato solo come una galleria.
Da me fuggivano gli uccelli
e in me la notte entrava con la sua invasione possente.
Per sopravvivermi tì ho forgiata come un'arma,
come una freccia al mio arco,
come una pietra nella mia fionda.
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Ma cade l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del petto!
Ah gli occhi dell'assenza!
Ah la rosa del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
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Corpo dì donna mia, persisterò nella tua grazia.
La mia sete, la mia ansia senza limite, la mia strada indecisa!
Oscuri fiumi dove la sete eterna continua,
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e la fatica continua, e il dolore infinito.
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Pablo Neruda è lo pseudonimo che Neftalì Ricardo Reyesscelse in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda (1834-1891) cantore della povera gente.
Egli nacque a Parral nel 1904, da famiglia modesta che trascorse l'infanzia scontrosa nel piovoso, malinconico e selvaggio sud del Cile; frequentò le scuole fino al liceo nella cittadina di Temuco e poi l'Università a Santiago.
Dal 1926 al 43 girò il mondo come rappresentante diplomatico del suo paese, nel'36-37 visse l'esperienza della guerra civile spagnola non soltanto da spettatore interessato.
L'incontro o meglio la scoperta della Spagna fu per Pablo Neruda un fatto di estrema importanza. Come scrisse su di lui Dario Puccini: "Uno di quei salti dialettici grazie ai quali la storia esterna diviene storia personale, la vita degli altri vita propria,il dolore del mondo sentimento radicato" .
Neruda, favorito dallecircostanze, mise un pur lieve scompiglio nella letteratura spagnola facendosi paladino della "poesia impura" opponendosialla linea purista di Juan Ramon Ramirez. Allora la sua influenza non fu preponderante ma si fece sentire più tardi e ancora perdura in qualche modo presso le generazioni intermedie e recenti.
Dopo aver subito il fascino dell'incontro con la poesia spagnola, il poeta cileno venne travolto nell'appassionata vicenda della guerra civile: prese subito posizione a favore della Repubblica aggredita; fu scosso dalla tremenda fucilazione di Lorca e con Cesar Vallejo, un poeta peruviano, fondò il Gruppo ispano-americano d'aiuto allaSpagna.
La guerra civile determinò un mutamento profondo nell'animo, nelle convinzioni, nella cultura, nella poesia del poeta.
La sua fu una vera e propria conversione al prossimo e la sua poesia divenne quella dell'uomo con gli uomini cioè una poesia sociale e di lotta politica, di adesione e di repulsione rispetto al prossimo, di sostegno e di esacrazione, di speranza e di rabbia: d'azione" e quando cessata la guerra civile e sconfitte le armi repubblicane tanti spagnoli furono costretti all'esilio o morirono fucilati o in carcere quel "legame materno" con la Spagna si fece per Pablo drammatico e fu come una goccia di sangue che rimase indelebile.
Se uno dei sentimenti più forti dell'anima moderna è quello di un continuo e cocente esilio di una imprecisata perdita esistenziale,
La Spagna è stata per Neruda quella perdita, quell'esilio: un vuoto angoscioso e accorato che si ripercuote nel suo virile grido di poeta dal lontano '39 a oggi.
Nel 1944 tornato in Cile s'iscrisse al partito comunista cileno e venne eletto senatore.
Dal '48 al 52 fu perseguitato e costretto all'esilio per la sua presa di posizione contro il neo dittatore Gonzalez Videla; così tornò a viaggiare per il mondo.
Nel 1971 guadagna il premio nobel per la letteratura, nel 1973 torna in Cile e in quello stesso anno muore a Santiago subito dopo il colpo di Stato del generale Pinochet.
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Dall ' ENCICLOPEDIA BRITANNICA per gli amici di lingua inglese.
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Pablo Neruda....
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Born July 12, 1904, Parral, Chile died September 23, 1973, Santiago
Chilean poet, diplomat, and politician who was awarded the Nobel Prize for Literature in 1971. He was perhaps the most important
Latin American poet of the 20th century
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Early life and love poetry
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Neruda was the son of José del Carmen Reyes, a railway worker, and Rosa Basoalto. His mother died within a month of Neruda’s birth, and two years later the family moved to Temuco, a small town farther south in Chile, where his father remarried. Neruda was a precocious boy who began to
write poetry at age 10. His father tried to discourage him from writing and never cared for his poems, which was probably why the young poet began to publish under the pseudonym Pablo Neruda, which he was legally to adopt in 1946. He entered the Temuco Boys’ School in 1910 and finished his secondary schooling there in 1920. Tall, shy, and lonely, Neruda read voraciously and was encouraged by the principal of the Temuco Girls’ School,
Gabriela Mistral , a gifted poet who would herself later become a Nobel laureate.
Neruda first published his poems in the local
newspapers and later in magazines published in the Chilean capital, Santiago. In 1921 he moved to Santiago to continue his studies and become a French teacher. There he experienced loneliness and hunger and took up a bohemian lifestyle. His first book of poems,
Crepusculario, was published in 1923. The poems, subtle and elegant, were in the tradition of Symbolist poetry, or rather its Hispanic version, Modernismo . His second book, Veinte poemas de amor y una canción desesperada (1924; Twenty Love Poems and a Song of Despair), was inspired by an unhappy love affair. It became an instant success and is still one of Neruda’s most popular books . The verse in Twenty Love Poems is vigorous, poignant, and direct, yet subtle and very original in its imagery and metaphors. The poems express young, passionate, unhappy love perhaps better than any book of poetry in the long Romantic tradition.
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The experimental poet as diplomat

