martedì 3 giugno 2008

Poeti afghani - Meena Keshwar Kamal


Mai tornerò indietro
"Ho spezzato i ceppi che avevo ai piedi,
ho aperto le porte chiuse dell’ignoranza,
ho detto addio a tutti i bracciali d’oro.
O [...] fratello mio, non sono più ciò che ero,
sono la donna che si è destata,
ho trovato la mia strada e mai tornerò indietro".

(Meena)


Cenni biografici


MEENA KESHWAR KAMAL (1957 - 1987) nacque a Kabul. Lasciò l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne afghane ed educarle per far loro ottenere il diritto alla libertà e all'espressione.
La sua lotta contro le posizioni del regime fondamentalista la portò alla morte: venne infatti assassinata a Quetta in Pakistan, il 4 febbraio 1987.



Afghanistan !!!
Ecco dove vanno i nostri militari, i nostri uomini e le nostre donne migliori...vanno in un teatro di guerra antico.
Attraversano il mondo per raggiungere la frontiera dell'occidente in guerra.
Hanno una missione di pace in un paese che conosce da troppo tempo la guerra.
Vanno per collaborare alla ricostruzione di quel paese ….. comprese le strutture sanitarie;
Vanno per sostenere le operazioni di assistenza umanitaria; per formare ed addestrare l'Esercito e le forze di polizia locali.
In ultima analisi vanno per consentire a quelle popolazioni di realizzare il sogno che una loro poetessa, Meena, aveva fatto rompendo le catene dei fondamentalismi
Da uno che conosce bene la vita militare, un pacifista convinto da sempre, va la stima e l’amicizia agli uomini e alle donne impegnati in quel quadrante della storia. Grazie !

Grazie Giulia...

4 commenti:

ELENA ha detto...

Io non la penso come te! La guerra non è mai giusta! Neanche se viene chiamata missione di pace!
Ci va di mezzo la povera gente, mentre magari i mandanti dell'attentato alle torri gemelle se la cavano! I nostri militari fanno quello che gli USA ordinano!
Inoltre le varie ricostruzioni sono economicamente vantaggiose!

Giovenale Nino Sassi ha detto...

E invece la pensiamo uguale visto che sono contro le guerre, tutte le guerre nessuna esclusa, per le ragioni che racconti ed altre, numerose, che potrei aggiungere…
Ma resto vicino ai nostri militari comandati li dove il mondo finisce ed inizia la storia.
Non sono guerrafondai, i nostri militari, ma uomini e donne che, realmente, come possono, aiutano le popolazioni sofferenti.
Pensiamo le stesse cose tranne questo aspetto a mio avviso fondamentale.
Ringrazio i nostri costituenti che hanno scritto l’art. 11 della nostra Costituzione. Dove saremmo, noi, con i tempi che tirano ovvero per le ragioni che racconti, se non ci fosse quell’ articolo ?
Il nostro è un popolo pacifico e di difesa è il suo esercito. Ed è un buon esercito come lo è il popolo che rappresenta.
Purtroppo per fare la pace bisogna essere sempre in due…
Purtroppo a rimetterci, come con le cluster bomblet o bomba a grappolo, sono i civili e spesso, troppo spesso i bambini.

Grazie Elena per il tuo commento... grazie per la sensibilità e l'amore per la giustizia....

marcella candido cianchetti ha detto...

la poesia è chiro e forte messaggio ciao

Giovenale Nino Sassi ha detto...

Sento il bisogno, stasera, 2 giugno 2008, ora che la notte ha avvolto le strade di silenzio, ora che ritrovo l'umanità che il giorno ruba alle ore.... sento il bisogno di salutare con il cuore e la mente i nostri giovani,i migliori che abbiamo,... dell'Esercito Italiano che, a breve, partono per terre lontane...
Grazie a tutti voi e... IN BOCCA AL LUPO...
Ciao Giulia !!! stai attenta .. sii serena. .. tanti ti vogliono bene.