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At age 20, with two books published, Neruda had already become one of the best-known Chilean poets. He abandoned his French studies and began to devote himself entirely to poetry. Three more books appeared in quick succession: Tentativa del hombre infinito (1926; “Attempt of the Infinite Man”); Anillos (1926; “Rings”), in collaboration with Tomás Lago; and El hondero entusiasta (1933; “The Enthusiastic Slingshooter”). Yet his poetry was not a steady source of income, so he translated hastily from several languages and published magazine and newspaper articles. Neruda’s future looked uncertain without a steady job, so he managed to get himself appointed honorary consul to Rangoon in Burma (now Yangôn, Myanmar). For the next five years he represented his country in Asia. He continued to live in abject poverty, however, since as honorary consul he received no salary, and he was tormented by loneliness.
From Rangoon Neruda moved to Colombo in Ceylon (now Sri Lanka). He increasingly came to identify with the South Asian masses, who were heirs to ancient cultures but were downtrodden by poverty, colonial rule, and political oppression. It was during these years in Asia that he wrote Residencia en la tierra, 1925–1931 (1933;
Residence on Earth ). In this book Neruda moves beyond the lucid, conventional lyricism of Twenty Love Poems, abandoning normal syntax, rhyme, and stanzaic organization to create a highly personalized poetic technique. His personal and collective anguish gives rise to nightmarish visions of disintegration, chaos, decay, and death that he recorded in a cryptic, difficult style inspired by Surrealism. These puzzling and mysterious poems both attract and repel the reader with the powerful and awe-inspiring vision they present of a modern descent into hell.
In 1930 Neruda was named consul in Batavia (modern Jakarta), which was then the capital of the Dutch East Indies (now Indonesia). There he fell in love with a Dutch woman, Maria Antonieta Hagenaar, and married her. In 1932 Neruda returned to Chile, but he still could not earn a living from his poetry. In 1933 he was appointed Chilean consul in Buenos Aires, Argentina. There he met the Spanish poet
Federico García Lorca, who at that time was traveling in Argentina and who was to become a close friend and an enthusiastic defender of Neruda’s poetry.
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Communism and poetry

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In 1934 Neruda took up an appointment as consul in Barcelona, Spain, and soon he was transferred to the consulate in Madrid. His success there was instantaneous after García Lorca introduced him. Neruda’s new friends, especially
Rafael Alberti and Miguel Hernández, were involved in radical politics and the Communist Party. Neruda shared their political beliefs and moved ever closer to communism. In the meantime, his marriage was foundering. He and his wife separated in 1936, and Neruda met a young Argentine woman, Delia del Carril, who would be his second wife until their divorce in the early 1950s.
divorce in the early 1950s.
A second, enlarged edition of the Residencia poems entitled Residencia en la tierra, 1925–35 was published in two volumes in 1935. In this edition, Neruda begins to move away from the highly personal, often hermetic poetry of the first Residencia volume, adopting a more extroverted outlook and a clearer, more accessible style in order to better communicate his new social concerns to the reader. This line of poetic development was interrupted suddenly by the outbreak of the Spanish Civil War in 1936, however. While García Lorca was executed by the Nationalists and Alberti and Hernández fought at the front, Neruda traveled in and out of Spain to gather money and mobilize support for the Republicans. He wrote España en el corazón (1937;
Spain in My Heart) to express his feelings of solidarity with them. The book was printed by Republican troops working with improvised presses near the front lines.
In 1937 Neruda returned to Chile and entered his country’s political life, giving lectures and poetry readings while also defending Republican Spain and Chile’s new centre-left government. In 1939 he was appointed special consul in Paris, where he supervised the migration to Chile of many defeated Spanish Republicans who had escaped to France. In 1940 he took up a post as Chile’s consul general in Mexico. He also began work on a long poem,
Canto general (1950; “General Song,” Eng. trans. Canto general), resonant with historical and epic overtones, that would become one of his key works. In 1943, during a trip to Peru, Neruda climbed to the ancient Inca city of Machu Picchu. The strong emotions aroused by the sight of this spectacular ruin inspired one of his finest poems, Alturas de Macchu Picchu (1943; Heights of Macchu Picchu). This powerful celebration of pre-Columbian civilization would become the centrepiece of Canto general.
In the meantime, Neruda suffered a stunning reversal in his native country. He had returned to Chile in 1943, was elected a senator in 1945, and also joined the Communist Party. He campaigned for the leftist candidate Gabriel González Videla in the elections of 1946, only to see President Videla turn to the right two years later. Feeling betrayed, Neruda published an open letter critical of Videla; as a consequence, he was expelled from the Senate and went into hiding to avoid arrest. In February 1948 he left Chile, crossing the Andes Mountains on horseback by night with the manuscript of Canto general in his saddlebag.
In exile Neruda visited the Soviet Union, Poland, Hungary, and Mexico. In Mexico he again met Matilde Urrutia, a Chilean woman whom he had first encountered in 1946. Their marriage would last until the end of his life, and she would inspire some of the most passionate Spanish love poems of the 20th century. The third volume of Neruda’s Residencia cycle, Tercera residencia, 1935–45 (1947; “Third Residence”), completed his rejection of egocentric angst and his open espousal of left-wing ideological concerns. His communist political beliefs receive their culminating expression in Canto general. This epic poem celebrates Latin America—its flora, its fauna, and its history, particularly the wars of liberation from Spanish rule and the continuing struggle of its peoples to obtain freedom and social justice. It also, however, celebrates Joseph Stalin, the bloody Soviet dictator in power at the time.

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Later years

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In 1952 the political situation in Chile once again became favourable, and Neruda was able to return home. By that time his works had been translated into many languages. Rich and famous, he built a house on Isla Negra, facing the Pacific Ocean, and also maintained houses in Santiago and Valparaíso. While traveling in Europe, Cuba, and China, Neruda embarked upon a period of incessant writing and feverish creation. One of his major works, Odas elementales (
Elemental Odes), was published in 1954. Its verse was written in a new poetic style—simple, direct, precise, and humorous—and it contained descriptions of everyday objects, situations, and beings (e.g., “Ode to the Onion” and “Ode to the Cat”). Many of the poems in Odas elementales have been widely anthologized. Neruda’s poetic output during these years was stimulated by his international fame and personal happiness; 20 books of his appeared between 1958 and his death in 1973, and 8 more were published posthumously. In his memoirs, Confieso que he vivido (1974; Memoirs), Neruda summed up his life through reminiscences, comments, and anecdotes.
In 1969 Neruda campaigned for the leftist candidate
Salvador Allende, who appointed him ambassador to France after being elected president of Chile. While already ill with cancer in France, Neruda in 1971 learned that he had been awarded the Nobel Prize for Literature. After traveling to Stockholm to receive his prize, he returned to Chile bedridden and terminally ill and survived by only a few days his friend Allende, who died in a right-wing military coup.
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Assessment

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Neruda’s body of poetry is so rich and varied that it defies classification or easy summary. It developed along four main directions, however. His love poetry, such as the youthful Twenty Love Poems and the mature Los versos del Capitán (1952; The Captain’s Verses), is tender, melancholy, sensuous, and passionate. In “material” poetry, such as Residencia en la tierra, loneliness and depression immerse the author in a subterranean world of dark, demonic forces. His epic poetry is best represented by Canto general, which is a Whitmanesque attempt at reinterpreting the past and present of Latin America and the struggle of its oppressed and downtrodden masses toward freedom. And finally there is Neruda’s poetry of common, everyday objects, animals, and plants, as in Odas elementales.
These four trends correspond to four aspects of Neruda’s personality: his passionate love life; the nightmares and depression he experienced while serving as a consul in Asia; his commitment to a political cause; and his ever-present attention to details of daily life, his love of things made or grown by human hands. Many of his other books, such as Libro de las preguntas (1974; The Book of Questions), reflect philosophical and whimsical questions about the present and future of humanity. Neruda was one of the most original and prolific poets to write in Spanish in the 20th century, but despite the variety of his output as a whole, each of his books has unity of style and purpose.
Neruda’s work is collected in Obras completas (1973; 4th ed. expanded, 3 vol.). Most of his work is available in various English translations. Four essential works are Twenty Love Poems and a Song of Despair, trans. by
W.S. Merwin (1969, reissued 1993); Residence on Earth, and Other Poems, trans. by Angel Flores (1946, reprinted 1976); Canto general, trans. by Jack Schmitt (1991); and Elem Manuel E. DuranRoberto González Echevarría
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Manuel E. Duran
Roberto González Echevarría


lunedì 14 luglio 2008

LEONARDO DA VINCI



LA VERGINE DELLE ROCCE
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Legno trasposto su tela, centinato nella parte superiore, realizzato nel 1483. Francia, Parigi, Musée du Louvre.

(particolare)

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Nel 1483 Leonardo, che ormai vive a Milano, si impegna a dipingere la parte centrale di un trittico destinato ad una pala d'altare per la confraternita della Concezione.L'opera deve essere consegnata l'8 dicembre 1483 per la festa dell'Immacolata Concezione.Un minuzioso documento indica quali sono i personaggi e quale la cornice da dipingere: Dio nella parte superiore, la Vergine e il Bambin Gesù al centro, montagne e rocce in basso. Ma nessuna clausola del contratto viene rispettata da Leonardo: né la scadenza, né il soggetto.

Il quadro suscita grande impressione, ma i monaci, considerandolo incompiuto e non rispondente ai requisiti richiesti, si rifiutano di pagare l'artista.
La questione sfocia in un processo che dura un quarto di secolo prima di chiudersi con la vittoria del pittore.
I quattro personaggi del dipinto, la cui presenza sembra allontanare l'oscurità, restano tuttavia ambigui nei loro gesti.
Sono rappresentate tre mani unite sopra la testa di Cristo, mentre le due dita di Gesù benedicono il piccolo San Giovanni, e il dito teso dell'angelo lo indica.
La mano sinistra della Vergine sembra proteggere e allo stesso tempo minacciare il Bambin Gesù; la mano destra della Vergine intorno a San Giovanni, inoltre, appare contratta.
Secondo la Bibbia, Gesù e San Giovanni si incontrarono in un deserto fiorito ed è probabile che Leonardo abbia tratto spunto da questo particolare per il dipinto.
Si noti ancora la simbologia legata a fiori e piante: l'iris allude alla pace, l'edera alla fedeltà, l'anemone rosso invece alla tristezza e alla morte.


(particolare)

Decimo Giunio Giovenale




mens sana in corpore sano

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Letteralmente : ...  mente sana in corpo sano, espressione tratta da un passo delle Satire di Giovenale. Oggi è lo slogan di molte palestre, centri estetici, club sportivi che invitano a curare di più il proprio corpo. Lo stesso slogan non è invece usato (ma dovrebbe esserlo) per invitare la gente a curare di più la propria mente.
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IL GHIRLANDAIO


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IL GHIRLANDAIO
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Pseudonimo del pittore fiorentino Domenico Bigordi (1449-1494). L'artista, che subì l'influsso di Giotto, di Masaccio, di Andrea del Castagno e del Verrocchio, si contraddistingue per la perfezione del tratto e il realismo delle immagini. Suo allievo fu uno degli artisti simbolo del Rinascimento: Michelangelo.
In questa sua rappresentazione dell'utima cena, sullo sfondo ritroviamo gli alberi di limone, emblema della salvezza.
Il limone, infatti, era considerato un potente rimedio contro i veleni.
E nella tradizione cristiana l'immagine della pianta sarà spesso associata a quella della Vergine Maria, non solo perché frutto dal dolce profumo, gradevole forma e luminoso, ma anche perché ricco di proprietà curative, non ultima quella di essere rimedio contro i veleni, salvifico...
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sabato 12 luglio 2008

akatalēpsía o degli infiniti ritorni



Segnalo il bellissimo blog " Akatalepsia o degli infiniti ritorni"...
tanto amore per la bellezza e...una inesauribile fonte di notizie letterarie e altro ancora.
Bellissimo !!!
Di seguito riporto il suo ultimo post ...
una poesia dell' inglese Dylan Thomas.
Un poeta che non conoscevo.


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Credo che da certi respiri nostalgici
possa nascere qualcosa.
No, nessuna angoscia,
perché quella l'ho sconfitta
poco prima di morire.
Piuttosto parlerei di un'inclinazione spirituale
che fa dimenticare
e poi piange e rimpiange con noi.
E' così che nasce qualcosa
che, assaporato, è gradevole.
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Del resto non possiamo lasciarci andare alla delusione
perché c'è ancora - per fortuna - qualche verità.
Per esempio: non esiste "amore" se non si ama fino in fondo.
Ma ciò accade solo
dopo una serie di lunghe e inesorabili sconfitte.
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da Collected Poems, 1932 - 1954
ed. J. M. Dent & Sons Ltd, London

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venerdì 11 luglio 2008

Da OSSI DI SEPPIA di EUGENIO MONTALE


Portami il girasole ch'io lo trapianti
(Ossi di seppia)
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Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.
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Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
dunque la ventura delle venture.
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Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

mercoledì 9 luglio 2008

Ecclesiaste

(Pablo Picasso)


Vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l`uomo da tutto l`affanno
per cui fatica sotto il sole?
Una generazione va, una generazione viene
ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.
Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.
Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l`occhio di guardare
né mai l`orecchio è sazio di udire.
Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c`è niente di nuovo sotto il sole.
C`è forse qualcosa di cui si possa dire:
"Guarda, questa è una novità"?
Proprio questa è già stata nei secoli
che ci hanno preceduto.
Non resta più ricordo degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso coloro che verranno in seguito.
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San Benedetto del Tronto, 9 luglio 2008
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I giorni succedono ai giorni e anche questo breve periodo di riposo sta per terminare.

C'è ancora la bellezza ? in me stesso, nei miei pensieri, naturalmente.
E' una domanda di senso a cui non posso rispondere.
In questi giorni ho letto numerosi libri, passeggiato sul lungo mare all'ombra delle palme...lasciato correre la fantasia.
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Riesco ancora a leggere nella gente e le cose il bello che offre la vita?
E' facile fraintendere gli altri e se stessi.
E' facile essere fraintesi quando ''cerchi o parli '' della bellezza.

Non c'è tempo per scrivere... il locale è affollato. Tornerò più avanti su questo argomento.

martedì 1 luglio 2008

Martin Luther King


« I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal" »

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« Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali" »

ED E’ SUBITO SERA - QUASIMODO


ED E’ SUBITO SERA
.Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera




COLORE DI PIOGGIA E DI FERRO
.Dicevi:morte, silenzio, solitudine;
come amore, vita. Parole
delle nostre provvisorie immagini.
E il vento s'è levato leggero ogni mattina
e il tempo colore di pioggia e di ferro
è passato sulle pietre,
sul nostro chiuso ronzio di maledetti.
Ancora la verità è lontana.
E dimmi, uomo spaccato sulla croce,
e tu dalle mani grosse di sangue,
come risponderò a quelli che domandano?
Ora, ora: prima che altro silenzio
entri negli occhi, prima che altro vento
salga e altra ruggine fiorisca.
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SPECCHIO
.Ed ecco sul tronco
Si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.
.E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.
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RIFUGIO D’UCCELLI NOTTURNI
.In alto c’è un pino distorto;
sta intento ed ascolta l’abisso
col fusto piegato a balestra.
.Rifugio d’uccelli notturni,
nell’ora più alta risuona
d’un battere d’ali veloce.
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Ha pure un suo nido il mio cuore
Sospeso nel buio, una voce;
sta pure in ascolto, la notte.
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Alle fronde dei salici
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E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.



Non ci soffermiamo più a guardare
verso l'alto, verso il cielo...
e perderci un attimo nell'infinito,
per osservare le nuvole
che si rincorrono
verso mete sconosciute
sospinte dal vento.
Non abbiamo tempo !
Per guardare l'imperioso spettacolo
del sorgere del sole
e godere dei tramonti infuocati,
dell'apparire della luna che ci invita a sognare,
delle stelle che con il loro luccichio
sembrano voler rallegrare
l'oscurità della notte.
Che dire poi, del mare meraviglioso,
questa immensa distesa d'acqua
dal carattere mutevole,
che da millenni unisce
i quattro punti cardinali del pianeta
e consente all'umanità di vivere.
Che dire dei monti, dei prati
e delle cime innevate,
dei laghi e dei torrenti che ci offrono
uno spettacolo indimenticabile.
Non abbiamo tempo !
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Giovanni Paolo II

lunedì 30 giugno 2008


Domani lascio il caldo umido e appiccicoso della città per un breve, programmato da tempo, periodo di riposo.

Un bagaglio leggero, le poesie di Emily Dickinson e il romanzo suggerito da Caterina, '' L'eleganza del riccio '' di Muriel Barbery.
Porto con me anche il libro dei libri, la Bibbia.

Ho bisogno di un periodo di riposo per raccogliere le idee e ricominciare.
La testa stanca, impagliata di niente, reclama orizzonti sereni.
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Non sono un cybernauta….. ma stare con voi è stato un piacere. Grazie !!!
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A ottobre inizio il percorso per l'intervento (spero l'ultimo) ...nel frattempo niente pesi, niente sforzi, niente ginnastica che sollecita gli addominali e niente stress.
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Tomorrow I leave the warm moist and sticky city for a short, scheduled for some time, period of rest.
A baggage light, the poems of Emily Dickinson and the novel by Catherine suggested,''The elegance of hedgehog''by Muriel Barbery and the Bible.
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Grazie per avermi ascoltato

Arthur Rimbaud - Sensazioni



Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,
punzecchiato dal grano, a pestar l'erba tenera:
trasognato sentirò la frescura sotto i piedi
e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

Io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,
e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro,
nella Natura, lieto come con una donna.

domenica 29 giugno 2008


ANDREA MANTEGNA (Isola di Corturo, 1431 - Montava, 1506) 

POLITTICO DI SAN ZENO - CROCIFISSIONE tempera su tavola (67x93) – 1456/1459 - Parigi, Musee du Louvre La tavola faceva parte di una pala d'altare che, fino al 1797, adornava la chiesa di San Zeno a Verona. Poi venne portato in Francia da Napoleone e solo alcune parti tornarono in Italia. La tavola della crocifissione rimase in Francia. L'esaltazione della croce e della figura di Cristo sono resi più evidenti da alcuni accorgimenti: le croci dei ladroni sono messe di traverso ed occupano solo una piccola porzione dello spazio, i personaggi ai piedi delle croci sono disposti attorno alle due croci laterali in modo che la croce centrale sì stagli più nettamente sullo sfondo retrostante, così come anche Gesù è contrapposto allo sfondo omoge¬neo del cielo, mentre gli elementi naturalistici ed architettonici (con richiami agli edifici classici di Gerusalemme) sono rappresentati ai due lati del dipinto.


Dante: Canto XXXIII del Paradiso



(Ho già postato parte di questa bellissima preghiera. Scusatemi se mi ripeto ma è una sera particolare. C'è bisogno di pregare, di elevare un pensiero a colei che, termine fisso d'eterno consiglio, la cui benignità non pur soccorrea chi domanda, ma molte fïate liberamente al dimandar precorre).

Preghiera alla Vergine
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Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ’l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ’ mortali,
se’ di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.
Or questi, che da l’infima lacuna
de l’universo infin qui ha vedute
le vite spiritali ad una ad una,
supplica a te, per grazia, di virtute
tanto, che possa con li occhi levarsi
più alto verso l’ultima salute.
E io, che mai per mio veder non arsi
più ch’i’ fo per lo suo, tutti miei prieghi
ti porgo, e priego che non sieno scarsi,
perché tu ogne nube li disleghi
di sua mortalità co’ prieghi tuoi,
sì che ’l sommo piacer li si dispieghi.
Ancor ti priego, regina, che puoi
ciò che tu vuoli, che conservi sani,
dopo tanto veder, li affetti suoi.
Vinca tua guardia i movimenti umani:
vedi Beatrice con quanti beati
per li miei prieghi ti chiudon le mani!".
Li occhi da Dio diletti e venerati,
fissi ne l’orator, ne dimostraro
quanto i devoti prieghi le son grati;
indi a l’etterno lume s’addrizzaro,
nel qual non si dee creder che s’invii
per creatura l’occhio tanto chiaro.
E io ch’al fine di tutt’i disii
appropinquava, sì com’io dovea,
l’ardor del desiderio in me finii."

sabato 28 giugno 2008

SE POTESSI ( Giovenale Nino Sassi)





Se potessi

cambierei l’inverno in una calda estate

e
farei
della gente e delle cose
l’espressione più vera;
ma
basterebbe
che fossi tu la mia estate
semplicemente tu
per vivere l’inverno.

(Giovenale Nino Sassi)

.

giovedì 26 giugno 2008

Emily Dickinson - Se io potrò impedire


Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.
.
Amherst, 28 marzo 1846

Carissima Abiah ,
.
È domenica sera. Tutto è silenzio intorno a me e mi sento nello stato d'animo di rispondere alla tua affettuosa lettera. Sono sola davanti alla mia piccola scrivania, e vorrei scriverti notizie gioiose come quelle contenute nella tua lettera. Sono sola con Dio, e la mia mente è colma di tanti pensieri solenni che si affollano in me con una forza irresistibile (……omissis ... )
.
Ieri mentre ero seduta vicino alla finestra a nord un corteo funebre entrò dal cancello aperto del camposanto, seguendo i resti della moglie del giudice Dickinson verso la sua lunga dimora. La moglie aveva sopportato una lunga malattia di due o tre anni senza un lamento. Si appoggiava interamente al braccio di Dio e lui non l'ha abbandonata. Ora lei è con i redenti in cielo e con il salvatore che ha così a lungo amato, secondo ogni umana probabilità. Mi dolgo sinceramente con te Cara A. per la perdita della tua amica E. Smith. Anche se non l'ho mai conosciuta, l'amavo per ciò che ne dicevi e perché era tua amica. Speravo di poterla incontrare una volta o l'altra ma Dio ha decretato altrimenti e non la conoscerò mai più se non come uno spirito lassù. Non rammento di averti mai sentita parlare delle sue convinzioni religiose ma spero che il suo tesoro fosse in cielo. Che colpo per le amorevoli speranze dei suoi genitori e amici dev'essere stata la sua morte. Della mia stessa età non ho perduto che un'amica i cui pensieri erano uguali ai miei. Fu prima che tu venissi ad Amherst. La mia amica era Sophia Holland. Era troppo amabile per la terra e fu trapiantata dalla terra al cielo. Andavo spesso a trovarla mentre era malata e vegliavo al suo capezzale. Ma alla fine la Ragione si dileguò e il medico proibì a tutti tranne che all'infermiera di entrare nella sua stanza. Allora mi sembrava che sarei morta se non avessi potuto più vegliarla o almeno guardarla in viso. Alla fine il dottore disse che sarebbe morta e mi permise di guardarla per un momento attraverso la porta aperta. Mi tolsi le scarpe ed entrai furtivamente in quella camera di dolore. Giaceva là mite e bella come da sana e i suoi pallidi lineamenti si illuminarono di un sorriso soprannaturale. Guardai finché gli amici me lo permisero e quando mi dissero che non potevo più guardare lasciai che mi portassero via. Non versai lacrime, perché il mio cuore era troppo colmo per piangere, ma dopo che fu deposta nella bara e capii che non potevo richiamarla indietro mi abbandonai a una costante malinconia. Non dissi a nessuno la causa del mio dolore, sebbene mi stesse corrodendo le fibre del cuore. Non stavo bene e andai a Boston, ci restai per un mese e la mia salute migliorò insieme al morale. Confido che ora lei sia in cielo e anche se non la dimenticherà mai, la incontrerò in cielo. So quali debbono essere stati i tuoi sentimenti alla sua morte, e mi rallegro che tu abbia consolazione dall'alto per sopportarla con rassegnazione.
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La tua aff. ..Emily E Dickinson

mercoledì 25 giugno 2008

Mario Luzi

Il tuo cuore
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Io lo penso, il tuo cuore come un'acqua
perduta in un deserto
che invano aspetta chi ci si disseti.
Lo penso come un albero fiorito
in piena notte, che nessuno guarda,
se non da vetri in fuga un viaggiatore
che noia o affari portano lontano
Come uccello spaurito
vaga pei lacunari d'una volta
di cui non trova uscita e crea soltanto
col suo strido più vasta solitudine...

martedì 24 giugno 2008

CANTO D'AMORE


Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla, oltre te, ad altre cose?
Ah, potessi nasconderla in un angolo
perduto nella tenebra, un estraneo
rifugio silenzioso che non seguiti
a vibrare se vibri il tuo profondo.
Ma tutto quello che ci tocca, te
e me, insieme ci prende come un arco
che da due corde un suono solo rende.
Su qual strumento siamo tesi, e quale
violinista ci tiene nella mano?
O dolce canto.
.
(Rainer Maria Rilke )

John Donne - Canzone..... (per te)

CANZONE
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Mio dolcissimo amore, non fuggo
per stanchezza di te,
nè perchè spero che il mondo possa offrirmi
un amore più degno;
ma poichè è destino
che io debba infine morire, è molto meglio
che mi prenda per scherzo l'abitudine
di morire così di qualche morte finta.
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Ieri sera anche il sole era fuggito,
eppure oggi è qui.
lui non ha desideri e non ha sensi,
nemmeno un corso breve come il mio:
dunque non ti preoccupare per me,
credi che tutti i miei viaggi
saranno assai più rapidi, perchè io
ho più ali e più sproni di lui.
.
Ma come è fragile il potere dell'uomo,
che se anche ha buona fortuna
non vi si può aggiungere un'ora di più,
nè richiamare un'ora che ha perduta!
Ma venga pure la cattiva sorte:
le aggiungeremo la nostra forza,
le insegneremo l'arte e la portata,
così che su noi tragga vantaggio.
.
Quando sospiri non sospiri vento,
ma esali la mia anima;
quando piangi, scortesemente cortese,
corrompi il sangue della mia vita.
Non è possibile che tu mi ami
come dici di amarmi se disperdi
con la tua la mia vita,
tu che di me sei la parte migliore.
.
Il tuo cuore da oracolo
non mi preannunci alcun male: il destino
potrebbe prendere anche la tua parte,
realizzando così le tue paure;
pensa piuttosto che noi
ci siamo solo voltati le spalle nel sonno;
coloro che a vicenda si tengono vivi
non sono mai separati.
.
John Donne

Rainer Maria Rilke ...

Rosa, contraddizione pura, piacere d'essere
il sonno di nessuno sotto tante
palpebre.
.
Rainer Maria Rilke

Rose, oh reiner Widerspruch, Lust,
Niemandes Schlaf zu sein unter soviel
Lidern.
.
Rainer Maria Rilke


Ti scrivo...

Pensieri senza meta


L’emigrazione ?
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Noi eravamo spagnoli, portoghesi, italiani. Eravamo Greci, Turchi …… europei dell’occidente uscito dalle macerie della seconda guerra mondiale.
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L’emigrazione di oggi è diversa. I migranti di oggi non sono europei dell’occidente ma uomini e donne, bambini provenienti da altre guerre e tragedie o da un muro caduto.
Culture diverse e distanti tra loro si mescolano a fatica, sono difficili da integrare.
L’occidente ricco, civilissimo ed evoluto ha bisogno di braccia, ….. ma arrivano persone … ad alcuni dispiace ovvero non ci avevano pensato.
Emergono incapacità ed egoismi …
L’incapacità di un sistema paese impreparato e la povertà che avanza insieme al niente ….. e così sia

sabato 21 giugno 2008

IL PINTURICCHIO




Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio, è un pittore piacevole, dotato di una facile vena narrativa e di uno spiccato senso decorativo. Tra le fine del '400 e l'inizio del '500 il carattere raffinato e celebrativo della sua pittura lo rese estremamente celebre e richiesto come testimonia la sua ricca produzione figurativa apprezzata da una lunga serie di pontefici a partire da Sisto IV. Dopo alcuni anni di collaborazione con il Perugino, a fianco del quale partecipò alla decorazione della Cappella Sistina , il Pinturicchio operò autonomamente a Roma, Perugia, Spoleto e Orvieto.



A Spoleto all'interno del Duomo dedicato a Santa Maria Assunta, si trova la cappella Eroli, voluta da un vescovo della città a fine Quattrocento, e decorata da Pinturicchio con una fine scena di Madonna col Bambino circondata da Santi. La veduta retrostante, evocativa del paesaggio umbro reso celebre anche dal Perugino, mostra lo svolgimento di un evento processionale legato al committente.